L'intelligenza artificiale gioca da broker: Saxo bank investe nel fintech

Dall’alleanza con Banca Generali lanascita di BG Saxo, un progetto fintechche mira a sfruttare le nuove tecnologieper la consulenza finanziariaIl via scatterà in autunno, per ora si attende che Banca d’Italia e Consob diano l’imprimatur. Saxo Bank e Banca Generali sono sulla griglia dipartenza, pronte a testare sul campo lasolidità della loro “alleanza strategica“ annunciata e minuziosamente messa a punto in questi lunghi mesi. Più simile a un “binomio” che a un semplice accordo commerciale, la partnership ha un obiettivo ambizioso: far collaborare intelligenza artificiale e consulenza sul campo, per offrire a chi investe i risparmi la possibilità di comprare e vendere titoli adatti al loro profilo di rischio. 

Tutto “nel modo più veloce, sicuro e affidabile”, spiega a Wired Gian Palo Bazzani, amministratore delegato di Saxo Bank Italia. I due player hanno fondato in joint venture BG Saxo – “Così è chiaro chi siamo”, scherza Bazzani – che è una sim, ovvero una società di brokeraggio che può maneggiare, per esempio, azioni o titoli di Stato. In questo “binomio”, spiega l’ad, “Saxo Bank mette l’infrastruttura tecnologica e digitale, l’esperienza maturata online con clienti e consulenti. Dall’altro lato c’è Banca Generali che porta il prestigio e la sua forza di consulenza evoluta: il vero private banking”. L’obiettivo è offrire ai clienti di Banca Generali la possibilità di investire i risparmi attraverso un software messo a punto da Saxo Bank, senza rinunciare alla guida strategica di un consulente. “Noi – spiega Bazzani – mettiamo a disposizione la piattaforma digitale dove arrivano cliente e promotore: è una piazza di incontro, un vero marketplace”. 

In questo luogo virtuale, anche da remoto, ci si può confrontare sulle opportunità offerte dal mercato e cogliere quelle più adatte al profilo di rischio del titolare del conto. L’intelligenza artificiale compra, “al miglior prezzo di mercato e con la maggiore velocità possibile”. La macchina, sottolinea Bazzani, “è un facilitatore che gestisce l’ultimo miglio: il vero valore è stato capire insieme al cliente quale fosse l’investimento più adeguato”. La piattaforma di scambio non è altro che “una porta per andare a comprare”. Una volta aperta, si può accedere a “36mila strumenti” finanziari da scegliere e pescare praticamente da “tutto lo scibile umano” a disposizione. A differenza di un qualsiasi robot in grado di suggerire meccanicamente gli investimenti, nel progetto di joint venture con Banca Generali “non sarà mai la macchina a dire quello che si deve comprare“. Ma il consulente. Chi ci mette i soldi, dal canto suo, potrà beneficiare di limpida trasparenza: “Posso sapere esattamente quello che ho in portafoglio in qualsiasi momento, nessuna carta velina trimestrale. 

Ogni investitore potrà fare uno screenshot e chiedere subito consigli ad amici e parenti”. Insomma, pieno spirito del tempo. Del resto Saxo Bank è “una fintech company nata prima che il termine fosse coniato”, ricorda Bazzani. Fondata in un classico garage alla fine degli anni Novanta, da Copenaghen la banca si è fatta largo a spallate in Europa. Oggi conta circa 300 diverse partnership e da un annetto guarda all’estremo Oriente: il 2 ottobre 2017 il gruppo cinese Geely, che nel settore automobilistico possiede Volvo ed è primo azionista di Daimler, ha annunciato che, con l’ok dei regolatori, punta a più del 50% delle sue quote. “Noi non siamo un provider di mercato o un broker – aggiunge Bazzani – ma siamo un facilitatore per l’accesso ai mercati finanziari. 

Totalmente digitalizzati, consentiamo l’ingresso nel mercato a più persone di quante vi potessero accedere in passato: portiamo democrazia, come fanno tutti gli operatori del digitale”. In un settore dove spesso la parola innovazione genera più preoccupazione che esaltazione. Per essere all’avanguardia, Saxo Bank, dice Bazzani, investe “100 milioni di euro all’anno” per sviluppare la sua piattaforma ad alta tecnologia e può contare su un team di “300 sviluppatori interni, in una banca fatta complessivamente da mille e seicento persone”. 
Oggi, chiosa, “tutto è completamente digitalizzato: non c’è un solo pezzo di carta in tutta Saxo. Ma la nostra vera ossessione è essere semplici: la semplicità, come si dice, è la nuova sofisticazione”.

Scritto da: Michele Chicco
Crediti: https://www.wired.it/economia/finanza/2018/08/02/investimenti-saxo-bank-banca-generali-fintech/