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I BTP italiani sono più attraenti dei Bund nell'attuale contesto macroeconomico

Obbligazioni 4 minutes to read
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Althea Spinozzi

Fixed Income Strategist

Sommario:

  • I BTP italiani sono asset interessanti in caso di inflazione persistente, in quanto forniscono una copertura contro di essa.
  • La loro correlazione con i Bund li mette in condizione di trarre vantaggio anche in caso di tensioni in Medio Oriente.
  • I timori di un euro debole che porti a una seconda ondata di inflazione limiteranno il ciclo di taglio dei tassi della BCE, pesando sui Bund e lasciando volatili i tassi a lungo termine.

Nonostante i preparativi della BCE per tagliare i tassi, i titoli di Stato europei continuano a scendere. Ciò può essere attribuito all'impennata dei prezzi delle materie prime innescata da potenziali escalation dei conflitti in Medio Oriente, suggerendo un'inflazione sostenuta o addirittura in aumento nella seconda metà dell'anno.

L'inflazione gioca un ruolo cruciale nella performance obbligazionaria. Se rimane elevata, le possibilità di un rally rialzista obbligazionario sono scarse, poiché le banche centrali farebbero fatica ad attuare tagli aggressivi dei tassi. Le aspettative di tagli dei tassi della Fed nel 2024 sono diminuite da quasi sei a meno di due, mentre in Europa sono diminuite da quasi sette a tre.

Nonostante le aspettative che la BCE sarebbe stata più aggressiva nel tagliare i tassi di interesse rispetto alla Federal Reserve, questa divergenza non ha fermato l'aumento dei rendimenti dei Bund. Dall'inizio dell'anno al 2%, i rendimenti decennali sono saliti a quasi il 2,5%, mostrando una tendenza al rialzo che potrebbe spingerli a testare la resistenza al 2,5% e potenzialmente raggiungere il 2,75% in caso di violazione.

Diversi fattori potrebbero spingere al rialzo i rendimenti dei Bund:

  • Progressi più lenti nella disinflazione: con l'inflazione di fondo che si aggira intorno al 3% nell'Eurozona, il tasso di riferimento reale della BCE si attesta a circa 100 punti base. Se l'inflazione persistesse intorno a questo livello, il margine di manovra della BCE per tagliare i tassi per stimolare la parte lunga della curva dei rendimenti sarebbe limitato.
  • Incertezza che circonda il ciclo di taglio dei tassi: i responsabili politici hanno segnalato la loro intenzione di tagliare i tassi a giugno, ma stanno gestendo le aspettative al di là di questo per evitare che i mercati anticipino tagli aggressivi.
  • Preoccupazioni per la debolezza dell'euro che porterebbe a una seconda ondata di inflazione: le recenti osservazioni della Presidente della BCE Lagarde sull'impatto delle fluttuazioni valutarie sull'inflazione sottolineano questa preoccupazione e non dovrebbero essere ignorate. Un euro più debole è positivo per la crescita europea, ma se si indebolisce troppo potrebbe provocare un aumento dell'inflazione. Ciò limiterà la capacità dei responsabili politici di tagliare i tassi.

I Bund decennali offrono ancora un interessante profilo di rischio/rendimento.

Ipotizzando un periodo di detenzione di un anno, i rendimenti dovrebbero superare il 2,8% per risultare in perdita. Considerando il potenziale di un'inflazione persistente o di una ripresa economica, non si può ignorare il vantaggio di una tale posizione in caso di flessione del mercato o di tendenze disinflazionistiche. Ad esempio, se i rendimenti dei Bund a 10 anni dovessero scendere dal 2,46% all'1,46%, la posizione produrrebbe un rialzo dell'11%.

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Fonte: Bloomberg.

I titoli di Stato italiani rappresentano un'opportunità interessante per gli investitori.

Mentre i Bund a 10 anni sono scesi di circa il 2% dall'inizio dell'anno, i BTP italiani sono rimasti stabili. Questa sovraperformance può essere attribuita al fatto che i BTP italiani offrono i rendimenti più elevati tra i titoli di Stato europei.

Questo alto rendimento rende i BTP italiani interessanti come "bene rifugio" in caso di persistenza dell'inflazione, in quanto forniscono una copertura più forte contro l'inflazione. Inoltre, trarrebbero vantaggio dalla loro correlazione con i Bund in caso di aumento delle tensioni in Medio Oriente. Gli ultimi anni hanno dimostrato che i titoli a reddito fisso a più alto rendimento, come le obbligazioni junk, hanno dimostrato resilienza di fronte all'inflazione elevata.

Considerando un periodo di detenzione di un anno, i BTP italiani offrono un interessante profilo di rischio-rendimento:

  • BTP a 2 anni rendono il 3,5% (IT0005557084), con rendimenti che devono superare il 12% per risultare in perdita.
  • BTP a 10 anni rendono il 3,9% (IT0005584856), con rendimenti che devono superare il 4,4% per risultare in perdita.
  • BTP a 30 anni rendono il 4,3% (IT0005534141), con rendimenti che devono superare il 4,7% per risultare in perdita.
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