Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Il 30 luglio 2026 Apple e Amazon hanno pubblicato risultati solidi, ma la reazione del mercato è stata molto diversa: Amazon è salita nelle contrattazioni after-hours, mentre Apple ha perso terreno.
La domanda si è confermata robusta per entrambe le società. Amazon ha mostrato come gli ingenti investimenti nelle infrastrutture per l'intelligenza artificiale stiano già sostenendo l'espansione di AWS e della capacità cloud. Apple, dal canto suo, ha registrato vendite solide di iPhone e Mac, ma ha avvertito che la persistente scarsità di alcuni componenti potrebbe limitare la crescita nei prossimi trimestri.
Apple monetizza il proprio ecosistema in due fasi: prima attraverso la vendita dell'hardware, poi tramite servizi come App Store, iCloud e Apple Music. Amazon opera invece su più fronti, ma una quota significativa della redditività proviene da AWS, che vende capacità di elaborazione e infrastrutture cloud a clienti aziendali.
Entrambe le aziende dipendono da risorse oggi molto richieste, come chip avanzati, memoria e apparecchiature per data center. Tuttavia, l'impatto operativo di queste limitazioni è molto diverso.
Amazon investe in questi asset per ampliare una capacità che può essere venduta ripetutamente nel tempo a un numero crescente di clienti. Apple, invece, necessita degli stessi componenti per assemblare dispositivi che generano un ricavo al momento della vendita, a cui si aggiungono successivamente i ricavi ricorrenti derivanti dai servizi.
Di conseguenza, Amazon può indicare una domanda già visibile per la capacità che sta costruendo, offrendo agli investitori una maggiore evidenza dei potenziali ritorni sugli investimenti. Per Apple il rischio è differente: se i componenti scarseggiano, le consegne possono essere rinviate e parte delle vendite posticipata. In altre parole, una carenza di offerta è più facilmente tollerata dal mercato quando la domanda per l'infrastruttura realizzata è già chiaramente identificabile e pronta a essere monetizzata.
AWS ha registrato una crescita dei ricavi del 37% su base annua, segnando il quinto trimestre consecutivo di accelerazione. Anche il business dell'e-commerce e la raccolta pubblicitaria hanno continuato a crescere a ritmi sostenuti.
La società ha inoltre aumentato a 220 miliardi di dollari la stima degli investimenti in conto capitale per il 2026, destinati principalmente a data center, chip e infrastrutture legate all'intelligenza artificiale.
Questa spesa ha contribuito a portare il free cash flow in territorio negativo negli ultimi dodici mesi. In condizioni normali sarebbe un segnale di attenzione, ma il rafforzamento della crescita di AWS suggerisce che il capitale investito stia già generando una domanda concreta e risultati visibili, anziché essere assorbito da progetti ancora privi di ritorni tangibili.
È una dinamica rilevante anche per Microsoft, Alphabet e per l'intera filiera dell'intelligenza artificiale: il mercato tende ad accogliere favorevolmente piani di investimento molto ambiziosi quando sono accompagnati da una crescita robusta dei ricavi, da una domanda sostenuta e da una chiara espansione della redditività.
I numeri del trimestre sono stati convincenti: ricavi in crescita del 16%, vendite di iPhone in aumento del 22% e ricavi dei Mac in rialzo del 29%. La domanda per i prodotti principali dell'azienda resta quindi solida.
L'attenzione degli investitori si è però concentrata sulle prospettive future. Per il trimestre di settembre Apple prevede una crescita dei ricavi compresa tra il 9% e l'11%, inferiore alle attese del consenso Bloomberg, che indicavano un incremento superiore al 12%. A pesare sono soprattutto le carenze di processori e memoria, oltre a una crescita dei servizi meno brillante rispetto alle aspettative.
Si tratta di un aspetto cruciale per il modello di business dell'azienda. L'hardware rappresenta il punto d'ingresso nell'ecosistema Apple, mentre i servizi consentono di monetizzare nel tempo l'ampia base di utenti. Vendite elevate di dispositivi sono certamente positive, ma un rallentamento dei servizi riduce la qualità e la sostenibilità della crescita complessiva.
Infine, una strategia più prudente sul fronte degli investimenti in infrastrutture per l'intelligenza artificiale non mette Apple al riparo dalle attuali tensioni della catena di fornitura. L'azienda potrebbe costruire meno data center rispetto ad altri giganti tecnologici, ma continua comunque a competere per molti degli stessi chip avanzati e componenti di memoria. In altre parole, evita parte della spesa necessaria per sviluppare l'infrastruttura, ma resta esposta agli stessi vincoli di approvvigionamento che stanno interessando l'intero settore.
Amazon: il principale rischio è che gli investimenti continuino a crescere più rapidamente dei ricavi generati dal cloud. Gli investitori dovrebbero monitorare l'andamento di AWS, i livelli di utilizzo della nuova capacità installata e l'evoluzione del free cash flow per verificare che l'espansione infrastrutturale continui a tradursi in risultati economici concreti.
Apple: i segnali da tenere sotto osservazione includono un eventuale allungamento dei tempi di consegna, ulteriori aumenti di prezzo e un rallentamento più marcato del business dei servizi. Se le carenze di componenti dovessero persistere, parte delle vendite potrebbe essere rinviata ai trimestri successivi; allo stesso tempo, prezzi più elevati potrebbero iniziare a mettere alla prova la resilienza della domanda.
Settore tecnologico: l'andamento dei prezzi della memoria e dei semiconduttori resta un fattore chiave per l'intera industria. Costi elevati possono comprimere i margini dei produttori hardware, mentre i fornitori di servizi cloud potrebbero essere costretti a investire di più per ottenere la stessa capacità infrastrutturale.
Apple e Amazon vendono prodotti e servizi diversi, ma convergono su un punto fondamentale: l'intelligenza artificiale non vive solo nel cloud. Servono chip, memoria, energia, infrastrutture e capacità di esecuzione.
Amazon è stata premiata perché gli investimenti stanno già alimentando la crescita del cloud. Apple ha incontrato meno tolleranza da parte degli investitori perché le carenze di componenti hanno offuscato le prospettive e la crescita dei servizi ha perso slancio. Nessuna delle due reazioni, però, definisce il futuro delle rispettive società.
Per gli investitori, la domanda più importante non è chi spende di più, ma chi riesce a trasformare risorse fisiche scarse in valore duraturo per i clienti e in una crescita sostenibile della generazione di cassa. L'economia digitale si basa sul software, ma prima servono componenti, infrastrutture e capitale per costruirle e alimentarle.
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