Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Meta e Microsoft pubblicheranno i risultati il 29 luglio 2026, mettendo a confronto due dei protagonisti della corsa globale all'intelligenza artificiale.
Quando Meta e Microsoft hanno pubblicato gli ultimi risultati trimestrali, il 29 aprile 2026, entrambe hanno confermato la solidità dei rispettivi business. Hanno però inviato anche un altro messaggio agli investitori: la corsa all'intelligenza artificiale richiede investimenti sempre più ingenti. La questione non è più se queste aziende possano permettersi tale sforzo. I loro modelli di business continuano a generare ingenti flussi di cassa. Il vero banco di prova è capire se l'attuale ondata di investimenti sarà in grado di produrre ricavi sostenibili prima che l'aumento dei costi inizi a pesare sulla redditività.
Microsoft vende software e servizi cloud alle imprese. Azure fornisce capacità di calcolo su larga scala, mentre Microsoft 365 aiuta aziende e professionisti a comunicare, analizzare dati e aumentare la produttività. Azure continua a registrare una crescita sostenuta e il business dell'intelligenza artificiale ha ormai raggiunto dimensioni rilevanti. L'azienda genera già ricavi significativi dai clienti che utilizzano la sua infrastruttura, gli strumenti per lo sviluppo software e gli assistenti Copilot. Meta segue una strada diversa. Facebook, Instagram e WhatsApp restano il cuore del suo ecosistema e quasi tutti i ricavi derivano dalla pubblicità. L'intelligenza artificiale migliora le raccomandazioni dei contenuti, il targeting degli annunci e gli strumenti a disposizione degli inserzionisti. I risultati sono già visibili nei numeri: Meta ha aumentato il numero di annunci mostrati, ha incrementato il ricavo medio per inserzione e ha mantenuto margini operativi elevati. Nel tempo, questa differenza potrebbe ridursi. Meta sta valutando la possibilità di offrire a clienti esterni parte della propria capacità di calcolo inutilizzata, creando una nuova potenziale fonte di ricavi legata all'infrastruttura. Per ora, tuttavia, si tratta di un'iniziativa ancora in fase di sviluppo, lontana dalla scala e dalla maturità raggiunte da Azure. La differenza principale resta quindi la visibilità dei ritorni economici. Microsoft può indicare contratti cloud e abbonamenti che generano ricavi diretti e facilmente misurabili. Meta dimostra il valore dell'IA soprattutto in modo indiretto, attraverso un maggiore coinvolgimento degli utenti e una migliore efficacia pubblicitaria. Un eventuale business infrastrutturale potrebbe offrire una prova più immediata del ritorno sugli investimenti, ma il mercato vorrà prima verificare che la domanda sia davvero duratura.
L'ultima stagione delle trimestrali ha fissato il punto di partenza per i conti di questa settimana. Le azioni Meta hanno reagito negativamente dopo l'aumento delle previsioni di spesa in conto capitale, ovvero gli investimenti destinati a data center, chip e infrastrutture di rete. L'azienda prevede di investire tra 125 e 145 miliardi di dollari nel 2026. I risultati operativi sono stati robusti, ma la preoccupazione degli investitori riguarda soprattutto i tempi di ritorno. Meta riesce a spiegare come l'IA migliori raccomandazioni e pubblicità, ma non ha ancora fornito un percorso finanziario altrettanto chiaro per i prodotti più recenti. È una dinamica che ricorda le richieste di pazienza rivolte al mercato durante la fase di investimenti nel metaverso. Microsoft ha ricevuto una reazione più contenuta. La crescita di Azure è rimasta sostenuta e le prospettive si sono confermate positive, ma il mercato aveva già incorporato aspettative molto elevate. Anche Microsoft continua ad aumentare gli investimenti e prevede spese in conto capitale per circa 190 miliardi di dollari nell'anno solare. È il paradosso delle grandi aspettative: anche risultati solidi possono non bastare quando le valutazioni incorporano scenari quasi perfetti. Il mercato non sta mettendo in dubbio la forza di Microsoft. La vera domanda è se la crescita futura sarà abbastanza straordinaria da giustificare investimenti altrettanto straordinari.
La prossima stagione delle trimestrali sarà un test cruciale per capire se la domanda di soluzioni basate sull'intelligenza artificiale sta crescendo abbastanza rapidamente da giustificare gli enormi investimenti in corso. Per Microsoft, il dato più osservato sarà ancora una volta la crescita di Azure. Gli investitori cercheranno di capire se i vincoli di capacità dei data center continuano a limitare la domanda oppure se le nuove infrastrutture stanno iniziando ad accelerare ulteriormente la crescita.
Per Meta, la prova sarà diversa. I principali indicatori resteranno il numero di annunci mostrati, il prezzo medio degli spazi pubblicitari e il coinvolgimento degli utenti. Il mercato vorrà verificare se gli algoritmi di raccomandazione basati sull'IA stanno effettivamente aumentando il tempo trascorso sulle piattaforme e se strumenti pubblicitari più efficaci stanno convincendo gli inserzionisti a investire di più. Qualsiasi progresso nella valorizzazione della capacità di calcolo inutilizzata potrebbe inoltre aprire nuove opportunità di ricavo, anche se si tratta ancora di un progetto nelle fasi iniziali.
Anche i costi saranno sotto stretta osservazione. Entrambe le aziende stanno investendo massicciamente in data center e chip avanzati. Per questo gli investitori dovrebbero monitorare con attenzione l'andamento delle spese in conto capitale, dei margini operativi e del flusso di cassa libero (free cash flow), ossia la liquidità generata dall'attività dopo gli investimenti necessari alla crescita.
Il primo rischio è che gli investimenti continuino a crescere più rapidamente della domanda. Tra i segnali da osservare vi sono un rallentamento del flusso di cassa libero, una minore crescita nell'utilizzo dei servizi cloud o benefici meno evidenti dell'IA sulle performance pubblicitarie. Il secondo rischio riguarda l'aumento dei costi. Chip, energia e infrastrutture sempre più costosi potrebbero comprimere i rendimenti degli investimenti anche in presenza di una crescita dei ricavi. Gli investitori dovranno verificare se gli ammortamenti, che riflettono il costo nel tempo delle infrastrutture realizzate, stanno aumentando più rapidamente del fatturato. Il terzo rischio è di natura strategica. Microsoft deve dimostrare di saper trasformare l'interesse verso Copilot in adozione diffusa e ricavi ricorrenti. Meta, invece, dovrà evitare che nuovi progetti ad alta intensità di capitale distolgano risorse dal business pubblicitario, che continua a rappresentare il principale motore di profitti.
Meta e Microsoft hanno già dimostrato che l'intelligenza artificiale può migliorare attività e prodotti reali. La fase successiva, però, sarà la più impegnativa. Microsoft dispone del percorso più diretto per trasformare la domanda di potenza di calcolo in ricavi. Meta, dal canto suo, rappresenta uno degli esempi più convincenti di come l'IA possa aumentare l'efficienza e la redditività di un business già consolidato. Per entrambe, tuttavia, la pazienza degli investitori non è infinita. I data center devono essere utilizzati, gli assistenti basati sull'intelligenza artificiale devono diventare strumenti di uso quotidiano e algoritmi più efficaci devono continuare a generare valore per gli inserzionisti. Per gli investitori, la domanda più importante non è quale azienda abbia la visione più ambiziosa, ma quale sia in grado di trasformare investimenti miliardari in crescita sostenibile dei ricavi, maggiore potere di determinazione dei prezzi e generazione di cassa nel lungo periodo. La corsa all'intelligenza artificiale è entrata in una nuova fase: non basta più impressionare il mercato con la tecnologia, ora bisogna dimostrarne il ritorno economico.
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