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L’IA corre, ma i margini reggeranno? Nvidia davanti alla sfida decisiva

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Punti chiave

  • Altro trimestre sopra le attese con guidance al rialzo: ricavi superiori alle attese del 4,2%, guidance per il Q3 circa il 4% oltre il consenso e indicazioni di crescita attesa vicine al 70% nell’esercizio fiscale 2028 (contro il 45% previsto dal mercato). Il messaggio è chiaro: la domanda continua a superare l’offerta.
  • Due venti contrari interni e un freno macro: l’aumento dei costi della memoria sta comprimendo il margine lordo dal 75% verso il 71-72%, mentre il free cash flow è diminuito del 56% rispetto al trimestre precedente. Allo stesso tempo, rendimenti obbligazionari a lungo termine più elevati pesano sulle valutazioni di Nvidia e, più in generale, dei titoli IA con profili di crescita di lungo periodo.
  • Segnale positivo ma selettivo per l’ecosistema IA: il quadro è particolarmente favorevole per i segmenti legati a memoria, networking, packaging avanzato e infrastrutture elettriche e termiche. Per gli hyperscaler, invece, il contesto resta più sfumato: una maggiore domanda di IA implica investimenti più consistenti, flussi di cassa più deboli e una crescente pressione nel dimostrare la capacità di monetizzare tali investimenti.

Nvidia ha archiviato un altro trimestre sopra le attese, accompagnato da una guidance al rialzo. Il dato più rilevante, però, non è tanto il superamento delle stime quanto il messaggio del management: la domanda legata all'intelligenza artificiale continua a essere limitata dall'offerta, nonostante le dimensioni ormai raggiunte dal mercato. L'azienda prevede infatti una crescita dei ricavi vicina al 70% nell'esercizio fiscale 2028, ben al di sopra del +45% atteso dagli analisti.

Si tratta di un forte contrappeso alla narrativa secondo cui il ciclo di investimenti nell'IA avrebbe già raggiunto il suo picco. Tuttavia, con una capitalizzazione di mercato superiore a 5.000 miliardi di dollari, la sola crescita della domanda non basta più. Nella prossima fase saranno sempre più importanti l'evoluzione dei margini, la capacità di generare cassa e i ritorni sugli investimenti dei clienti di Nvidia.

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ricavi sono aumentati del 106% rispetto a un anno fa, mentre il reddito operativo rettificato è cresciuto del 124%. Le entrate generate dagli hyperscaler sono più che raddoppiate e il margine lordo, pari al 75%, si è attestato in linea con le aspettative del mercato.

L'elemento meno convincente del trimestre è stato il free cash flow: 21,3 miliardi di dollari, ben al di sotto delle previsioni degli analisti e in forte calo rispetto al trimestre precedente, nonostante una crescita del 59% su base annua.

Domanda più forte e diversificata del previsto

I ricavi del Data Center hanno raggiunto 89 miliardi di dollari, pari a oltre il 92% del fatturato complessivo.

All'interno della divisione, i ricavi generati dagli hyperscaler sono aumentati del 13% rispetto al trimestre precedente, raggiungendo 48,7 miliardi di dollari, mentre quelli provenienti da provider di AI cloud, clienti industriali ed enterprise sono cresciuti del 25%, a 40,3 miliardi.

Questa distinzione è importante. Nvidia non dipende più esclusivamente da un ristretto gruppo di grandi società tecnologiche statunitensi. Aziende native dell'IA, progetti sovrani e clienti industriali ed enterprise stanno diventando fonti di domanda sempre più rilevanti.

Si tratta comunque di una diversificazione all'interno della stessa infrastruttura dell'intelligenza artificiale, non di un cambiamento del modello di business. Tuttavia, contribuisce a ridurre il rischio che la crescita futura dipenda interamente dai piani di investimento di quattro o cinque hyperscaler.

La vera sorpresa rialzista è arrivata durante la conference call

Il management ha indicato una crescita dei ricavi vicina al 70% nell'esercizio fiscale 2028, che coincide in larga parte con il 2027 solare, contro aspettative di mercato che si attestavano intorno al 45%.

Nvidia ha inoltre affermato di essere oggi in grado di soddisfare solo circa il 70% della domanda. In altre parole, il principale vincolo alla crescita resta la capacità di offerta, non la disponibilità dei clienti a investire.

È questa indicazione che spiega il rialzo di oltre il 4% registrato dal titolo nelle contrattazioni after hours, dopo una reazione inizialmente più contenuta ai risultati del trimestre. E contribuisce a riaccendere il dibattito sul presunto picco della crescita: con un run rate trimestrale di 108 miliardi di dollari, è difficile sostenere che il ciclo sia vicino alla conclusione se l'azienda dovesse avvicinarsi anche solo in parte a una crescita del 70% il prossimo anno.

Il rischio di esecuzione legato a Rubin si è ridotto, ma non è scomparso

Nvidia ha avviato le spedizioni in produzione della piattaforma Vera Rubin all'inizio di agosto e ha aumentato le scorte da 25,8 a 31,6 miliardi di dollari in vista dell'incremento dei volumi.

Si tratta di un segnale rassicurante, considerando che l'azienda sta affrontando un'altra importante transizione architetturale subito dopo Blackwell e Blackwell Ultra. Per ora non emergono indicazioni di un rinvio degli investimenti da parte dei clienti in attesa di Rubin.

Tuttavia, l'avvio della produzione non garantisce automaticamente una distribuzione regolare su larga scala. Nei prossimi due trimestri l'attenzione del mercato si concentrerà su diversi aspetti cruciali:

  • rese produttive (yields) di Rubin;
  • disponibilità di HBM4;
  • integrazione a livello rack;
  • capacità di packaging avanzato;
  • disponibilità di networking, potenza e raffreddamento;
  • velocità di installazione e messa a regime presso i clienti.

I risultati del trimestre riducono il rischio di un rallentamento legato alla transizione verso la nuova piattaforma. Allo stesso tempo, le dimensioni del progetto e la complessità dell'ecosistema Rubin mantengono elevata l'importanza dell'esecuzione operativa nei prossimi trimestri.

La Cina rappresenta un'opportunità, non la base della tesi di investimento

La Cina ha contribuito per meno dell'1% ai ricavi del Data Center e la guidance per il terzo trimestre non include ricavi legati al business Data Center compute nel Paese.

In altre parole, i 108 miliardi di dollari di ricavi attesi non dipendono da un allentamento delle restrizioni regolamentari. Qualsiasi riapertura del mercato cinese rappresenterebbe quindi un potenziale elemento di crescita aggiuntivo, non un requisito necessario per raggiungere gli obiettivi indicati dal management.

Il rischio strategico di lungo periodo è diverso: l'assenza di Nvidia potrebbe favorire lo sviluppo di acceleratori e piattaforme software domestiche da parte dei concorrenti cinesi all'interno di un mercato protetto. Anche in presenza di future aperture normative, una parte della domanda potrebbe quindi rivelarsi difficile da riconquistare.

Per il resto dell'Asia, il messaggio appare invece più favorevole. La solidità della domanda continua infatti a sostenere le prospettive dei produttori coreani di memoria e delle catene di fornitura taiwanesi attive nelle fonderie, nel packaging avanzato e nei server. Allo stesso tempo, il protrarsi delle restrizioni in Cina rafforza la tesi della sostituzione tecnologica domestica e dello sviluppo di campioni nazionali nel settore dei semiconduttori.

I margini lordi restano il principale punto tensione

Il margine lordo si è attestato al 75% nel secondo trimestre, mentre la guidance per il terzo trimestre indica un livello del 74%. Il management ha inoltre segnalato che il margine potrebbe scendere verso il 71-72% nel trimestre di gennaio, per poi stabilizzarsi tra il 72% e il 73% nel prossimo esercizio fiscale.

La pressione principale arriva dalla memoria, che continua a essere al tempo stesso costosa e difficile da reperire. Nvidia prevede di aumentare i prezzi di alcuni sistemi in arrivo, ma esiste un inevitabile ritardo tra l'incremento dei costi dei componenti e la possibilità di trasferirli ai clienti finali.

La lettura più positiva è che la compressione dei margini sia il risultato di una domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale talmente forte da mettere sotto pressione l'intera filiera della memoria. In questo scenario, il potere di determinazione dei prezzi resta elevato e la crescita dei ricavi continua a compensare ampiamente il calo della redditività.

La lettura più prudente, invece, è che l'eccezionale redditività raggiunta negli ultimi trimestri inizi a confrontarsi con una realtà fatta di costi di sistema più elevati, maggiore complessità operativa e componenti sempre più costosi. Un aspetto da non sottovalutare è la scala raggiunta da Nvidia: con ricavi trimestrali ormai superiori a 100 miliardi di dollari, ogni punto percentuale di margine lordo vale oltre 1 miliardo di dollari di utile lordo.

La conversione in cassa rappresenta l’altro principale elemento di attenzione

 Lo scarto tra utili e generazione di cassa è stato insolitamente ampio. L'utile netto rettificato si è attestato a 54 miliardi di dollari, mentre il free cash flow si è fermato a 21,3 miliardi, con un tasso di conversione inferiore al 40%.

A pesare è stato soprattutto il capitale circolante:

  • crediti verso clienti: −22,3 miliardi di USD di cassa;
  • scorte: +5,8 miliardi;
  • DSO saliti da 45 a 60 giorni;
  • imposte cash gravose sul flusso operativo.

Nvidia attribuisce l'aumento dei crediti commerciali principalmente all'estensione dei termini di pagamento concessi nell'ambito di accordi pluriennali con clienti investment grade. L'incremento delle scorte è invece legato alla preparazione del lancio su larga scala della piattaforma Rubin.

Parte di questa pressione potrebbe riassorbirsi nei prossimi trimestri con l'incasso dei crediti e la progressiva consegna delle scorte destinate a Rubin. Per questo motivo, il calo del free cash flow non va necessariamente interpretato come un segnale di domanda più debole. Tuttavia, rende la qualità degli utili meno lineare e merita attenzione, soprattutto alla luce dell'allungamento dei tempi di incasso e dell'aumento degli impegni finanziari. Dopo il forte rialzo del titolo degli ultimi anni, la capacità di convertire gli utili in cassa diventa un indicatore sempre più importante.

Un ulteriore elemento da monitorare è la remunerazione degli azionisti: nel trimestre Nvidia ha restituito circa 26 miliardi di dollari tra riacquisti di azioni e dividendi, una cifra superiore al free cash flow generato nello stesso periodo. L'azienda può sostenere questa politica grazie alla solidità del bilancio e alla liquidità accumulata nella prima parte dell'anno, ma tale ritmo sarebbe meno sostenibile qualora la conversione in cassa rimanesse debole per un periodo prolungato. Infine, è importante distinguere tra utile contabile e risultato operativo sottostante. L'utile netto GAAP di 59,7 miliardi di dollari include infatti circa 7,8 miliardi di plusvalenze legate a partecipazioni finanziarie, mentre l'utile netto rettificato di 54 miliardi rappresenta una misura più fedele della performance operativa del trimestre. 
L’utile netto GAAP (59,7 miliardi) include 7,8 miliardi di plusvalenze su titoli; l’utile rettificato (54 miliardi) è la metrica più rappresentativa della performance sottostante.

Nvidia sta diventando sempre più anche un finanziatore dell’ ecosistema IA

Nvidia ha comunicato:

  • impegni di fornitura/capacità per 279 miliardi di USD (da 119 miliardi il trimestre scorso), soprattutto legati alla memoria;
  • circa 366 miliardi di impegni futuri totali;
  • altri 56 miliardi di lease e impegni AI‑cloud di terzi;
  • garanzie lorde massime per 108,5 miliardi, fino a 105 miliardi collegati al data center OpenAI–SB Energy in Ohio;
  • partnership per mobilitare oltre 500 miliardi di capitale di terzi per l’infrastruttura IA.

Questi accordi consentono all'azienda di assicurarsi componenti e capacità produttiva in un contesto caratterizzato da offerta limitata, accelerano la realizzazione dei progetti dei clienti e contribuiscono ad ampliare il mercato potenziale per le sue soluzioni.

Allo stesso tempo, rendono il profilo di rischio più articolato. La qualità creditizia dei clienti, i contratti di leasing, le garanzie finanziarie, gli accordi di condivisione dei ricavi e le partecipazioni strategiche diventano elementi sempre più rilevanti per la valutazione dell'azienda, accanto alle tradizionali metriche legate alle vendite di GPU.

Questo non implica l'esistenza di "ricavi circolari". Piuttosto, evidenzia come Nvidia stia assumendo un ruolo sempre più attivo nello sviluppo e nel finanziamento dell'ecosistema in cui opera e a cui fornisce la propria tecnologia. La debolezza mostrata dal free cash flow rende questo aspetto ancora più importante.

La flessibilità finanziaria dell'azienda resta elevata, ma la combinazione tra impegni crescenti e maggior fabbisogno di capitale circolante potrebbe nel tempo ridurre parte del margine di sicurezza di cui Nvidia ha goduto finora.


Cosa implicano questi risultati per l’ecosistema IA

  • Memoria: le indicazioni sui margini confermano che la memoria HBM e la memoria per server restano risorse scarse e strategiche, a beneficio di operatori come SK Hynix, Micron e altri produttori del settore. L'offerta, tuttavia, sta gradualmente aumentando. La prossima fase dipenderà dalla capacità della domanda legata all'intelligenza artificiale, e dal crescente contenuto di memoria richiesto da ciascun acceleratore, di assorbire la nuova capacità produttiva, non soltanto dal proseguimento delle tensioni sull'offerta.
  • Hyperscaler e chip personalizzati: le prospettive comunicate da Nvidia rafforzano l'ipotesi di ulteriori investimenti da parte degli hyperscaler. All'aumentare dei costi associati a GPU e memoria, cresce però anche l'incentivo a sviluppare soluzioni proprietarie. Questo non ridimensiona il ruolo delle TPU di Google, dei chip Trainium di Amazon o delle opportunità per Broadcom e Marvell nel mercato degli ASIC. Nvidia può mantenere una posizione dominante nei modelli di frontiera, mentre i chip custom continuano a guadagnare spazio in specifici carichi di inferenza.
  • Networking, ottica, alimentazione e raffreddamento: l'arrivo di Rubin, l'espansione delle soluzioni di networking Spectrum-6 e la crescita delle cosiddette "fabbriche dell'IA" stanno spostando i colli di bottiglia oltre le GPU. Banda di memoria, trasferimento dei dati, disponibilità di energia elettrica, raffreddamento e capacità dei data center restano fattori critici e aree che potrebbero beneficiare maggiormente dell'espansione dell'infrastruttura IA.
  • AI cloud: la crescita del 25% rispetto al trimestre precedente registrata dal segmento AI cloud, industriale ed enterprise supporta le prospettive di alcuni operatori specializzati, come CoreWeave e Nebius. Allo stesso tempo, elevata leva finanziaria, concentrazione della clientela e dipendenza dai finanziamenti esterni rendono il comparto più esposto ai rischi rispetto ad altre aree della catena del valore.
  • Fonderie e packaging avanzato: 'incremento della produzione di Rubin rappresenta un elemento favorevole per TSMC e per i fornitori di packaging avanzato. La visibilità sulla domanda resta elevata, ma capacità produttiva, concentrazione geografica della filiera e fattori geopolitici continuano a rappresentare variabili da monitorare attentamente.

In sintesi, questi risultati rafforzano la tesi d'investimento sull'infrastruttura dell'intelligenza artificiale, ma non giustificano un approccio indiscriminato verso qualsiasi società associata al tema IA. L'aumento dei costi, le sfide produttive e la necessità di dimostrare un ritorno economico sugli investimenti contribuiranno sempre più a distinguere le aziende con un reale potere di prezzo e una domanda visibile da quelle con modelli di business meno solidi.

In sintesi

I risultati di Nvidia allontanano uno dei principali timori di breve periodo: il ciclo di investimenti nell'infrastruttura per l'intelligenza artificiale non mostra segnali di inversione, la piattaforma Rubin è entrata in produzione e il principale vincolo alla crescita continua a essere la capacità di offerta, non la domanda.

Resta invece aperto il tema delle valutazioni.

A questi livelli di capitalizzazione, il mercato guarda sempre meno alla sola crescita dei ricavi e sempre più alla capacità dell'azienda di preservare margini elevati, generare cassa e trasformare gli investimenti dei clienti in ritorni economici concreti. Il prossimo banco di prova sarà proprio questo: mantenere una quota significativa dell'eccezionale redditività raggiunta negli ultimi anni e, allo stesso tempo, riportare la conversione degli utili in cassa su livelli più solidi durante la fase di espansione.

Parallelamente, gli hyperscaler dovranno dimostrare che la rapida crescita della spesa in IA è in grado di generare ritorni adeguati, soprattutto in un contesto in cui rendimenti obbligazionari più elevati rappresentano un'alternativa sempre più credibile per gli investitori.Per Nvidia e per l'intero ecosistema dell'intelligenza artificiale, la domanda non è più se la crescita esista. La vera questione è dove si stabilizzeranno i rendimenti economici di questa crescita e quali saranno le aziende in grado di catturarne la quota maggiore.


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