Rapida panoramica del mercato – 4 maggio 2026
Rapida panoramica del mercato – 4 maggio 2026
Driver di mercato e catalizzatori
- Azioni: nuovi record negli Stati Uniti, l’Europa alle prese con il rumore sui dazi, mentre la supply chain dell’AI in Asia continua ad attirare gli investitori.
- Volatilità: VIX ~17, il rally del KOSPI sostiene il sentiment, settimana ricca di eventi in arrivo, focus su petrolio e geopolitica
- Asset digitali: BTC ~80k, ETH stabile, altcoin in rialzo, afflussi in IBIT/ETHA supportano il sentiment
- Obbligazioni: rendimento del Treasury USA a 10 anni ~4,37%, in arrivo aggiornamento sul finanziamento del Tesoro, interventi della Fed, focus sui payrolls
- Valute: USD misto, attenzione agli interventi sullo yen, AUD solido prima della RBA, NOK sostenuta dall’energia
- Materie prime: Brent sopra i 100 USD, speranze per il traffico nello Stretto di Hormuz, esportazioni del Kuwait interrotte, oro sostenuto
- Eventi macro: gli Stati Uniti guideranno le navi neutrali per uscire dallo Stretto di Hormuz.
Notizie macro
- Il petrolio resta il principale punto di riferimento macro mentre i mercati osservano se il piano degli Stati Uniti per aiutare a liberare le navi bloccate nello Stretto di Hormuz possa alleviare la pressione sull’offerta. Il Brent è sceso lunedì, ma è rimasto sopra i 100 USD al barile, poiché i negoziati restano in stallo e i rischi per il trasporto marittimo rimangono elevati. Per gli investitori, il messaggio è semplice: il petrolio continua a fare il lavoro della politica macro, purtroppo senza un titolo ufficiale.
- Le banche centrali stanno tornando in modalità di monitoraggio dell’inflazione. I prezzi energetici più elevati stanno avvicinando la Banca Centrale Europea e la Bank of England a possibili rialzi dei tassi a giugno, anche se la crescita resta fragile. La Bank of England ha mantenuto invariati i tassi la scorsa settimana, ma un membro ha già votato per un aumento di 0,25 punti percentuali.
- Il rischio commerciale torna in Europa. Il piano del presidente Trump di aumentare i dazi su auto e camion dell’UE al 25% dalla prossima settimana aumenta la pressione sui produttori automobilistici già alle prese con costi energetici più elevati e una fiducia dei consumatori più debole. I mercati osserveranno se Bruxelles reagirà o cercherà di mantenere la disputa nella categoria “fastidiosa ma gestibile”.
Principali appuntamenti macro (orari in GMT)
07:50 – Francia PMI manifatturiero finale di aprile.
07:55 – Germania PMI manifatturiero finale di aprile
08:00 – Area euro PMI manifatturiero finale di aprile
Trimestrali di questa settimana
Oggi/Lunedì: Palantir, Pinterest, onsemi, Tyson Foods, Norwegian Cruise Line, Vertex Pharmaceuticals, Diamondback Energy, Williams Companies
Martedì: AMD, Pfizer, PayPal, Shopify, Anheuser-Busch InBev, Cummins, Eaton, KKR
Mercoledì: Disney, Uber, Arm, DoorDash, CVS Health, Marriott, Global Payments, Johnson Controls
Giovedì: Airbnb, McDonald’s, Canadian Natural Resources, AppLovin, Realty Income
Venerdì: Wendy’s, Brookfield Asset Management, Enbridge
Azioni
- USA: L’S&P 500 è salito dello 0,3% a 7.230,12 venerdì, mentre il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,9% e il Dow è sceso dello 0,3%, poiché utili solidi e prezzi del petrolio più bassi hanno sostenuto la propensione al rischio. Apple è salita del 3,3% dopo risultati migliori e guidance positiva, Estée Lauder ha guadagnato il 3,4% dopo aver migliorato le previsioni sugli utili, e Sandisk è balzata dell’8,3% grazie alla forte domanda dei data center. Exxon Mobil ha perso l’1,0% e Chevron l’1,4% mentre il petrolio arretrava nonostante utili superiori alle attese. Nel fine settimana, la liquidità record di Berkshire e l’offerta a sorpresa di GameStop per eBay hanno dato molto su cui riflettere agli investitori, caffè facoltativo.
- Europa: La maggior parte dei mercati dell’Europa continentale era chiusa venerdì per la Festa dei Lavoratori, lasciando Londra a guidare la regione. Il FTSE 100 è sceso dello 0,1% a 10.363,93 in scambi ridotti, mentre l’ultima seduta completa dello STOXX 600 è stata quella di giovedì con un +1,4% a 611,28. AstraZeneca ha perso il 3,1% dopo che un panel consultivo statunitense ha votato contro il suo trattamento sperimentale per il cancro al seno, BP ha ceduto il 2,0% con il calo del petrolio e indiscrezioni su una possibile uscita dal Mare del Nord, mentre NatWest è scesa del 3,5% nonostante utili superiori alle attese, con gli investitori concentrati su ipotesi economiche prudenti. I produttori automobilistici europei saranno osservati attentamente dopo la nuova minaccia di dazi al 25% di Trump.
- Asia: L’Asia ha scambiato in rialzo lunedì, con la Corea del Sud ancora al centro dell’attenzione: il Kospi ha aperto a +2,8% a 6.782,93 dopo un balzo del 31% ad aprile. Il rally è stato sostenuto dalla dinamica della supply chain dell’AI, con gli investitori che puntano su società legate all’espansione di Nvidia nella robotica, mobilità e “AI fisica”, un modo elegante per dire che l’AI vuole gambe, ruote e fabbriche. LG Electronics è salita grazie alle aspettative di collaborazione con Nvidia, Nanya Technology è balzata del 10% su notizie di partnership, e DBS di Singapore ha guadagnato il 3,4% il 30 aprile dopo un utile netto record nel primo trimestre. Giappone e Cina continentale erano chiusi per le festività della Golden Week.
Volatilità
- La volatilità resta contenuta, ma non indica compiacenza. Il VIX ha chiuso venerdì a 16,99, mentre i future sono leggermente più deboli, segnalando assenza di stress immediato, ma con gli investitori ancora alle prese con un contesto macro complesso. Un sentiment di rischio globale più forte, favorito anche dal forte rally del KOSPI della Corea del Sud (+4,6%), sostiene le azioni, ma questo è bilanciato da prezzi del petrolio elevati, tensioni persistenti in Medio Oriente e una settimana ricca di dati USA, tra cui ISM servizi, JOLTS e i payrolls di venerdì.
- Sulla base del prezzo delle opzioni SPX, il mercato implica un movimento di circa 97 punti (1,34%) fino alla scadenza di venerdì, mentre il movimento atteso per oggi è di circa 43 punti (0,59%).
- L’indicatore di skew 0DTE mostra un chiaro orientamento al ribasso, con le put prezzate più care delle call vicino allo spot (ad esempio, allo strike 7.230, le put scambiano intorno a 22,8 contro call vicino a 20,0), indicando che gli investitori continuano a privilegiare la protezione al ribasso rispetto alla partecipazione al rialzo.
Asset digitali
- I mercati crypto mostrano un tono più solido, in linea con il miglioramento del contesto di rischio. Bitcoin si mantiene intorno a 80.000 USD, mentre Ether è vicino a 2.380 USD, entrambi sostenuti da una domanda costante di ETF e da un sentiment più positivo sugli asset rischiosi. I guadagni si estendono moderatamente anche alle altcoin, con Solana (~85 USD), XRP (~1,41 USD) e Dogecoin (~0,11 USD) in rialzo.
- I flussi legati agli ETF restano un driver chiave. IBIT (+2,6%) ed ETHA (+2,0%) sono entrambi in progresso, riflettendo una partecipazione istituzionale continua, anche se il posizionamento resta equilibrato. La recente attività sulle opzioni mostra investitori che aumentano l’esposizione al rialzo in titoli legati alle crypto come MSTR, pur continuando ad acquistare protezione al ribasso su IBIT, evidenziando un mercato costruttivo ma ancora coperto.
- In sintesi, le crypto beneficiano di un sentiment in miglioramento e di afflussi ETF sostenuti, ma restano sensibili agli sviluppi macro, in particolare tassi di interesse, condizioni di liquidità e rischi geopolitici.
Obbligazioni
- I rendimenti dei Treasury USA sono rimasti stabili all’inizio della settimana, con il decennale intorno al 4,37% dopo un leggero calo venerdì. Il mercato obbligazionario è in equilibrio tra due forze: i prezzi del petrolio restano sufficientemente elevati da mantenere vive le preoccupazioni inflazionistiche, ma i segnali di possibile sollievo nei trasporti attraverso lo Stretto di Hormuz hanno attenuato i timori più estremi di shock dell’offerta. Gli investitori si concentreranno questa settimana sull’aggiornamento trimestrale del Tesoro USA sul finanziamento, su diversi interventi della Federal Reserve e sul report occupazionale di venerdì, che potrebbe influenzare le aspettative sulla prossima mossa dei tassi.
- I mercati del credito asiatici restano calmi, con gli spread delle obbligazioni investment grade in dollari ancora contenuti nonostante l’incertezza sui flussi energetici dal Medio Oriente.
Materie prime
- Il petrolio è sceso nelle prime contrattazioni di lunedì dopo che il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti aiuteranno a guidare le navi attraverso lo Stretto di Hormuz, alimentando la speranza che parte dei flussi interrotti possa riprendere. Il Brent è sceso brevemente verso 105,55 USD prima di ridurre le perdite, mentre il WTI è scambiato intorno a 101 USD, lasciando il greggio in calo ma ancora su livelli molto elevati rispetto agli standard recenti. Il mercato resta fragile perché l’implementazione del piano è incerta, e le esportazioni di petrolio del Kuwait, secondo quanto riportato, scese a zero evidenziano la gravità dell’interruzione dell’offerta nella regione.
- L’oro resta sostenuto dalla domanda di beni rifugio mentre gli investitori continuano a monitorare il conflitto in Medio Oriente, i prezzi del petrolio e lo yen. Un allentamento duraturo nello Stretto di Hormuz probabilmente raffredderebbe la domanda di asset difensivi, ma finché i flussi marittimi non torneranno alla normalità, l’oro resterà sensibile alle notizie geopolitiche e ai movimenti dei rendimenti reali.
Valute
- Il dollaro USA è misto rispetto alle valute del G10, con lo yen ancora al centro dell’attenzione dopo il forte movimento della scorsa settimana guidato dagli interventi. USDJPY è scambiato intorno a 156–157, dopo che il Giappone avrebbe speso circa 5.400 miliardi di JPY per impedire allo yen di indebolirsi oltre 160 per dollaro. La pressione immediata si è attenuata, ma lo yen resta vulnerabile finché i prezzi del petrolio rimangono elevati e il differenziale dei tassi con gli Stati Uniti resta ampio.
- Il dollaro australiano è leggermente più forte intorno a 0,721, sostenuto dal miglioramento del sentiment di rischio dopo l’annuncio sul traffico nello Stretto di Hormuz e in vista della riunione della Reserve Bank of Australia, dove i mercati si aspettano un ulteriore rialzo dei tassi. La corona norvegese resta la valuta G10 più forte da inizio anno, sostenuta dai prezzi elevati dell’energia, mentre la corona danese è tra le più deboli rispetto al dollaro.