Rapida panoramica del mercato – 7 aprile 2026
Rapida panoramica del mercato – 7 aprile 2026
Driver e catalizzatori di mercato
- Azioni: i titoli statunitensi avanzano leggermente, l’Europa è rimasta chiusa per il Lunedì di Pasqua e l’Asia ha mostrato un andamento misto
- Volatilità: scadenza sull’Iran, rischio nello Stretto di Hormuz, VIX a 24,17
- Asset digitali: BTC ~69.000 $, ETH ~2.100 $, afflussi su IBIT e ETHA
- Obbligazioni: i rendimenti dei Treasury USA salgono per timori inflazionistici che riducono le aspettative di tagli dei tassi
- Valute: dollaro contrastato in vista della scadenza fissata da Trump
- Materie prime: tensioni sull’offerta spingono il petrolio, oro più debole tra focus su inflazione e stress di liquidità
- Eventi macro: PMI di marzo di Eurozona e Regno Unito
Principali notizie macro
- Trump ha intensificato le minacce contro l’Iran in vista della scadenza di martedì alle 20:00 ET, avvertendo di possibili attacchi a infrastrutture civili, tra cui ponti e centrali elettriche, in assenza di un accordo per riaprire lo Stretto di Hormuz. I mercati sono diventati più ottimisti dopo che Trump ha dichiarato che i negoziatori iraniani volevano un accordo, sebbene Teheran abbia respinto un cessate il fuoco di 45 giorni e proposto un piano in 10 punti che Trump ha bocciato. L’Iran ha inoltre avvertito che risponderebbe a eventuali attacchi intensificando le proprie azioni contro le infrastrutture energetiche nel Golfo, aumentando il rischio di una stretta globale sui carburanti e di danni all’economia mondiale
- I ministri delle finanze del G7 hanno promesso un coordinamento stretto sul Medio Oriente e segnalato estrema volatilità dei mercati e forti oscillazioni dei prezzi del petrolio. Il ministro delle Finanze giapponese Katayama ha evitato commenti su livelli specifici, mentre i rendimenti dei titoli di Stato sono in aumento.
- L’ISM Services PMI è sceso a 54 a marzo da 56,1 di febbraio (sotto la previsione di 55), segnalando un rallentamento della crescita. Attività e occupazione sono diminuite, i prezzi sono saliti per l’aumento di petrolio e carburanti, le consegne dei fornitori hanno rallentato, scorte e arretrati si sono ridotti e i nuovi ordini sono cresciuti più rapidamente. L’ISM ha indicato il conflitto con l’Iran e l’aumento dei prezzi del petrolio come fattori determinanti.
- I rivali OpenAI, Anthropic PBC e Google di Alphabet Inc. stanno coordinando gli sforzi per limitare i concorrenti cinesi, evidenziando la gravità delle preoccupazioni delle aziende statunitensi di IA: alcuni utenti, in particolare in Cina, stanno creando versioni imitazione dei loro prodotti che potrebbero competere sul prezzo, sottrarre clienti e rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale.
Principali eventi del calendario macro (orari in GMT)
08:00 – PMI di marzo dell’Eurozona
08:30 – PMI di marzo del Regno Unito
19:00 – Credito al consumo USA di febbraio
00:00 – Scadenza di Trump sull’Iran (20:00 ET)
Interventi Fed: Williams (12:30), Goolsbee (16:35 & 17:45)
Trimestrali della settimana
- Oggi: Nessuna
Azioni
- USA: lo S&P 500 è salito dello 0,4% a 6.611,83, il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,5% a 21.996,34 e il Dow Jones Industrial Average è aumentato dello 0,4% a 46.669,88, mentre gli investitori valutavano un possibile allentamento delle tensioni in Medio Oriente a fronte di nuove minacce USA verso l’Iran. Apple è salita dell’1,2% trainando i titoli a grande capitalizzazione, mentre Seagate Technology è balzata del 5,6% dopo che Morgan Stanley l’ha indicata come top pick per la domanda di storage legata all’IA. Soleno Therapeutics è salita del 32,3% dopo l’accordo per l’acquisizione da parte di Neurocrine per 2,9 miliardi di dollari in contanti. L’attenzione si sposta ora sulle notizie dall’Iran, sui dati sull’inflazione USA e sull’avvio della stagione delle trimestrali.
- Europa: l’Europa, incluso il Regno Unito, è rimasta chiusa lunedì per il Lunedì di Pasqua, quindi le ultime chiusure ufficiali restano quelle di giovedì. In quella seduta, il FTSE 100 è salito dello 0,7% a 10.436,29, mentre il DAX tedesco è sceso dello 0,6% a 23.168,08 e il CAC 40 francese ha perso lo 0,2% a 7.962,39, con il petrolio in rialzo a sostenere il mercato londinese ricco di titoli energetici ma a pesare sul sentiment nel resto del continente. BP è salita del 2,6% e Shell del 2,9% con il greggio in aumento e l’attenzione degli investitori sui rischi per le spedizioni nello Stretto di Hormuz. Alla riapertura, i mercati valuteranno se la forza dell’energia continuerà a compensare le preoccupazioni su inflazione e crescita.
- Asia: le ultime sedute asiatiche sono state contrastate, con il KOSPI sudcoreano in rialzo dello 0,4% a 5.439,08 e lo Straits Times di Singapore in crescita dello 0,5% a 4.972,40, mentre il sentiment resta legato ai prezzi del petrolio, ai rischi per le spedizioni e alla domanda di chip legati all’IA. Yangzijiang Shipbuilding è salita del 3,1% trainando il mercato di Singapore. In Corea del Sud il sentiment resta costruttivo in vista dei risultati di Samsung, sostenendo l’ottimismo sul ciclo dei semiconduttori, mentre il Giappone si muove con maggiore cautela, bilanciando la forza tecnologica con il rischio di costi energetici più elevati. La prossima prova sarà capire se lo slancio dei chip continuerà a compensare la pressione dei costi in aumento.
Volatilità
- La volatilità resta elevata, con la geopolitica come principale driver più che i fattori puramente di mercato. Gli investitori guardano alla scadenza fissata da Trump per la riapertura dello Stretto di Hormuz, mantenendo il petrolio sopra i 110 dollari e rafforzando i timori su inflazione e crescita. L’attenzione si sposta anche sui dati sull’inflazione USA e sui verbali della Fed più avanti nella settimana, che potrebbero determinare se la volatilità si stabilizzerà o tornerà a salire. Il VIX ha chiuso a 24,17 il 6 aprile, segnalando cautela ma non stress estremo.
- Per questa settimana, il prezzo delle opzioni implica un movimento atteso di circa 127 punti, ovvero l’1,92%, per lo S&P 500 entro la scadenza di venerdì.
- Indicatore di skew giornaliero: le opzioni SPX con scadenza giornaliera mostrano una chiara inclinazione al ribasso, con la put near-the-money a 6610 scambiata con una volatilità implicita intorno al 27,1%, rispetto a circa il 24,3% della call. Ciò indica che gli investitori sono ancora disposti a pagare un premio per la protezione al ribasso, anche con i listini vicini ai massimi recenti.
Asset digitali
- Gli asset digitali restano relativamente resilienti nonostante il contesto macro incerto, ma il tono rimane prudente piuttosto che chiaramente rialzista. Bitcoin si aggira intorno a 68.700 $, ether vicino a 2.100 $, mentre XRP e solana risultano leggermente più deboli nella giornata. Questo suggerisce che, pur assorbendo le notizie geopolitiche, il comparto crypto non si comporta ancora come un vero asset rischioso in fase di risk-on.
- I flussi sugli ETF continuano a fornire un segnale utile per gli investitori. Il 6 aprile, gli ETF spot su bitcoin negli USA hanno registrato afflussi netti per 471,4 milioni di dollari, inclusi 181,9 milioni su IBIT, mentre gli ETF spot su ether hanno visto afflussi netti per 120,2 milioni, di cui 60,8 milioni su ETHA. Questa domanda costante indica che gli investitori istituzionali continuano ad aumentare l’esposizione sui ribassi, anche in un contesto macro fragile.
Obbligazioni
- I Treasury USA hanno perso terreno nuovamente prima di Pasqua, con il tono negativo che si estende alla sessione di martedì: il rendimento dei titoli a due anni è salito di 2 punti base al 3,86% e quello dei decennali di 2,4 punti base al 4,35%. Entrambi in aumento per via delle preoccupazioni su inflazione e crescita, con l’attenzione rivolta alla scadenza di Trump delle 20:00 ET e al report sull’inflazione di venerdì.
Materie prime
- Il petrolio sale per il terzo giorno in vista della scadenza fissata da Trump alle 20:00 ET (mezzanotte GMT), con nuove minacce di colpire infrastrutture iraniane se le richieste USA non saranno soddisfatte. L’Iran ha avvertito che risponderebbe intensificando gli attacchi agli asset energetici regionali. I futures sul Brent scambiano sopra i 115 USD, mentre i carichi spot erano prezzati oltre i 140 USD prima di Pasqua. L’Arabia Saudita ha nel frattempo aumentato il prezzo ufficiale di vendita per maggio verso l’Asia a un record di 19,5 USD sopra i benchmark regionali, evidenziando condizioni di offerta sempre più tese.
- Tutti gli occhi sono ora puntati su Trump per eventuali segnali di accordo o di un’ulteriore proroga. Insieme alle notizie di un aumento delle spedizioni attraverso lo Stretto negli ultimi giorni, tali sviluppi potrebbero ridurre il premio per il rischio e pesare sui prezzi dei futures.
- Nel frattempo, il mercato globale del GNL continua a irrigidirsi. L’Iran non ha consentito il transito di alcun carico di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz dall’inizio del conflitto, oltre un mese fa. Due spedizioni di GNL dal Qatar sono state respinte lunedì e costrette a tornare indietro. Il gas TTF olandese ha chiuso vicino a 17 USD/MMBtu prima di Pasqua ed è in rialzo oggi.
- Oro e argento estendono una flessione di due giorni, sotto pressione per un dollaro più forte e un rinnovato avversione al rischio. La crisi in Medio Oriente continua ad alimentare i timori inflazionistici, spingendo al rialzo i rendimenti obbligazionari e riducendo le probabilità di tagli dei tassi, mentre le crescenti preoccupazioni sulla liquidità — tra tensioni su alcuni detentori sovrani e specifiche classi di attivi — stanno aumentando la domanda di liquidità.
Valute
- L’indice del dollaro USA si mantiene sopra quota 100 mentre gli investitori guardano alla scadenza delle 20:00 ET fissata da Trump. I dati ISM sui servizi negli USA hanno mostrato una crescita più lenta, un’occupazione più debole e prezzi in forte aumento, rafforzando le aspettative che la Fed mantenga i tassi invariati in vista del dato CPI di venerdì.
- Nel primo giorno completo di contrattazioni dopo Pasqua, le principali coppie si muovono in modo contrastato: EURUSD a 1,1533, USDJPY vicino a 160 mentre la BOJ non ha fornito segnali chiari su un imminente rialzo dei tassi, GBPUSD a 1,3230 e AUDUSD a 0,6916.
- Il conflitto in Medio Oriente ha provocato un forte cambiamento nel posizionamento sul mercato FX, con gli speculatori che si sono riversati sul dollaro USA. Nelle ultime cinque settimane, la posizione netta lunga su otto futures valutari IMM è salita a un massimo di quattro mesi di 11,6 miliardi di USD, da una posizione netta corta di 19 miliardi prima del conflitto. L’euro è stato il principale penalizzato, con vendite nette per 22,5 miliardi di euro che hanno riportato il posizionamento vicino alla neutralità, da un massimo triennale solo due mesi fa.