Rapida panoramica di mercato – 7 maggio 2026
Rapida panoramica di mercato – 7 maggio 2026
Fattori chiave e catalizzatori di mercato
- Azioni: USA ed Europa in rialzo sulle speranze di pace, mentre l’Asia accelera grazie all’ottimismo sull’AI che spinge i produttori coreani di chip
- Volatilità: VIX stabile, volatilità di breve termine in aumento, focus su accordo con l’Iran
- Asset digitali: BTC ~81k, ETH ~2.3k, altcoin miste, afflussi su IBIT a supporto
- Obbligazioni: Rendimenti in calo, curva più ripida, rally globale dei bond, impatto del petrolio
- Valute: USD più debole, EUR/GBP in rialzo, JPY più forte, attenzione a possibili interventi
- Materie prime: Petrolio -7%, speranze di accordo con l’Iran, metalli in rialzo, oro sostenuto
- Eventi macro: Gli USA inviano una proposta di pace di una pagina per riaprire lo Stretto di Hormuz
Principali notizie macro
- Le speranze di pace tra USA e Iran sono passate da titolo geopolitico a principale driver macro. Mercoledì il petrolio è sceso bruscamente poiché i mercati hanno scontato un rischio inferiore di interruzioni prolungate nello Stretto di Hormuz, dopo che gli Stati Uniti avrebbero inviato una proposta di una pagina tramite il Pakistan per porre fine al conflitto e riaprire gradualmente la via marittima. Si prevede una risposta dell’Iran nei prossimi giorni, con possibili negoziati sul nucleare successivamente. Il punto è che i colloqui non equivalgono a un accordo, e questa mattina il petrolio è già rimbalzato mentre gli investitori rivalutano la solidità dei progressi. Buone notizie, ma non ancora materiale da brochure vacanze.
- Anche il tema dei tassi si è leggermente attenuato, poiché il calo del petrolio ha ridotto le aspettative di ulteriori pressioni sui tassi, soprattutto in Europa e nel Regno Unito. Negli Stati Uniti, i salari nel settore privato sono aumentati di 109.000 unità ad aprile, sopra le attese, in vista del report ufficiale sul lavoro di venerdì, indicando un mercato del lavoro in raffreddamento ma non in deterioramento. Questo mantiene la Federal Reserve in modalità attendista, senza fornire un chiaro segnale di taglio dei tassi. In Giappone, membri della Bank of Japan hanno affermato che un rialzo dei tassi sarebbe appropriato se lo scenario si concretizzasse, con uno di loro che ha osservato come il tasso ufficiale resti ben al di sotto del livello neutrale.
- La Riksbank svedese annuncia la sua decisione di politica monetaria alle 09:30 CEST, seguita da una conferenza stampa alle 11:00 CEST; i mercati si aspettano una pausa all’1,75%, ma monitorano attentamente il tono, dato che i prezzi energetici elevati mantengono l’inflazione sotto pressione. La Norges Bank seguirà alle 10:00 CEST con conferenza alle 10:30 CEST; la decisione appare più incerta, con gli economisti divisi tra una pausa al 4,00% e un rialzo di 25 punti base, lasciando la corona norvegese sensibile al comunicato.
Principali eventi del calendario macro (orari in GMT)
0930 – Decisione di politica monetaria della Riksbank svedese
1000 – Norges Bank annuncia la sua decisione di politica monetaria
1430 – Richieste iniziali settimanali di sussidi di disoccupazione negli USA
Trimestrali questa settimana
- Mercoledì (ieri): Disney, Uber, Arm, DoorDash, CVS Health, Marriott, Novo Nordisk, Johnson Controls.
- Giovedì (oggi): Airbnb, McDonald’s, Canadian Natural Resources, AppLovin, Realty Income, KKR
- Venerdì: Wendy’s, Brookfield Asset Management, Enbridge.
Azioni
- USA: L’S&P 500 è salito dell’1,5% a 7.365,12, il maggiore rialzo dall’8 aprile, mentre il Nasdaq 100 è balzato del 2,1% a un record di 25.838,94 e il Dow ha guadagnato l’1,2%. I mercati sono saliti grazie alle speranze di un accordo di pace tra USA e Iran che ha spinto il petrolio al ribasso, mentre solide Trimestrali hanno sostenuto la propensione al rischio. Advanced Micro Devices è balzata del 18,6% grazie a risultati forti e alla domanda di chip per data center, Super Micro Computer è salita del 24,5% per rinnovata fiducia nella domanda di server AI, Disney ha guadagnato il 7,5% superando le stime, e Uber è salita dell’8,5% grazie a previsioni di prenotazioni più forti che indicano una domanda resiliente per ride-hailing e consegne. Gli investitori osservano ora se gli utili continueranno a confermare il sollievo geopolitico.
- Europa: Lo Stoxx Europe 600 è salito del 2,2% a 623,25, il maggiore rialzo dall’8 aprile, mentre il DAX tedesco ha guadagnato il 2,1%, il FTSE 100 il 2,2% e l’Euro Stoxx 50 il 2,7%. Il rally è stato sostenuto dalle rinnovate speranze di un accordo USA-Iran, dal calo del petrolio e da aggiornamenti aziendali positivi, con banche, viaggi e industriali in testa. HSBC è salita del 5,0%, MTU Aero Engines del 10,1%, Demant del 13,3% grazie a una crescita delle vendite più forte, e Novo Nordisk ha guadagnato il 2,5% dopo aver alzato la guidance sugli utili 2026. I mercati cercano ora conferme che il calo dei costi energetici possa sostenere gli utili.
- Asia: Le borse asiatiche sono salite in modo diffuso, guidate dalla Corea del Sud, dove il Kospi è balzato del 6,5% a 7.384,56 superando per la prima volta quota 7.000, mentre l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato l’1,2% e lo Shanghai Composite l’1,2%. La regione ha seguito il rally globale del rischio, ma il principale motore è stata la domanda di hardware per l’intelligenza artificiale. Samsung Electronics è salita del 14,4% superando 1 trilione di USD di capitalizzazione, mentre SK Hynix ha guadagnato il 10,6% grazie alla forza dei chip di memoria per sistemi AI. Il Giappone era chiuso per la Golden Week, con la Borsa di Tokyo ferma per la festività del Constitution Memorial Day, quindi gli investitori monitoreranno possibili movimenti di recupero alla riapertura.
Volatilità
- La volatilità resta contenuta mentre le azioni estendono il rally, con l’S&P 500 a 7.365,12 (+1,46%) e il VIX stabile a 17,39, segnalando un mercato calmo ma sensibile agli sviluppi macro. Le misure di breve termine sono aumentate, con VIX1D a 11,66 (+8,47%) e VIX9D a 14,76, riflettendo una certa sensibilità agli eventi imminenti tra dati e utili. Per gli investitori, i driver chiave restano i prezzi del petrolio, i rendimenti obbligazionari e i progressi verso un potenziale accordo USA–Iran.
- Sulla base dei prezzi delle opzioni, l’S&P 500 implica un movimento di circa 54 punti (0,74%) verso la scadenza di venerdì.
- Indicatore skew 0DTE: le call at-the-money sono leggermente più care delle put, indicando un lieve bias rialzista e un continuo acquisto sui ribassi piuttosto che una forte domanda di protezione.
Asset digitali
- I mercati crypto stanno consolidando dopo i recenti guadagni, con Bitcoin intorno a 81.000 USD ed Ether vicino a 2.330 USD, entrambi prossimi ai massimi degli ultimi mesi nonostante un lieve ritracciamento. Il tono generale resta costruttivo, sostenuto dal miglioramento del sentiment globale e dall’allentamento delle tensioni geopolitiche. Solana resta nella fascia alta degli 80 USD, XRP vicino a 1,40 USD, mentre Dogecoin è più debole dopo il recente rally.
- I flussi sugli ETF continuano a fornire supporto, con IBIT che registra ancora afflussi netti ed ETHA che mostra una domanda più contenuta ma costante, segnalando un interesse istituzionale persistente. I flussi sulle opzioni indicano che gli investitori restano selettivamente costruttivi su azioni e miner legati alle crypto, anche se il posizionamento è più prudente su titoli sensibili agli eventi come Coinbase e Strategy.
Obbligazioni
- I mercati obbligazionari sono saliti grazie al calo del petrolio, che ha attenuato le preoccupazioni sull’inflazione, spingendo i rendimenti al ribasso lungo tutta la curva. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è sceso al 4,35%, quello a 2 anni al 3,87% e quello a 30 anni al 4,94%, segnando un movimento generalizzato verso durate più lunghe. I bond globali hanno seguito, con rendimenti europei in calo e una moderata ripidità della curva USA, con lo spread 2s10s a 48,4 punti base. Anche i bond municipali hanno visto domanda, con rendimenti a lungo termine in lieve discesa.
- Per gli investitori, ciò riflette un ritorno alla narrativa “goldilocks” — inflazione più contenuta senza uno shock evidente sulla crescita — ma la sostenibilità di questo scenario dipenderà dalla stabilizzazione del petrolio e dai prossimi dati macro.
Materie prime
- Le materie prime si sono mosse bruscamente, con la geopolitica a guidare il sentiment: il petrolio in calo e i metalli in rialzo. Il WTI è sceso del 7% a 95,08 USD, mentre il Brent ha perso il 7,83% a 101,27 USD, scendendo temporaneamente sotto i 100 USD per la prima volta da aprile, mentre le speranze di un accordo USA–Iran aumentano le aspettative di maggiore offerta.
- Al contrario, metalli preziosi e industriali sono saliti: l’oro ha guadagnato terreno con il calo dei rendimenti e la domanda di beni rifugio, l’argento è balzato del 5,07%, e il rame è salito a 13.392 USD per tonnellata grazie al miglioramento delle prospettive di crescita. Per gli investitori, la domanda chiave è se il calo dei prezzi energetici possa sostenere il rally azionario mantenendo i margini e riducendo le pressioni inflazionistiche.
Valute
- Il dollaro USA si è indebolito con l’allentarsi delle tensioni geopolitiche, con il Bloomberg Dollar Spot Index in calo dello 0,6% ai minimi da fine febbraio. EURUSD è salito a 1,1749 e GBPUSD a 1,3594, riflettendo un miglioramento del sentiment globale e una domanda limitata di copertura in vista delle elezioni locali nel Regno Unito. Lo yen giapponese si è rafforzato, con USDJPY in calo di circa l’1% a 156,36, dopo aver toccato brevemente 155,04, alimentando speculazioni su un possibile supporto ufficiale.
- Gli strategist suggeriscono che le autorità potrebbero tollerare un ulteriore rafforzamento dello yen, ma non un movimento brusco verso livelli deflazionistici. Per gli investitori, i mercati FX sono sempre più guidati dallo stesso tema di azioni e obbligazioni: se il sollievo geopolitico si tradurrà in una stabilità macro duratura.