Oro in fase laterale: il calo del dollaro bilancia i timori su inflazione e tassi
I trader dell’oro, compresi i sistemi algoritmici che rappresentano una quota significativa degli scambi giornalieri, faticano a capire quale dei numerosi fattori in gioco finirà per prevalere. Il risultato è un mercato bloccato in una fase laterale attorno a 4.400 USD. Come mostrano i grafici, il principale ostacolo arriva dal rafforzamento delle aspettative di un rialzo dei tassi e dall’aumento dei rendimenti obbligazionari, che accrescono il costo opportunità di detenere un’attività priva di rendimento come l’oro.
A contenere queste pressioni contribuiscono però la debolezza del dollaro e una domanda d’investimento che, attraverso ETF e futures, si è mantenuta nel complesso resiliente. Anche il contesto geopolitico continua a offrire sostegno: le tensioni in Medio Oriente alimentano l’interesse per l’oro come strumento di diversificazione e bene rifugio, contribuendo a limitare il ribasso nonostante il rialzo dei rendimenti. Nell’ultimo mese il Bloomberg Dollar Index ha perso l’1,25%, penalizzato soprattutto dalla forza di diverse valute asiatiche, tra cui KRW, JPY e AUD.
Con la riunione del FOMC della prossima settimana ancora in bilico tra una pausa e un ulteriore rialzo dei tassi, i dati di agosto su CPI e PPI in uscita nei prossimi giorni potrebbero rivelarsi determinanti. Un’inflazione superiore alle attese rafforzerebbe lo scenario di una politica monetaria più restrittiva, sostenendo ulteriormente i rendimenti obbligazionari. Al contrario, dati più moderati potrebbero innescare un rapido unwind del recente repricing restrittivo, allontanando l’ipotesi di un rialzo dei tassi almeno fino a dopo le Midterm di novembre. In ogni caso, i dati sull’inflazione potrebbero rappresentare il catalizzatore necessario per spezzare l’attuale fase di stallo dell’oro e determinarne la direzione in vista della riunione di settembre della Federal Reserve.
Dal punto di vista tecnico, l’oro si è stabilizzato all’interno di un range di circa 200 USD centrato attorno a 4.400 USD dopo il rimbalzo registrato ad agosto. Sul fronte rialzista, la media mobile a 200 giorni (attualmente in area 4.537 USD) continua a rappresentare la resistenza chiave, mentre la zona dei 4.350 USD ha più volte fornito un valido supporto nel corso dell’ultimo mese.
Gli operatori più pessimisti osservano con attenzione la possibile formazione di una figura testa e spalle. Una violazione decisiva, preferibilmente confermata in chiusura, sotto quota 4.300 USD potrebbe infatti aprire la strada a una correzione più profonda verso la fascia di supporto dei 4.000 USD. Al contrario, un breakout sostenuto sopra la media mobile a 200 giorni (MM200) migliorerebbe sensibilmente il quadro tecnico, riportando sotto i riflettori 4.770 USD, livello che coincide sia con il massimo locale di maggio sia con il ritracciamento di Fibonacci del 50% della correzione di circa 1.650 USD registrata tra gennaio e giugno.
Nota: le performance passate non costituiscono una garanzia di risultati futuri.