Rapida panoramica del mercato - Petrolio stabile, rendimenti dei Treasury ai livelli più alti dal 2007 - 16 settembre 2026
Driver di mercato e catalizzatori
- Macro: i rischi per l'offerta di petrolio e un rialzo dei tassi della Fed già scontato dal mercato mantengono un clima di cautela in vista della decisione odierna
- Azioni: i mercati azionari statunitensi ed europei hanno chiuso in calo, penalizzati dall'aumento del petrolio e dei rendimenti obbligazionari, mentre in Asia gli scambi sono stati improntati alla cautela in vista della Federal Reserve.
- Volatilità: la volatilità a breve termine è balzata in vista della decisione della Fed, mentre la curva è rimasta tranquilla e in contango
- Asset digitali: le criptovalute spot sono rimaste stabili, mentre i titoli legati agli exchange e alle stablecoin sono crollati dopo il mancato avanzamento della legislazione sulla struttura del mercato
- Materie prime: oro sopra 4.300 USD con il rialzo dei tassi interamente scontato; petrolio sotto 110 USD mentre aumentano i flussi attraverso Hormuz
- Obbligazioni: i rendimenti dei Treasury USA sono tornati a scendere dopo aver toccato martedì nuovi massimi del ciclo
- Valute: USDJPY è salito oltre l'area chiave di 155,00 in vista del FOMC; altrove, il mercato FX è rimasto molto tranquillo prima della riunione del FOMC.
Macro
- Imminente rialzo dei tassi della Fed: i mercati scontano una probabilità quasi certa (94%) di un rialzo dei tassi Fed di 25 punti base alla riunione odierna del FOMC, che porterebbe l'intervallo obiettivo dei federal funds al 3,75%–4,00%. Goldman Sachs e HSBC hanno entrambe rivisto le proprie previsioni, includendo un rialzo a settembre dopo che il CPI di agosto, pubblicato la scorsa settimana, è risultato superiore alle attese (CPI core +0,3% m/m).
- Dati economici contrastanti: il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è rimasto al 4,9% nei tre mesi fino a luglio, contro previsioni del 5,0%, mentre i prezzi all'ingrosso in Germania sono aumentati del 6,8% su base annua ad agosto, il ritmo più rapido da febbraio 2023, spinti dai costi dell'energia e delle materie prime. Le esportazioni del Giappone sono aumentate del 19,3% su base annua ad agosto, superando le previsioni e segnando il dodicesimo mese consecutivo di crescita grazie alla debolezza dello yen e alla domanda di chip per l'AI, sebbene gli ordini core di macchinari siano diminuiti per la quarta volta quest'anno. L'indice manifatturiero Empire State è sceso a 7,6 a settembre da 20,6, ben al di sotto delle attese: i nuovi ordini sono rimasti invariati, le spedizioni sono diminuite, le condizioni dell'offerta sono peggiorate e le pressioni sui prezzi sono aumentate, ma le imprese sono rimaste ottimiste, con l'indice delle condizioni future a 29.
Principali appuntamenti del calendario macro (orari GMT)
- 06:00 – Regno Unito, CPI di agosto
- 06:00 – Svezia, tasso di disoccupazione di agosto
- 09:00 – Eurozona, produzione industriale di luglio
- 12:00 – Polonia, CPI di agosto
- 12:15 – Canada, nuovi cantieri residenziali di agosto
- 12:30 – USA, vendite al dettaglio di agosto
- 14:00 – USA, indice NAHB del mercato immobiliare di agosto
- 14:30 – Report settimanale EIA sulle scorte di greggio e carburanti
- 17:30 – Canada, sintesi delle deliberazioni della Bank of Canada
- 18:00 – USA, riunione del FOMC
- 18:30 – USA, conferenza stampa del FOMC con il presidente della Fed Warsh
Trimestrali
La prossima settimana
- Mercoledì: Lennar
- Giovedì: Carnival Corporation, Next
Azioni
- USA: l'S&P 500 ha perso lo 0,5%, il Dow è sceso dello 0,6% e il Nasdaq 100 ha ceduto lo 0,7%, con l'aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury che ha pesato sulla propensione al rischio in vista della decisione della Federal Reserve. Il rendimento del Treasury a 10 anni ha brevemente superato il 5%, il livello più alto dal 2007, mentre il settore energetico si è mosso in controtendenza rispetto al calo generale, con Chevron in rialzo del 2,6% ed ExxonMobil del 2,6%. I titoli legati alle criptovalute hanno subito pressioni più intense dopo che il Senato non è riuscito a far avanzare il Clarity Act, con Coinbase in calo del 10,1% e Circle Internet dell'11,4%. L'attenzione si concentra ora sulla decisione della Fed sui tassi e sulle indicazioni di politica monetaria.
- Europa: lo Stoxx Europe 600 ha perso lo 0,3%, il FTSE 100 lo 0,4% e il DAX lo 0,2%, con l'aumento dei prezzi del petrolio e dei rendimenti obbligazionari che ha continuato a mettere sotto pressione i mercati azionari. I finanziari hanno guidato i ribassi, con HSBC in calo del 2,2% e London Stock Exchange Group del 3,2%, mentre i titoli energetici hanno beneficiato del rafforzamento dei prezzi del greggio. LVMH ha perso il 2,6%, consentendo a L'Oréal di superarla e diventare la società quotata francese con la maggiore capitalizzazione, mentre sono proseguite le pressioni sulla domanda nel segmento del lusso di fascia alta. I mercati guardano ora alla decisione della Federal Reserve, seguita dalla riunione della Bank of England di giovedì.
- Asia: i mercati azionari asiatici hanno mostrato cautela in vista della decisione della Federal Reserve, con l'indice MSCI Asia-Pacific escluso il Giappone in rialzo di circa lo 0,4%. Il Nikkei 225 ha guadagnato lo 0,3%, mentre il Kospi è salito grazie al rimbalzo dei produttori di chip, con Samsung Electronics e SK Hynix in recupero dopo la recente debolezza legata all'AI. Hong Kong è rimasta più debole dopo il calo dell'1% di martedì, quando CATL ha perso oltre il 4%, sebbene i titoli cinesi dei chip per l'AI abbiano guadagnato terreno dopo che Pechino ha delineato un piano quinquennale a sostegno dei semiconduttori e del calcolo avanzato. Con il petrolio in lieve calo, la decisione della Fed resta il principale driver nel breve termine, prima della riunione della Bank of Japan di venerdì.
Volatilità
VIX 17,20 | FUTURES VIX: 18,45 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (146,61) | MOVE: 83,71 | REGIME DI MERCATO: IN TRANSIZIONE | DATI AGGIORNATI ALLE ~06:00 CET
- La decisione odierna del FOMC rappresenta il principale evento di rischio della seduta, con un rialzo di 25 punti base ampiamente scontato dal mercato. Il VIX è salito a 17,20, mentre il VIX1D è balzato a 17,14, con un rialzo superiore al 40%, poiché le coperture a breve termine sono aumentate in vista dell'annuncio; il VVIX è rimasto invariato intorno a 94,9.
- La curva cash rimane in contango fino a 21,88 sulla scadenza a un anno; lo SKEW è sceso leggermente a 146,6, pur rimanendo elevato, mentre il MOVE si è mantenuto intorno a 83,7. Le opzioni sull'SPX implicano un movimento dello 0,80% fino alla chiusura odierna e dell'1,29% fino a venerdì, un intervallo che comprende la decisione della Fed. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide.
Asset digitali
BITCOIN ~75.730 (+0,13%) | ETHEREUM ~2.400 (+0,08%) | IBIT 43,11 (-3,64%) | ETHA 18,20 (-5,06%) | DATI AGGIORNATI ALLE ~05:55 CET
- Le criptovalute spot sono pressoché invariate questa mattina, con bitcoin intorno a 75.730 USD ed ether vicino a 2.400 USD, ma il mancato avanzamento del Clarity Act al Senato martedì ha colpito duramente i titoli quotati legati alle criptovalute: Coinbase ha perso oltre il 10% e Circle oltre l'11%, mentre Bitmine Immersion ha ceduto l'8,4%; anche i miner e IBIT/ETHA sono scesi, una reazione insolitamente marcata dei soli titoli azionari in una seduta in cui i prezzi spot sono rimasti sostanzialmente invariati.
- Il mancato voto di cloture mette di fatto da parte la legislazione statunitense sulla struttura del mercato delle criptovalute per il resto del 2026, secondo quanto riportato dalle agenzie di stampa, dopo che le banche hanno sollevato obiezioni sulle disposizioni relative agli interessi sulle stablecoin; la battuta d'arresto arriva dopo anni di attività di lobbying da parte del settore e centinaia di milioni di dollari di spesa.
Materie prime
- Martedì il Brent ha chiuso intorno a 109 USD, portando il rialzo di settembre a quasi il 20%, dopo che, secondo quanto riportato, i colloqui su un corridoio temporaneo per il trasporto marittimo attraverso Hormuz sono stati rinviati. I prezzi sono scesi questa mattina, con il venir meno di parte del premio per il rischio dopo che l'API ha segnalato un aumento settimanale delle scorte statunitensi di greggio e carburanti e i dati di Kpler hanno mostrato che i flussi attraverso lo Stretto di Hormuz sono saliti a 12 milioni di barili al giorno, il ritmo più elevato da giugno/luglio. L'aumento dei flussi potrebbe indicare che il recente rally alimentato dai rischi per l'offerta si era spinto troppo oltre, dopo gli attacchi con droni che hanno costretto alla chiusura dell'oleodotto East-West dell'Arabia Saudita, per il quale non è ancora stata indicata una tempistica per la ripresa delle operazioni.
- L'oro è tornato sopra 4.300 USD, trovando una rinnovata domanda al di sotto di tale livello, mentre gli operatori ritengono che un rialzo dei tassi negli Stati Uniti oggi sia ormai in gran parte scontato; anche alcune prese di profitto sulle posizioni short sulle obbligazioni hanno sostenuto il rimbalzo. Le recenti pressioni sono state determinate da una combinazione di aumento dei prezzi del petrolio, un rialzo dei tassi statunitensi ormai interamente scontato, un dollaro più forte e, non da ultimo, rendimenti obbligazionari sulle scadenze lunghe ai livelli più elevati dal 2023. I prossimi giorni mostreranno se la domanda degli investitori meno sensibili ai tassi di interesse, alla ricerca di protezione dai rischi fiscali e geopolitici, sarà sufficiente a evitare una correzione più profonda. A nostro avviso, è necessario un ritorno sopra 4.350 USD e, soprattutto, sopra 4.425 USD per attenuare le attuali pressioni ribassiste.
Obbligazioni
- Martedì i rendimenti dei Treasury USA hanno raggiunto nuovi massimi del ciclo lungo tutta la curva, ma nella parte finale della seduta i Treasury hanno recuperato terreno, facendo scendere i rendimenti nelle ultime ore di martedì e nella notte di mercoledì. Il rendimento del Treasury di riferimento a 2 anni ha toccato un massimo del 4,686% prima di ripiegare al 4,65%, mentre il rendimento del Treasury di riferimento a 10 anni ha raggiunto il primo picco del ciclo successivo al 2007, appena sotto il 5,04%, per poi scendere sotto il 4,99% nelle prime ore di mercoledì e in vista della riunione odierna del FOMC, che secondo il mercato porterà quasi certamente a un rialzo dei tassi di 25 punti base, portando l'intervallo obiettivo dei federal funds al 3,75-4,00%.
- Le obbligazioni societarie high yield statunitensi sono sotto pressione in un contesto generale di avversione al rischio e dopo la recente impennata dei rendimenti dei Treasury USA. La misura Bloomberg dello spread delle obbligazioni societarie high yield rispetto ai Treasury USA che monitoriamo è aumentata di 11 punti base, raggiungendo 276 punti base da livelli molto bassi, il valore più elevato dalla fine di luglio.
Valute
- Le valute hanno registrato movimenti molto contenuti in vista della riunione del FOMC prevista più tardi oggi. L'attenzione principale si è concentrata su USDJPY, con il JPY tornato nuovamente a indebolirsi e USDJPY salito sopra 155,00 per la prima volta in oltre una settimana, toccando un massimo locale di 155,49 nelle prime ore di mercoledì. Il più ampio rally dell'USD degli ultimi giorni non ha trovato nuovo slancio in vista della cruciale riunione odierna del FOMC e dell'incertezza su come la Fed guidata da Warsh comunicherà un rialzo dei tassi pressoché certo, su come motiverà la decisione di politica monetaria e su quali ulteriori osservazioni e preoccupazioni esprimerà riguardo alle prospettive dell'economia e, in particolare, dell'inflazione, dopo che nel suo discorso a Jackson Hole il presidente della Fed Warsh aveva indicato l'inflazione come la principale fonte di preoccupazione. Anche l'eventuale reazione del presidente degli Stati Uniti Trump a un rialzo dei tassi attirerà notevole attenzione.