Market Quick Take – Il comparto tecnologico rimbalza mentre il petrolio rallenta – 21 luglio 2026
Fattori trainanti del mercato e catalizzatori
- Azioni: i mercati statunitensi ed europei hanno chiuso in calo a causa delle preoccupazioni geopolitiche e sui tassi, mentre i titoli tecnologici asiatici hanno registrato un forte rimbalzo.
- Volatilità: il VIX si è mantenuto sopra quota 18 con il ritorno della calma sul breve termine, mentre la volatilità del petrolio è rimasta pari a circa tre volte quella dell'azionario.
- Asset digitali: i miner e i titoli legati alle criptovalute hanno recuperato con forza, mentre Strategy ha sospeso gli acquisti di bitcoin.
- Materie prime: il petrolio ha ripiegato dai massimi dell'ultimo mese grazie ai progressi nei colloqui di mediazione, mentre l'oro è tornato sopra quota 4.000.
- Obbligazioni: una vendita massiccia dei gilt britannici ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury, con il decennale stabile nella notte al 4,59%.
- Valute: dollaro poco mosso, dollaro neozelandese in rialzo grazie a un'inflazione superiore alle attese, dollaro canadese stabile nonostante i nuovi dazi USA.
- Macro: indice ZEW di luglio per Germania e area euro, mercato del lavoro e finanze pubbliche del Regno Unito.
Macro
- Gli attacchi degli Stati Uniti contro l'Iran sono entrati nel decimo giorno, mentre Teheran continuava a rispondere e il traffico attraverso lo Stretto di Hormuz è diminuito dopo gli attacchi alle navi mercantili. Il presidente Trump ha avvertito che l'Iran sarà ritenuto responsabile della morte di tre militari statunitensi. Gli Houthi sostenuti dall'Iran hanno dichiarato un embargo marittimo contro l'Arabia Saudita, mettendo a rischio i flussi energetici nel Mar Rosso, mentre i mediatori hanno avanzato proposte di de-escalation, tra cui una possibile sospensione degli attacchi per dieci giorni. L'Iran ha confermato di essere in contatto con i mediatori e questa notizia è bastata ad attenuare la pressione sul petrolio durante la notte.
- L'inflazione annua della Nuova Zelanda è salita al 4,1% nel secondo trimestre dal 3,1% del primo trimestre, superando le previsioni e collocandosi ben al di sopra dell'intervallo obiettivo dell'1-3% della RBNZ. I trasporti sono stati il principale fattore di crescita, trainati dal forte aumento dei prezzi dei carburanti, seguiti da abitazioni e servizi pubblici. Su base trimestrale il CPI è aumentato dell'1,5%, il ritmo più rapido dal terzo trimestre del 2023.
- Il Canada ha registrato invece un andamento opposto. L'inflazione complessiva è scesa al 2,8% a giugno dal 3,2% di maggio, leggermente sotto il consenso del 2,9%, grazie al rallentamento dei prezzi della benzina e degli alimenti. Le misure core della Bank of Canada, con la mediana all'1,9% e la trimmed mean all'1,8%, sono scese ai livelli più bassi da oltre cinque anni. Su base mensile il CPI è diminuito dello 0,4%, guidato da un calo del 10,2% dei prezzi della benzina. Separatamente, l'amministrazione Trump ha imposto un dazio del 50% su alcuni beni canadesi, tra cui latte, birra, compensato e attrezzature da hockey, sostenendo che i prodotti statunitensi subiscono un trattamento discriminatorio. Energia, potassa e minerali critici restano esenti. Il primo ministro Carney ha dichiarato che la misura viola l'USMCA e che il Canada è pronto a intensificare i negoziati.
- Nel Regno Unito, il nuovo Primo Ministro Andy Burnham ha dichiarato che utilizzerà tutta la flessibilità consentita dalle regole fiscali, un commento che ha innervosito gli investitori nei gilt e innescato una vendita dei titoli di Stato che si è estesa anche ai Treasury e ai JGB. Successivamente ha nominato l'ex ministro della Difesa John Healey Cancelliere dello Scacchiere, una scelta considerata a sorpresa e non scontata dal mercato dei gilt.
- La produzione edilizia dell'area euro è aumentata dell'1,2% su base annua a maggio, raggiungendo il livello più elevato degli ultimi sette mesi, grazie a un balzo del 2,9% nelle costruzioni specializzate. La crescita dell'ingegneria civile è rallentata al 3,5%, mentre la costruzione di edifici è diminuita del 6,6%. Austria, Germania e Polonia hanno guidato gli incrementi. Su base mensile la produzione è aumentata dello 0,4%.
- Approfondimenti nella nostra sezione Analisi di Mercato.
Principali eventi del calendario macro (orari GMT)
08:00 – Regno Unito: rapporto sul mercato del lavoro di giugno e indebitamento netto del settore pubblico
10:00 – Area euro: Bank Lending Survey della BCE
11:00 – Germania e area euro: indice ZEW sul sentiment economico di luglio
18:30 – Intervento del presidente della Bundesbank Nagel
22:30 – Stati Uniti: variazione settimanale delle scorte di petrolio API
Trimestrali
- Martedì: General Motors, 3M, Charles Schwab, Alaska Air Group, Hasbro, Halliburton, ...
- Mercoledì: Tesla, Alphabet, GE Vernova, Texas Instruments, ServiceNow, CME Group, ...
- Giovedì: Intel, RTX Corp, T-Mobile US, Union Pacific, Honeywell, Nasdaq Inc, Verisign, Dow, Blackstone, ...
- Venerdì: Exxon Mobil, American Express, NextEra Energy, Verizon, ...
Azioni
- Stati Uniti: l'S&P 500 ha perso lo 0,2%, il Dow è sceso dello 0,6% e il Nasdaq ha chiuso pressoché invariato, mentre le tensioni in Medio Oriente e una settimana ricca di trimestrali hanno mantenuto alta la cautela degli investitori. I titoli dei semiconduttori si sono stabilizzati dopo il forte ribasso della scorsa settimana, anche se il recupero si è progressivamente ridotto nel corso della seduta. Alphabet ha guadagnato l'1,5% dopo indiscrezioni secondo cui Google starebbe sviluppando un nuovo chip server ad alta efficienza per l'AI, mentre Global Payments è salita del 5,8% grazie a una revisione al rialzo del giudizio da parte di Morgan Stanley. Domino's Pizza ha aggiunto il 2,1% dopo ricavi superiori alle attese, mentre Apple ha perso il 2,1% poiché gli investitori hanno ridotto l'esposizione ai grandi nomi tecnologici in vista dei risultati di Alphabet, Tesla e Intel.
- Europa: lo Stoxx Europe 600 ha ceduto lo 0,3% e il FTSE 100 lo 0,7%, mentre il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente ha spinto il petrolio sopra i 90 dollari e l'aumento dei rendimenti dei gilt britannici ha penalizzato la propensione al rischio. Ryanair è scesa del 4,6% dopo che l'utile del primo trimestre è diminuito del 34% a causa dei maggiori costi del carburante e delle tariffe più basse, trascinando IAG in calo dell'1,4% mentre gli investitori rivalutavano i margini del settore aereo. Computacenter è salita del 5,6% dopo un upgrade di Berenberg, mentre Thule ha perso il 3,6% dopo vendite inferiori alle attese e l'annuncio di futuri aumenti di prezzo da parte del management. L'attenzione del mercato si sposta ora sulla decisione della BCE e su ulteriori indicazioni del nuovo governo britannico.
- Asia: i mercati azionari asiatici hanno registrato un forte rimbalzo grazie al calo dei prezzi del petrolio e alle speranze di una mediazione in Medio Oriente, che hanno favorito gli acquisti dopo il sell-off della scorsa settimana guidato dai titoli legati all'AI. Il Nikkei giapponese è salito del 2,8%, il Kospi sudcoreano del 4,7% e il Taiex taiwanese del 3,6%, mentre Hong Kong è rimasta pressoché invariata. Samsung Electronics è balzata del 7,4% e SK Hynix del 6,4% grazie al ritorno degli acquisti sui produttori di chip di memoria, mentre TSMC ha guadagnato il 2,8% e SoftBank il 6,1% grazie al rinnovato interesse per i titoli esposti all'AI. Il recupero è stato robusto, ma le imminenti trimestrali di Alphabet e Intel rappresentano il prossimo banco di prova per il comparto tecnologico.
Volatilità
VIX 18,65 | FUTURE SUL VIX: 18,80 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (146,05) | REGIME DI MERCATO: NEUTRALE / LATERALE | AGGIORNAMENTO ALLE ~06:00 CET
- Il rimbalzo dei titoli dei semiconduttori e il calo del petrolio hanno sostenuto il sentiment di mercato, ma il VIX è rimasto sopra quota 18, a 18,65, mantenendo il regime in una fase neutrale e laterale. La calma si è concentrata sul brevissimo termine: il VIX1D è sceso del 19,5% a 13,43, mentre il VIX9D è salito del 5,5% a 17,78 e il VVIX è diminuito a 102,82.
- La struttura a termine è rimasta in contango, con il VIX3M a 20,40 rispetto ai future sul primo mese a 18,80. La vera tensione resta sul petrolio: l'OVX, a 62,07, è pari a 3,3 volte il VIX. Le opzioni SPXW prezzano un movimento atteso di 96,8 punti entro la scadenza di venerdì, pari all'1,30%. Il VXN è rimasto a 28,53, lo SKEW elevato a 146,05 e il MOVE è salito a 72,66. Tesla e Alphabet pubblicheranno i risultati mercoledì.
Asset digitali
BITCOIN ~65.473 +0,4% | ETHEREUM ~1.925 +1,1% | IBIT 36,89 +1,49% | ETHA 14,33 +3,02% | AGGIORNAMENTO ALLE ~06:00 CET
- I titoli legati alle criptovalute hanno registrato un forte rimbalzo lunedì, nettamente superiore a quello delle criptovalute spot. I miner hanno guidato il recupero: Iren +19,6%, Cifr +17,0%, Cleanspark +10,7% e Marathon +9,2%, mentre Circle ha guadagnato l'8,3% e Coinbase il 2,1%. Il movimento ha recuperato gran parte delle perdite della scorsa settimana causate dalla correzione del comparto tecnologico, mentre l'ETF su ether ha sovraperformato quello su bitcoin.
- Sul fronte strutturale, Strategy non ha acquistato bitcoin nella settimana conclusasi il 19 luglio e ha invece incrementato la liquidità di 225 milioni di dollari, portandola a 3,2 miliardi. Il piano relativo alla Strategic Bitcoin Reserve degli Stati Uniti è atteso entro il 22 luglio.
Materie prime
- Il WTI ha chiuso lunedì vicino a 83 USD al barile, il livello di chiusura più elevato da metà giugno, dopo aver oscillato in un intervallo di cinque dollari. Il Brent ha superato temporaneamente i 90 USD prima di ripiegare sotto gli 89 USD. Il movimento è stato alimentato dal blocco marittimo imposto dagli Houthi contro l'Arabia Saudita, dal decimo giorno consecutivo di attacchi statunitensi contro l'Iran e da un attacco a una petroliera nello Stretto di Hormuz. Durante la notte il greggio ha restituito parte dei guadagni, con il Brent in calo dello 0,7% intorno a 88,55 USD in seguito alle indiscrezioni su una possibile pausa di dieci giorni negli attacchi.
- L'oro è tornato sopra quota 4.000 USD, livello che aveva testato dal basso per tutta la seduta di lunedì, scambiando intorno a 4.046 USD durante la sessione asiatica dopo aver chiuso lunedì in calo dello 0,2%. Il metallo prezioso mantiene questo livello nonostante un dollaro più forte e rendimenti più elevati, mentre gli operatori valutano il rischio inflazionistico derivante dal Medio Oriente rispetto alle notizie sulla mediazione. Le partecipazioni degli ETF continuano a diminuire, con deflussi pari a 110.310 once troy nell'ultima seduta e consistenze complessive in calo del 2,7% da inizio anno.
- L'argento Comex ha chiuso lunedì in rialzo dell'1,36% a 56,80 USD l'oncia, il maggiore guadagno giornaliero dal 14 luglio e il secondo rialzo consecutivo, proseguendo i progressi anche nella notte. Il recupero parte tuttavia da livelli depressi: l'argento resta in calo di circa il 19% da inizio anno e di circa il 50% rispetto al massimo delle ultime 52 settimane di 115,08 USD registrato a gennaio. Anche il rame si è rafforzato, salendo dell'1,2%.
Obbligazioni
- I rendimenti dei Treasury statunitensi sono aumentati di 4-5 punti base lunedì, con il decennale salito al 4,59% e il trentennale al 5,11%. A nostro avviso il movimento sembra derivare più da fattori esterni che domestici: l'effetto contagio dal mercato dei gilt britannici dopo i commenti del nuovo Primo Ministro sulla politica fiscale, aggravato dall'inasprimento della retorica nei confronti dell'Iran. Il rendimento del titolo a 1 anno è salito di 2,3 punti base al 4,03%. Durante la notte i rendimenti sono rimasti stabili, con il decennale invariato al 4,59%.
- I rendimenti dei gilt britannici sono aumentati di 5-9 punti base dopo che Andy Burnham ha dichiarato, nel suo primo giorno di incarico, che avrebbe sfruttato tutta la flessibilità consentita dalle regole fiscali del governo, riaccendendo i timori sull'evoluzione dell'indebitamento pubblico. I rendimenti dei gilt a lunga scadenza hanno raggiunto i livelli più alti dalla fine di maggio. La pressione si è estesa anche al Giappone, dove il rendimento del decennale è salito di 2 punti base al 2,725%, mentre questa settimana è prevista un'asta di JGB quarantennali.
- Lunedì il Tesoro statunitense ha collocato 92 miliardi di USD in Treasury bill a 3 mesi al rendimento del 3,73% e 79 miliardi di USD in Treasury bill a 6 mesi al 3,835%, entrambi con rendimento inferiore rispetto al when-issued bid. La partecipazione degli investitori indiretti è stata solida, suggerendo che la domanda di beni rifugio sul tratto breve della curva rimane robusta nonostante l'incertezza sulle politiche.
Valute
- Il dollaro è rimasto complessivamente poco mosso sia lunedì sia durante la notte, con il Bloomberg Dollar Spot Index invariato in entrambe le sessioni. I rendimenti statunitensi più elevati e i rischi geopolitici in Medio Oriente hanno fornito sostegno alla valuta, ma non sono stati sufficienti a generare una direzione definita, mentre l'euro è rimasto ancorato intorno a quota 1,1415 per due sedute consecutive.
- Sotto questa apparente stabilità, i movimenti più significativi hanno riguardato le valute legate alle materie prime e dell'area antipodica. Il dollaro australiano è stato il migliore lunedì, salendo dello 0,45% a 0,6998 grazie al sostegno del petrolio e delle materie prime. Il dollaro neozelandese ha proseguito il rialzo durante la notte dopo che il dato sull'inflazione del secondo trimestre, superiore alle attese, ha rafforzato le aspettative di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria della RBNZ, dopo aver chiuso lunedì a 0,5838. Il dollaro canadese è stato invece la valuta con la peggiore performance tra quelle del G10 lunedì, indebolendosi dello 0,38% nonostante il rialzo del petrolio, per poi stabilizzarsi durante la notte anche dopo l'annuncio degli Stati Uniti di nuovi dazi del 50% su alcuni beni canadesi.
- La sterlina ha chiuso a 1,3431 sotto pressione a causa della vendita dei gilt e dell'ampliamento del differenziale di rendimento tra Regno Unito e Stati Uniti, mantenendo tali perdite anche dopo la nomina del nuovo Cancelliere dello Scacchiere. Lo yen è rimasto debole intorno a 162,47 per dollaro, con gli elevati costi delle importazioni energetiche che continuano a pesare sulle ragioni di scambio del Giappone.