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La volatilità si scarica su oggi e si concentra su venerdì - Options Brief - 9 settembre 2026

Opzioni 10 minutes to read

Riassunto:  la volatilità si è concentrata sui dati USA sull’inflazione di venerdì, mentre un indice apparentemente stabile ha nascosto forti movimenti tra i singoli titoli.


REGIME DI MERCATO: LOW VOL BULL  |  VIX 15.72  |  STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO  |  SKEW: ELEVATO (148.86)  |  FUTURES VIX SUL PRIMO MESE: 18.45

  • La volatilità sulla giornata si è svuotata, mentre quella sulla finestra degli eventi è aumentata. Il VIX1D è sceso del 13.30% a 10.43, mentre il VIX9D è salito del 23.73% a 14.81, coprendo ora una finestra che comprende sia il dato sull’inflazione di venerdì sia la decisione della Federal Reserve della prossima settimana.
  • Venerdì costa più di quanto giustificherebbe il solo trascorrere del tempo. La scadenza dell’11 settembre prezza 74 punti, ovvero lo 0.96%, rispetto ai 79 punti quotati ieri per la stessa scadenza, mentre il solo decadimento temporale avrebbe portato il valore a circa 68.
  • L’indice ha tenuto grazie alla compensazione tra le sue componenti, non per la calma del mercato. L’S&P 500 è sceso dello 0.58%, mentre la sua versione equiponderata ha perso l’1.08%, con la correlazione implicita a tre mesi scesa a 9.86 e la dispersione salita a 34.51.

Dati sulla superficie di volatilità: Saxo, Bloomberg, CBOE, al 9 settembre 2026, ore 06:27 CET circa. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.


Principale fattore di mercato

Le forze statunitensi hanno colpito cinque petroliere iraniane che trasportavano greggio nei pressi dell’hub di esportazione dell’isola di Kharg, e Teheran ha risposto lanciando missili verso la Giordania e diramando avvertimenti alle navi in transito nei pressi di Kuwait e Bahrain. Nella stessa giornata, i militanti Houthi hanno colpito infrastrutture energetiche saudite. Il Brent viene ora scambiato vicino a USD 100 al barile, mentre il diesel si attesta intorno a USD 200.

La lettura del mercato azionario è stata più circoscritta rispetto a quanto suggerito dai titoli delle notizie. Il settore sanitario ha guidato i ribassi dopo che Novartis ha perso il 10.9%, registrando la peggiore seduta della sua storia, in seguito al fallimento di uno studio clinico in fase avanzata, che ha trascinato al ribasso anche Amgen del 10.1% per i dubbi sulla stessa classe di farmaci. L’aumento dei costi energetici ha rafforzato le aspettative di rialzo dei tassi in vista di venerdì. Maggiori dettagli nella sezione Analisi di Mercato di BG SAXO e nella Rapida panoramica del mercato di questa mattina.


Panoramica dei mercati, chiusura di martedì 8 settembre 2026

  • USA (chiusura di martedì 8 settembre): S&P 500 a 7,673.52, in calo dello 0.58%. Dow a 52,791.29, in calo dell’1.18%. Nasdaq 100 a 29,507.70, in calo dello 0.12%. L’S&P 500 equiponderato ha perso l’1.08%, evidenziando come le perdite siano state ben più ampie di quanto suggerito dall’indice principale. Qualcomm è salita del 3.2% grazie a una partnership con Amazon nel settore dei chip per l’AI, mentre Corning ha guadagnato il 7.6% e Lumentum l’11.0% grazie a un importante ordine di Verizon nel settore della fibra ottica.
  • Europa (chiusura di martedì 8 settembre): Stoxx 600 a 649.61, in calo dello 0.05%. DAX a 26,007.63, invariato. Euro Stoxx 50 a 6,413.18, in rialzo dello 0.14%, e CAC 40 a 8,317.98, in rialzo dello 0.14%. Lo SMI ha perso l’1.55% a causa del ribasso di Novartis. Antofagasta è salita del 4.7% grazie ai livelli record del rame e Kion del 6.8% dopo l’upgrade di un broker.
  • Asia (seduta di mercoledì 9 settembre): il Kospi si attesta a 7,046.91, in rialzo dell’1.33%, con SK Hynix in crescita del 2.7% grazie al proseguimento del rally dei semiconduttori. Il Nikkei giapponese è poco variato. L’Hang Seng si attesta a 25,316.87, invariato, e il CSI 300 a 4,564.42, in rialzo dello 0.12%.
  • Materie prime e tassi: Brent a USD 99.27, in rialzo dell’1.38%, e WTI a USD 94.04, in rialzo dell’1.09%. Futures sull’oro a USD 4,421.60, con il prezzo spot che ha toccato un minimo di una settimana vicino a USD 4,341 prima di recuperare verso USD 4,390. Il rame ha ceduto l’1.12% dopo la recente corsa ai massimi storici. Il rendimento del Treasury USA a 2 anni è al 4.400%, meno di due punti base sotto il massimo del ciclo, quello a 10 anni al 4.796% e quello a 30 anni al 5.250%. EURUSD a 1.1633, USDJPY a 153.33.
  • Regime di mercato (lettura basata su regole): Low Vol Bull, VIX a 15.72, S&P 500 dello 0.99% sopra la propria media mobile a 50 giorni, con volatilità realizzata a 20 giorni all’8.3% e in calo.

Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE, 9 settembre 2026, ore 06:27 CET circa. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.


Sentiment dei flussi sulle opzioni

Basato sui dati di fine giornata dell’8 settembre: riflette il posizionamento di ieri e non l’andamento dei prezzi di oggi.

  • Flussi sui singoli titoli: il premio relativo a posizioni confermate in apertura ha raggiunto USD 1.19 mld, suddividendosi quasi perfettamente a metà: 50.2% put contro 49.8% call. Questo equilibrio è strutturale, più che indice di indecisione: le operazioni di maggiori dimensioni erano combinazioni a lunga scadenza su titoli dei semiconduttori, aperte con timestamp coincidenti, che comprendono una put e una call allo stesso strike e non esprimono quindi una direzione. Nei casi in cui era possibile identificare chiaramente il lato dell’operazione, i clienti risultavano venditori di premio con scadenza venerdì, mentre l’unico blocco chiaramente difensivo era costituito da una serie di put profondamente in-the-money su un titolo tecnologico large-cap, con scadenza il giorno successivo alla decisione della Federal Reserve.
  • Flussi settoriali ed ETF: il comparto energetico offre un quadro più netto. A livello aggregato, il premio era orientato per il 58% verso le call, ma ogni operazione per la quale era possibile determinare chiaramente il lato era costituita da put acquistate su fondi legati al greggio e all’esplorazione, un segnale che suggerisce acquisti di protezione dopo il movimento piuttosto che l’espressione di una nuova view. A nostro avviso, il comparto potrebbe essere posizionato long su un’impennata del greggio nella quale non ripone piena fiducia. I fondi settoriali difensivi hanno registrato volumi significativi nel settore sanitario, ma gli scambi sono avvenuti a metà dello spread e non è quindi possibile attribuire loro una direzione. I fondi citati per nome sono riportati esclusivamente come contesto di mercato. Alle operazioni su exchange-traded fund si applicano costi e commissioni; consulta le commissioni di BG SAXO per tutti i dettagli.

Superficie di volatilità – 9 settembre 2026, ore 06:27 CET circa

Struttura a termine del VIX

  • VIX spot 15.72 (in rialzo del 2.75%)
  • VIX1D 10.43 (in calo del 13.30%) · VIX9D 14.81 (in rialzo del 23.73%), il movimento più ampio registrato sull’intera superficie
  • VIX3M 18.39 (in rialzo del 4.43%) · VIX6M 20.34 (in rialzo del 2.26%) · VIX1Y 21.78 (in rialzo dell’1.35%), con una curva cash interamente inclinata verso l’alto

Futures sul VIX

  • Futures VIX sul primo mese a 18.45. Il contratto è passato alla scadenza successiva, pertanto né la variazione della seduta né il premio rispetto allo spot sono direttamente confrontabili con l’edizione precedente e non viene quindi effettuato alcun confronto
  • Futures VIX sul secondo mese a 19.20 (in rialzo del 4.34%), con un rapporto tra primo e secondo mese pari a 0.960: la curva resta quindi in contango

Skew e correlazione

  • CBOE SKEW 148.86 (in calo dell’1.79%), ancora nettamente al di sopra della zona neutrale compresa tra 100 e 120
  • COR3M 9.86 (in rialzo del 3.46%), vicino al minimo di questo ciclo
  • DSPX 34.51 (in rialzo del 5.44%), l’indice di dispersione dell’S&P 500

Altre misure di volatilità

  • VVIX 88.69 (in rialzo del 5.06%) · MOVE 76.14 (in rialzo del 4.16%)
  • VXN 21.71 (in rialzo dell’8.33%), pari a 1.38 volte l’indicatore della volatilità azionaria
  • GVZ 27.26 (in rialzo del 2.37%)

Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE, 9 settembre 2026, ore 06:27 CET circa. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.


Cosa sta prezzando il mercato

  • Movimento implicito della seduta. La scadenza odierna prezza 36 punti, ovvero lo 0.46%, lo stesso valore incorporato dalla scadenza in giornata nella seduta precedente. Il dato deriva dai prezzi delle opzioni at-the-money e non rappresenta una previsione. Non sono previsti eventi in calendario prima della chiusura, e il pricing lo riflette.
  • Range implicito dell’evento. La scadenza dell’11 settembre prezza 74 punti, ovvero lo 0.96%, rispetto ai 79 punti quotati ieri per la stessa scadenza. Da allora è trascorsa una seduta di contrattazione, per cui il solo decadimento temporale, a volatilità invariata, avrebbe portato il valore a circa 68 punti. Il mercato ha quindi aggiunto circa sei punti di premio in vista del dato sull’inflazione, anziché lasciare che il trascorrere del tempo li erodesse, e lo ha fatto in una giornata in cui la volatilità spot si è mossa appena. Consulta le commissioni di BG SAXO per tutti i dettagli.
  • Segnale di rischio di coda. Lo SKEW è sceso a 148.86, mentre la dispersione è salita a 34.51 e la correlazione implicita a tre mesi è scesa a 9.86, vicino al minimo di questo ciclo. Questa combinazione riflette un mercato in cui i singoli titoli possono registrare movimenti molto ampi compensandosi a vicenda, esattamente ciò che è avvenuto martedì: un calo dell’indice dello 0.58% che racchiude una flessione del 10.1% di un importante titolo farmaceutico e un rialzo dell’11.0% di un produttore di componenti ottici.
  • Lettura della correlazione. La volatilità del petrolio, a 48.59, è pari a 3.1 volte quella dell’indicatore azionario, mentre la volatilità dell’oro è a 27.26 e quella obbligazionaria a 76.14, quest’ultima in rialzo del 4.16% con i rendimenti vicini ai massimi del ciclo. A nostro avviso, le opzioni azionarie potrebbero prezzare un indice relativamente contenuto, mentre il complesso macro che lo circonda incorpora uno scenario decisamente meno stabile; venerdì rappresenterà il primo test programmato per capire quale delle due letture sia corretta. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori.

A che punto si trova il range settimanale

Il movimento atteso deriva dai prezzi delle opzioni at-the-money per la scadenza indicata e non rappresenta una previsione.

  • L’indice ha già utilizzato una quota maggiore del proprio range settimanale di quanto suggerisca l’andamento del mercato. L’S&P 500 ha percorso il 57% del range prezzato rispetto alla chiusura di venerdì e l’oro il 67%, contro il 5% del fondo sul Nasdaq 100. A nostro avviso, questa differenza potrebbe dire più su dove si sono concentrate le perdite che sul livello dell’indice.
  • La volatilità è quella che ha percorso la distanza maggiore rispetto al proprio range. Il VIX ha già percorso il 51% di una fascia che arriva alla scadenza del 16 settembre, la successiva scadenza settimanale quotata, che comprende la decisione della Federal Reserve ed è quindi più ampia rispetto alle righe precedenti. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori. Alle operazioni su exchange-traded fund si applicano costi e commissioni; consulta le commissioni di BG SAXO per tutti i dettagli.
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I catalizzatori di oggi

Le richieste di mutui MBA negli Stati Uniti saranno pubblicate alle 13:00 CET, le prospettive energetiche di breve termine dell’EIA alle 18:00 CET e il Tesoro statunitense terrà un’asta da USD 39 miliardi di titoli a 10 anni alle 19:00 CET, mentre domani alle 01:01 CET sarà pubblicato nel Regno Unito l’indice RICS sui prezzi delle abitazioni.
Inditex pubblica oggi i risultati. Più avanti nella settimana, giovedì saranno pubblicati i prezzi alla produzione statunitensi, insieme alla decisione della Banca Centrale Europea e ai risultati di Oracle e Adobe; venerdì 11 settembre arriveranno poi i dati sui prezzi al consumo statunitensi di agosto.
Successivamente, il FOMC si riunirà il 15 e 16 settembre, con un rialzo di 25 punti base prezzato per circa il 62%, mentre la Bank of Japan si riunirà il 17 e 18 settembre.


Conclusioni

A nostro avviso, il segnale più chiaro arrivato martedì dal mercato delle opzioni è stato lo spostamento in avanti del premio. L’indicatore che copre la giornata odierna è sceso di oltre un decimo, mentre quello relativo alle prossime due settimane è aumentato di quasi un quarto; inoltre, la scadenza di venerdì ha chiuso la seduta a un livello più costoso rispetto al giorno precedente, nonostante fosse trascorsa un’ulteriore seduta.

Sotto la superficie, l’indice sta facendo meno lavoro di quanto possa sembrare. Un calo dello 0.58% che racchiude una flessione a doppia cifra nel settore sanitario e un rialzo a doppia cifra nei componenti ottici non descrive un mercato calmo, bensì un mercato in cui i movimenti delle singole componenti si compensano tra loro. La correlazione vicina al minimo del ciclo e la dispersione a 34.51 raccontano la stessa storia dal lato dei derivati.

Secondo la nostra valutazione, queste due dinamiche potrebbero convergere. Una correlazione bassa può persistere finché gli shock rimangono idiosincratici, ma un dato sull’inflazione capace di muovere l’intera curva dei tassi non è idiosincratico. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori. I risultati passati non sono indicativi di quelli futuri.


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