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Berkshire, le mosse del primo trimestre: i principi di Buffett, la strategia di Abel

Azioni
Charu Chanana
Charu Chanana

Market Strategist

Punti chiave

  • Il 13F di Berkshire del Q1 2026 mostra un portafoglio più dinamico e selettivo: forte incremento su Alphabet, una nuova posizione in Delta Air Lines e diverse uscite da nomi rilevanti come Amazon, UnitedHealth, Visa e Mastercard.

  • L'approccio iniziale di Abel non sembra segnare una discontinuità rispetto ai principi di Buffett, quanto piuttosto un’evoluzione. Il value investing resta il riferimento, ma applicato a un contesto in cui le grandi piattaforme tecnologiche concentrano oggi cassa, scala e vantaggi competitivi che in passato appartenevano alle grandi aziende tradizionali.

  • Per gli investitori, il messaggio non è replicare il portafoglio, ma interpretarne la direzione: le Big Tech stanno assumendo un ruolo sempre più strutturale nei mercati, mentre la prossima fase del tema IA appare destinata a premiare selettività, disciplina sui flussi di cassa e attenzione alle valutazioni.


Principali cambiamenti di Berkshire nel Q1 2026

 

Il più recente filing 13F di Berkshire Hathaway era particolarmente atteso, trattandosi del primo sotto la guida di Greg Abel. I tratti distintivi restano intatti: concentrazione, orizzonte lungo e attenzione ai flussi di cassa. Tuttavia, l’ultimo ribilanciamento suggerisce un adattamento a un mercato in cui la tecnologia non rappresenta più soltanto un settore di crescita, ma parte integrante dell’infrastruttura economica.

 

Aggiunte e incrementi

TitoloTickerValore aggiunto / posizione% variazionePerché conta
AlphabetGOOGL / GOOGPosizione portata a circa 16,6 mld $Più che triplicataSegnale principale: Berkshire appare più propensa a detenere piattaforme digitali dominanti quando vantaggio competitivo, cassa e valutazione sono allineati.
Delta Air LinesDALNuova posizione di circa 2,65 mld $Nuovo acquistoIndica interesse selettivo per travel e resilienza del consumatore, con la consapevolezza della sensibilità a carburante e ciclo.
LennarLEN / LEN.BAggiunti circa 270 mln $, posizione a circa 897 mln $Class A +43%; Class B +31%Aggiunge l’angolo ciclo abitativo: Berkshire resta disposta a detenere business ciclici e sensibili ai tassi quando le valutazioni sono attraenti.
Macy’sMNuova posizione di circa 55 mln $Nuovo acquistoPiccola per gli standard Berkshire, ma segnale selettivo sul retail. Dimensione da “osservazione” più che da svolta di portafoglio.
New York TimesNYTPartecipazione più che raddoppiataOltre il raddoppioSegnale minore ma interessante sul media in abbonamento e su relazioni clienti durature.
Portafoglio complessivo-Valore delle azioni USA sceso a circa 263 mld $, da circa 274 mld $ a fine 2025-Berkshire è rimasta net seller: non un cambio “risk-on” generalizzato, ma un ribilanciamento.

Uscite complete: i nomi principali

 

Le uscite sono state diffuse, ma alcune meritano attenzione. La cessione di Visa e Mastercard colpisce: entrambe erano considerate da tempo compounder di qualità. L’uscita da UnitedHealth rafforza l’idea di una razionalizzazione del portafoglio. Amazon, pur con un peso minore, ha valore soprattutto simbolico alla luce dell’aumento su Alphabet: più riallocazione all’interno del tech che riduzione dell’esposizione.

 

TitoloTickerValore disinvestito% variazionePerché conta
VisaV2,71 mld $-100%Uscita più grande; rilevante per qualità e “moat” nei pagamenti.
MastercardMA2,14 mld $-100%Uscita significativa dai pagamenti insieme a Visa.
UnitedHealth GroupUNH1,50 mld $-100%Grande uscita dall’healthcare, su temi regolatori e specifici.
Domino’s PizzaDPZ1,32 mld $-100%Una delle principali uscite nel consumer.
AonAON1,22 mld $-100%Uscita rilevante da assicurazioni e servizi professionali.
Pool CorpPOOL668 mln $-100%Uscita da un business ciclico legato a consumi e housing.
AmazonAMZN505 mln $-100%Piccola per Berkshire, ma simbolica per l’angolo Big Tech.
HEICOHEIA301 mln $-100%Uscita da un’esposizione legata all’aerospazio.
Liberty Formula OneFWONK275 mln $-100%Uscita completa da un’esposizione media/tracking stock.
Charter CommunicationsCHTR234 mln $-100%Uscita completa da cavo e connettività.
Lamar AdvertisingLAMR152 mln $-100%Uscita completa da advertising e outdoor media.
AllegionALLE119 mln $-100%Uscita completa dai prodotti per la sicurezza.
Liberty Latin America CLILA19 mln $-100%Uscita minore completa.
DiageoDEO18 mln $-100%Posizione piccola azzerata.
Liberty Latin America ALILAK11 mln $-100%Uscita minore completa.
Atlanta Braves HoldingsBATRK5 mln $-100%Uscita completa, seppur marginale.

Riduzioni, non uscite

 

I tagli contano, ma non indicano discontinuità: Chevron resta centrale, mentre Constellation Brands viene ridimensionata senza uscita completa.

 

TitoloTickerValore ridotto% variazionePerché conta
ChevronCVX8,23 mld $-35,17%Riduzione più grande per valore, ma resta una top holding. Non è necessariamente un segnale ribassista sul petrolio.
Constellation BrandsSTZ1,79 mld $-95,13%Quasi uscita, ma non completa.
NucorNUE415 mln $-39,03%Taglio netto dell’esposizione su acciaio e industriali.
DaVitaDVA160 mln $-4,05%Ritocco marginale.
Bank of AmericaBAC156 mln $-0,71%Piccolo taglio; da solo non è un segnale forte.
Liberty Live HoldingsLLYVK29 mln $-3,03%Riduzione minima.

 

La notizia non è che Berkshire si sia trasformata in un fondo tecnologico. Apple, American Express, Coca-Cola, Bank of America e Chevron restano posizioni centrali. Ma l’aumento di Alphabet è difficile da ignorare: suggerisce una maggiore apertura nel considerare alcune mega-cap tecnologiche come nuove “value”, realtà dominanti, con elevata generazione di cassa, forte redditività e un ruolo ormai strutturale nell’economia globale.

 


Il nuovo approccio di Abel: i principi di Buffett, aggiornati per l’economia dell’IA

Il rischio, con ogni 13F di Berkshire, è sovrainterpretare i dati. Il filing non chiarisce chi abbia preso le decisioni, perché, né se le posizioni siano ancora in portafoglio. Ma portata e direzione dei movimenti del primo trimestre restano una lente utile.

Non è una rottura con Buffett: è un’evoluzione del metodo.

1. Il value investing segue i flussi di cassa

Per lungo tempo il value è stato associato a banche, beni di consumo, assicurazioni, energia e industria. Oggi però alcune delle strutture di cassa più solide e prevedibili si trovano nelle mega-cap tecnologiche.

Alphabet, Microsoft, Apple e altre piattaforme non sono più solo titoli growth: ricavi ricorrenti, scala globale, margini elevati e forte generazione di cassa conferiscono caratteristiche difensive, anche a valutazioni impegnative.

Il possibile messaggio dell’era Abel: il value non è un settore, ma la qualità e la durabilità dei flussi di cassa, insieme al prezzo pagato.

2. Le Big Tech come “crescita con profilo difensivo

Molti 13F riflettono un trend più ampio: le Big Tech vengono trattate anche come asset di qualità in un contesto macro incerto.

Tassi elevati, rischi geopolitici, inflazione e crescita disomogenea rendono più attraenti aziende con cassa netta, potere di prezzo, ricavi ricorrenti e alti ritorni sul capitale.

Non sono prive di rischio, ma i nomi più solidi vengono sempre più utilizzati come combinazione di crescita e qualità.

3. L’esposizione all’IA diventa più selettiva

Il tema IA sta maturando: conta meno la narrativa, più la capacità di trasformare gli investimenti in ricavi e margini.

Per questo l’esposizione si diversifica: c’è chi rafforza Alphabet, chi Microsoft, chi ruota tra player simili. Il tema resta centrale, ma i vincitori diventano più specifici.

Domande chiave:

  • Chi sta investendo davvero in IA?

  • Chi riesce già a monetizzarla su una base clienti esistente?

  • Chi ha il bilancio per sostenere il capex?

  • Chi è già prezzato alla perfezione?

  • Dove il mercato sottostima i flussi di cassa futuri?

4. Più concentrazione, ma non per tutti

Il portafoglio di Berkshire si è ulteriormente concentrato, in linea con altri grandi investitori focalizzati su poche posizioni ad alta convinzione.

Non è un modello replicabile per tutti: Berkshire dispone di capitale stabile, risorse analitiche e capacità di assorbire volatilità fuori scala per un investitore retail.

La lezione è un’altra: diversificare non significa distribuire il capitale in modo uniforme, ma assegnare un ruolo preciso a ogni posizione in portafoglio, in un contesto sempre più guidato da qualità, dispersione degli utili e innovazione tecnologica.


Cosa significa per gli investitori

1. Non copiare i 13F alla cieca

I 13F sono retrospettivi: mostrano cosa i grandi investitori detenevano a fine trimestre, non cosa possiedono oggi,  non offrono una visione completa (mancano short, derivati, posizioni non USA).

Il loro valore sta nel capire come i professionisti interpretano temi, valutazioni e rischi, non nel replicarne le mosse.

2. La definizione di “value” cambia

La mossa su Alphabet ricorda che value non significa evitare la tecnologia. Oggi alcune delle migliori “macchine di cassa” sono piattaforme digitali.

La distinzione è tra comprare tecnologia per narrativa o perché il modello è durevole. Berkshire sembra orientarsi sulla seconda.

3. Big Tech resta centrale, ma con più selettività

Le ultime trimestrali di portafoglio confermano le mega-cap tecnologiche come componente chiave, ma evidenziano rotazioni interne.

Non esiste un unico “trade sulle Big Tech”: Alphabet, Microsoft, Apple, Amazon, Meta e Nvidia hanno driver diversi come pubblicità, cloud, dispositivi, software, infrastruttura IA, semiconduttori, capex, regolazione.

La prossima fase dell’IA potrebbe premiare meno la narrativa e più la capacità di trasformare gli investimenti in ricavi, margini e flussi di cassa.

4. La qualità pesa di più con rendimenti elevati

Tassi più alti aumentano il livello di selezione per l’azionario, penalizzando bilanci fragili, utili lontani nel tempo e cassa incerta.

Per questo molti investitori privilegiano aziende con pricing power, scala e ritorni elevati sul capitale. In un contesto in cui il costo del capitale non è più trascurabile, la qualità diventa una leva di difesa.

5. L’economia tradizionale resta centrale

Berkshire mantiene esposizioni rilevanti in finanziari, consumi ed energia. L’ingresso in Delta e la riduzione su Chevron indicano che non c’è una rotazione lineare verso la tecnologia.

La lettura più coerente è un portafoglio che combina flussi di cassa dell’economia tradizionale e digitale. L’IA è un tema rilevante, ma non sostituisce la diversificazione per settori, cicli e fonti di rischio.


In sintesi

L’ultima stagione di 13F manda un segnale chiaro: anche gli investitori più attenti alle valutazioni stanno aumentando l’esposizione alle mega-cap tecnologiche quando la qualità del business lo giustifica.

L’incremento su Alphabet non è un invito a inseguire l’IA, ma il segnale che la linea tra value e growth si è assottigliata. Nell’era Abel, Berkshire sembra applicare la stessa disciplina, investire in business durevoli a prezzi ragionevoli, in un universo che oggi include pienamente le piattaforme digitali.

Per gli investitori, la sintesi è semplice: Big Tech resta centrale, l’IA ha basi strutturali, ma la selettività è determinante. I vincitori della prossima fase potrebbero non essere quelli con la narrativa più forte, ma quelli capaci di trasformare gli investimenti in flussi di cassa sostenibili.


 

Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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