Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Market Strategist
Il 13F di Berkshire del Q1 2026 mostra un portafoglio più dinamico e selettivo: forte incremento su Alphabet, una nuova posizione in Delta Air Lines e diverse uscite da nomi rilevanti come Amazon, UnitedHealth, Visa e Mastercard.
L'approccio iniziale di Abel non sembra segnare una discontinuità rispetto ai principi di Buffett, quanto piuttosto un’evoluzione. Il value investing resta il riferimento, ma applicato a un contesto in cui le grandi piattaforme tecnologiche concentrano oggi cassa, scala e vantaggi competitivi che in passato appartenevano alle grandi aziende tradizionali.
Per gli investitori, il messaggio non è replicare il portafoglio, ma interpretarne la direzione: le Big Tech stanno assumendo un ruolo sempre più strutturale nei mercati, mentre la prossima fase del tema IA appare destinata a premiare selettività, disciplina sui flussi di cassa e attenzione alle valutazioni.
| Titolo | Ticker | Valore aggiunto / posizione | % variazione | Perché conta |
|---|---|---|---|---|
| Alphabet | GOOGL / GOOG | Posizione portata a circa 16,6 mld $ | Più che triplicata | Segnale principale: Berkshire appare più propensa a detenere piattaforme digitali dominanti quando vantaggio competitivo, cassa e valutazione sono allineati. |
| Delta Air Lines | DAL | Nuova posizione di circa 2,65 mld $ | Nuovo acquisto | Indica interesse selettivo per travel e resilienza del consumatore, con la consapevolezza della sensibilità a carburante e ciclo. |
| Lennar | LEN / LEN.B | Aggiunti circa 270 mln $, posizione a circa 897 mln $ | Class A +43%; Class B +31% | Aggiunge l’angolo ciclo abitativo: Berkshire resta disposta a detenere business ciclici e sensibili ai tassi quando le valutazioni sono attraenti. |
| Macy’s | M | Nuova posizione di circa 55 mln $ | Nuovo acquisto | Piccola per gli standard Berkshire, ma segnale selettivo sul retail. Dimensione da “osservazione” più che da svolta di portafoglio. |
| New York Times | NYT | Partecipazione più che raddoppiata | Oltre il raddoppio | Segnale minore ma interessante sul media in abbonamento e su relazioni clienti durature. |
| Portafoglio complessivo | - | Valore delle azioni USA sceso a circa 263 mld $, da circa 274 mld $ a fine 2025 | - | Berkshire è rimasta net seller: non un cambio “risk-on” generalizzato, ma un ribilanciamento. |
Le uscite sono state diffuse, ma alcune meritano attenzione. La cessione di Visa e Mastercard colpisce: entrambe erano considerate da tempo compounder di qualità. L’uscita da UnitedHealth rafforza l’idea di una razionalizzazione del portafoglio. Amazon, pur con un peso minore, ha valore soprattutto simbolico alla luce dell’aumento su Alphabet: più riallocazione all’interno del tech che riduzione dell’esposizione.
| Titolo | Ticker | Valore disinvestito | % variazione | Perché conta |
| Visa | V | 2,71 mld $ | -100% | Uscita più grande; rilevante per qualità e “moat” nei pagamenti. |
| Mastercard | MA | 2,14 mld $ | -100% | Uscita significativa dai pagamenti insieme a Visa. |
| UnitedHealth Group | UNH | 1,50 mld $ | -100% | Grande uscita dall’healthcare, su temi regolatori e specifici. |
| Domino’s Pizza | DPZ | 1,32 mld $ | -100% | Una delle principali uscite nel consumer. |
| Aon | AON | 1,22 mld $ | -100% | Uscita rilevante da assicurazioni e servizi professionali. |
| Pool Corp | POOL | 668 mln $ | -100% | Uscita da un business ciclico legato a consumi e housing. |
| Amazon | AMZN | 505 mln $ | -100% | Piccola per Berkshire, ma simbolica per l’angolo Big Tech. |
| HEICO | HEIA | 301 mln $ | -100% | Uscita da un’esposizione legata all’aerospazio. |
| Liberty Formula One | FWONK | 275 mln $ | -100% | Uscita completa da un’esposizione media/tracking stock. |
| Charter Communications | CHTR | 234 mln $ | -100% | Uscita completa da cavo e connettività. |
| Lamar Advertising | LAMR | 152 mln $ | -100% | Uscita completa da advertising e outdoor media. |
| Allegion | ALLE | 119 mln $ | -100% | Uscita completa dai prodotti per la sicurezza. |
| Liberty Latin America C | LILA | 19 mln $ | -100% | Uscita minore completa. |
| Diageo | DEO | 18 mln $ | -100% | Posizione piccola azzerata. |
| Liberty Latin America A | LILAK | 11 mln $ | -100% | Uscita minore completa. |
| Atlanta Braves Holdings | BATRK | 5 mln $ | -100% | Uscita completa, seppur marginale. |
| Titolo | Ticker | Valore ridotto | % variazione | Perché conta |
| Chevron | CVX | 8,23 mld $ | -35,17% | Riduzione più grande per valore, ma resta una top holding. Non è necessariamente un segnale ribassista sul petrolio. |
| Constellation Brands | STZ | 1,79 mld $ | -95,13% | Quasi uscita, ma non completa. |
| Nucor | NUE | 415 mln $ | -39,03% | Taglio netto dell’esposizione su acciaio e industriali. |
| DaVita | DVA | 160 mln $ | -4,05% | Ritocco marginale. |
| Bank of America | BAC | 156 mln $ | -0,71% | Piccolo taglio; da solo non è un segnale forte. |
| Liberty Live Holdings | LLYVK | 29 mln $ | -3,03% | Riduzione minima. |
La notizia non è che Berkshire si sia trasformata in un fondo tecnologico. Apple, American Express, Coca-Cola, Bank of America e Chevron restano posizioni centrali. Ma l’aumento di Alphabet è difficile da ignorare: suggerisce una maggiore apertura nel considerare alcune mega-cap tecnologiche come nuove “value”, realtà dominanti, con elevata generazione di cassa, forte redditività e un ruolo ormai strutturale nell’economia globale.
Il rischio, con ogni 13F di Berkshire, è sovrainterpretare i dati. Il filing non chiarisce chi abbia preso le decisioni, perché, né se le posizioni siano ancora in portafoglio. Ma portata e direzione dei movimenti del primo trimestre restano una lente utile.
Non è una rottura con Buffett: è un’evoluzione del metodo.
Per lungo tempo il value è stato associato a banche, beni di consumo, assicurazioni, energia e industria. Oggi però alcune delle strutture di cassa più solide e prevedibili si trovano nelle mega-cap tecnologiche.
Alphabet, Microsoft, Apple e altre piattaforme non sono più solo titoli growth: ricavi ricorrenti, scala globale, margini elevati e forte generazione di cassa conferiscono caratteristiche difensive, anche a valutazioni impegnative.
Molti 13F riflettono un trend più ampio: le Big Tech vengono trattate anche come asset di qualità in un contesto macro incerto.
Tassi elevati, rischi geopolitici, inflazione e crescita disomogenea rendono più attraenti aziende con cassa netta, potere di prezzo, ricavi ricorrenti e alti ritorni sul capitale.
Non sono prive di rischio, ma i nomi più solidi vengono sempre più utilizzati come combinazione di crescita e qualità.
Il tema IA sta maturando: conta meno la narrativa, più la capacità di trasformare gli investimenti in ricavi e margini.
Per questo l’esposizione si diversifica: c’è chi rafforza Alphabet, chi Microsoft, chi ruota tra player simili. Il tema resta centrale, ma i vincitori diventano più specifici.
Domande chiave:
Chi sta investendo davvero in IA?
Chi riesce già a monetizzarla su una base clienti esistente?
Chi ha il bilancio per sostenere il capex?
Chi è già prezzato alla perfezione?
Dove il mercato sottostima i flussi di cassa futuri?
Il portafoglio di Berkshire si è ulteriormente concentrato, in linea con altri grandi investitori focalizzati su poche posizioni ad alta convinzione.
Non è un modello replicabile per tutti: Berkshire dispone di capitale stabile, risorse analitiche e capacità di assorbire volatilità fuori scala per un investitore retail.
La lezione è un’altra: diversificare non significa distribuire il capitale in modo uniforme, ma assegnare un ruolo preciso a ogni posizione in portafoglio, in un contesto sempre più guidato da qualità, dispersione degli utili e innovazione tecnologica.
I 13F sono retrospettivi: mostrano cosa i grandi investitori detenevano a fine trimestre, non cosa possiedono oggi, non offrono una visione completa (mancano short, derivati, posizioni non USA).
Il loro valore sta nel capire come i professionisti interpretano temi, valutazioni e rischi, non nel replicarne le mosse.
La mossa su Alphabet ricorda che value non significa evitare la tecnologia. Oggi alcune delle migliori “macchine di cassa” sono piattaforme digitali.
La distinzione è tra comprare tecnologia per narrativa o perché il modello è durevole. Berkshire sembra orientarsi sulla seconda.
Le ultime trimestrali di portafoglio confermano le mega-cap tecnologiche come componente chiave, ma evidenziano rotazioni interne.
Non esiste un unico “trade sulle Big Tech”: Alphabet, Microsoft, Apple, Amazon, Meta e Nvidia hanno driver diversi come pubblicità, cloud, dispositivi, software, infrastruttura IA, semiconduttori, capex, regolazione.
La prossima fase dell’IA potrebbe premiare meno la narrativa e più la capacità di trasformare gli investimenti in ricavi, margini e flussi di cassa.
Tassi più alti aumentano il livello di selezione per l’azionario, penalizzando bilanci fragili, utili lontani nel tempo e cassa incerta.
Per questo molti investitori privilegiano aziende con pricing power, scala e ritorni elevati sul capitale. In un contesto in cui il costo del capitale non è più trascurabile, la qualità diventa una leva di difesa.
Berkshire mantiene esposizioni rilevanti in finanziari, consumi ed energia. L’ingresso in Delta e la riduzione su Chevron indicano che non c’è una rotazione lineare verso la tecnologia.
La lettura più coerente è un portafoglio che combina flussi di cassa dell’economia tradizionale e digitale. L’IA è un tema rilevante, ma non sostituisce la diversificazione per settori, cicli e fonti di rischio.
L’ultima stagione di 13F manda un segnale chiaro: anche gli investitori più attenti alle valutazioni stanno aumentando l’esposizione alle mega-cap tecnologiche quando la qualità del business lo giustifica.
L’incremento su Alphabet non è un invito a inseguire l’IA, ma il segnale che la linea tra value e growth si è assottigliata. Nell’era Abel, Berkshire sembra applicare la stessa disciplina, investire in business durevoli a prezzi ragionevoli, in un universo che oggi include pienamente le piattaforme digitali.
Per gli investitori, la sintesi è semplice: Big Tech resta centrale, l’IA ha basi strutturali, ma la selettività è determinante. I vincitori della prossima fase potrebbero non essere quelli con la narrativa più forte, ma quelli capaci di trasformare gli investimenti in flussi di cassa sostenibili.