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Rapida panoramica del mercato – 17 febbraio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 17 febbraio 2026


Driver di mercato e catalizzatori

  • Azioni: contrattazioni USA sospese per il Presidents' Day; Europa in lieve rialzo grazie ai finanziari; Asia contrastata con il Giappone in calo e Hong Kong in progresso
  • Volatilità: focus sui verbali della Fed e sul CPI core, resta elevata la domanda di coperture di breve termine
  • Asset digitali: fase di consolidamento per BTC/ETH; flussi misti su IBIT ed ETHA indicano posizionamenti selettivi più che un generalizzato ritorno al rischio
  • Obbligazioni: forte rally del debito governativo giapponese dopo un’asta solida sui JGB a 5 anni. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni guarda alla soglia chiave del 4,00%.
  • Valute: riprende il rafforzamento dello yen giapponese. Dollaro USA leggermente più forte al di fuori di USDJPY
  • Materie prime: la pausa per il Capodanno Lunare pesa su oro, argento e rame
  • Eventi macro: dati sull’occupazione UK, sondaggio ZEW di febbraio in Germania, Empire Manufacturing di febbraio negli USA

Principali notizie macro

  • I future azionari USA in calo con il ritorno dalle tre giornate di festività. L’attenzione resta concentrata sulla debolezza delle big tech: nelle prime ore della mattinata europea di martedì i future sul Nasdaq 100 segnavano fino a -0,77% rispetto alla chiusura di venerdì, mentre quelli sull’S&P 500 erano in calo dello 0,43%.
  • L’asta dei titoli di Stato giapponesi a 5 anni ha registrato un aumento della domanda per la prima volta da settembre, favorendo un marcato calo dei rendimenti dei JGB e sostenendo il rafforzamento dello yen.
  • La forte domanda per il debito pubblico giapponese potrebbe aver contribuito all’indebolimento dell’appeal dell’oro come bene rifugio nella sessione asiatica di martedì. Gli scambi sui metalli preziosi sono inoltre condizionati dalla lunga pausa per il Capodanno Lunare cinese, che proseguirà per tutta la settimana fino a lunedì prossimo.
  • I verbali della RBA australiana hanno evidenziato un cambiamento “significativo” nelle prospettive sull’inflazione e nella valutazione del livello restrittivo dei tassi rispetto alle condizioni finanziarie. Tuttavia, tali indicazioni erano già scontate dal mercato e, nonostante il rialzo dei tassi deciso a inizio mese, non vi è alcun impegno a ulteriori strette. I tassi a breve australiani sono scesi e il dollaro australiano si è leggermente indebolito contro le principali valute.

Principali appuntamenti macro (orari GMT)

I mercati cinesi resteranno chiusi per il Capodanno Lunare fino a lunedì 23 febbraio.
07:00 – Regno Unito: Claimant Count Rate gennaio, variazione richieste di sussidio gennaio
07:00 – Regno Unito: variazione occupazione dicembre, tasso di disoccupazione ILO dicembre
10:00 – Germania: sondaggio ZEW febbraio
13:15 – USA: variazione occupazione ADP settimanale (media 4 settimane al 31 gennaio)
13:30 – Canada: CPI gennaio
13:30 – USA: Empire Manufacturing febbraio
15:00 – USA: indice NAHB mercato immobiliare febbraio
01:00 – Nuova Zelanda: tasso ufficiale RBNZ

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Medtronic, Palo Alto Networks, Cadence Design Systems, Republic Services, Antofagasta, Vulcan Materials, EQT, DTE Energy, FirstEnergy, Devon Energy
  • Mercoledì: Analog Devices, Booking Holdings, Glencore, Carvana, BAE Systems, DoorDash, Moody’s, Orange
  • Giovedì: Walmart, Alibaba, Nestle, Airbus, Rio Tinto, Deere, Newmont, Zurich Insurance, Constellation Energy, Southern Company, Quanta Services, Targa Resources
  • Venerdì: Air Liquide, Warner Brothers Discovery, Anglogold Ashanti, Ango American, Danone
 

Azioni

  • USA: mercato chiuso.
  • Europa: borse europee contrastate lunedì: lo Stoxx 600 ha guadagnato lo 0,1% a 618,52 grazie al rimbalzo dei finanziari, mentre l’Euro Stoxx 50 ha perso lo 0,1% a 5.978,88 e il DAX tedesco è sceso dello 0,5% a 24.800,88. A Londra il FTSE 100 è salito dello 0,3% a 10.473,69, trainato da banche e titoli della difesa, mentre tecnologia e lusso hanno sottoperformato. NatWest ha guadagnato il 4,7% dopo l’annuncio di un buyback da 1 miliardo di sterline; Ørsted +4,5% su upgrade; BAE Systems +3,1% su attese di maggior spesa militare. In calo Dassault Systèmes (-10,4%) dopo segnali di ricavi e crescita cloud più deboli. L’attenzione si sposta ora su una settimana intensa di Trimestrali, tra cui Airbus, Orange e Zealand Pharma.
  • Asia: scambi condizionati dalle festività: il Nikkei 225 giapponese ha ceduto lo 0,2% a 56.806,41 e il Topix lo 0,8% a 3.787,38 dopo un dato sul PIL del Q4 più debole; l’S&P/ASX 200 australiano ha invece guadagnato lo 0,2% a 8.937,10. A Hong Kong, nella mezza giornata di vigilia del Capodanno Lunare, l’Hang Seng è salito dello 0,5% a 26.705,94, mentre la Cina continentale è già chiusa per l’intera settimana. Nitori +8,4% dopo outlook positivo e stock split 5-a-1; Olympus -13,2% dopo il taglio della guidance sugli utili annuali. In scambi sottili, Zijin Mining +4,7% e CNOOC +3,7% sostenute dalle materie prime. Gli investitori attendono la riapertura dei mercati e possibili nuovi segnali di supporto politico.

Volatilità

  • I mercati USA riaprono dopo il Presidents’ Day con una volatilità in linea con venerdì. Il VIX ha chiuso a 20,60, mentre la volatilità di brevissimo termine (VIX1D a 22,43) resta superiore al VIX9D (18,77). Il quadro indica cautela sui catalizzatori imminenti più che timori di uno shock di mercato più ampio.
  • Questa settimana il focus è chiaramente macro. I verbali del FOMC di mercoledì e il dato sull’inflazione core PCE di venerdì – la misura preferita dalla Fed – potrebbero modificare le aspettative sui tagli dei tassi. Anche ordini di beni durevoli e PMI flash potrebbero influenzare il sentiment. Per gli investitori di lungo periodo, il percorso di inflazione e rendimenti resta l’ancora per le valutazioni azionarie.
  • Movimento atteso settimanale su SPX (implicito dalle opzioni): ±128 punti, circa ±1,9% entro venerdì 20 febbraio, sulla base dei prezzi attuali delle opzioni settimanali.
  • Indicatore di skew: le opzioni 0DTE mostrano ancora una volatilità implicita più elevata sulle put rispetto alle call equivalenti. In pratica, gli investitori continuano a pagare un premio per la protezione piuttosto che inseguire aggressivamente il rialzo.

Asset digitali

  • I mercati crypto consolidano dopo i recenti rialzi. Bitcoin oscilla nell’area USD 68.000–69.000, mentre Ethereum si muove vicino a USD 1.950–2.000. Solana e XRP restano relativamente stabili ma senza slancio rialzista evidente. Il tono generale è di consolidamento, non di capitolazione.
  • I flussi sugli ETF restano selettivi. Nell’ultima sessione disponibile (13 febbraio), i flussi complessivi sugli ETF spot su Bitcoin negli USA sono stati positivi, ma IBIT ha registrato deflussi netti. Dinamica simile sugli ETF su Ethereum: flussi aggregati positivi, ma deflussi su ETHA. Il quadro suggerisce riallocazioni interne al comparto più che un aumento generalizzato dell’appetito per il rischio.
  • Le azioni legate al settore crypto, come Coinbase e MicroStrategy, hanno mostrato una tenuta relativa rispetto ai token spot, indicando che gli investitori azionari potrebbero posizionarsi in vista di una ripresa di medio termine mentre i prezzi dei token restano laterali.
  • Per gli investitori, la domanda chiave è se una maggiore stabilità macro, in particolare su comunicazione della Fed e dati sull’inflazione, possa riattivare flussi costanti verso gli ETF. In assenza di ciò, gli asset digitali potrebbero restare in trading range anziché avviare un trend sostenuto.

Obbligazioni

  • I titoli di Stato giapponesi hanno registrato un forte rialzo martedì dopo un’asta molto solida sui JGB a cinque anni. L’intera curva dei rendimenti si è mossa in bull flattening: il rendimento del JGB a 2 anni è sceso di quattro punti base all’1,23%, minimo da oltre due settimane, mentre il decennale è calato di oltre otto punti base al 2,13%, nuovo minimo da cinque settimane.
  • I Treasury USA non hanno scambiato lunedì per festività, ma hanno trovato ulteriore supporto all’apertura asiatica di martedì dopo il forte rally di venerdì: il rendimento del biennale è sceso di altri due punti base verso il minimo intraday dal 2022 a 3,374% (in area 3,38%), mentre il decennale ha perso oltre due punti base a 4,022%, avvicinandosi alla soglia chiave del 4,00%, livello sotto il quale non chiude su base settimanale dalla fine del 2024.

Materie prime

  • Oro e argento in deciso calo in un contesto di attività ridotta, con gran parte dell’Asia chiusa per il Capodanno Lunare. Il movimento evidenzia il peso della domanda asiatica, in particolare cinese, che negli ultimi mesi aveva sostenuto i prezzi. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente non sono riuscite a spingere le quotazioni, mentre il forte calo dei rendimenti dei JGB, in un contesto di minore focus su ulteriori rialzi dei tassi, ha pesato sui prezzi in Asia. Inoltre, emergono segnali di cautela sul dollaro dopo un sondaggio di Bank of America che mostra i gestori con la posizione più ribassista sul biglietto verde da un decennio, aumentando il rischio di un rimbalzo contro-trend.
  • L’oro ha finora trovato supporto in area USD 4.860, con il livello successivo a USD 4.670. Sull’argento, due massimi decrescenti nell’ultimo rimbalzo correttivo indicano un indebolimento della convinzione rialzista e possibili ulteriori pressioni nel breve termine.
  • Il rame continua a scendere, con il contratto HG in area USD 5,70 e diretto verso una possibile chiusura tra le più deboli dell’anno. Il calo riflette liquidazioni di posizioni long a fronte dell’aumento continuo delle scorte monitorate dalle borse, che hanno raggiunto un milione di tonnellate per la prima volta dal 2003. Sebbene le prospettive di lungo termine restino sostenute dalla transizione energetica, un rally duraturo appare improbabile finché il bilanciamento domanda-offerta non mostrerà segnali di restringimento. L’attenzione si sposta ora sulla ripresa dell’attività in Cina dopo il Capodanno Lunare.
  • Petrolio stabile, con il Brent intorno a USD 68 per il secondo giorno consecutivo, mentre il mercato guarda agli sviluppi geopolitici in vista dei nuovi colloqui USA-Iran a Ginevra. In assenza di interruzioni dell’offerta in Medio Oriente, un movimento sostenuto sopra USD 70 appare limitato, considerata l’abbondanza di offerta e le indicazioni che alcuni membri OPEC vedono margini per aumentare la produzione da aprile, in vista della riunione formale OPEC del 1° marzo sulla revisione dell’accordo in essere.

Valute

  • Lo yen giapponese ha recuperato terreno nella sessione asiatica di martedì, con il sentiment di rischio globale più prudente e il rendimento del Treasury USA a 10 anni in calo di oltre due punti base al 4,03%. Il differenziale tra rendimenti USA e Giappone si è ristretto ai minimi dall’inizio del 2022. USDJPY è tornato sotto 153,00 a Tokyo dopo un massimo di 153,76, mentre EURJPY è sceso fino a 181,03 da 182,18.
  • Il dollaro USA ha registrato un leggero rafforzamento al di fuori del calo di USDJPY, in un contesto di sentiment debole. EURUSD è sceso sotto 1,1850, mentre GBPUSD ha toccato 1,3610 dopo il massimo di lunedì a 1,3662.
  • La RBNZ neozelandese annuncerà il tasso ufficiale nelle prime ore di mercoledì, ma non sono attese sorprese, poiché il mercato non prevede cambiamenti di policy nelle prossime riunioni.

Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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