Rapida panoramica del mercato – 18 febbraio 2026
Rapida panoramica del mercato – 18 febbraio 2026
Driver e catalizzatori di mercato
- Azioni: Gli Stati Uniti hanno chiuso invariati tra timori legati all’AI; l’Europa è salita grazie ai rialzi di banche e healthcare; l’Asia ha guadagnato terreno in un contesto di scambi ridotti per il Capodanno lunare.
- Volatilità: VIX stabile, indicatori di brevissimo termine in calo; focus sui verbali della Fed e sul core PCE.
- Asset digitali: Fase di consolidamento con tono guidato dal macro; deflussi su IBIT contro afflussi su ETHA.
- Obbligazioni: I rendimenti dei Treasury USA rimbalzano da livelli tecnici chiave.
- Valute: GBP debole dopo dati occupazionali deludenti, in attesa del CPI UK di questa mattina. NZD in calo dopo una RBNZ accomodante.
- Materie prime: Oro e argento rimbalzano dopo due sedute negative; il petrolio adotta un atteggiamento attendista nel contesto dello stallo tra USA e Iran.
- Eventi macro: CPI UK di gennaio, ordini di beni durevoli USA di dicembre, nuovi cantieri e permessi edilizi USA di dicembre.
Principali notizie macro
- La presidente della BCE Christine Lagarde lascerà l’incarico prima della fine del suo mandato di otto anni, secondo il FT. L’uscita anticipata avverrebbe prima delle elezioni presidenziali francesi del prossimo anno, così da consentire al presidente Macron e al cancelliere tedesco Merz di nominare il suo successore. Il mandato era originariamente previsto fino al 31 ottobre 2027.
- La RBNZ neozelandese ha lasciato i tassi invariati, come ampiamente previsto, ma non ha rivisto al rialzo il percorso atteso dei tassi quanto il mercato si aspettava, indicando solo una probabilità di circa il 50% di un rialzo nel corso dell’anno. I tassi a breve NZ sono scesi bruscamente e il dollaro neozelandese si è indebolito.
- Il Giappone investirà 36 miliardi di dollari in minerali critici ed energia negli Stati Uniti, inclusi 33 miliardi in un impianto di lavorazione del gas in Ohio, prima tranche di un impegno complessivo di 550 miliardi previsto dall’accordo commerciale USA-Giappone.
- Le esportazioni giapponesi sono aumentate del 16,8% su base annua a gennaio, superando nettamente le attese e registrando il ritmo più rapido da novembre 2022, grazie al forte incremento delle spedizioni verso Asia ed Europa occidentale.
- USA e Iran hanno compiuto progressi nei colloqui sul nucleare a Ginevra martedì, con i negoziatori di Teheran pronti a presentare una nuova proposta tra due settimane. Una valutazione moderatamente positiva che riduce, per ora, il rischio di uno scontro militare imminente.
Appuntamenti macro principali (orari GMT)
I mercati cinesi resteranno chiusi per il Capodanno lunare fino a lunedì 23 febbraio.
07:00 – CPI UK gennaio
13:30 – Ordini preliminari di beni durevoli USA dicembre
13:30 – Nuovi cantieri e permessi edilizi USA gennaio
14:15 – Produzione industriale USA dicembre
18:00 – Asta Treasury USA a 20 anni
19:00 – Verbali FOMC della Federal Reserve
00:30 – Dati sull’occupazione Australia gennaio
Trimestrali della settimana
- Oggi: Analog Devices, Booking Holdings, Glencore, Carvana, BAE Systems, DoorDash, Moody’s, Orange
- Giovedì: Walmart, Alibaba, Nestlé, Airbus, Rio Tinto, Deere, Newmont, Zurich Insurance, Constellation Energy, Southern Company, Quanta Services, Targa Resources
- Venerdì: Air Liquide, Warner Brothers Discovery, Anglogold Ashanti, Anglo American, Danone
Azioni
- USA: Wall Street ha chiuso pressoché invariata dopo la pausa per il Presidents’ Day: S&P 500 +0,1% a 6.843,22, Dow Jones +0,1%, Nasdaq 100 -0,1%. Gli investitori restano prudenti tra timori di “AI disruption” e una settimana intensa di Trimestrali, valutando la capacità delle aziende di difendere prezzi e margini in vista dei verbali della Fed. Masimo è balzata del 34,2% dopo l’accordo per l’acquisizione da parte di Danaher, che ha perso il 2,9% per timori legati all’operazione. Fiserv +6,9% dopo indiscrezioni sull’ingresso del fondo attivista Jana Partners; General Mills -7,0% dopo il taglio della guidance sugli utili 2026.
- Europa: Le borse europee hanno chiuso in rialzo: STOXX Europe 600 +0,5% a 621,29, Euro STOXX 50 +0,7% a 6.021,85. DAX tedesco +0,8% a 24.998,40 e FTSE 100 +0,8% a un record di 10.556,17. Gli investitori hanno digerito i dati sul lavoro UK e monitorato i colloqui USA-Iran e le trattative Russia-Ucraina. Banche e healthcare hanno guidato i rialzi; BNP Paribas +1,7%. Movimenti contrastati a livello settoriale: Avolta +5,0% dopo upgrade di UBS; Antofagasta -3,4% nonostante utili solidi; Plus500 -5,2% dopo notizie di vendite significative di azioni da parte del management.
- Asia: Listini asiatici in rialzo in un contesto di volumi ridotti per le festività: Nikkei 225 +1,2% a 57.249,43, S&P/ASX 200 australiano +0,5% a 9.007,00. Cina e Hong Kong chiuse per il Capodanno lunare. In Giappone, Tokyo Electron +3,5% grazie al rimbalzo dei titoli legati ai chip; SoftBank -2,0% per cautela sull’esposizione a progetti energetici negli USA. In Australia, National Australia Bank +4,0% dopo un aumento del 30% dell’utile netto; TechnologyOne +8,2% dopo il miglioramento della guidance annuale.
Volatilità
- La volatilità si sta attenuando in superficie, ma il mercato resta focalizzato sui catalizzatori macro della settimana. Il VIX ha chiuso a 20,29, mentre il VIX1D è sceso a 16,16 e il VIX9D si è mantenuto a 20,31. Una configurazione che indica stabilità nel brevissimo, ma con richiesta di coperture per le prossime sedute.
- I principali driver sono i verbali FOMC di oggi e il dato sull’inflazione core PCE di venerdì, potenzialmente in grado di modificare rapidamente le attese sui tassi. Un’inflazione più persistente o verbali restrittivi potrebbero far risalire la volatilità; toni più accomodanti favorirebbero un ulteriore calo.
- Movimento atteso su SPX (implicito dalle opzioni): circa ±95 punti (±1,39%) entro venerdì 20 febbraio.
- Indicatore skew 0DTE (scadenza odierna): le put restano più care delle call at-the-money, segnalando una domanda di protezione al ribasso più che una ricerca aggressiva di rialzi.
Asset digitali
- Il mercato crypto si muove lateralmente, con gli investitori in attesa di indicazioni dai dati macro USA prima di assumere posizioni direzionali più marcate. Bitcoin tratta poco sotto i 68.000 dollari, mentre ether si mantiene intorno ai 2.000 dollari. Solana e XRP risultano stabili, con performance eterogenee tra le altcoin.
- I flussi sugli ETF mostrano un approccio selettivo: IBIT ha registrato deflussi per 119,7 milioni di dollari (17 febbraio), mentre ETHA ha visto afflussi per 22,9 milioni. Gli investitori stanno quindi riequilibrando l’esposizione più che incrementarla in modo deciso.
- Anche le opzioni su titoli legati al comparto crypto indicano cautela: interesse strutturale al rialzo nel lungo periodo, ma coperture nel breve. Il messaggio di fondo è che il potenziale strutturale resta, ma con una gestione attenta del rischio nel breve termine.
Obbligazioni
- I titoli di Stato giapponesi si sono stabilizzati mercoledì dopo il forte rally precedente: il rendimento del JGB decennale è salito di un punto base al 2,145%, dopo aver toccato minimi di cinque settimane al 2,10% in precedenza.
- I Treasury USA hanno corretto dopo che i rendimenti a breve avevano testato i minimi ciclici: il rendimento del biennale è risalito di oltre cinque punti base dai minimi di martedì, tornando sopra il 3,44%. Il decennale è rimbalzato dopo non aver testato pienamente la soglia chiave del 4,00%, trattando oltre il 4,06% dopo un minimo a 4,016% martedì.
Materie prime
- Oro e argento hanno recuperato dopo due sedute negative, in un contesto di scambi contenuti per la chiusura di molti mercati asiatici. L’oro ha trovato nuovi acquisti dopo aver tenuto il supporto a 4.860 USD, rafforzando l’area dei 5.000 USD come livello pivot. L’argento resta in trend ribassista, circa 10 USD sotto la resistenza chiave a 86 USD. Un certo supporto deriva dal calo delle scorte COMEX in vista del periodo di consegna dei future di marzo, che inizia il 27 febbraio.
- Il petrolio mantiene un atteggiamento attendista mentre i progressi diplomatici nei colloqui USA-Iran pesano sui prezzi, con il Brent in calo verso 67 USD. Tuttavia, il rischio di un’escalation improvvisa, alla luce del rafforzamento militare USA e delle minacce iraniane, mantiene un premio per il rischio geopolitico stimato tra 3 e 5 USD al barile.
Valute
- Lo JPY non è riuscito a estendere i recenti rialzi, con la maggior parte dei cross in recupero all’interno dei range recenti. USDJPY resta confinato sotto 154,00 dopo aver mancato un test deciso del supporto in area 152,00; EURJPY ha respinto un test sotto 181,00 risalendo verso 182,00.
- Il dollaro USA si è mosso poco dopo che un modesto rimbalzo di martedì è stato respinto prima di 1,1800 su EURUSD, con un minimo a 1,1805 seguito da un recupero verso 1,1850.
- La GBP è scesa bruscamente martedì dopo che il tasso di disoccupazione di dicembre è salito al 5,2%, massimo del ciclo (attese 5,1%), e le richieste di sussidio di gennaio hanno superato le previsioni. Aumentano così le probabilità di un taglio dei tassi da parte della Bank of England nella riunione del 19 marzo, con il CPI UK di gennaio come ulteriore elemento chiave. EURGBP guarda alla resistenza in area 0,8750; GBPUSD ha testato l’area pivot di 1,3500 prima di rimbalzare.
- La RBNZ ha tenuto la sua prima riunione con conferenza stampa del nuovo governatore Anne Breman. Pur lasciando invariati i tassi, come previsto, il mercato si attendeva una revisione più restrittiva delle proiezioni. La banca è rimasta prudente, indicando solo una probabilità di circa il 50% di un unico rialzo quest’anno, preferendo mantenere condizioni accomodanti per sostenere la crescita. I tassi a breve NZ sono scesi bruscamente (swap a due anni -8 punti base) e il NZD si è indebolito su tutta la linea; AUDNZD è salito oltre 1,1780 dopo un minimo a 1,1680 martedì (massimo pluriennale recente a 1,1807).