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Rapida panoramica del mercato – 19 febbraio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 19 febbraio 2026


Fattori chiave e catalizzatori di mercato

  • Azioni: i listini USA avanzano sulle attese di tagli dei tassi e sulla domanda legata all’AI; l’Europa sale grazie alla forza del comparto difesa; Asia stabile in vista delle festività.
  • Volatilità: VIX vicino a 20; verbali Fed con tono hawkish; PCE in arrivo; forte domanda di put.
  • Asset digitali: Bitcoin ed Ethereum in trading range; IBIT ed ETHA più deboli; crypto guidate dal quadro macro; PCE principale catalizzatore.
  • Obbligazioni: rendimenti dei Treasury USA in rialzo dopo i verbali FOMC e un’asta debole sul 20 anni. Forte domanda per le scadenze più lunghe giapponesi.
  • Valute: USD in rafforzamento dopo i verbali FOMC e il rialzo dei rendimenti USA. AUD in rally grazie agli ultimi dati sul lavoro. JPY nuovamente in calo.
  • Materie prime: l’oro si ferma a USD 5.000, con la cautela della Fed che compensa le tensioni in Medio Oriente; Brent di nuovo sopra USD 70.
  • Eventi macro: Philadelphia Fed Business Outlook & Pending Home Sales.

Principali notizie macro

  • I funzionari della Federal Reserve si sono mostrati cauti su eventuali tagli dei tassi nella riunione di gennaio; alcuni hanno indicato che potrebbe essere necessario persino un rialzo se l’inflazione restasse elevata. Dai verbali emerge che la maggioranza ritiene in attenuazione la debolezza del mercato del lavoro osservata lo scorso anno, mentre il rischio di un’inflazione più persistente rimane.
  • L’Australia ha pubblicato solidi dati sul mercato del lavoro di gennaio: il tasso di disoccupazione è rimasto stabile al 4,1%, contro attese di un aumento al 4,2%. La variazione dell’occupazione mensile è stata robusta per il secondo mese consecutivo, a +50,5 mila.
  • L’inflazione headline nel Regno Unito è scesa al 3,0% a gennaio 2026, minimo da marzo 2025, grazie a un rallentamento dei prezzi di trasporti e alimentari. L’inflazione core è calata al 3,1%, minimo da agosto 2021, anche se il consenso stimava un calo più marcato al 3,0%.
  • In Giappone gli ordinativi core di macchinari sono balzati del 19,1% a dicembre 2025 a 1.052,5 miliardi di yen, superando le attese dopo il -11% di novembre. Gli ordini manifatturieri sono saliti del 25,1%, quelli non manifatturieri dell’8,2%. Forti incrementi nei settori petrolifero, metalli, immobiliare e macchinari. Gli ordini del settore privato sono cresciuti del 16,8% su base annua.
  • Secondo Axios, Trump ha intensificato le tensioni con l’Iran, alimentando timori di un potenziale conflitto su larga scala nella regione.
  • Le nuove costruzioni residenziali negli USA sono aumentate del 6,2% a dicembre 2025 a 1,404 milioni, oltre le previsioni. In crescita sia le abitazioni unifamiliari sia quelle multifamiliari. L’attività è salita in West, Northeast e Midwest, ma è diminuita nel Sud. Nel 2025 sono state avviate 1.358.700 unità, in calo dello 0,6% rispetto al 2024.
  • La produzione manifatturiera USA è cresciuta dello 0,6% a gennaio 2026, sopra le attese. I beni durevoli sono saliti dello 0,8% (inclusi gli autoveicoli), mentre i beni non durevoli dello 0,4%. L’utilizzo della capacità produttiva si è attestato al 75,6%, sotto la media di lungo periodo.
  • Gli ordini di beni durevoli negli USA sono diminuiti dell’1,4% a dicembre 2025, soprattutto per effetto del comparto trasporti. Al netto dei trasporti sono cresciuti dello 0,9%, mentre al netto della difesa sono scesi del 2,5%. I beni strumentali non difesa esclusi gli aerei sono aumentati dello 0,6%. Nel 2025 gli ordini sono cresciuti del 7,8% su base annua.
  • L’indice di attività della Fed di New York è sceso a -25,7 a febbraio 2026, segnalando una forte contrazione. L’occupazione è diminuita, i salari sono aumentati e le condizioni di fornitura sono peggiorate. I costi restano elevati, ma le imprese prevedono un moderato miglioramento nei prossimi sei mesi.

Principali appuntamenti macro (orari GMT)

I mercati cinesi sono chiusi per il Capodanno Lunare fino a lunedì 23 febbraio.
12:00 – USDA Outlook superfici coltivate 2026-27 per le principali colture
13:30 – Philadelphia Fed Business Outlook (febbraio)
13:30 – Bilancia commerciale USA (dicembre)
13:30 – Richieste iniziali settimanali di sussidi di disoccupazione USA
15:00 – Fiducia dei consumatori dell’Eurozona (febbraio)
15:00 – Pending Home Sales USA (gennaio)
15:30 – Variazione scorte gas naturale EIA
17:00 – Report settimanale EIA su scorte di greggio e carburanti

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Walmart, Alibaba, Nestlé, Airbus, Rio Tinto, Deere, Newmont, Zurich Insurance, Constellation Energy, Southern Company, Quanta Services, Targa Resources
  • Venerdì: Air Liquide, Warner Brothers Discovery, Anglogold Ashanti, Anglo American, Danone
 

Azioni

  • USA: il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,8%, l’S&P 500 lo 0,6% e il Dow lo 0,3%, mentre gli investitori continuano a prezzare diversi tagli dei tassi nel corso dell’anno. I verbali Fed hanno evidenziato preoccupazioni su un raffreddamento solo graduale dell’inflazione, senza però compromettere la propensione al rischio. Nvidia +1,6% dopo che Meta ha annunciato l’intenzione di implementare milioni di suoi chip; Amazon +1,8% e Micron +5,3% grazie a una domanda istituzionale solida. Palo Alto Networks -6,8% dopo una guidance debole, a ricordare che la stagione delle indicazioni prospettiche resta un fattore chiave, con attenzione ora ai prossimi dati su inflazione e occupazione.
  • Europa: Stoxx 50 +1,3% e Stoxx 600 +1,2%, trainati dal comparto difesa. BAE Systems in forte rialzo dopo utili superiori alle attese; indiscrezioni su una possibile partecipazione di minoranza della Germania in KNDS in vista di una potenziale quotazione hanno mantenuto il settore sotto i riflettori. Il mercato ha inoltre valutato nuove speculazioni su possibili cambiamenti ai vertici della BCE, alimentando le aspettative sui tassi dopo i verbali Fed. Carrefour -4,8% su utile operativo più debole; focus ora su prossime trimestrali e segnali della BCE.
  • Asia: l’Hang Seng Index +0,5% a 26.706 nell’ultima seduta prima della pausa per il Capodanno Lunare, dopo due giornate negative, in un contesto di scambi leggeri ma orientati al rischio. Il sentiment è migliorato dopo il rinvio da parte di Washington di alcune misure chiave sulla sicurezza tecnologica in vista dell’incontro Trump–Xi di aprile; crescono anche le attese di stimoli post-festività dopo la debole inflazione al consumo di gennaio e la persistente deflazione dei prezzi alla produzione. China Hongqiao +3,9%, Techtronic +3,5%, AIA +2,6%. I mercati di Hong Kong resteranno chiusi da martedì a giovedì, mentre le borse cinesi continentali sono già ferme per la settimana.

Volatilità

  • Le azioni USA hanno chiuso in rialzo mercoledì, con l’S&P 500 a 6.881,31 (+0,56%), mentre il VIX è sceso a 19,62 (-0,67). Anche gli indicatori di volatilità a breve termine si sono raffreddati (VIX1D a 14,58; VIX9D a 19,08). In sintesi, non c’è panico sui mercati, ma resta una certa copertura al ribasso.
  • I verbali Fed hanno avuto un tono leggermente hawkish, indicando che i tagli dei tassi non sono imminenti se l’inflazione dovesse restare persistente. L’attenzione è ora rivolta al dato core PCE di venerdì, la misura preferita dalla Fed. L’indice Philadelphia Fed e le richieste settimanali di sussidi potrebbero muovere i mercati intraday, ma sarà probabilmente il PCE a definire il tono verso il fine settimana. Con il rendimento del Treasury decennale vicino al 4,10%, le azioni restano sensibili a eventuali sorprese sull’inflazione.
  • Sulla base dei prezzi attuali delle opzioni su SPX, il mercato implica un movimento di circa ±69 punti (circa ±1,0%) in vista della scadenza del 20 febbraio, rispetto al livello di 6.881.
  • Lo skew in scadenza oggi mostra put leggermente più care rispetto alle call equivalenti at-the-money, segnalando che gli investitori continuano a privilegiare la copertura al ribasso piuttosto che puntare in modo aggressivo su ulteriori rialzi.

Asset digitali

  • I mercati crypto si muovono con cautela dopo che i verbali Fed hanno rafforzato l’incertezza sul percorso dei tassi USA. Bitcoin quota intorno a 67.142 dollari, Ethereum a 1.983, Solana vicino a 82 e XRP a 1,43. I movimenti restano contenuti, ma la direzione dipende strettamente dal quadro macro e dalle aspettative sui tassi.
  • Anche i titoli legati al comparto crypto riflettono questa prudenza: IBIT ed ETHA hanno chiuso in calo mercoledì (IBIT -2,2%, ETHA -2,8%), così come Coinbase e MicroStrategy. I flussi sulle opzioni indicano mantenimento dell’esposizione con maggiore copertura, più che un aumento deciso del rischio.
  • L’attenzione nel breve termine è rivolta al dato core PCE di venerdì. Un’inflazione superiore alle attese potrebbe sostenere il dollaro e pesare sugli asset rischiosi come le crypto; un dato più debole potrebbe riaprire spazio a un rinnovato slancio rialzista.

Obbligazioni

  • I Treasury USA sono scesi, anche a seguito dei verbali FOMC che evidenziano cautela su ulteriori tagli dei tassi, oltre che per una domanda debole nell’asta del 20 anni, la più bassa da oltre un anno. Il rendimento del Treasury a 2 anni è salito di alcuni punti base, attestandosi intorno al 4,475%, mentre il decennale si colloca al 4,10%, circa quattro punti base sopra il minimo di martedì sotto il 4,02%.
  • La curva dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi si è appiattita giovedì: il JGB decennale, punto centrale della curva, è rimasto pressoché invariato vicino al 2,15%; il biennale è leggermente risalito, mentre il trentennale è sceso di altri quattro punti base al 3,35%, avvicinandosi ai minimi da novembre scorso.

Materie prime

  • L’oro è tornato sopra USD 5.000 per le tensioni in Medio Oriente, per poi rallentare con il rafforzamento del dollaro e dei rendimenti dopo i verbali FOMC, che mostrano cautela sui tagli dei tassi. L’argento scambia vicino a USD 79, in recupero dal minimo di mercoledì a USD 72,35, con attenzione alla scarsità dell’offerta. L’oro resta per ora in un range tra USD 4.860 e USD 5.140.
  • Il petrolio si è stabilizzato dopo il maggiore rialzo giornaliero da ottobre, a seguito di indiscrezioni su una possibile azione militare USA contro l’Iran prima del previsto, potenzialmente prolungata per settimane, con Israele favorevole a un cambio di regime. I negoziati sono ancora in corso e potrebbero evitare un intervento che, nello scenario peggiore, rischierebbe di interrompere le esportazioni regionali e far impennare i prezzi globali dell’energia. Il Brent quota intorno a USD 70,75, livello che ha più volte rappresentato una resistenza da settembre.
  • I future sul cacao sono scesi a un nuovo minimo triennale a USD 3.300 per tonnellata, in calo di oltre il 45% da inizio anno, poiché i trader hanno ridotto gli acquisti in Costa d’Avorio e Ghana dopo che i prezzi internazionali sono scesi sotto i livelli garantiti dai governi locali agli agricoltori. Il Ghana ha tagliato i prezzi alla produzione di quasi il 30% a circa USD 2.700 per tonnellata; anche la Costa d’Avorio valuta una riduzione.

Valute

  • Il dollaro USA si è rafforzato su base ampia dopo verbali FOMC più hawkish delle attese, con la Fed riluttante a procedere rapidamente con ulteriori tagli dei tassi. EURUSD è sceso sotto 1,1800 mercoledì, toccando un minimo di 1,1782 e avvicinandosi ai minimi pivot di inizio mese a 1,1766. USDJPY è risalito sopra 155,00 in linea con il rialzo dei rendimenti USA, segnando un massimo di 155,34 nella sessione asiatica di giovedì prima di ritracciare.
  • Il dollaro australiano è balzato dopo solidi dati sul lavoro di gennaio, con i rendimenti a breve australiani in aumento per riflettere maggiori probabilità di un nuovo rialzo della RBA a maggio. AUDNZD ha toccato un nuovo massimo a 1,1831, il livello più alto dal 2013.

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