Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
L’industria della cannabis sta attirando livelli elevati di investimento grazie al potenziale che molti ritengono possa portare a una crescita rapida nei prossimi anni. Il settore della cannabis è emerso dopo che in alcune parti del mondo si è proceduto alla legalizzazione della sostanza per scopi medicinali e ricreativi. Pur essendo un’industria sempre controversa in cui investire, vogliamo darti tutte le informazioni di cui hai bisogno qualora decidessi di investire in questo settore.
In questa guida, riassumiamo il panorama dell’industria della cannabis e i vari sottosettori che potresti utilizzare per diversificare il tuo portafoglio, illustrando anche alcuni dei potenziali rischi.
Da quando l’Uruguay ha legalizzato l’uso ricreativo della cannabis nel 2013, l’industria si è rapidamente espansa. Il Canada ha completamente legalizzato la sostanza nel 2018, diventando il secondo paese al mondo a farlo. Da allora, paesi come Georgia, Malta, Sudafrica e Messico hanno tutti seguito la stessa linea di completa legalizzazione.
ll mercato globale della cannabis è stimato a oltre $40 miliardi nel 2025, con una previsione di superare i $100 miliardi entro il 2030. Le stime disponibnili sul mercato sono però molto variabili e le attese sono influenzate dal quadro normativo in continua evoluzione e, come molti aspetti della nostra vita, dalle innovazioni tecnologiche ed il loro impatto:
Intelligenza Artificiale: può ottimizzare la coltivazione monitorando in tempo reale temperatura, umidità e nutrienti
Coltivazioni verticali e automazione: aumentano la produttivitàriducendo i costi operativi
Biotecnologie: sono allo studio varietà di cannabis destinate in primis ad usi terapeutici
Nanotecnologie: possono incideresull’assorbimento dei cannabinoidi nel corpo umano
Negli Stati Uniti, nel 2024 la cannabis era legale in 38 stati su 50 per uso medicinale e in 24 stati per uso ricreativo.
Considerando che la maggior parte dei paesi nel mondo non ha ancora legalizzato la cannabis, gli analisti ritengono che ci sia un enorme potenziale di crescita per il settore negli anni a venire. Una proiezione di Grandview Research suggerisce che i ricavi del settore potrebbero aumentare con un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 18,1 per cento. Altre previsioni sono ancora più ottimistiche.
Anche basandosi sulle stime più prudenti degli analisti, non sorprende che l’industria della cannabis stia attirando molto interesse e investimenti. Tuttavia, come in ogni settore, esiste il rischio che la crescita non sia all’altezza delle aspettative, quindi è importante informarsi il più possibile sull’industria se si sta pensando di investirci. Nonostante i prezzi rappresentati dal S&P/MX International Cannabis (GSPMCAN) siano risultati stabili nel periodo 2024 - 2025, molte azioni del settore della cannabis rimangono costose, riflettendo aspettative future molto ambiziose. Pertanto, si raccomanda agli investitori di svolgere un’approfondita due diligence prima di investire in azioni del settore della cannabis. Nella sezione successiva, descriveremo i diversi sottosettori in cui puoi pensare di investire.
Prima di investire nell’industria della cannabis, è opportuno conoscere i diversi sottosettori per capire dove potrebbe verificarsi la maggiore crescita o dove si potrebbero trovare le azioni più interessanti a livello di valore. Esistono tre principali sottosettori che contribuiscono all’industria della cannabis nel suo complesso, ognuno con prospettive d’investimento leggermente diverse. Questi sono:
Senza coltivatori e rivenditori, non esisterebbe alcun settore della cannabis. Gli investitori possono scegliere di acquistare azioni in aziende consolidate o cercare start-up che iniziano a coltivare cannabis in luoghi dove è legale.
Poiché sempre più Paesi si stanno muovendo verso la legalizzazione della cannabis principalmente per uso medicinale, le società biotecnologiche che sviluppano farmaci potrebbero meritare particolare attenzione. Nei primi tempi, le grandi aziende farmaceutiche erano caute nell’avvicinarsi alla cannabis, poiché inizialmente era vista come un’area di investimento rischiosa.
Tuttavia, la situazione è cambiata a partire dal 2019 quando il più grande produttore mondiale di farmaci generici, Teva, ha firmato un accordo con l’azienda di cannabis medica Canndoc per distribuire i suoi prodotti.
Con la decisione della società israeliana di entrare nel mercato della cannabis, si è aperta la strada anche ad altre aziende. Le opportunità di investimento qui potrebbero derivare dagli accordi stipulati tra le grandi aziende farmaceutiche e le piccole realtà che sviluppano farmaci a base di cannabis.
Il terzo sottosettore si concentra sulle società che offrono prodotti o servizi connessi all’industria della cannabis. Potrebbero essere siti di eCommerce, servizi di distribuzione, tecnologie di coltivazione o una varietà di altri servizi correlati.
Esistono principalmente due utilizzi della cannabis: ricreativo o medicinale. Comprendere come la sostanza viene impiegata può permetterti di individuare le aree in cui, a tuo avviso, si registrerà una robusta crescita finanziaria nei prossimi anni.
Le ricerche hanno dimostrato che l’uso più comune della cannabis per scopi medici è il sollievo dal dolore. In particolare, si utilizza soprattutto per il dolore cronico legato ed è considerata meno suscettibile di provocare dipendenza rispetto agli oppiacei. In Italia, dove la produzione nazionale è gestita dallo Stabilimento Chimico Farmaceutico Militare di Firenze, i medici possono prescrivere preparazioni a base di cannabis (es. decotti, vaporizzatori) e farmaci registrati per trattare dolore cronico e neuropatico, spasticità muscolare (sclerosi multipla, lesioni spinali) e alleviare le sofferenze dei pazienti (www.salute.gov.it).
L’uso ricreativo della cannabis riguarda coloro che scelgono di assumere la sostanza per puro piacere personale e non per motivi medici. Finora si è già registrata una crescita dei cosiddetti “cannabis café” nelle aree dove la sostanza è stata legalizzata, ed è possibile che in futuro si assisterà a sviluppi che esploreranno ulteriori opportunità di business per l’uso ricreativo della cannabis.
Sebbene vi siano varie opportunità per investire nell’industria della cannabis, ci sono anche dei rischi da considerare. Il settore deve affrontare diverse sfide e dovrà superarle per crescere e raggiungere la sostenibilità.
Una sfida costante per l’industria della cannabis è l’evoluzione rapida delle leggi. Nonostante sia stata legalizzata in diverse aree, la legislazione non è uniforme ovunque. Ciò significa che le aziende che intendono operare su larga scala devono adattare il proprio modello di business e di marketing a seconda delle normative locali.
Le start-up più piccole rischiano di essere rilevate o estromesse da marchi più grandi e consolidati provenienti da altri settori legati alla dipendenza, come quello di alcol e tabacco. Questi settori mostrano un crescente interesse per la cannabis e aziende come Anheuser-Busch InBev, Pabst Brewing Company e Constellation Brands hanno già iniziato a investire in prodotti legati alla cannabis.
Come la maggior parte degli investitori esperti sa bene, i titoli con alto potenziale comportano anche un elevato livello di rischio, perciò è consigliabile raccogliere quante più informazioni possibili da fonti diverse prima di prendere decisioni informate. Di seguito elenchiamo alcuni fra i principali rischi che potrebbero creare problemi significativi per gli investitori.
Molte aziende basano il proprio successo esclusivamente sul potenziale che ritengono possedere il settore, nonostante molte start-up falliscano di frequente. Ad esempio, alcune delle prime aziende di cannabis medica non erano in grado di fornire agli investitori informazioni sulle licenze necessarie e sugli ostacoli all’ingresso nel settore, perdendo così il capitale.
Le normative governative sono ancora in fase di definizione in molte delle aree dove la cannabis è stata legalizzata, e potrebbe esserci la possibilità che alcuni governi facciano marcia indietro su queste leggi.
Ad esempio, se nuove ricerche dovessero dimostrare che la cannabis non è così vantaggiosa per scopi medici come inizialmente ipotizzato, i governi potrebbero ritirarne l’uso medicinale.
Allo stesso modo, se dovessero manifestarsi effetti negativi a seguito della legalizzazione della cannabis, nell’arco di alcuni anni i governi potrebbero rivedere le leggi in vigore. Gli investitori dovrebbero anche tenere presente come possono variare prezzi e tassazione, come i prezzi delle azioni possano gonfiarsi in presenza di un elevato interesse e il rischio di diluizione qualora le aziende cerchino di espandersi per soddisfare la domanda.
Se vuoi investire in azioni del settore della cannabis, puoi farlo con la maggior parte dei broker. Di seguito alcuni strumenti d’investimento che potresti voler valutare:
È possibile acquistare azioni o titoli direttamente di aziende che operano all’interno dell’industria della cannabis. Queste aziende possono essere attive specificamente nei sottosettori menzionati in precedenza in questa guida. Investire in titoli individuali ti consente di concentrarti sull’andamento del prezzo delle azioni di società specifiche.
Gli ETF (exchange-traded fund) sono fondi quotati in borsa, simili alle azioni. Un ETF sul settore cannabis detiene attivi in diverse società operanti nell’industria della cannabis, offrendo un’esposizione diversificata al settore. In questo modo è possibile ridurre il rischio rispetto all’investimento in singole azioni.
Se l’investimento in azioni del settore della cannabis ti interessa, assicurati di fare ricerche approfondite prima di cominciare, così da prendere decisioni il più possibile informate. Senza dubbio, l’industria della cannabis è un mercato da tenere d’occhio, ma presenta elevati livelli di rischio legati all’incertezza su quale sarà la sua evoluzione futura.