Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Market Strategist
È questa narrativa a spiegare perché alcuni mercati asiatici mostrano maggiore resilienza: la loro esposizione è più concentrata sull’infrastruttura AI a monte, meno vulnerabile alle dinamiche di disruption che oggi stanno mettendo sotto pressione i modelli di servizi a valle.
I mercati non abbandonano dall’oggi al domani un tema trasformativo. Ciò che vengono a rimuovere non è il tema in sé, ma la sua espressione più satura, quando il ciclo passa dall’entusiasmo alla valutazione critica. L’ultima ondata di vendite legate all’AI si è ampliata ben oltre poche big tech, coinvolgendo quei settori più esposti a un potenziale shock del modello di business causato dall’automazione: in particolare il software e diversi comparti dei servizi. In questo contesto, il timore di “disruption” sta paradossalmente generando un vento favorevole per alcune aree dell’Asia, meglio posizionate sull’infrastruttura AI a monte e quindi meno vulnerabili alle pressioni sui modelli di servizi a valle. Una lettura più nitida della rotazione attuale è:
Il mercato statunitense ha una concentrazione maggiore negli strati a valle, dove la promessa dell'AI è enorme, ma così anche il dibattito sulla monetizzazione e sul rischio di interruzione:
In altre parole, il mercato si sta chiedendo se l'AI aumenterà la torta oppure costringerà i vincitori a spartire il beneficio con i clienti.
La maggiore esposizione dell’Asia pertiene le attività a monte, ovvero l’infrastruttura fondamentale da costruire indipendentemente dal dominio delle applicazioni:
Quando il mercato si preoccupa dell'interruzione dei modelli di business causata dall'AI, è l'area "a valle" che avverte per prima il cambiamento. Quando l'attenzione si sposta su ciò che deve essere costruito inevitabilmente, l'area "a monte" risponde in modo diverso.

Fonte: Bloomberg
È in questo contesto che la storia "L'Asia come diversificatore" può diventare investibile piuttosto che solo teorica.
Corea e Taiwan rappresentano la forma più evidente di diffusione dell’infrastruttura AI. Questi mercati tendono a rispondere a:
Entrambi i mercati possono dimostrare resilienza quando la domanda di infrastrutture è forte, ma risultano anche ciclici e potrebbero oscillare quando il sentiment tecnologico globale cambia.
Il Giappone introduce un elemento distintivo e potenzialmente più intraprendente in questa fase narrativa. Il Giappone può cogliere il potenziale dell'AI attraverso adozione e applicazione, piuttosto che tramite una "discontinuità applicativa totale":
Questo non significa che il Giappone sia immune al rischio di interruzione; piuttosto, la storia azionaria a breve termine spesso rappresenta l'AI come catalizzatore di produttività più che l'AI come minaccia ai prezzi esistenziali.
Gli argomenti credibili per la diversificazione devono includere anche i fattori di rischio.
Gli indici azionari asiatici tendono ad essere dominati sempre più da pochi grandi titoli.
Ciò significa che: "comprare Asia" può involontariamente trasformarsi in "comprare una manciata di titoli di semiconduttori". La diversificazione migliora quando il portafoglio ha diversi driver, non solo una diversa localizzazione geografica.
Nonostante l'Asia sia meno coinvolta in certi servizi interrotti dall’AI, può ancora essere colpita attraverso:
In effetti, alcuni titoli software e di servizi IT quotati in Asia sono scesi insieme ai loro omologhi statunitensi durante il recente periodo di vendite.
I beneficiari a monte possono godere di potere di prezzo, fino a quando questo non svanisce. La volatilità dei prezzi della memoria, il tasso di utilizzo delle fonderie e i cicli di investimento possono assestarsi rapidamente.
Conclusione: l'Asia offre la possibilità di diversificare la tipologia di esposizione all'AI, ma non elimina del tutto questa esposizione.
Pensare all’Asia in questo contesto di vendite legate all'AI non significa puntare sul fatto che "l'Asia vinca".
Riconoscere il ruolo dell'Asia nell'ecosistema AI e la più ampia composizione dei suoi titoli azionari può offrire diversificazione per driver, in un momento in cui il mercato statunitense rivaluta i suoi leader concentrati.
Se il commercio dell'AI si sta spostando dall'hype alla selettività, l’Asia è un luogo dove questa selettività può essere espressa ma con attenzione ai rischi di concentrazione e ciclicità.