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Rapida panoramica del mercato – 5 marzo 2026

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Rapida panoramica del mercato – 5 marzo 2026


Driver e catalizzatori di mercato

  • Azioni: Il rimbalzo del tech statunitense e la ripresa in Europa hanno sostenuto il sentiment, mentre l’Asia è rimasta fragile dopo il crollo record della Corea.
  • Volatilità: Mercati attenti al conflitto con l’Iran e al rischio di inflazione legato al petrolio; la volatilità si sta attenuando ma resta elevata, con coperture sui rischi di coda ancora diffuse.
  • Asset digitali: Bitcoin stabile vicino a $72.000, Ethereum intorno a $2.100; forti rialzi per i titoli legati alle criptovalute mentre l’ottimismo sulle politiche di regolamentazione sostiene il sentiment.
  • Obbligazioni: I rendimenti dei Treasury USA sono in ripresa, con il decennale statunitense ai massimi delle ultime tre settimane.
  • Valute: Dollaro statunitense e yen giapponese in rafforzamento rispetto alle altre principali valute.
  • Materie prime: Petrolio greggio in rialzo, oro e argento stabili.
  • Eventi macro: CPI di febbraio in Svezia, richieste settimanali di sussidi di disoccupazione negli USA, Challenger Job Cuts USA di gennaio.

Principali notizie macro

  • Un sottomarino statunitense avrebbe affondato una nave da guerra iraniana vicino allo Sri Lanka, il primo attacco di questo tipo dalla Seconda Guerra Mondiale. La campagna USA-Israele è entrata nel sesto giorno, alimentando le preoccupazioni dei mercati per un conflitto prolungato. Lo Stretto di Hormuz è bloccato dopo le minacce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane (IRGC). Il presidente Trump ha offerto assicurazioni e scorte alle navi del Golfo, mentre il segretario al Tesoro Bessent ha suggerito possibili misure per stabilizzare i mercati.
  • Una nave portarinfuse cinese progettata per il trasporto di petrolio greggio ha attraversato lo Stretto di Hormuz, segnalando “China Owner” mentre costeggiava il litorale dell’Oman durante il passaggio nello stretto.
  • L’indice ISM dei servizi negli Stati Uniti è salito a 56,1 a febbraio, il livello più alto da metà 2022 e sopra le attese di 53,5. I nuovi ordini sono balzati a 58,6 e l’occupazione è migliorata a 51,8, mentre i tempi di consegna dei fornitori si sono attestati a 53,9. L’indice dei prezzi è sceso a 63 rispetto ai 68,3 attesi e ai 66,6 di gennaio, segnalando pressioni sui costi più contenute.
  • Le imprese private statunitensi hanno aggiunto 63.000 posti di lavoro a febbraio, guidate dal settore istruzione e servizi sanitari con 58.000. Le piccole imprese hanno creato 60.000 posti di lavoro, mentre le aziende di medie dimensioni ne hanno tagliati 7.000. La crescita salariale per chi rimane nello stesso lavoro è rimasta al 4,5%, mentre per chi cambia impiego è rallentata al 6,3%.
  • I prezzi alla produzione nell’area euro sono aumentati dello 0,7% a gennaio 2026, invertendo il calo dello 0,3% di dicembre e superando la previsione dello 0,2%. L’aumento è stato trainato dai prezzi dell’energia e dai rialzi nei beni intermedi, nei beni di consumo durevoli e nei beni strumentali, mentre i prezzi dei beni non durevoli sono scesi dello 0,2%. Su base annua i prezzi sono diminuiti del 2,1%.

Principali eventi del calendario macro (orari in GMT)

07:00 – CPI di febbraio, Svezia
07:45 – Produzione industriale Francia, gennaio
10:00 – Vendite al dettaglio area euro, gennaio
12:30 – Challenger Job Cuts USA, febbraio
13:30 – Indice dei prezzi all’importazione USA, gennaio
13:30 – Richieste iniziali settimanali di sussidi di disoccupazione USA

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Costco, Petrobras, Marvell Technology, Merck, Deutsche Post, Reckitt Benckiser, Ciena, Galderma, Kroger, Universal Music Group, JD.com, Aviva
  • Venerdì: OTP Bank 

Azioni

  • USA: L’S&P 500 è salito dello 0,8% a 6.869,50, il Dow ha guadagnato lo 0,5% a 48.739,41 e il Nasdaq 100 è balzato dell’1,5% a 25.093,68, mentre il petrolio si è indebolito dopo che il segretario al Tesoro Scott Bessent ha segnalato sostegno ai flussi di petrolio dal Golfo Persico e con l’ipotesi di nuovi dazi globali del 15%. La crescita dell’occupazione ADP e un’inflazione dei servizi più contenuta hanno contribuito a rassicurare i mercati. I semiconduttori e i grandi titoli tecnologici hanno guidato i rialzi, con AMD in crescita del 5,8% e Amazon del 3,9%, mentre Moderna è balzata del 16,0% dopo un accordo sui brevetti che ha rimosso un importante fattore di incertezza. Dopo la chiusura, Broadcom è salita del 5,0% grazie a prospettive positive e a un programma di riacquisto di azioni da 10 miliardi di dollari, mentre l’attenzione del mercato resta sulle richieste di sussidi di disoccupazione di giovedì e sul report occupazionale di venerdì.
  • Europa: L’Euro Stoxx 50 è salito dell’1,7% a 5.870,92, lo STOXX 600 ha guadagnato l’1,4% a 612,71 e il FTSE 100 è avanzato dello 0,8% a 10.567,65, mentre i segnali di possibili progressi diplomatici hanno attenuato i timori più gravi sulla sicurezza delle forniture energetiche. Banche e tecnologia hanno guidato il rimbalzo, con Santander in rialzo del 3,9% e ASML del 3,3%, mentre Adidas è scesa del 7,0% dopo una guidance prudente sugli utili. Le azioni spagnole hanno recuperato dopo le iniziali tensioni legate ai timori commerciali, mentre i costruttori di case nel Regno Unito sono rimasti deboli. I mercati hanno monitorato i prezzi di petrolio e gas e qualsiasi nuova notizia commerciale dagli Stati Uniti, fattori spesso più influenti del calendario delle trimestrali.
  • Asia: Il Kospi è rimbalzato del 9,6% a 5.583,90, il Nikkei 225 è salito dell’1,9% a 55.279,06 mentre l’Hang Seng di Hong Kong è rimasto invariato. I titoli a maggiore capitalizzazione in Corea hanno guidato il rimbalzo, con Samsung Electronics in aumento dell’11,3% e SK Hynix in calo del 10,8%. In Cina, lo Shanghai Composite è salito dello 0,5% a 4.103,1. I mercati cercano segnali di sostegno politico e di normalizzazione delle rotte di navigazione.

Volatilità

  • La volatilità di mercato si è leggermente ridotta mercoledì dopo il forte aumento registrato all’inizio della settimana, mentre gli investitori continuano a valutare lo shock geopolitico causato dagli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l’Iran. Il CBOE VIX ha chiuso a 21,15 il 4 marzo, in calo di 2,42 punti nella giornata, mentre le azioni sono rimbalzate, suggerendo che la fase iniziale di panico si sta attenuando anche se l’incertezza rimane elevata. Anche la volatilità a breve termine è diminuita, con il VIX1D intorno a 17,83 e il VIX9D vicino a 20,60, segnalando che la domanda di copertura nel breve periodo si è moderata ma non è scomparsa. Nel frattempo, il CBOE SKEW rimane elevato intorno a 152,87, indicando che gli investitori continuano a pagare premi per protezione contro i rischi di coda.

  • Sulla base dei prezzi delle opzioni, il movimento atteso dell’S&P 500 entro la fine della settimana (scadenza 6 marzo) è di circa ±77,9 punti, pari a circa ±1,13% rispetto ai livelli attuali.

  • Controllo dello skew delle opzioni 0DTE: la catena delle opzioni di oggi mostra un lieve skew rialzista, con la volatilità implicita delle call at-the-money leggermente superiore a quella delle put intorno allo strike 6.870, suggerendo che alcuni trader stanno posizionandosi per scenari di rimbalzo pur mantenendo protezione al ribasso.


Asset digitali

  • Gli asset digitali sono stati scambiati con un tono più solido insieme al recupero della propensione al rischio nei mercati globali. Bitcoin quota vicino a $72.600, mentre Ethereum si mantiene intorno a $2.130, entrambi in stabilizzazione dopo la volatilità osservata all’inizio della settimana. Anche le principali altcoin restano resilienti, con Solana vicino a $90 e XRP intorno a $1,42, riflettendo un miglioramento più ampio del sentiment nel mercato crypto.

  • I flussi istituzionali continuano a sostenere la classe di attivi. L’iShares Bitcoin Trust (IBIT) di BlackRock e l’iShares Ethereum Trust (ETHA) hanno registrato ulteriori rialzi nell’ultima sessione, con IBIT che ha chiuso intorno a $41,44 (+7,1%) ed ETHA a circa $16,25 (+8,8%). Anche le azioni legate al settore crypto hanno registrato forti rialzi, con Coinbase (+14,6%) e MicroStrategy (+10,4%) in testa ai guadagni, mentre negli Stati Uniti è tornato l’ottimismo sul fronte regolamentare.


Obbligazioni

  • I Treasury statunitensi hanno registrato vendite mercoledì e nella sessione asiatica di giovedì, con il rendimento del biennale di riferimento salito di diversi punti base oltre il 3,55%, ancora sotto il picco intraday di martedì appena sotto il 3,60%. Il rendimento del Treasury decennale è invece salito oltre il picco di martedì, raggiungendo nuovi massimi di tre settimane vicino al 4,12% nelle ultime ore della sessione asiatica di giovedì prima dell’apertura statunitense. Il massimo dell’ampio intervallo registrato all’inizio dell’anno si colloca poco sopra il 4,30%.
  • Le obbligazioni corporate high yield statunitensi sono state fortemente acquistate mercoledì, con l’indicatore Bloomberg degli spread high yield rispetto ai Treasury USA che seguiamo sceso bruscamente di 14 punti base a 281 punti base, riflettendo un forte miglioramento del sentiment di rischio.
  • La curva dei rendimenti dei titoli di stato giapponesi si è irripidita, con il rendimento del JGB a 2 anni salito solo leggermente mentre il rendimento del JGB a 10 anni è balzato di oltre quattro punti base, superando il 2,16% e avvicinandosi ai massimi delle ultime due settimane. Un’asta di JGB a 30 anni ha registrato una solida domanda, con il rendimento in aumento meno marcato rispetto al benchmark decennale nella sessione di giovedì.

Materie prime

  • Il prezzo del petrolio greggio è rimbalzato durante la sessione asiatica di giovedì, tornando vicino ai recenti massimi a causa delle preoccupazioni legate al conflitto con l’Iran, con il Brent con consegna a maggio sopra gli 84 dollari al barile dopo aver chiuso mercoledì a 81,4 dollari. Anche il WTI con consegna ad aprile è salito di quasi tre dollari al barile rispetto alla chiusura di mercoledì, attestandosi a 77,60.
  • Oro e argento si sono stabilizzati e hanno tentato un nuovo rialzo nella sessione asiatica di giovedì, ma l’andamento dei prezzi resta influenzato dal forte sell-off di martedì. L’oro è salito di circa 25 dollari rispetto alla chiusura di mercoledì vicino a 5.167 dollari, mentre l’argento è aumentato di oltre 85 centesimi a 84,40 in una sessione volatile con un range di negoziazione superiore a due dollari.

Valute

  • Il dollaro statunitense è leggermente rimbalzato nella sessione asiatica di giovedì dopo la moderata debolezza di mercoledì, mentre il sentiment di rischio globale è migliorato. I dati macro USA hanno mostrato un ISM Services molto forte per febbraio (vedi sopra), mentre il Beige Book della Fed si è mostrato cautamente ottimista, evidenziando tuttavia una “economia a K”, con le fasce più ricche e i redditi più elevati che continuano a spendere mentre le famiglie a reddito medio e basso riducono i consumi. EURUSD è scambiato a 1,1600 dopo il massimo a 1,1647, mentre AUDUSD è sceso a 0,7046 dopo un massimo a 0,7089.
  • Lo yen giapponese si è rafforzato nella sessione asiatica di giovedì, ma il successivo rimbalzo del dollaro ha portato USDJPY a salire da un minimo di 156,46 a 157,15, leggermente sopra la chiusura di mercoledì, mentre EURJPY rimane vicino ai minimi locali a 182,30 nelle ultime ore della sessione di Tokyo.

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