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Rapida panoramica di mercato - 1 Aprile 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 1 aprile 2026


Driver e catalizzatori di mercato

  • Azioni: i titoli statunitensi hanno registrato un forte rimbalzo, l’Europa ha chiuso leggermente in rialzo e l’Asia è salita, grazie alle speranze di una via d’uscita dal conflitto in Medio Oriente che hanno migliorato il sentiment sugli asset rischiosi
  • Volatilità: VIX in calo ma ancora elevato; rischio Iran; sensibilità al petrolio; movimento dell’SPX dell’1,3%
  • Asset digitali: BTC stabile, ETH più forte, supporto dagli ETF (IBIT/ETHA), forza selettiva tra le altcoin, dinamica guidata dal contesto macro
  • Obbligazioni: i Treasury USA salgono per il terzo giorno grazie al rinnovato ottimismo su tagli dei tassi
  • Valute: USD in calo mentre Trump promuove un possibile accordo di pace
  • Materie prime: petrolio stabile in un contesto di mercati dei prodotti raffinati tesi; oro in rialzo per il quarto giorno consecutivo; cereali in aumento dopo dati USDA sulle superfici inferiori alle attese
  • Eventi macro: PMI manifatturiero di marzo (finale) per Eurozona, Regno Unito e USA; vendite al dettaglio USA di febbraio e ISM manifatturiero USA di marzo

Principali notizie macro

  • Il presidente Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero ritirarsi dall’Iran entro due o tre settimane e ha indicato che un accordo con Teheran potrebbe essere vicino, alimentando le speranze che la guerra che ha scosso i mercati globali possa avvicinarsi a una conclusione.
  • L’agenzia di stampa ufficiale iraniana ha riferito che il presidente del Paese è disposto a porre fine al conflitto, ma chiede garanzie contro ulteriori attacchi. Trump ha inoltre esortato gli utilizzatori dello Stretto a garantirne autonomamente la sicurezza. Nel frattempo, secondo funzionari arabi, gli Emirati Arabi Uniti si stanno preparando ad aiutare gli Stati Uniti e altri alleati ad aprire con la forza lo Stretto di Hormuz.
  • Le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono diminuite di 358.000 unità a 6,88 milioni nel febbraio 2026, al di sotto delle attese, con cali in tutte le regioni e nei settori dell’alloggio, della ristorazione e dell’estrazione mineraria. Le assunzioni sono scese a 4,8 milioni, mentre le separazioni sono rimaste a 5,0 milioni, con dimissioni a 3,0 milioni e licenziamenti a 1,7 milioni.
  • Le dimissioni volontarie negli Stati Uniti sono scese a 2,97 milioni nel febbraio 2026, il livello più basso da agosto 2020, rispetto ai 3,13 milioni di gennaio e ai 3,15 milioni di un anno prima. Il tasso di dimissioni è sceso all’1,9%, con cali in tutte le regioni e nella maggior parte dei principali settori.
  • I grandi produttori giapponesi sono diventati più fiduciosi per il quarto trimestre consecutivo, con l’indice Tankan salito a 17 da 16, superando le previsioni e sostenendo l’attuale orientamento della BOJ verso rialzi dei tassi.
  • Le esportazioni della Corea del Sud hanno continuato a crescere fortemente a marzo, con spedizioni corrette per i giorni lavorativi in aumento del 41,9% su base annua, trainate dalla forte domanda di semiconduttori.

Principali appuntamenti macro (orari in GMT)

08:00 – PMI manifatturiero Eurozona di marzo (finale)
08:30 – PMI manifatturiero Regno Unito di marzo (finale)
12:15 – Variazione occupazione ADP USA di marzo
12:30 – Vendite al dettaglio USA di febbraio
14:00 – ISM manifatturiero USA di marzo

Trimestrali questa settimana

  • Oggi: Nessuna 

Azioni

  • USA: l’S&P 500 è salito del 2,9% a 6.528,52, il Nasdaq ha guadagnato il 3,8% a 21.590,63 e il Dow è avanzato del 2,5% a 46.341,51, mentre gli investitori hanno scontato un possibile allentamento delle tensioni in Medio Oriente e un calo dei prezzi del petrolio. Tecnologia e servizi di comunicazione hanno guidato i rialzi, con Nvidia in aumento del 5,6% grazie all’ottimismo sulla domanda di AI, Marvell in crescita del 12,8% dopo l’annuncio di un investimento strategico e Intel in rialzo del 7,1% nel contesto di un recupero generalizzato dei semiconduttori. Al contrario, Chevron ha perso l’1,8% con l’allentamento dei prezzi del greggio. L’attenzione si sposta ora sui dati manifatturieri USA e sugli sviluppi geopolitici.
  • Europa: le azioni europee hanno chiuso in rialzo, con lo STOXX 600 a +0,4%, l’Euro STOXX 50 a +0,5%, il FTSE 100 a +0,5% a 10.176,45 e il CAC 40 a +0,6% a 7.816,94, sostenuti dall’ottimismo su una possibile de-escalation in Medio Oriente nonostante le persistenti preoccupazioni sull’inflazione. Rolls-Royce ha guadagnato il 2,3% e London Stock Exchange Group il 3,1% mentre i titoli britannici hanno esteso il recupero; UBS è salita del 4,0% sulle aspettative di regole patrimoniali meno stringenti. Unilever è scesa del 7,3% dopo un’operazione strategica che ha sollevato dubbi sui rischi di esecuzione. I mercati osservano ora se l’allentamento delle tensioni geopolitiche potrà tradursi in prospettive di crescita più stabili.
  • Asia: i mercati asiatici hanno registrato un forte rialzo, con il Nikkei 225 giapponese a +5,0% a 53.621,08, l’Hang Seng di Hong Kong a +2,0% a 25.272,21, Shanghai a +1,1% a 3.936,29 e l’All Ordinaries australiano a +2,3% a 8.885,60, sulla scia del rimbalzo di Wall Street. La Corea del Sud ha sovraperformato grazie ai solidi dati sulle esportazioni che hanno sostenuto i titoli dei semiconduttori, con Samsung Electronics e SK Hynix in forte crescita. In Giappone, Recruit Holdings è salita del 7,6% dopo aver annunciato un buyback azionario, mentre KDDI ha perso il 3,3% dopo aver rivisto al ribasso le prospettive sugli utili. Gli investitori guardano ora ai dati macro globali e alla sostenibilità del rally.

Volatilità

  • La volatilità è diminuita, ma resta elevata. Il VIX ha chiuso a 25,25 (-17,5%) il 31 marzo, mentre le misure a breve termine sono scese ancora più rapidamente, segnalando che il panico immediato si è attenuato dopo le notizie su una possibile de-escalation del conflitto con l’Iran. Tuttavia, i Future sul VIX restano intorno a 24–24,4, indicando che il mercato non è completamente rassicurato e continua a prezzare incertezza, soprattutto su petrolio e inflazione. L’attenzione odierna si sposta sui dati USA, inclusi occupazione ADP, ISM manifatturiero e scorte di petrolio, che potrebbero rapidamente cambiare il sentiment.
  • Le opzioni prezzano un movimento di circa 84 punti (~1,3%) sull’S&P 500 in vista della scadenza del 2 aprile. Per la scadenza odierna, la struttura delle opzioni mostra ancora una lieve inclinazione al ribasso, con le put leggermente più costose delle call, segnalando coperture ancora presenti ma non aggressive.

Asset digitali

  • I mercati crypto si stanno stabilizzando insieme al rimbalzo degli asset rischiosi, ma restano sensibili alle notizie macro. Bitcoin si è attestato intorno a 68.800 dollari (+0,9%) ed Ether vicino a 2.142 dollari (+1,8%), mentre i titoli legati al settore hanno sovraperformato, con Coinbase a +8,6% e MicroStrategy a +2,8%, riflettendo un miglioramento del sentiment. I flussi sugli ETF restano di supporto: IBIT è salito dell’1,9% ed ETHA del 3,7%, rafforzando l’idea che la domanda istituzionale sia ancora presente nonostante la recente volatilità. Le altcoin sono state generalmente più forti, con XRP a +1,1% e Solana a +1,5%, anche se il movimento appare selettivo piuttosto che un rally generalizzato di propensione al rischio.
  • Il messaggio chiave per gli investitori è che il comparto crypto sta reggendo bene, ma la direzione resta fortemente dipendente dal rischio macro, dai flussi sugli ETF e dalla fiducia complessiva del mercato.

Obbligazioni

  • I Treasury USA salgono per il terzo giorno, estendendo il forte rally iniziato venerdì scorso, sostenuti dal calo del petrolio e dai primi segnali di una possibile de-escalation con l’Iran. Il rendimento del decennale di riferimento è sceso di 3 punti base in Asia al 4,285% rispetto al 4,48% della scorsa settimana, mentre il biennale è sceso al 3,76% dal massimo del 4,02%, con gli operatori che ricostruiscono le aspettative di tagli dei tassi Fed per quest’anno e il 2027.
  • Il rendimento del più recente JGB decennale è sceso ulteriormente oggi, raggiungendo il 2,303% dopo che l’indagine Tankan ha superato le previsioni su tutta la linea, con un forte miglioramento delle prospettive per il settore manifatturiero, aprendo la strada a un possibile rialzo dei tassi da parte della BOJ già questo mese.

Materie prime

  • I prezzi del petrolio sono leggermente scesi martedì dopo che Trump ha nuovamente sottolineato la possibilità che la guerra con l’Iran possa concludersi entro poche settimane, nonostante Teheran abbia segnalato l’assenza di negoziati formali. Il moderato calo riflette i dubbi sul fatto che la riapertura dello Stretto di Hormuz sia una condizione necessaria per un ritiro degli Stati Uniti. Nonostante il tono più debole del greggio, i mercati dei carburanti raffinati restano tesi, con gli acquirenti di carichi Brent che continuano a pagare un premio di circa 9 USD/barile rispetto al prezzo dei Future del mese frontale vicino a 103,50 USD, evidenziando persistenti tensioni sull’offerta.
  • L’oro e altri beni rifugio, dopo una forte correzione, hanno esteso il recupero per la quarta sessione consecutiva. L’oro si è finora fermato appena sotto i 4.759 USD, livello che rappresenta il ritracciamento del 50% del calo di marzo. Il recupero è stato sostenuto da un dollaro più debole in un contesto di speculazioni sulla pace, mentre i rendimenti a breve termine – dopo un recente picco – tornano a prezzare tagli dei tassi nel 2026 e 2027.
  • Il rame è salito ai massimi di due settimane, con i Future HG in recupero dopo aver trovato supporto sulla media mobile a 200 giorni intorno a 5,25 USD per libbra. Il movimento è stato sostenuto da nuovi segnali di domanda dalla Cina e da un’offerta più restrittiva, con il Cile – il maggiore produttore mondiale – che ha riportato la produzione mensile più bassa degli ultimi quasi nove anni, evidenziando sfide strutturali nel soddisfare la domanda legata all’elettrificazione, in un contesto di calo della qualità dei minerali e performance deludenti delle principali miniere.
  • I prezzi dei cereali sono saliti a Chicago, poiché dati sulle semine negli Stati Uniti inferiori alle attese hanno aumentato le preoccupazioni sull’offerta, già accentuate dal conflitto in Medio Oriente. La soia ha guidato i rialzi dopo che l’USDA ha riportato superfici pari a 84,7 milioni di acri, sotto le aspettative, mentre anche le semine di grano a 43,8 milioni di acri hanno deluso. Le superfici complessive di grano, mais e soia sono risultate inferiori di circa un milione di acri rispetto alle previsioni, e questo quadro più debole rischia di restringere l’offerta globale di cereali in un momento in cui la produzione è già sotto pressione per l’aumento dei costi energetici e dei fertilizzanti legati alla guerra con l’Iran. I costi più elevati comprimono i margini agricoli, incentivando il passaggio a colture meno intensive in fertilizzanti e aumentando il rischio di un’inflazione alimentare persistente con implicazioni più ampie per la crescita globale.

Valute

  • Il dollaro USA si è indebolito verso fine mese, riducendo il forte guadagno mensile mentre le notizie su una possibile de-escalation del conflitto con l’Iran hanno ridotto la domanda di beni rifugio. Il Bloomberg Dollar Spot Index è sceso dello 0,6% nella giornata, ma ha comunque chiuso marzo in rialzo di circa il 2,4%, il miglior mese da luglio.
  • In Giappone sono rimaste le preoccupazioni per possibili interventi mentre USDJPY è sceso a 158,80 dopo aver brevemente superato 160 all’inizio della settimana, livello che in passato ha innescato forti vendite da parte della Bank of Japan; tuttavia TD Securities segnala un rischio di intervento più elevato solo in caso di movimenti sostenuti verso 162–164.
  • USDCAD è leggermente sceso dopo che il PIL canadese ha mostrato una crescita moderata a inizio anno, mentre EURUSD è rimbalzato a 1,1575 dopo un mese caratterizzato da un calo del 2% e da una riduzione significativa delle posizioni lunghe nei Future detenute dagli speculatori.

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