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Rapida panoramica del mercato – 19 marzo 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 19 marzo 2026


Driver e catalizzatori di mercato

  • Azioni: Stati Uniti ed Europa in calo per i timori legati a petrolio e tassi, mentre l’Asia sale grazie alla forza dei semiconduttori e alle speranze di riforme in Corea.
  • Volatilità: VIX elevato, incertezza sulla Fed, rischio inflazione trainata dal petrolio, calendario ricco di eventi, forte domanda di coperture
  • Asset digitali: Le criptovalute seguono il contesto macro, flussi sugli ETF misti, IBIT relativamente resiliente
  • Obbligazioni: Balzo dei rendimenti dei Treasury USA a breve dopo il FOMC, curva dei rendimenti più piatta. Rendimenti JGB più stabili in attesa della conferenza del governatore BoJ Ueda.
  • Valute: Il dollaro USA si rafforza dopo il FOMC e come bene rifugio mentre la guerra in Iran intensifica le preoccupazioni. Il CHF non svolge il ruolo di bene rifugio.
  • Materie prime: Il Brent balza mentre oro, argento e rame scendono con l’escalation in Medio Oriente e la Fed più aggressiva che destabilizzano i mercati
  • Eventi macro: Riunioni di Banca Nazionale Svizzera, Riksbank svedese, Bank of England e BCE

Principali notizie macro

  • La Fed ha mantenuto il tasso sui federal funds al 3,5%–3,75% nella riunione FOMC di mercoledì, citando un’attività economica solida e un’inflazione elevata in un contesto di incertezza legato al conflitto con l’Iran. È previsto un taglio dei tassi quest’anno e un altro nel 2027, senza cambiamenti rilevanti rispetto alle previsioni di dicembre. Le stime di crescita del PIL per il periodo 2026–2028 sono state riviste al rialzo, mentre disoccupazione e inflazione sono state leggermente aumentate. Il voto per mantenere i tassi invariati è stato 11-1, con Stephen Miran unico dissenziente a favore di un taglio. Powell ha dichiarato che la Fed non ignorerà l’inflazione guidata dall’energia e ha discusso possibili futuri rialzi dei tassi, pur non rappresentando lo scenario base.
  • Gli attacchi energetici in Medio Oriente hanno alimentato timori di interruzioni globali. L’Iran ha colpito un impianto LNG in Qatar dopo che Israele aveva attaccato il giacimento South Pars in Iran, mentre le autorità qatariote hanno segnalato “danni estesi” dopo che almeno un missile non è stato intercettato. Trump, informato dell’attacco israeliano, ha sconsigliato ulteriori raid e ha sospeso il Jones Act per 60 giorni per ridurre i costi di trasporto negli USA.
  • La Bank of Japan ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,75%, come previsto, con un dissenso a favore di un rialzo di 25 punti base. Il comunicato indica un possibile ulteriore inasprimento se l’inflazione evolverà come atteso e non modifica le previsioni sui prezzi nonostante l’incertezza legata alla guerra in Iran. I rendimenti giapponesi a breve sono rimasti stabili o leggermente più alti, suggerendo aspettative di un possibile rialzo ad aprile o giugno, seguito probabilmente da un ulteriore aumento più avanti nell’anno. Il governatore Ueda è intervenuto nelle ore tarde della sessione di Tokyo mentre questo report veniva redatto.
  • Gli ordini core di macchinari in Giappone sono scesi del 5,5% a 982,4 miliardi di yen a gennaio 2026, meglio del calo atteso del 9,6%. Gli ordini manifatturieri sono diminuiti del 12,5%, mentre quelli non manifatturieri sono saliti del 6,8%. Gli ordini del settore privato sono cresciuti del 13,7% su base annua, superando le previsioni. Si tratta di un indicatore chiave per gli investimenti futuri.
  • I prezzi alla produzione negli Stati Uniti sono aumentati dello 0,7% a febbraio 2026, il maggior incremento degli ultimi sette mesi, oltre le attese. I prezzi dei beni sono saliti dell’1,1%, trainati da un aumento del 48,9% dei prezzi delle verdure. I servizi sono cresciuti dello 0,5%, con l’alloggio per viaggiatori in aumento del 5,7%. Il PPI core è salito dello 0,5%. Su base annua, l’inflazione headline dei produttori ha raggiunto il 3,4%, con il core al 3,9%.
  • La Bank of Canada ha mantenuto il tasso overnight al 2,25% a marzo 2026, ritenendo adeguata la politica monetaria in un contesto di volatilità dei prezzi energetici legata al conflitto in Medio Oriente. Il PIL si è contratto dello 0,6% nel quarto trimestre dello scorso anno, mentre l’inflazione CPI è attesa in aumento a causa dei costi commerciali e dell’energia, nonostante l’1,8% registrato a febbraio.

Principali eventi macro (orari in GMT)

07:00 – Regno Unito: tasso di disoccupazione gennaio / salari medi orari
07:00 – Regno Unito: variazione richieste di sussidio febbraio / claimant count rate
08:30 – Svizzera: annuncio Banca Nazionale Svizzera
08:30 – Svezia: annuncio Riksbank
12:00 – Regno Unito: annuncio Bank of England
12:30 – USA: richieste iniziali di sussidio di disoccupazione settimanali
12:30 – USA: indice Fed di Philadelphia marzo
13:15 – BCE: annuncio
14:00 – USA: vendite di nuove abitazioni gennaio
14:30 – variazione scorte gas naturale EIA

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Accenture, Enel, FedEx, Darden Restaurants, Alibaba Group, Accenture, FedEx, PlanetLabs
  • Venerdì: Carnival, Xpeng 

Azioni

  • USA: L’S&P 500 è sceso dell’1,4% a 6.624,70, il Nasdaq ha perso l’1,5% a 22.152,42 e il Dow è calato dell’1,6% a 46.225,15, mentre la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi, segnalato un solo taglio quest’anno e affrontato dati sull’inflazione dei produttori più elevati, mentre il petrolio è salito dopo attacchi a infrastrutture del gas iraniane. AMD è salita dell’1,6% grazie a una partnership con Samsung sulle memorie per infrastrutture AI, mentre Nvidia ha perso lo 0,8% nonostante l’approvazione in Cina per le vendite di chip e Macy’s è salita del 4,7% grazie a utili migliori e un impatto tariffario più contenuto. Micron è poi scesa del 4% in after hours perché un aumento di 5 miliardi di dollari nella spesa in conto capitale per l’esercizio 2026 ha oscurato risultati solidi e guidance positiva.
  • Europa: I mercati europei restano sotto pressione: l’Euro STOXX 50 ha perso lo 0,6% a 5.736,85 e lo STOXX 600 lo 0,7% a 598,25, dopo un nuovo aumento dei prezzi di petrolio e gas che ha riacceso i timori inflazionistici interrompendo un rimbalzo di due giorni. Beni di consumo di base e sanità guidano i ribassi, mentre le banche tengono meglio grazie ai rendimenti più alti. Tra i titoli, Prosus perde il 7,4% per l’aumento della spesa AI di Tencent, Logitech scende del 6,1% dopo un downgrade di UBS e Diploma balza del 17,8% a nuovi massimi dopo aver alzato la guidance annuale. L’attenzione è ora sulle possibili operazioni tra UniCredit e Commerzbank.
  • Asia: L’ultima sessione asiatica è stata molto positiva, guidata dalla Corea del Sud con il KOSPI in rialzo del 5,0% a 5.925,03 grazie alle speranze di riforme e alla forza dei semiconduttori, mentre il Nikkei 225 giapponese è salito del 2,9% a 55.239,40. Guadagni più moderati altrove: Hang Seng +0,6%, CSI 300 +0,5%, ASX 200 +0,3%. Samsung Electronics è balzata del 7,5% evidenziando la forte domanda di chip AI, mentre SK Hynix è salita dell’8,9%. In Australia, NextDC guadagna circa il 3,6%. Resta da vedere se questo ottimismo resisterà al tono più restrittivo della Fed e al nuovo aumento del petrolio.

Volatilità

  • La volatilità resta elevata ed è guidata dall’incertezza macro più che da fattori tecnici. Il VIX ha chiuso a 25,09 (+12,16%), con indicatori di breve periodo ancora più alti (VIX1D 22,13, VIX9D 26,03), riflettendo una maggiore domanda di copertura nel breve termine. La Fed ha mantenuto i tassi al 3,50%–3,75%, sottolineando l’elevata incertezza, soprattutto su inflazione ed energia. Con il Brent sopra i 112 dollari, gli investitori affrontano due rischi: inflazione persistente e crescita più debole.
  • La giornata resta ricca di eventi, con decisioni BCE e BoE, dati USA e trimestrali, il che suggerisce che la volatilità resterà elevata nel breve periodo.
  • Movimento atteso SPX: il mercato delle opzioni indica un movimento di circa ±99 punti (±1,5%) entro venerdì, mentre la sola scadenza odierna implica ±68 punti (±1,0%).
  • Indicatore di skew: posizionamento difensivo nel breve termine, con le put più care delle call, segnalando una maggiore domanda di protezione.

Asset digitali

  • Gli asset digitali seguono il sentiment macro, sotto pressione per il tono prudente della Fed e il rialzo del petrolio. Bitcoin intorno a 70.600 dollari, Ethereum a 2.180, con Solana e XRP leggermente in calo.
  • I titoli legati alle criptovalute come COIN, MSTR, MARA, RIOT e CLSK sono sotto pressione.
  • I flussi negli ETF crypto sono misti: il 18 marzo si sono registrati deflussi netti, ma con afflussi precedenti su IBIT ed ETHA. Ciò suggerisce consolidamento, non inversione strutturale.

Obbligazioni

  • I Treasury USA sono scesi bruscamente mercoledì e la curva si è appiattita. Il rendimento a 2 anni è salito al 3,80%, mentre il 10 anni è rimasto sotto il 4,28%.
  • La curva dei rendimenti giapponese si è inclinata, con il 2 anni al 1,27% e il 10 anni al 2,26%.

Materie prime

  • Il Brent è salito a 113 USD dopo attacchi iraniani a un impianto LNG in Qatar, con danni significativi e tensioni sull’offerta globale.
  • Il WTI resta sotto i 100 USD, con uno sconto crescente rispetto al Brent.
  • I prezzi del gas naturale in Europa e Asia sono attesi in ulteriore aumento, con il benchmark UE in rialzo del 35%.
  • Il rame è sceso ai minimi da dicembre a 5,44 USD/libbra.
  • L’oro è sceso per il secondo giorno, sotto i 5.000 USD, con argento in calo più marcato.

Valute

  • Il dollaro USA si è rafforzato dopo il FOMC, sostenuto anche dalla domanda di beni rifugio. EURUSD sotto 1,1500.
  • USDJPY non supera 160,00, con BoJ su una linea restrittiva.
  • EURCHF in rialzo oltre 0,9100, segnalando un indebolimento del franco.

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