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Rapida panoramica del mercato – 20 marzo 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 20 marzo 2026


Driver di mercato e catalizzatori

  • Azioni: le perdite negli Stati Uniti si sono ridotte con il calo del petrolio, mentre Europa e Asia hanno registrato vendite più marcate a causa dei timori di inflazione legati all’energia.
  • Volatilità: VIX elevato ma in calo; triple witching e rischi macro mantengono i mercati sensibili.
  • Asset digitali: le criptovalute si stanno stabilizzando, persistono deflussi dagli ETF; Bitcoin resiliente, Ethereum più debole.
  • Obbligazioni: la curva dei rendimenti dei Treasury USA si appiattisce dopo una giornata volatile. I rendimenti a breve europei balzano dopo la BCE.
  • Valute: il dollaro USA si è indebolito nettamente giovedì ma ha recuperato; CHF più debole, NOK in forte rialzo grazie ai prezzi energetici.
  • Materie prime: settimana volatile con forti guadagni nell’energia compensati da liquidazioni di posizioni long sui metalli precedentemente in forte rialzo, tra cui oro, argento e rame.
  • Eventi macro: vendite al dettaglio Canada (gennaio), interventi della Fed USA (Bowman e Waller).

Principali notizie macro

  • I prezzi dell’energia si sono attenuati dopo che Stati Uniti e Israele hanno cercato di rassicurare gli investitori, scossi dall’ultima escalation, in cui attacchi reciproci tra Israele e Iran hanno danneggiato infrastrutture energetiche chiave nel Golfo Persico. Nonostante il recente calo dei prezzi, restano timori che gli effetti del conflitto si protrarranno nel tempo. La perturbazione ha già provocato uno shock dell’offerta senza precedenti, con i produttori del Golfo che hanno interrotto complessivamente circa 10 milioni di barili al giorno di produzione, intensificando le pressioni inflazionistiche globali e aumentando le preoccupazioni per un rallentamento della crescita economica.
  • Il primo ministro Netanyahu ha dichiarato che l’Iran non dispone della capacità di arricchire uranio o produrre missili balistici, alimentando l’ottimismo su un possibile raggiungimento degli obiettivi e suggerendo una possibile fine imminente del conflitto. Tuttavia, ha sottolineato che la ricerca dei leader dei Pasdaran (IRGC) continua, indicando che l’operazione potrebbe richiedere tempo.
  • La BCE ha mantenuto i tassi a marzo 2026 per stabilizzare l’inflazione al 2%. La guerra in Medio Oriente aumenta i rischi inflazionistici e le incertezze sulla crescita. L’inflazione è prevista al 2,6% nel 2026, mentre la crescita del PIL è stimata allo 0,9% a causa dell’impatto del conflitto.
  • La Bank of England ha mantenuto il Bank Rate al 3,75% a marzo 2026 a causa dell’aumento dei prezzi energetici e delle materie prime legato al conflitto in Medio Oriente. L’inflazione di febbraio è stata dello 0,1%, ma il CPI potrebbe presto raggiungere il 3%-3,5%. Il MPC monitora i possibili effetti su salari e prezzi ed è pronto ad adeguare la politica per garantire stabilità e crescita.
  • La Banca Nazionale Svizzera ha mantenuto il tasso di riferimento allo 0% a marzo 2026, con uno sconto dello 0,25% sopra una soglia per i depositi a vista. Potrebbe intervenire sul mercato valutario per evitare un eccessivo apprezzamento del franco svizzero nel contesto del conflitto in Medio Oriente. L’inflazione è salita allo 0,1% a febbraio, con previsioni allo 0,5% per il 2026-2027 e allo 0,6% per il 2028. L’aumento dei costi energetici e le tensioni geopolitiche accrescono l’incertezza, sebbene il PIL svizzero sia rimbalzato nel quarto trimestre e sia atteso in crescita dell’1% nel 2026.
  • Le vendite di nuove abitazioni negli Stati Uniti sono diminuite del 17,6% a 587.000 unità a gennaio 2026, il calo più marcato dal 2013 e il livello più basso dal 2022, nonostante i bassi tassi sui mutui. Tempeste invernali intense hanno ostacolato le visite, incidendo sulle vendite nel Nord-Est (-44%), Midwest (-33,9%), Ovest (-21,6%) e Sud (-8,1%).
  • I regolatori bancari statunitensi hanno proposto nuove norme che allentano i requisiti di capitale per le grandi banche. La revisione del sovrapprezzo GSIB della Fed ridurrebbe il capitale delle maggiori banche del 3,8%, con un calo complessivo del 4,8%.

Principali eventi del calendario macro (orari in GMT)

07:00 – UK: indebitamento netto del settore pubblico (febbraio)
12:00 – Intervento Fed (Bowman)
12:30 – Canada: vendite al dettaglio (gennaio)
12:30 – Intervento Fed (Waller)

Trimestrali della prossima settimana

  • Martedì: GameStop
  • Mercoledì: PDD Holding, Paychex
  • Venerdì: Carnival
 

Azioni

  • USA: lo S&P 500 ha perso lo 0,3% a 6.606,49, il Nasdaq lo 0,3% a 22.090,69 e il Dow lo 0,4% a 46.021,43, ma tutti hanno chiuso ben sopra i minimi intraday grazie al calo del petrolio dopo le mosse di Washington per alleviare le tensioni sull’offerta nello Stretto di Hormuz. La posizione restrittiva della Fed ha pesato sul sentiment. Micron ha perso il 3,8%, Nvidia l’1,0% e Tesla il 3,2% dopo l’estensione di un’indagine sul sistema Full Self-Driving. FedEx è poi salita di circa il 9,4% nell’after hours grazie a risultati e guidance migliori.
  • Europa: l’Euro STOXX 50 ha perso il 2,1% a 5.613,83 e lo STOXX 600 il 2,4% a 583,73, ai minimi da dicembre, mentre la BCE ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente potrebbe alimentare l’inflazione. I mercati ora prezzano rialzi dei tassi anziché tagli. Colpiti ciclici, banche e minerari; energia unico settore resiliente. Prosus -6,0%, UniCredit -2,9%, Siemens Energy -4,2%.
  • Asia: l’Asia ha subito l’impatto più forte dello shock petrolifero. Nikkei 225 -3,4%, KOSPI -2,7%, Hang Seng -2,0%, mentre gli investitori prezzano crescita più lenta e inflazione persistente. Tencent in calo dopo l’annuncio di maggiori investimenti in IA; Alibaba ha perso oltre il 6% negli USA dopo risultati deludenti nel commercio.

Volatilità

  • La volatilità si è leggermente ridotta verso venerdì ma resta elevata. Il VIX ha chiuso a 24,06 il 19 marzo (-1,03), con cali anche sulle scadenze brevi, segnalando un rischio eventi ancora presente. I mercati restano influenzati da Fed prudente, petrolio elevato e tensioni geopolitiche. Il triple witching di oggi potrebbe aumentare la volatilità.
  • Dai prezzi delle opzioni, l’S&P 500 è atteso muoversi di circa ±63 punti (≈0,95%), in calo rispetto ai ±99 punti precedenti. La domanda di protezione al ribasso è contenuta, con call leggermente più forti delle put. Tuttavia, questo equilibrio può cambiare rapidamente in presenza di sorprese su petrolio o geopolitica.

Asset digitali

  • Gli asset digitali si stanno stabilizzando dopo una settimana volatile ma restano legati al contesto macro. Bitcoin intorno a 70.400 USD, Ethereum a 2.130 USD, Solana a 88–89 USD e XRP a 1,45 USD.
  • I flussi negli ETF crypto restano deboli, con deflussi netti sia per Bitcoin che per Ethereum. Bitcoin mostra maggiore resilienza, mentre altcoin restano più vulnerabili. Il mercato appare in fase di stabilizzazione, non ancora pienamente risk-on.

Obbligazioni

  • Giornata volatile per i Treasury USA, con il rendimento a 2 anni salito fino al 3,95% per poi ritracciare al 3,79%. Il decennale ha toccato il 4,32% per poi chiudere intorno al 4,25%. Il trentennale è sceso sotto il 4,84%, con appiattimento della curva.
  • I rendimenti a breve europei sono saliti dopo la BCE: il Schatz a 2 anni al 2,59% (+14 pb), mentre il Bund a 10 anni ha superato il 3,00% intraday prima di chiudere al 2,96%.
  • La curva giapponese si è irripidita dopo la BoJ, con il 2 anni all’1,274% e il 10 anni vicino al 2,28%.

Materie prime

  • L’indice Bloomberg Commodity Total Return (BCOMTR) è in calo dell’1% nella settimana ma in rialzo di circa il 10% nel mese e del 22,7% da inizio anno, trainato dall’energia.
  • Il petrolio scende dopo segnali di moderazione da parte di Israele. Solo un cessate il fuoco e la riapertura dello Stretto di Hormuz potrebbero evitare nuovi rialzi.
  • L’oro si avvia alla peggior settimana in sei anni, penalizzato da aspettative di tassi più alti e vendite tecniche sotto i 5.000 USD.

Valute

  • Il dollaro USA si è indebolito con EURUSD sopra 1,1600 prima di ritracciare; USDJPY in calo dopo la BoJ, poi in recupero.
  • EURCHF sopra 0,9130, massimo di tre settimane, sostenuto dai tassi europei più alti.
  • EURNOK sotto 11,00 per la prima volta dal 2023, sostenuto dal rally di petrolio e gas.

 

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