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Rapida panoramica del mercato – 24 marzo 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 24 marzo 2026


Driver di mercato e catalizzatori

    a
  • Azioni: Il sollievo ha sostenuto Stati Uniti ed Europa, mentre l’Asia ha rispecchiato il sell-off di lunedì legato allo shock petrolifero prima di un cauto rimbalzo martedì.
  • Volatilità: Il VIX scende a 26,15, ma il rischio geopolitico resta il fattore chiave.
  • Asset digitali: Le criptovalute rimbalzano insieme al sentiment di rischio; Bitcoin guida, forti afflussi su IBIT, mentre ETHA resta indietro.
  • Obbligazioni: Rendimenti globali in calo, ma volatili dopo le dichiarazioni di Trump su una possibile diplomazia con l’Iran.
  • Valute: Il dollaro USA recupera parzialmente dopo il sell-off legato alle dichiarazioni di Trump sulla diplomazia con l’Iran.
  • Materie prime: Il greggio rimbalza per i timori di escalation. Le carenze di fertilizzanti iniziano a farsi sentire. L’oro resta sopra la media mobile a 200 giorni.
  • Eventi macro: PMI flash di marzo per Eurozona, Regno Unito e USA; asta di Treasury USA a 2 anni; CPI australiano di febbraio (mercoledì mattina presto).

Principali notizie macro

  • I future azionari scendono mentre il petrolio sale, con l’ottimismo fragile su una possibile de-escalation che svanisce. La decisione di Trump di rinviare gli attacchi contro le centrali elettriche iraniane — citando colloqui che Teheran ha negato — aveva inizialmente sostenuto il sentiment di rischio, ma la cautela è tornata mentre Israele continua gli attacchi. Nel frattempo, le notizie secondo cui Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti si starebbero preparando a entrare nel conflitto indicano un possibile aumento delle tensioni. I combattimenti in corso continuano a mettere sotto pressione le catene di approvvigionamento globali di petrolio, carburanti raffinati, fertilizzanti e altre materie prime chiave, mentre lo Stretto di Hormuz — un punto critico — resta sotto il controllo dell’Iran ed è di fatto chiuso.
  • I fondi di private equity statunitensi restano sotto pressione a causa dell’aumento delle richieste di rimborso da parte degli investitori, preoccupati per recenti perdite rilevanti e per la crescente esposizione a società software vulnerabili all’impatto dell’IA. Queste preoccupazioni hanno portato a deflussi dai fondi di credito privato, mettendo alla prova i meccanismi di protezione contro vendite forzate di prestiti. Le decisioni di grandi operatori come BlackRock e Apollo di limitare i rimborsi rischiano di provocare reazioni negative tra gli investitori retail. Tuttavia, i dirigenti sostengono che tali misure siano necessarie per proteggere gli investitori rimanenti ed evitare la liquidazione di asset illiquidi a prezzi di stress.
  • L’inflazione annuale del Giappone è scesa all’1,3% a febbraio 2026, il livello più basso da marzo 2022. L’inflazione di alimentari, trasporti e abbigliamento è rallentata, mentre i costi energetici sono diminuiti nettamente. Sono invece aumentati i prezzi di beni domestici, comunicazioni e ricreazione. L’inflazione core è scesa all’1,6%, sotto il target del 2% della banca centrale. Su base mensile, il CPI è diminuito dello 0,2%, segnando il terzo calo consecutivo.
  • L’indice PMI flash dei servizi in Australia per marzo è sceso bruscamente a 46,6 rispetto a 52,8 di febbraio. Il PMI manifatturiero è sceso a 50,1 da 51,0 di febbraio.
  • L’indice Chicago Fed National Activity è sceso a -0,11 a febbraio da +0,20 (rivisto al rialzo) di gennaio, indicando un rallentamento della crescita economica nel mese.

Principali eventi macro (orari in GMT)

08:15 – PMI flash Francia (marzo)
08:30 – PMI flash Germania (marzo)
09:00 – PMI flash Eurozona (marzo)
09:30 – PMI flash Regno Unito (marzo)
12:15 – Variazione occupazione ADP USA (settimanale, 4 settimane al 7 marzo)
12:30 – Attività non manifatturiera Fed di Philadelphia (marzo)
13:45 – PMI flash USA (marzo)
17:00 – Asta Treasury USA a 2 anni
00:30 – CPI Australia (febbraio)

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Gamestop
  • Mercoledì: PDD Holding, Paychex
  • Venerdì: Carnival
 

Azioni

  • USA: Wall Street ha registrato un rialzo, con l’S&P 500 a +1,2% a 6.581,00, il Nasdaq a +1,4% a 21.946,76 e il Dow a +1,4% a 46.208,47, dopo che il presidente Trump ha annunciato il rinvio degli attacchi alle infrastrutture energetiche iraniane e il Brent è sceso di circa l’11% sotto i 100 dollari al barile. Il movimento ha favorito i titoli ciclici e sensibili al carburante, con American Airlines a +3,6%, JPMorgan a +1,2% e Goldman Sachs a +2,2%, mentre le small cap hanno guadagnato il 2,3%. Estée Lauder è scesa del 7,7% nonostante i colloqui di fusione con Puig, a dimostrazione che anche nelle giornate di rimbalzo il rischio specifico resta rilevante. I mercati osservano ora se la pausa sull’Iran porterà a una vera de-escalation.
  • Europa: I mercati europei hanno recuperato, con lo STOXX 600 a +0,6% a 576,78 e l’Euro STOXX 50 a +1,3% a 5.574,32, dopo che la pausa sugli attacchi all’Iran ha ridotto i prezzi del petrolio e attenuato i timori di rialzi dei tassi. Il Regno Unito è rimasto indietro, con il FTSE 100 a -0,2%, ma il calo del greggio ha sostenuto viaggi, minerari e finanziari, mentre l’energia ha pesato. Pandora è salita del 9,2% grazie al calo dei metalli preziosi, Delivery Hero del 7,9% dopo la vendita delle attività a Taiwan, Telecom Italia del 4,7% su un’offerta di Poste Italiane e Air France-KLM del 3,9% grazie al calo dei costi del carburante. La prossima sfida sarà verificare se il petrolio più basso durerà abbastanza da calmare le pressioni inflazionistiche.
  • Asia: L’Asia ha riflesso la chiusura difficile di lunedì, con il KOSPI sudcoreano a -6,5% a 5.405,75, l’Hang Seng di Hong Kong a -3,5% a 24.382,47 e lo Shanghai Composite a -3,6% a 3.813,28, mentre gli investitori prezzavano uno shock energetico più duraturo in Medio Oriente. I titoli dei semiconduttori hanno guidato le perdite a Seul, con Samsung Electronics a -6,6% e SK Hynix a -7,4%, mentre Alibaba è scesa del 3,2% a Hong Kong. BYD ha invece guadagnato il 4,5% nella Cina continentale grazie al rialzo dei costi del carburante. Martedì si è visto un miglioramento, con il Nikkei a +1,0% e l’Hang Seng a +1,6%, ma l’Asia resta fortemente legata all’andamento del petrolio.

Volatilità

  • La volatilità resta elevata, ma è leggermente diminuita a inizio settimana. Il VIX ha chiuso a 26,15, in calo di 0,63 punti, mentre gli indicatori a breve termine mostrano un quadro misto: VIX1D in forte calo e VIX9D leggermente in aumento, segnalando minore stress immediato ma incertezza persistente. In pratica, i mercati restano sensibili, ma non in modalità panico.
  • Il principale driver resta il conflitto con l’Iran, ora alla quarta settimana. La pausa temporanea degli attacchi ha sostenuto il sentiment, ma la calma appare fragile dopo le smentite iraniane e il nuovo rialzo del petrolio. Con una quota significativa dei flussi energetici globali legata allo Stretto di Hormuz, la volatilità resterà strettamente connessa alle notizie geopolitiche e ai mercati energetici. I PMI USA di oggi aggiungono ulteriore incertezza.
  • I prezzi delle opzioni indicano un movimento atteso di circa ±152 punti (±2,3%) per l’S&P 500 entro venerdì 27 marzo. Non si osserva una forte domanda di protezione al ribasso, con le call leggermente più costose delle put, segnale di cautela ma non di panico.

Asset digitali

  • Gli asset digitali sono in rialzo insieme al sentiment di rischio, ma il driver principale resta macroeconomico. Bitcoin si attesta intorno a 70.800 dollari, Ether vicino a 2.160, mentre XRP e Solana si mantengono rispettivamente a circa 1,41 e 91. Il rimbalzo segue l’allentamento temporaneo delle tensioni geopolitiche, ma i prezzi restano sensibili a eventuali inversioni.
  • Il segnale più rilevante arriva dai flussi sugli ETF. Gli ETF su Bitcoin hanno registrato forti afflussi netti lunedì, guidati da IBIT, mentre quelli su Ethereum hanno visto deflussi, con ETHA responsabile della maggior parte del calo. Questo indica che la domanda istituzionale resta concentrata su Bitcoin.
  • Per gli investitori, il messaggio è chiaro: le criptovalute si muovono ancora all’interno del contesto di rischio globale. Quando il rischio geopolitico diminuisce, ne beneficiano; quando tornano inflazione e petrolio in rialzo, diventano più vulnerabili. In questo contesto, Bitcoin mostra maggiore resilienza, mentre Ether e le altcoin restano più dipendenti dal sentiment generale.

Obbligazioni

  • I Treasury USA scossi dalle dichiarazioni di Trump sulla diplomazia. I rendimenti sono scesi bruscamente dopo le affermazioni di Trump su progressi diplomatici con l’Iran, per poi risalire quando il mercato ha messo in dubbio tali dichiarazioni. Il rendimento del Treasury a 2 anni ha superato il 4,00%, per poi scendere fino al 3,79% e risalire vicino al 3,90%. Il rendimento a 10 anni ha seguito un andamento simile, passando da 4,44% a 4,30% fino a 4,37%.
  • La curva dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi si è leggermente appiattita, con i rendimenti a breve stabili sui massimi del ciclo e il decennale JGB sceso di quattro punti base al 2,27% dopo dati CPI leggermente inferiori alle attese.

Materie prime

  • I futures sul greggio sono in rialzo dopo il forte calo di lunedì, dopo che Trump ha rinviato di cinque giorni un attacco alle infrastrutture energetiche iraniane. Con i mercati energetici globali sempre più sotto pressione a causa delle interruzioni nello Stretto di Hormuz, la cautela è tornata. I rischi di escalation aumentano con gli attacchi israeliani e il possibile coinvolgimento di Arabia Saudita ed Emirati.
  • Il segnale più evidente di stress emerge nei prodotti raffinati — in particolare diesel e carburante per jet — più che nel greggio. La resilienza del petrolio potrebbe indebolirsi con l’erosione delle scorte galleggianti e l’esaurimento delle spedizioni pre-conflitto.
  • Il calo di oro e argento si è arrestato — ma non invertito — dopo il rimbalzo di lunedì, indicando che i metalli si comportano ancora come asset rischiosi. Il conflitto in Medio Oriente continua a generare uno shock macro, con impatti su inflazione, dollaro e rendimenti. Per l’oro, la media mobile a 200 giorni rappresenta un livello chiave di supporto intorno a 4.096 dollari.
  • Nel settore agricolo emergono i primi segnali di interruzione. Le esportazioni di fertilizzanti dal Golfo Persico sono rallentate, sollevando timori sulla disponibilità. Gli agricoltori australiani stanno riducendo le semine di grano, aumentando il rischio di rese inferiori e di tensioni sull’offerta globale.

Valute

  • Il dollaro USA è rimbalzato tra lunedì e martedì dopo il calo iniziale legato alle dichiarazioni di Trump. Il mercato sta rivalutando la reale portata dei negoziati, dopo le smentite iraniane. EURUSD è salito fino a 1,1460 per poi tornare verso 1,1585 nelle prime ore di martedì in Europa.
  • Lo yen giapponese ha reagito poco ai dati CPI, con l’attenzione rivolta all’impatto dell’energia sull’economia. USDJPY è sceso sotto 159,00 fino a 158,02 lunedì, per poi risalire a oltre 158,65 martedì.
  • Altrove, le valute G10 minori (escluso NZD) sono risultate deboli nella sessione asiatica, con AUDUSD sceso sotto 0,6980 dopo aver toccato 0,7061 lunedì. AUDNZD è sceso a 1,1934 prima di rimbalzare. L’Australia pubblicherà il CPI di febbraio mercoledì mattina.

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