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Rapida Panoramica di Mercato – 28 aprile 2026

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Rapida Panoramica di Mercato – 28 aprile 2026


Fattori trainanti e catalizzatori di mercato

  • Azioni: i titoli statunitensi si sono mantenuti sui massimi storici, l’Europa ha arretrato a causa del petrolio e delle tensioni geopolitiche, mentre i titoli dei semiconduttori asiatici sono saliti grazie alle speranze legate allo Stretto di Hormuz.
  • Volatilità: il VIX si mantiene intorno a 18 in una settimana ricca di eventi
  • Asset digitali: Bitcoin resta sotto quota 80k mentre Ethereum è in ritardo, con IBIT ed ETHA più deboli in un contesto di posizionamento più prudente
  • Obbligazioni: aumentano le probabilità di un rialzo dei tassi da parte della BoJ dopo dissensi di tono hawkish e indicazioni più restrittive emerse dalla riunione
  • Valute: lo JPY si rafforza su una BoJ più hawkish, anche l’USD resta solido per via delle tensioni geopolitiche
  • Materie prime: il continuo rialzo del petrolio pesa su oro e argento
  • Eventi macro: conferenza stampa di Ueda & fiducia dei consumatori USA di aprile

Principali notizie macro

  • Lo yen si è rafforzato dopo che la Bank of Japan ha lasciato invariato il tasso di riferimento allo 0,75% con una votazione divisa 6-3, mentre i trader ora attribuiscono una probabilità del 74% a un rialzo dei tassi a giugno. Il board ha alzato le previsioni di inflazione core al 2,8% per l’anno fiscale in corso, oltre le attese, rivedendo al contempo la crescita economica allo 0,5% dal precedente 1%. L’attenzione si sposta ora sulla conferenza stampa di Ueda alle 6:30 GMT.
  • La Federal Reserve dovrebbe lasciare invariati i tassi tra il 3,5% e il 3,75% nella riunione di mercoledì, con l’incontro della banca centrale offuscato da tensioni politiche legate al passaggio di consegne alla guida. La decisione del Dipartimento di Giustizia della scorsa settimana di archiviare una controversa indagine penale sulla Fed ha spianato la strada alla conferma di Kevin Warsh, scelto dal presidente Donald Trump per sostituire Jerome Powell come presidente della Fed.
  • I colloqui di pace tra USA e Iran restano in stallo, con gli sforzi per riavviare i negoziati bloccati. I media iraniani riportano che il conflitto potrebbe terminare se gli Stati Uniti revocassero il blocco navale, accettassero un nuovo quadro giuridico per il traffico nello Stretto e garantissero l’assenza di futuri attacchi. Tuttavia, le linee rosse di Trump – incluso impedire a Teheran di ottenere un’arma nucleare – restano un ostacolo significativo tra le parti.
  • È in corso una settimana intensa di decisioni sui tassi delle banche centrali, con la Bank of Japan già riunita martedì, mentre Bank of Canada, Federal Reserve statunitense, Banca Centrale Europea e Bank of England sono tutte chiamate a decidere sui tassi questa settimana. Si tratta di un evento raro in cui tutte le banche centrali del G7 si riuniscono.

Principali appuntamenti macro (orari in GMT)

06:30 – Conferenza stampa di Ueda post riunione BOJ
12:15 – Variazione occupazionale settimanale ADP USA (quattro settimane fino all’11 aprile)
13:00 – Indice dei prezzi delle abitazioni USA di febbraio
14:00 – Indice manifatturiero Fed di Richmond USA di aprile
14:00 – Fiducia dei consumatori Conference Board USA di aprile
17:00 – Asta di Treasury USA a 7 anni
01:30 – CPI Australia di marzo e Q1

Trimestrali della settimana

  • Ieri/Lunedì: Verizon, Advantest, Cadence Design Systems, Nucor
  • Oggi/Martedì: Visa, Coca-Cola, Novartis, T-Mobile US, Airbus, Booking Holdings, S&P Global, Seagate Technology, BP, Starbucks, Spotify, Atlas Copco, UPS, Robinhood, Mondelez, General Motors, Bloom Energy
  • Mercoledì: Alphabet, Microsoft, Amazon.com, Meta, AbbVie, AstraZeneca, TotalEnergies, Amphenol, Carvana, General Dynamics
     
     
  • Giovedì: Apple, Samsung Electronics, Eli Lilly, Mastercard, Caterpillar, Merck, Amgen, Sandisk, Western Digital, Tokyo Electron, Royal Caribbean Cruises
  • Venerdì: ExxonMobil, Chevron, Linde, Mitsubishi
 

Azioni

  • USA: l’S&P 500 è salito dello 0,1% a 7.173,91, mentre il Nasdaq 100 è rimasto pressoché invariato e il Dow ha perso lo 0,1%, con gli investitori in attesa di una settimana ricca di trimestrali delle megacap. Nvidia ha guadagnato il 4,0% chiudendo a un nuovo massimo storico, spinta dall’entusiasmo per l’AI che ha portato la sua capitalizzazione oltre i 5 trilioni di USD, mentre Arm Holdings è scesa dell’8,1% per timori di essere esclusa da un possibile progetto di chip Qualcomm-OpenAI. Domino’s Pizza ha perso l’8,8% dopo risultati e ricavi inferiori alle attese, segno che anche la pizza risente della pressione sui consumatori. Ora tocca a Alphabet, Microsoft, Amazon, Meta e Apple.
  • Europa: lo Stoxx Europe 600 ha perso lo 0,3% a 608,84, mentre il DAX ha ceduto lo 0,2%, il FTSE 100 lo 0,6% e l’Euro Stoxx 50 lo 0,4%, con il petrolio in aumento e lo stallo nei colloqui USA-Iran che continuano a pesare sull’appetito per il rischio. ASML ha perso il 3,0% risultando il principale fattore negativo dell’indice, mentre Verisure è scesa del 5,9%. Siemens Energy ha perso il 5,4% a Francoforte, contribuendo alla sesta seduta consecutiva negativa del DAX, mentre Shell ha pesato su Londra con i rischi energetici ancora in primo piano. Gli investitori guardano ora ai segnali delle banche centrali e alla capacità delle trimestrali di sostenere il sentiment.
  • Asia: i mercati asiatici sono saliti dopo le notizie secondo cui l’Iran avrebbe proposto di riaprire lo Stretto di Hormuz, migliorando il sentiment dopo le recenti preoccupazioni energetiche. L’indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato fino all’1,7%, mentre il Kospi sudcoreano è balzato del 2,2% a 6.615,03, trainato soprattutto dal settore dei chip. SK Hynix è salita del 5,7% e Samsung Electronics del 2,3% grazie all’ottimismo su memoria e AI, mentre il Taiex di Taiwan è stato sostenuto da TSMC su nuovi massimi storici. L’indice Straits Times di Singapore è sceso dello 0,6%, con Seatrium in calo del 2,9%, a dimostrazione che il rialzo è stato diffuso ma non uniforme.

Volatilità

  • La volatilità si è attenuata, ma non è scomparsa. Il VIX ha chiuso a 18,02 (-3,69%) il 27 aprile, mentre le misure a brevissimo termine sono scese più bruscamente, con il VIX1D a 10,57 (-36%), suggerendo una calma temporanea prima di una fase più intensa di eventi. Tra questi figurano la decisione della Fed del 29 aprile e una serie concentrata di trimestrali delle Mag-7, oltre alla persistente incertezza sulla situazione iraniana e sui prezzi del petrolio. Gli investitori restano attivi sui mercati, ma il contesto rimane improntato più alla cautela che alla fiducia.
  • Sulla base dei prezzi delle opzioni sull’SPX, il mercato implica un movimento di circa 97 punti, pari all’1,35%, entro venerdì (1° maggio) da circa 7.174.
  • Per la scadenza odierna, il movimento atteso è molto più contenuto, circa 31 punti, pari allo 0,43%, riflettendo una sessione più tranquilla prima dei principali catalizzatori. Il segnale di skew per oggi è equilibrato: intorno allo strike 7.175, la volatilità implicita di call e put è quasi identica (~13,8% vs ~13,7%), indicando un’assenza di forte domanda di protezione immediata al ribasso. Detto ciò, il posizionamento complessivo resta difensivo, segnalando che gli investitori rimangono coperti in vista degli eventi chiave.

Asset digitali

  • I mercati crypto sono più deboli questa mattina, con gli investitori che riducono il rischio in vista delle decisioni delle banche centrali e delle principali trimestrali. Il Bitcoin scambia intorno a 76.950 USD (-0,6%), restando sotto il livello chiave di 80.000 USD, mentre Ethereum si attesta vicino a 2.290 USD (-0,7%). Il movimento riflette un tono più prudente sui mercati globali, con l’incertezza macro e i prezzi energetici elevati che pesano sul sentiment.
  • Le performance degli ETF mostrano un quadro simile. L’esposizione al Bitcoin rimane relativamente resiliente, ma IBIT è sceso di circa l’1,0%, segnalando prese di profitto nel breve termine. L’esposizione legata a Ethereum continua a sottoperformare, con ETHA in calo di circa l’1,4%, confermando una domanda relativa più debole. Tra le altcoin, il tono è leggermente negativo ma ordinato: Solana (~84 USD) e XRP (~1,39 USD) sono in calo, mentre le azioni legate al settore crypto, come Coinbase e MicroStrategy, restano sotto pressione.
  • I flussi sulle opzioni confermano un approccio più difensivo, con una maggiore domanda di protezione al ribasso sui prodotti legati al Bitcoin e sulle azioni crypto, mentre permane una selettiva esposizione al rialzo. Il segnale complessivo non è di avversione al rischio, ma di posizionamento più prudente in una settimana macro intensa.

Obbligazioni

  • I Treasury statunitensi hanno scambiato in range ristretti, mostrando scarsa reazione al recente forte rialzo dei prezzi del petrolio. Il rendimento del Treasury a 2 anni è salito leggermente al 3,80%, mentre quello a 10 anni ha registrato un lieve incremento avvicinandosi al massimo del range delle ultime due settimane, intorno al 4,35%.
  • I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi a breve scadenza sono saliti dopo una riunione della Bank of Japan più hawkish del previsto (vedi sopra). Al momento della stesura, il governatore della BoJ Ueda non ha ancora avviato la conferenza stampa post-riunione. Le probabilità di un rialzo dei tassi a giugno sono aumentate solo marginalmente, mentre il rendimento del JGB a 2 anni è salito di poco più di un punto base fino a circa l’1,38%, leggermente sotto i massimi della scorsa settimana. I rendimenti a lungo termine sono rimasti quasi invariati dopo un lieve aumento registrato in precedenza nella sessione di martedì.

Materie prime

  • Il petrolio ha esteso il rialzo, con il Brent vicino a 111 USD in assenza di progressi verso la riapertura dello Stretto di Hormuz, dove i blocchi navali di USA e Iran hanno ridotto quasi a zero il traffico giornaliero. Gli avvertimenti sulla gravità della stretta dell’offerta globale continuano ad aumentare, con tensioni già evidenti nei mercati dei carburanti raffinati che stanno spingendo i prezzi di diesel e jet fuel verso i 200 USD al barile. L’attenzione immediata del mercato resta sugli sforzi di mediazione, con una nuova proposta iraniana attualmente all’esame dell’amministrazione statunitense.
  • L’oro continua a perdere terreno, scendendo nelle prime contrattazioni europee a un minimo di tre settimane di 4.625 USD, mentre i trader restano focalizzati sull’aumento dei prezzi energetici – con il Brent a 111 USD – e sul conseguente impatto inflazionistico, in un contesto in cui la spesa per investimenti guidata dall’AI sostiene la crescita statunitense, riducendo per ora la necessità della FOMC di tagliare i tassi. Tuttavia, l’impatto stagflazionistico della crisi energetica, insieme alle crescenti preoccupazioni sul debito fiscale e alla tendenza alla de-dollarizzazione, resta di supporto nel lungo termine, anche se attualmente questi fattori sono oscurati dall’attenzione del mercato sull’inflazione guidata dal petrolio. Nel frattempo, l’argento, più legato alla crescita economica e alla domanda industriale, scambia intorno a 73,50 USD, con il rapporto oro-argento in salita sopra quota 63.

Valute

  • Lo yen giapponese si è rafforzato grazie a una BoJ più hawkish e ai tre voti dissenzienti restrittivi nella decisione di mantenere invariati i tassi nella riunione di martedì (vedi sopra). In vista della conferenza stampa del governatore Ueda, potenzialmente rilevante, prevista più tardi a Tokyo, USDJPY scambia intorno a 159,15 dopo un minimo poco sotto 159,00 post decisione BoJ, mentre EURJPY si attesta intorno a 186,30, in calo da 186,87 della chiusura di lunedì.
  • Il dollaro statunitense è salito lunedì e nelle prime ore di martedì, sovraperformando la maggior parte delle valute del G10 ad eccezione dello yen giapponese. Questo movimento è probabilmente legato al recente forte aumento dei prezzi del petrolio, che ha indebolito il sentiment di rischio tra la fine di lunedì e l’inizio di martedì. EURUSD è sceso sotto 1,1710 nelle prime ore di martedì dopo un tentativo di rialzo lunedì fermatosi sopra 1,1750, mentre AUDUSD si è mostrato più resiliente, arretrando solo sotto 0,7180 dopo aver toccato un massimo di 0,7200 lunedì.

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