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Rapida Panoramica di Mercato – 29 aprile 2026

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BG SAXO

Rapida Panoramica di Mercato – 29 aprile 2026


Principali driver e catalizzatori di mercato

  • Azioni: USA ed Europa in calo per le preoccupazioni sull’AI; Asia mista, con il rally dei chip in Corea compensato dalla debolezza di Cina e Giappone.
  • Volatilità: VIX ~18; numerosi eventi in agenda; Fed + trimestrali mega-cap; bias verso il rialzo
  • Asset digitali: BTC stabile; ETH più solido; IBIT in lieve calo; ETHA stabile
  • Valute: USD solido in un contesto di scambi contenuti, mentre i rendimenti a breve USA salgono leggermente in vista della riunione FOMC
  • Materie prime: Petrolio vicino ai massimi del ciclo di guerra mentre lo stretto resta chiuso; oro stabile, grano ai massimi da due anni
  • Obbligazioni: I rendimenti USA a breve termine salgono leggermente in vista della riunione FOMC, senza attese di indicazioni forti di politica monetaria
  • Eventi macro: Decisioni sui tassi di Canada e Fed

Principali notizie macro

  • L’indice CPI headline australiano di marzo si è attestato a +1,1% MoM e 4,6% YoY rispetto al 4,8% YoY atteso e al 3,7% YoY di febbraio. La misura core, “trimmed mean”, ha registrato +0,3% MoM e il previsto 3,3% YoY. Per il CPI del primo trimestre, solo il dato QoQ core trimmed mean ha sorpreso leggermente con +0,8% rispetto allo 0,9% atteso, mentre il dato YoY è risultato in linea con le attese al 3,5%
  • I payroll privati USA sono aumentati in media di 39.250 unità a settimana nel periodo di quattro settimane terminato l’11 aprile, secondo ADP Research e lo Stanford Digital Economy Lab.
  • Le vendite comparabili USA sono cresciute del 7,7% su base annua nella settimana conclusa il 25 aprile, secondo Johnson Redbook, sostenute da un giorno di vendita in più rispetto allo scorso anno per via del calendario pasquale.
  • Gli Emirati Arabi Uniti hanno deciso di uscire dall’OPEC, con effetto dal 1° maggio, nel tentativo di liberarsi dai vincoli delle quote OPEC e aumentare gradualmente la produzione in un contesto post-bellico in cui la scarsità dell’offerta resterà centrale durante la ricostruzione delle riserve commerciali e strategiche globali. L’uscita degli Emirati, uno dei membri più influenti, solleva interrogativi più ampi sulla credibilità e sul potere di mercato del gruppo, vista la futura capacità di gestire i prezzi attraverso l’offerta.
  • Nel frattempo, il Presidente Trump ha incaricato i suoi collaboratori di preparare un blocco prolungato dell’Iran, mirando alle finanze del regime in un tentativo ad alto rischio di costringerlo a porre fine al programma nucleare, mossa che Teheran ha sempre rifiutato.

Principali eventi del calendario macro (orari in GMT)

09:00 – Fiducia dei consumatori ed economica dell’Eurozona (aprile)
11:00 – Richieste di mutui MBA USA
12:00 – CPI Germania (aprile)
12:30 – Bilancia commerciale USA (marzo)
12:30 – Nuove costruzioni abitative USA (marzo)
13:45 – Decisione sui tassi della Bank of Canada
14:30 – Report settimanale EIA su scorte di petrolio e carburanti
18:00 – Decisione sui tassi della Fed

Trimestrali questa settimana

  • Ieri/Martedì: Visa, Coca-Cola, Novartis, T-Mobile US, Airbus, Booking Holdings, S&P Global, Seagate Technology, BP, Starbucks, Spotify, Atlas Copco, UPS, Robinhood, Mondelez, General Motors, Bloom Energy
  • Oggi/Mercoledì: Alphabet, Microsoft, Amazon.com, Meta, AbbVie, AstraZeneca, TotalEnergies, Amphenol, Carvana, General Dynamics, Adidas, Cadence Design Systems, Etsy, Domino’s Pizza, Ford Motor, DSV A/S, Deutsche Bank, UBS, Enskilda Banken, Sandoz Group
  • Giovedì: Apple, Samsung Electronics, Eli Lilly, Mastercard, Caterpillar, Merck, Amgen, Sandisk, Western Digital, Tokyo Electron, Royal Caribbean Cruises, DHL Group, Schneider Electric, Unilever, Societe Generale
  • Venerdì: ExxonMobil, Chevron, Linde, Mitsubishi, Aalberts NV, Pearson PLC
 

Azioni

  • USA: L’S&P 500 è sceso dello 0,5% a 7.138,80, il Nasdaq Composite ha perso lo 0,9% a 24.663,80 e il Dow è calato dello 0,1% a 49.141,93, mentre gli investitori mettono in dubbio il ritmo degli investimenti in intelligenza artificiale in vista delle principali trimestrali tech. Nvidia ha perso l’1,6% dopo il report su OpenAI, mentre Oracle ha ceduto il 4,1% e CoreWeave il 5,8% per timori sull’esposizione alla spesa cloud di OpenAI. General Motors è salita dopo aver rivisto al rialzo la guidance sugli utili annuali, mentre Coca-Cola ha guadagnato il 3,9% grazie a risultati migliori delle attese. I mercati attendono ora i risultati delle Big Tech per confermare che la domanda di AI sia più di una semplice e costosa “chat di gruppo”.
  • Europa: Lo Stoxx 600 ha perso lo 0,4%, il DAX è sceso dello 0,3% a 24.018,26 e il FTSE 100 è salito dello 0,1% a 10.332,79, con la debolezza del comparto tecnologico che ha compensato il supporto dell’energia. Il sottoindice tech ha perso l’1,8% dopo il report su OpenAI, con ASML in calo di oltre il 3% e BE Semiconductor del 5,1% per dubbi sulla dinamica di breve termine degli investimenti in AI. I titoli energetici hanno limitato le perdite: BP ha guadagnato l’1,1% dopo risultati superiori alle attese grazie a un trading petrolifero più forte, mentre Shell e TotalEnergies sono salite di oltre il 2%.
  • Asia: I mercati asiatici sono stati contrastati, con il Kospi sudcoreano in rialzo dello 0,4% a un record di 6.641,02, mentre l’Hang Seng di Hong Kong è sceso dello 0,9% a 25.679,78, il Nikkei 225 giapponese ha perso l’1,0% a 59.917,46 e lo Shanghai Composite cinese è calato dello 0,2% a 4.078,64. La Corea continua a beneficiare della domanda di memorie ad alta banda e chip per data center, mentre il Giappone ha visto vendite nei titoli AI e semiconduttori. Alibaba ha perso il 2,8% a Hong Kong e CATL è scesa del 6,9% dopo aver annunciato un aumento di capitale da 39,2 miliardi di HK$. L’utile netto del primo trimestre di BYD è crollato del 55%, segnalando che la guerra dei prezzi nel settore EV cinese resta intensa.

Volatilità

  • La volatilità appare contenuta, ma il contesto resta ricco di eventi. Il VIX ha chiuso a 17,83 (-1,05%), mentre gli indicatori a breve termine segnalano una maggiore sensibilità nel brevissimo periodo, con VIX1D a 11,66 (+10,3%) e VIX9D a 16,69. I mercati si preparano a una giornata densa di catalizzatori, tra cui la decisione della Federal Reserve, la conferenza stampa di Powell e le trimestrali di diverse mega-cap tecnologiche, fattori che possono rapidamente modificare il sentiment. Allo stesso tempo, prezzi del petrolio più elevati e rendimenti obbligazionari in aumento aggiungono pressione tramite rinnovati timori inflazionistici.
  • Sulla base dei prezzi attuali delle opzioni sull’SPX, il mercato sconta un movimento di circa ±90 punti (±1,26%) entro la scadenza di venerdì 1° maggio, indicando aspettative di movimenti significativi nelle prossime sessioni.
  • Per la scadenza odierna, la struttura delle opzioni mostra una lieve inclinazione verso le call piuttosto che una domanda difensiva di put: vicino ai livelli attuali, la volatilità implicita delle call è intorno al 18,4% contro circa il 15,7% delle put. Ciò suggerisce che il posizionamento non è esclusivamente difensivo, con investitori disposti a pagare per esposizione al rialzo in vista dei principali eventi macro e delle trimestrali.

Asset digitali

  • Gli asset digitali restano relativamente solidi nonostante il contesto macro prudente, anche se il tono rimane misurato piuttosto che decisamente rialzista. Bitcoin scambia intorno a USD 77.249 (+1,2%), mentre Ethereum è vicino a USD 2.329 (+1,75%), con Solana e XRP in moderato rialzo. L’andamento dei prezzi suggerisce stabilità, ma la mancanza di un forte slancio evidenzia un mercato ancora in attesa di una direzione più chiara dai fattori macro, inclusa la politica delle banche centrali e gli sviluppi geopolitici.
  • Il posizionamento sugli ETF resta misto. IBIT è leggermente in calo (-0,67%), mentre ETHA è moderatamente in rialzo (+0,58%), segnalando flussi divergenti tra esposizione a Bitcoin ed Ethereum. L’attività sulle opzioni aggiunge ulteriori sfumature: i flussi recenti mostrano acquisti continui di call a medio termine su IBIT, indicando un persistente interesse istituzionale per il potenziale rialzo legato a Bitcoin. Al contrario, le azioni legate alle criptovalute e i miner mostrano ancora un quadro più eterogeneo tra coperture, generazione di reddito e speculazione selettiva. Nel complesso, la partecipazione istituzionale è presente, ma non ancora sufficientemente ampia da confermare una fase di pieno “risk-on”.

Obbligazioni

  • La curva dei rendimenti dei Treasury USA si è appiattita, con i rendimenti a breve in aumento più marcato rispetto a quelli a lunga scadenza, forse a causa dei prezzi del petrolio più elevati. Il rendimento del Treasury a 2 anni è salito di quasi quattro punti base fino a circa il 3,84% martedì, mentre il rendimento del decennale è rimasto nel range recente, poco sotto il 4,35%, dopo aver toccato brevemente un nuovo massimo a tre settimane del 4,378%.
  • I rendimenti europei sono aumentati sensibilmente martedì a seguito dell’impennata dei prezzi del petrolio. Il Bund a 2 anni è salito di quasi otto punti base al 2,65% in vista della riunione della BCE di giovedì, con il mercato che considera ormai quasi certa una segnalazione di rialzo dei tassi a giugno.

Materie prime

  • Il Brent ha chiuso martedì vicino ai massimi di questo ciclo guidato dal conflitto, sopra USD 111, livello su cui si mantiene, mentre la quasi chiusura dello Stretto di Hormuz prolunga un’interruzione che continua a restringere i mercati energetici globali. La decisione degli Emirati Arabi Uniti di uscire dall’OPEC e aumentare la produzione difficilmente avrà impatti nel breve-medio termine, dato il livello critico delle scorte globali, che richiederanno tempo per essere ricostituite. I trader guardano ora ai prossimi sviluppi nei negoziati di pace e al report odierno sulle scorte USA per ulteriori indicazioni sulla rapidità con cui le riserve statunitensi si stanno riducendo in presenza di una domanda di esportazioni sostenuta.
  • L’oro si mantiene stabile dopo due giorni di ribasso, con i rischi inflazionistici legati al petrolio che restano il principale driver, mentre l’aumento dei prezzi energetici rafforza il dollaro e sostiene aspettative di tassi elevati più a lungo. Per ora, l’attenzione immediata del mercato resta sugli sforzi diplomatici: una riapertura dello stretto e il conseguente calo dei prezzi del petrolio rappresenterebbero il principale catalizzatore rialzista di breve termine per oro e argento.
  • I futures sul grano di Chicago sono saliti ai livelli più alti da quasi due anni, sopra USD 6,50 per bushel, portando il guadagno da inizio anno al 28%, mentre la siccità nelle principali aree agricole USA mette sotto pressione i raccolti in un contesto in cui i costi elevati dei fertilizzanti hanno spinto gli agricoltori a seminare il minor numero di ettari di grano dall’inizio delle rilevazioni nel 1919.

Valute

  • Il dollaro USA resta nella parte alta del range recente in un contesto di scambi tranquilli in vista della riunione FOMC di oggi, che probabilmente sarà l’ultima per Powell come presidente della Fed, assumendo che Kevin Warsh riesca a ottenere la conferma della nomina in tempo per la riunione di giugno, dato che il mandato di Powell termina il 15 maggio. EURUSD resta vicino a 1,1700 e USDJPY si mantiene poco sotto quota 160,00.
  • USDCAD è risalito poco sotto 1,3700 tra martedì ed inizio mercoledì, in vista delle riunioni della Bank of Canada e del FOMC previste nella giornata, dopo aver testato brevemente sotto 1,3600 lunedì, il livello più basso da inizio marzo.
  • L’AUD ha mostrato un andamento misto a seguito di dati CPI leggermente inferiori alle attese (vedi sopra). Mentre AUDUSD è sceso leggermente all’interno del range recente a 0,7160, AUDNZD è salito a un nuovo massimo di ciclo e degli ultimi 13 anni sopra 1,2220 nella prima parte di mercoledì.
  • Il peggioramento delle prospettive di crescita in Europa, dovuto ai prezzi energetici più elevati, sta probabilmente indebolendo la corona svedese: un recente tentativo di EURSEK di superare area 10,75 è stato respinto e il cambio è risalito oltre 10,85.

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