Rapida panoramica del mercato – 8 gennaio 2026
Rapida panoramica del mercato – 8 gennaio 2026
Fattori trainanti e catalizzatori di mercato
- Azioni: gli Stati Uniti scendono a causa dei titoli bancari, l’Europa si prende una pausa su inflazione e rotazione verso la difesa, mentre Hong Kong arretra per prese di profitto.
- Volatilità: VIX basso, curva prudente, rischio legato ai dati sul lavoro
- Asset digitali: Bitcoin ed ethereum in calo, IBIT ed ETHA più deboli, deflussi dagli ETF
- Obbligazioni: forte rally dei titoli di Stato giapponesi dopo dati sorprendenti sui salari. I Treasury USA seguono i JGB nella sessione asiatica.
- Valute: lo JPY si rafforza sulla scia della forza dei JGB di giovedì. AUD e GBP più deboli dopo la recente forza.
- Materie prime: oro e argento in calo con l’avvio del ribilanciamento annuale degli indici delle commodity
- Eventi macro: tagli ai posti di lavoro Challenger USA di dicembre e richieste settimanali di sussidi di disoccupazione
Titoli macroeconomici
- Il settore privato statunitense ha creato 41.000 posti di lavoro a dicembre 2025, in recupero rispetto alla perdita di 29.000 a novembre. I principali contributi sono arrivati da istruzione/sanità e tempo libero/ospitalità. I servizi professionali, l’informazione e la manifattura hanno registrato tagli. La crescita dei salari è rimasta al 4,4% per chi mantiene il lavoro e salita al 6,6% per chi cambia impiego.
- I salari nominali in Giappone sono aumentati dello 0,5% su base annua a novembre 2025, in calo rispetto al +2,5% di ottobre e al di sotto delle attese (+2,3%), penalizzati da un calo del 17% dei bonus. I salari reali sono diminuiti del 2,8% a causa dell’aumento del 3,3% dei prezzi al consumo, erodendo il potere d’acquisto e complicando le prospettive della BoJ nel contesto di un’inflazione persistente.
- L’ISM Services PMI USA è salito a 54,4 a dicembre 2025, rispetto a 52,6 di novembre, superando le aspettative e segnando la crescita più forte da ottobre 2024. Tutti i sottoindici sono aumentati, inclusi attività economica e nuovi ordini, mentre le pressioni sui prezzi si sono attenuate e le consegne dai fornitori si sono rallentate.
- Le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono diminuite di 303.000 unità a 7,146 milioni a novembre 2025, al di sotto delle previsioni e ai minimi da settembre 2024. Il calo ha interessato diversi settori, ad eccezione delle costruzioni. Tutte le regioni hanno registrato flessioni, mentre assunzioni e uscite dal lavoro sono rimaste stabili a 5,1 milioni.
- Trump propone di vietare ai grandi investitori l’acquisto di case unifamiliari e invita il Congresso a legiferare in tal senso. Ha inoltre criticato i dividendi e i buyback eccessivi delle aziende della difesa. Il Segretario al Tesoro Bessent ha confermato l’esenzione fiscale sugli interessi dei prestiti auto americani.
Eventi macro in evidenza (orari in GMT)
09:00 – Aspettative CPI a 1 e 3 anni della BCE
13:30 – Tagli ai posti di lavoro Challenger USA di dicembre
13:30 – Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione USA
15:30 – Scorte settimanali di gas naturale EIA
Trimestrali
- Oggi: Fast Retailing, Aeon, Seven and I Holdings
Azioni
- USA: l’S&P 500 scende dello 0,3% e il Dow perde lo 0,9%, mentre il Nasdaq 100 sale dello 0,1% grazie alla rotazione dei flussi dai bancari verso i big tech. Le offerte di lavoro nel report JOLTS crollano, ma l’occupazione ADP e un ISM servizi più solido alimentano lo scenario di “soft landing”, lasciando le aspettative sui tassi ancora instabili in vista dei dati sul lavoro di venerdì. JPMorgan perde il 2,3% con i bancari in difficoltà, Alphabet sale del 2,5% grazie al rinnovato interesse per l’intelligenza artificiale, Blackstone cede il 5,6% per i rischi normativi legati agli acquisti immobiliari istituzionali, mentre Valero guadagna il 3,1% sulle speranze di maggiori forniture di greggio pesante venezuelano per le raffinerie.
- Europa: le borse europee chiudono in lieve calo: l’indice STOXX Europe 600 scende marginalmente e l’Euro STOXX 50 perde lo 0,1%, mentre il FTSE 100 britannico arretra dello 0,7%. L’inflazione dell’Eurozona di dicembre si attesta al 2,0% e l’inflazione core rallenta, rafforzando la prospettiva di tagli ai tassi più avanti nel 2026, anche se la BCE resta cauta nel breve termine. I finanziari pesano: ING -2,8% e BBVA -6,7%, mentre il comparto difesa corre con Rheinmetall +5,0% e Thales +8,3% su nuovi titoli geopolitici.
- Asia: Hong Kong arretra dopo un rally sostenuto, con l’Hang Seng in calo dello 0,9% a 26.459 punti per prese di profitto e nuove tensioni geopolitiche. Il sentiment è appesantito anche dalle misure della Cina per limitare le esportazioni dual-use verso il Giappone, nonostante la PBoC segnali margini per tagli al coefficiente di riserva obbligatoria (RRR) e ai tassi. Tencent Music perde il 5,1%, Kuaishou -3,0%, Meituan -2,2%, SMIC -2,0%, con gli investitori che osservano se il sostegno politico riuscirà a compensare l’aumento delle tensioni commerciali e di sicurezza.
Volatilità
- La volatilità di mercato resta contenuta, ma gli investitori stanno pagando silenziosamente per la protezione. Il VIX ha chiuso a 15,38, ancora su livelli bassi rispetto alla media storica, ma la curva dei Future sul VIX è più alta, segnalando un atteggiamento più cauto verso i prossimi giorni e settimane rispetto alla calma odierna. Il focus è sui dati sul lavoro USA, con le richieste di disoccupazione di oggi e il report sui nonfarm payrolls di venerdì. Queste pubblicazioni sono cruciali perché possono influenzare rapidamente le aspettative sui tassi d’interesse e la direzione dell’economia. I rischi geopolitici restano sullo sfondo, con le notizie sul petrolio venezuelano a ricordare che i mercati energetici possono ancora trasmettere shock al sentiment globale.
- Controllo skew (scadenza odierna): la domanda di protezione al ribasso resta alta, con le put scambiate a prezzi superiori rispetto alle call at-the-money.
- Movimento atteso (SPX, questa settimana): le opzioni indicano un movimento di circa ±48 punti (circa ±0,7%) entro la chiusura di venerdì.
Asset digitali
- Gli asset digitali sono più deboli questa mattina con l’appetito per il rischio in calo in vista dei dati chiave USA. Il bitcoin scambia vicino a 90.000 dollari, mentre ethereum si attesta intorno ai 3.100 dollari, con la maggior parte degli altcoin principali sotto pressione. Anche i prezzi degli ETF riflettono questo tono più cauto: IBIT scende verso 51,5 dollari, ETHA intorno a 23,7 dollari.
- I flussi confermano il messaggio, con gli ETF spot sul bitcoin USA che ieri hanno registrato deflussi netti rilevanti e minori deflussi dagli ETF su ethereum. Questo suggerisce che gli investitori stanno riducendo l’esposizione invece di aumentare il rischio prima dei payrolls. Detto ciò, gli asset under management sia di IBIT che di ETHA restano elevati, indicando che il sentiment potrebbe cambiare rapidamente se i dati macro sorprendessero o se i rendimenti scendessero.
Obbligazioni
- I titoli di Stato giapponesi hanno registrato un forte rally a seguito dei sorprendenti dati sui salari (vedi sopra), con il rendimento del titolo biennale di riferimento in calo di oltre quattro punti base nella sessione di giovedì a Tokyo, attestandosi intorno all’1,13%, mentre il rendimento del JGB decennale è sceso di quasi cinque punti base al 2,07%.
- Nonostante i dati solidi dagli USA, i rendimenti dei Treasury hanno seguito il movimento dei titoli giapponesi nelle ore asiatiche di giovedì: il rendimento del Treasury biennale si è avvicinato ai minimi di ciclo a 3,45%, mentre il rendimento decennale è sceso di qualche punto base al 4,13%.
Materie prime
- Il petrolio resta stabile, con il Brent che tiene sopra quota 60 USD, mentre i trader digeriscono le nuove misure USA sul Venezuela, tra cui il controllo a tempo indeterminato sulle future vendite di greggio e il sequestro di due petroliere sanzionate. Sebbene i rischi geopolitici evitino un sell-off più profondo per ora, la prospettiva di un aumento dell’export venezuelano pesa già sul prezzo del greggio canadese e rischia di aggiungere barili a un mercato già abbondante di offerta.
- Oro e argento restano sotto pressione con l’avvio del ribilanciamento annuale degli indici delle commodity. Nei prossimi cinque giorni, i future COMEX potrebbero registrare vendite per circa 6–7 miliardi USD su ciascun metallo. L’andamento dei prezzi sarà un segnale importante sulla forza della domanda sottostante e se il rally recente sia stato guidato soprattutto da momentum e FOMO. Vale comunque la pena notare che i cali di due giorni di argento (-8%) e platino (-10%) hanno finora solo annullato circa la metà dei guadagni di inizio gennaio.
Valute
- Lo JPY si è rafforzato giovedì in Asia in scia ai deboli dati sui salari giapponesi (vedi sopra), che hanno interrotto la recente dinamica di rendimenti JGB in costante crescita. Dopo aver toccato 156,95 nelle prime ore, USDJPY è sceso verso 156,50 durante le prime ore europee.
- Il dollaro USA ha mostrato un andamento misto, rafforzandosi moderatamente mercoledì, soprattutto contro le valute recentemente forti come AUD e GBP. AUDUSD ha toccato nuovi massimi da fine 2024 a 0,6767, per poi scendere sotto 0,6700 durante la sessione asiatica di giovedì. Allo stesso modo, dopo aver superato 1,3550 martedì, GBPUSD è sceso sotto 1,3500 mercoledì e fino a 1,3450 nella sessione asiatica di giovedì.