Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Head of Commodity Strategy
La guerra in Medio Oriente sta sostenendo il dollaro USA, grazie alla crescente domanda di beni rifugio, all’impatto dei prezzi energetici e ai conseguenti aggiustamenti di posizione. Quando il rischio geopolitico aumenta e il petrolio accelera, i capitali globali tendono a convergere sul dollaro, mentre le economie importatrici di energia mostrano maggiore vulnerabilità. Nella settimana fino al 10 marzo, i flussi si sono orientati con decisione verso l’acquisto di dollari, con ulteriori riduzioni delle posizioni short da parte degli speculatori. Le valute più esposte al rincaro energetico hanno subito pressioni: le posizioni long sull’EUR si sono ridotte del 23% (pari a 4,6 miliardi di USD), anticipando la discesa di EURUSD ai minimi degli ultimi sette mesi. Parallelamente, le posizioni short su JPY e GBP sono aumentate rispettivamente di 2 miliardi e 1 miliardo di USD. Nelle ultime tre settimane, la fase di escalation e lo scoppio del conflitto hanno determinato un marcato ridimensionamento delle posizioni ribassiste sul dollaro. Gli short complessivi sull’USD contro gli otto futures IMM sono stati tagliati di circa l’80%, lasciando una posizione residua di 4,7 miliardi di USD.
Nella settimana conclusa il 10 marzo, il Bloomberg Commodity Index è salito del 4,1%, con progressi diffusi in tutti i principali comparti. L’energia ha guidato i rialzi dopo l’ulteriore escalation in Medio Oriente, responsabile della maggiore interruzione dei flussi globali di greggio e prodotti raffinati degli ultimi decenni. La ricerca di beni rifugio ha sostenuto i metalli preziosi, mentre i metalli industriali hanno beneficiato del balzo dell’alluminio, spinto dai rischi di offerta provenienti dal Golfo Persico. L’aumento dei prezzi energetici ha inoltre favorito i cereali, la soia e lo zucchero, mentre le preoccupazioni sulla sicurezza alimentare hanno sostenuto il grano.
Nel settore energetico, la posizione netta long combinata sul petrolio (WTI + Brent) è cresciuta di 83.000 contratti, raggiungendo un massimo di 15 mesi a 466.000. Il mercato ritiene che il rilascio di scorte coordinato dall’Agenzia Internazionale dell’Energia non garantirà un sollievo immediato. L’aumento del net long è stato alimentato soprattutto da nuovi acquisti, con un contestuale taglio delle posizioni short. Al contrario, il rally dei carburanti e la maggiore volatilità hanno spinto gli hedge fund a ridurre l’esposizione, sia long che short, su benzina e diesel.
Nonostante i solidi guadagni, l’interesse long sui metalli preziosi resta prudente: l’aumento del net long deriva soprattutto dalla chiusura delle posizioni short, non da nuovi flussi in acquisto, segnalando una fase di consolidamento dopo un anno molto positivo. Nel rame prosegue la tendenza alla vendita netta per l’undicesima settimana, seppure con intensità minore, mentre le scorte monitorate dalle principali borse continuano a salire verso livelli storicamente elevati.
Nel comparto dei cereali, forti acquisti hanno portato la posizione netta long combinata su sei contratti al livello più alto da giugno 2022, con massimi annuali per soia, mais e grano KCBT. Nonostante il rimbalzo dal supporto dei 5 USD/bushel, il contratto CBOT sul grano mantiene una posizione netta short da 178 settimane consecutive, un record iniziato nell’ottobre 2022. La correlazione con l’etanolo ha favorito coperture sulle posizioni short dello zucchero, mentre un rimbalzo del 14% del cacao dai minimi triennali ha innescato significative riduzioni delle posizioni ribassiste.
I report COT sono emessi dalla U.S. Commodity Futures Trading Commission (CFTC) e dall'ICE Exchange Europe per il petrolio Brent e il gasolio. Vengono pubblicati ogni venerdì dopo la chiusura degli Stati Uniti, con dati relativi alla settimana conclusa il martedì precedente. Analizzano l'interesse aperto nei mercati dei futures suddividendolo in diversi gruppi di utenti a seconda della classe di asset.
Commodities: produttore/mercante/trasformatore/utilizzatore, swap dealers, gestori professionali e altri
Finanziari: intermediario/dealer; asset manager/istituzionale; fondi con leva e altri
Forex: una suddivisione tra commerciale e non commerciale (speculatori)
È importante considerare che questa categoria tende ad anticipare, accelerare e amplificare le variazioni di prezzo che sono state innescate dai fondamentali. Essendo seguaci del momentum, questa strategia porta spesso questi trader ad acquistare in periodi di forza e vendere in periodi di debolezza, il che significa che spesso si trovano a detenere le posizioni long più grandi vicino al picco di un ciclo o le posizioni short più grandi in vista di un minimo di mercato.
| Articoli correlati |
|---|