Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment Strategist
Tim Cook ha trasformato Apple in una macchina di crescita composta, facendo leva sulla scala dell’iPhone, sull’espansione dei servizi e su massicci programmi di riacquisto di azioni proprie.
John Ternus eredita un’Apple più solida e resiliente, ma anche un’azienda che ha bisogno di una narrativa più chiara e convincente su hardware ed intelligenza artificiale.
La prossima fase sarà giudicata meno per l’efficienza operativa e più per la capacità di Apple di creare prodotti che appaiano davvero nuovi, distinti e necessari.
Apple è una delle aziende di maggior successo di sempre. Nata in un garage nel 1976 con Steve Jobs e Steve Wozniak, oggi (dopo oltre un decennio sotto la guida di Tim Cook) si prepara a un nuovo passaggio di testimone. Non si tratta di un semplice avvicendamento manageriale: è l’occasione per interrogarsi su come sarà la “prossima Apple” in un’epoca segnata dall’intelligenza artificiale, da una nuova generazione di hardware e da aspettative sempre più elevate.
Cook è diventato CEO nel 2011, raccogliendo l’eredità di Jobs. Da allora, alcuni critici sostengono che Apple sia stata meno radicale e meno inventiva rispetto all’era del fondatore. È un dibattito destinato a proseguire. Molto più difficile, però, è mettere in discussione il risultato per gli azionisti: sotto la guida di Cook, Apple ha registrato una delle performance borsistiche più straordinarie dell’era moderna.
A settembre, John Ternus, attuale responsabile dell’hardware, assumerà la carica di CEO. Si apre così una nuova fase, in cui lo spirito del “think different” dovrà trovare una declinazione più adatta al contesto attuale. Apple è chiamata a dimostrare di saper competere nella corsa all’AI non solo sul piano del software, ma anche attraverso prodotti che le persone vogliano davvero utilizzare.
Dal punto di vista degli azionisti, il periodo di Tim Cook è stato eccezionale. Dal 2011 a oggi, il titolo Apple è salito di oltre il 1.800%, contro un incremento di circa il 450% dell’S&P 500 nello stesso arco temporale. Non si tratta di una semplice sovraperformance, ma di una leadership netta, sostenuta da fondamentali solidi.
La dinamica finanziaria alla base è relativamente lineare. Dal 2011, l’iPhone è rimasto il fulcro dell’azienda: allora generava poco più di 40 miliardi di dollari di ricavi; oggi supera i 200 miliardi annui. Pochissimi prodotti nella storia industriale hanno scalato con una simile continuità, e ancora meno sono rimasti così centrali così a lungo.
Questo è un punto chiave, perché l’Apple di Cook non ha dovuto reinventare la ruota a ogni ciclo tecnologico. Ha invece trasformato un prodotto straordinariamente riuscito in un ecosistema globale, continuando a perfezionarlo, ampliarlo e monetizzarlo con grande disciplina. Non è l’interpretazione più romantica dell’innovazione, ma gli investitori raramente si lamentano quando la disciplina si traduce in crescita composta.
Esiste un altro fattore, meno appariscente di un nuovo prodotto, che spiega perché il titolo Apple abbia performato così bene sotto la guida di Cook: la capacità di generare ingenti free cash flow, ovvero cassa disponibile al netto degli investimenti necessari a sostenere e far crescere il business.
Tra il 2010 e il 2022, il free cash flow annuo è passato da poco più di 20 miliardi di USD a oltre 110 miliardi di USD. Questo “cuscinetto” ha garantito al management una flessibilità rara: Apple ha potuto continuare a finanziare l’innovazione e, al tempo stesso, restituire capitali agli azionisti attraverso programmi di buyback di dimensioni eccezionali.
La scelta di Ternus, oggi a capo dell’hardware, suggerisce che Apple sia pienamente consapevole della posta in gioco. La nuova fase potrebbe richiedere meno enfasi sui buyback e maggiori investimenti. Rispetto a Microsoft, Meta, Amazon e Alphabet, Apple ha finora speso molto meno in data center e infrastrutture AI: potrebbe continuare su questa strada, ma l’era Ternus potrebbe anche segnare l’inizio di un’Apple più assertiva, con investimenti più consistenti in nuovi dispositivi, un’integrazione hardware–software ancora più stretta e uno sviluppo più ambizioso dell’ecosistema che l’azienda chiama Apple Intelligence.
Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.