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Rapida panoramica del mercato – 29 maggio 2026

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Rapida panoramica del mercato – 29 maggio 2026


Driver di mercato e catalizzatori

  • Azioni: nuovi record negli Stati Uniti trainati dalle infrastrutture per l’AI, Europa in calo per le tensioni geopolitiche, Asia in ripresa grazie alle speranze di un cessate il fuoco che hanno sostenuto il settore tecnologico.
  • Volatilità: massimi storici, VIX basso, inclinazione verso il rialzo.
  • Asset digitali: Bitcoin in fase di stabilizzazione, deflussi dagli ETF.
  • Materie prime: il BCOM registra una battuta d’arresto mensile poiché petrolio greggio e carburanti crollano sulle speranze di un cessate il fuoco; l’oro supera il test di un importante livello di supporto.
  • Obbligazioni: i rendimenti dei Treasury statunitensi sono diminuiti giovedì, in particolare sulla parte lunga della curva. I JGB a lunga scadenza hanno registrato un forte rialzo venerdì, spingendo i rendimenti al ribasso.
  • Valute: il dollaro USA si indebolisce in linea con il calo del prezzo del petrolio greggio, con movimenti contenuti. NZD e SEK in evidenza.
  • Macro: bilancia commerciale USA di aprile e dati CPI di maggio delle principali economie europee.

Principali notizie macroeconomiche

  • Secondo fonti statunitensi, Stati Uniti e Iran avrebbero raggiunto un accordo preliminare per estendere il cessate il fuoco di 60 giorni e avviare ulteriori colloqui sul programma nucleare di Teheran, alimentando le speranze che il conflitto durato tre mesi possa avvicinarsi a una soluzione. L’accordo consentirebbe il passaggio senza restrizioni delle navi attraverso lo stretto, senza pedaggi né interferenze. Tuttavia, alla mattina di venerdì, non era ancora stato firmato nulla.
  • L’inflazione PCE statunitense di aprile è salita al 3,8% su base annua, il livello più alto da maggio 2023, sostenuta dagli elevati costi energetici. Il PCE core è cresciuto dello 0,2% su base mensile rispetto a una stima dello 0,3%, rappresentando una moderata sorpresa positiva. Il reddito personale è rimasto invariato contro un aumento atteso dello 0,4%, mentre la spesa è aumentata dello 0,5%.
  • Il PIL statunitense del primo trimestre è stato rivisto al ribasso all’1,6% annualizzato rispetto alla stima iniziale del 2,0%, risultando inferiore alle attese di consenso a causa della minore crescita dei consumi.
  • I membri della Fed hanno mantenuto un tono prudente ma sempre più restrittivo. Musalem della Fed di St. Louis ha avvertito che il tasso reale di politica monetaria è inferiore al livello neutrale, che le aspettative d’inflazione di lungo periodo stanno aumentando e che esiste uno scenario di rialzo dei tassi se il processo di disinflazione non si concretizzerà entro uno o due trimestri.
  • Il resoconto della riunione della BCE di aprile ha mostrato che diversi funzionari ritenevano che la decisione di non aumentare i tassi fosse stata molto combattuta e che non si sarebbero opposti a un rialzo in quella riunione. Il documento indica chiaramente un rialzo dei tassi il 10-11 giugno, come già scontato dai mercati.
  • I dati CPI di Tokyo di maggio pubblicati oggi sono risultati complessivamente più deboli delle attese. L’inflazione headline si è attestata all’1,4% su base annua contro l’1,6% previsto e l’1,5% di aprile; la misura al netto degli alimentari freschi è risultata pari all’1,3% contro l’1,5% atteso e l’1,5% di aprile; mentre l’indice al netto di alimentari freschi ed energia si è attestato all’1,6% contro l’1,8% previsto e l’1,9% registrato ad aprile.

Principali appuntamenti del calendario macroeconomico (orari GMT)

  • 06:45 – CPI preliminare di maggio Francia
  • 07:00 – CPI preliminare di maggio Spagna
  • 09:00 – CPI preliminare di maggio Italia
  • 12:00 – CPI preliminare di maggio Germania
  • 12:30 – Bilancia commerciale anticipata dei beni USA di aprile
  • 13:45 – PMI Chicago USA di maggio

Interventi Fed: Schmid (10:50), Bowman (13:10), Paulson (13:15), Daly (16:40)

Trimestrali

  • Giovedì (ieri): Dell Technologies, Autodesk, NetApp, Dollar Tree, Best Buy, Hormel Foods

La prossima settimana:

  • Lunedì: Hewlett Packard Enterprise
  • Martedì: Palo Alto Networks, Dollar General, Ulta Beauty
  • Mercoledì: Broadcom, Inditex, CrowdStrike, Medtronic, Veeva Systems
  • Giovedì: Ciena, Lululemon Athletica 

Azioni

  • Stati Uniti: l’S&P 500 è salito dello 0,6% a 7.563,63, il Nasdaq Composite ha guadagnato lo 0,9% a 26.917,47 e il Dow Jones è avanzato di meno dello 0,1% a 50.668,97, mentre l’azionario statunitense ha raggiunto nuovi massimi storici. La seduta è stata sostenuta dall’allentamento delle tensioni sul petrolio, dal calo dei rendimenti obbligazionari e dall’ennesima conferma che il tema delle infrastrutture AI continua a essere molto forte. Dell è balzata del 39,1% nelle contrattazioni after hours dopo aver alzato le previsioni di ricavi annuali e l’obiettivo relativo ai server AI; Hewlett Packard Enterprise è salita del 26,3% e Super Micro Computer ha aggiunto quasi il 10,0% per effetto trascinamento. Agilent ha guadagnato il 16,9% grazie a risultati e guidance superiori alle attese. Gli investitori osservano ora se la domanda legata all’AI riuscirà a tradursi in margini sostenibili nel tempo.
  • Europa: lo Stoxx 600 è sceso dello 0,5% a 625,11, il FTSE 100 ha perso lo 0,8% a 10.425,96, il DAX ha ceduto lo 0,3% a 25.092,25 e l’Euro Stoxx 50 è arretrato dello 0,3% a 6.055,11, poiché l’incertezza in Medio Oriente ha mantenuto prudente la propensione al rischio. Le perdite si sono ridotte rispetto ai minimi dopo le notizie di progressi sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, ma finanziari e assicurativi hanno pesato sul mercato. Soitec è balzata del 24,6% grazie a migliori aspettative di vendita e a un flusso di cassa più robusto, sostenuta dalla domanda di chip legata all’AI. Siemens Energy ha perso il 4,4% per prese di profitto dopo il forte rialzo precedente, mentre Dassault Systèmes è scesa del 5,7% in un contesto di sentiment ancora fragile sul software. I mercati attendono ora i dati europei sull’inflazione e i segnali delle banche centrali.
  • Asia: i mercati asiatici hanno chiuso in rialzo venerdì grazie ai record di Wall Street e alle speranze di un’estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran. Il Nikkei giapponese è salito dell’1,8%, il Kospi sudcoreano del 2,3% e il Taiex taiwanese del 2,3%; l’ASX 200 australiano ha guadagnato l’1,0%, l’Hang Seng di Hong Kong lo 0,4%, mentre lo Shanghai Composite cinese ha perso lo 0,2%. La tecnologia ha guidato i rialzi, con i titoli legati a chip e server sostenuti dalla sorpresa positiva di Dell sui server AI e dal calo dei prezzi del petrolio. Samsung Electronics è salita del 2,3% grazie agli acquisti degli investitori sudcoreani sul comparto semiconduttori. Lenovo ha esteso il forte rally settimanale a Hong Kong sulla scia dell’ottimismo per l’hardware AI. La prossima prova sarà verificare se le notizie sul cessate il fuoco riusciranno a mantenere la calma dei mercati per più di una singola seduta.

Volatilità

  • La volatilità resta sorprendentemente contenuta nonostante un contesto macroeconomico ricco di eventi. Il VIX ha chiuso a 15,74, in calo rispetto a 16,29 della seduta precedente, mentre l’S&P 500 è avanzato dello 0,58% registrando un nuovo massimo storico di chiusura a 7.563,63. I mercati continuano a beneficiare del miglioramento del sentiment legato a una possibile estensione del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran, che ha contribuito ad alleviare la pressione sui prezzi dell’energia e sulle aspettative d’inflazione, sebbene gli investitori restino attenti ai dati economici e agli sviluppi geopolitici.
  • Movimento atteso dell’SPX: il mercato delle opzioni prezza un movimento atteso di circa ±34,6 punti (±0,46%) per la seduta odierna. Il posizionamento 0DTE evidenzia una moderata asimmetria rialzista, con una domanda maggiore di call vicine al prezzo corrente rispetto alle put equivalenti attorno allo strike 7.565. Ciò suggerisce che gli investitori restano posizionati per ulteriori rialzi, anche se il livello relativamente basso di volatilità lascia il mercato esposto a eventuali notizie inattese.
  • Il dato economico principale di oggi è il PMI di Chicago, mentre il calendario della prossima settimana sarà decisamente più intenso, con le trimestrali di Broadcom, CrowdStrike, Palo Alto Networks, Hewlett Packard Enterprise, Ulta Beauty e Lululemon, che potrebbero rappresentare importanti catalizzatori per il sentiment di mercato.

Asset digitali

  • Gli asset digitali stanno cercando di stabilizzarsi dopo una settimana volatile, caratterizzata da incertezza geopolitica, prezzi del petrolio più elevati e continui deflussi dagli ETF. Bitcoin scambia intorno a 73.586 USD, mentre Ethereum si mantiene vicino a 2.011 USD, entrambi in recupero dai recenti minimi grazie al miglioramento del sentiment generale verso gli asset rischiosi. Tuttavia, la domanda istituzionale rimane contrastata, con i dati più recenti sui flussi degli ETF spot che mostrano ulteriori deflussi sia dai prodotti su Bitcoin sia da quelli su Ethereum.
  • Tra gli ETF legati alle criptovalute, IBIT quota 41,56 USD (-2,1%) e ETHA 15,19 USD (-1,9%), riflettendo le recenti pressioni sui prezzi degli asset digitali. Le principali altcoin mostrano un quadro più equilibrato, con XRP vicino a 1,31 USD, Solana attorno a 82 USD ed Ethereum che ha sovraperformato leggermente Bitcoin nelle ultime 24 ore. Nel frattempo, i titoli legati al settore crypto mostrano andamenti misti: Coinbase (+4,9%), Riot Platforms (+3,0%) e Circle (+5,5%) hanno sovraperformato, mentre MicroStrategy (-1,7%) e Marathon Digital (-1,8%) restano sotto pressione.
  • I flussi sulle opzioni dei titoli collegati alle criptovalute continuano a evidenziare un orientamento difensivo, con gli investitori istituzionali che mantengono coperture al ribasso su diversi proxy del settore pur conservando selettivamente esposizioni rialziste. Il risultato è un mercato prudente più che apertamente ribassista, con un sentiment che probabilmente resterà molto sensibile ai flussi ETF, agli sviluppi normativi e all’andamento di Bitcoin.

Materie prime

  • Il Bloomberg Commodity Index Total Return (BCOM) si avvia a chiudere il mese con una perdita di circa il 3%, il primo calo in cinque mesi. Le speranze di un accordo di pace in Medio Oriente hanno guadagnato slancio nel corso del mese, pesando fortemente sui prezzi energetici e portando il BCOM Energy Index a perdere oltre l’8%. Il calo sarebbe stato ancora più marcato senza il forte rimbalzo del 12% del gas naturale.
  • Le perdite diffuse nel comparto agricolo, guidate da mais, grano, zucchero e bestiame, hanno inciso negativamente sulla performance complessiva, compensando ampiamente il rialzo del 5% del BCOM Industrial Metals Index, dove rame e zinco hanno guidato i guadagni. È stato un altro mese difficile per i metalli preziosi, con la forza dell’argento che ha in gran parte compensato il calo dell’oro.
  • Il petrolio è sceso ai minimi delle ultime cinque settimane dopo che Stati Uniti e Iran hanno concordato in via preliminare di estendere il cessate il fuoco di 60 giorni, con il Brent avviato verso il maggiore ribasso mensile dal 2020, sulla prospettiva che l’accordo possa aprire la strada a una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz. Sebbene restino numerosi ostacoli, il mercato sta reagendo alla prospettiva di un aumento dell’offerta una volta che centinaia di petroliere cariche di greggio e prodotti raffinati verranno liberate dal Golfo Persico. Nei prossimi mesi, tuttavia, la domanda necessaria per ricostituire le scorte globali ridotte potrebbe fornire supporto ai prezzi, innalzando potenzialmente il livello minimo rispetto al periodo precedente al conflitto.
  • L’oro ha superato un nuovo tentativo di rottura al ribasso della sua media mobile a 200 giorni, attualmente situata vicino a 4.400 USD, poiché i venditori allo scoperto guidati da fattori tecnici sono stati costretti a ricoprirsi grazie al miglioramento delle prospettive di un accordo tra Stati Uniti e Iran. L’attenuazione delle preoccupazioni inflazionistiche legate all’energia ha contribuito a spingere al ribasso sia i rendimenti obbligazionari sia il dollaro, sostenendo il metallo prezioso. Dopo aver testato con successo due volte questo importante supporto durante il conflitto, l’oro rimane inserito in un contesto tecnico complesso, nel quale sarà necessaria una rottura sopra 4.575 USD e successivamente sopra la media mobile a 50 giorni, attualmente a 4.628 USD, per migliorare le prospettive di breve termine.

Obbligazioni

  • I Treasury statunitensi hanno registrato un nuovo rialzo giovedì dopo la debolezza iniziale causata dalle continue notizie contrastanti sulle prospettive di una significativa estensione del cessate il fuoco nella guerra tra Stati Uniti e Iran. Il rendimento del Treasury benchmark a 2 anni è sceso dal massimo intraday del 4,08% registrato giovedì fino a chiudere pressoché invariato al 4,02%, livello al quale veniva trattato anche nelle prime ore europee di venerdì. Un andamento simile si è osservato sul Treasury decennale benchmark, sebbene con una domanda più sostenuta nella parte finale della seduta di giovedì: il rendimento è sceso da un massimo intraday del 4,53% per chiudere in calo di oltre tre punti base al 4,45%, perdendo un ulteriore punto base fino al 4,44% nelle prime ore di venerdì.
  • La curva dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi si è appiattita grazie alla forte domanda di JGB a lunga scadenza. Il rendimento del JGB decennale benchmark è sceso di quasi cinque punti base al 2,655%, mentre quello trentennale è diminuito di oltre cinque punti base portandosi sotto il 3,93%, avvicinandosi al livello di chiusura più basso da oltre due settimane.

Valute

  • Il rialzo del dollaro USA si è invertito giovedì grazie al rinnovato ottimismo per un’estensione del cessate il fuoco nella guerra tra Stati Uniti e Iran, fattore che ha anche spinto al ribasso i prezzi del petrolio. EURUSD è salito da sotto 1,1600 fino a un massimo di 1,1661, mettendo alla prova il precedente massimo di periodo prima di arretrare leggermente. USDJPY è sceso dai massimi delle ultime settimane a 159,65 registrati giovedì fino a trattare intorno a 159,30 nelle prime ore di venerdì.
  • Il miglioramento delle prospettive sul sentiment di rischio negli ultimi giorni ha favorito la corona svedese, tradizionalmente più ciclica in Europa, spingendo EURSEK sotto quota 10,77 dopo il test di 11,00 della scorsa settimana. Il prossimo livello di attenzione è rappresentato dal minimo di metà aprile, poco sotto 10,75.
  • La discesa di AUDNZD è proseguita giovedì e nelle prime ore di venerdì, con il cambio a 1,2025, oltre 40 pip sotto la chiusura di giovedì e potenzialmente diretto verso l’importante soglia psicologica di 1,2000. Il recente rallentamento delle aspettative di ulteriore stretta monetaria da parte della RBA rispetto al nuovo orientamento più aggressivo della RBNZ ha contribuito al forte riprezzamento al ribasso della coppia. Anche il robusto rimbalzo dell’indagine ANZ sull’Activity Outlook e sulla Business Confidence pubblicata venerdì ha sostenuto il dollaro neozelandese.

Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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