Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment and Options Strategist
Riassunto: The S&P 500 closed at a new all-time high on Thursday, and it happened despite April PCE hitting 3.8% - the highest reading since May 2023. AI earnings did the heavy lifting: Snowflake surged 36% on a $6 billion Amazon partnership, with Microsoft, Oracle and Palantir all joining the rally.
L’S&P 500 ha raggiunto un nuovo massimo storico nonostante il dato PCE di aprile abbia toccato il livello più alto degli ultimi tre anni, mentre il momentum degli utili legati all’intelligenza artificiale continua a prevalere sulle preoccupazioni macroeconomiche.
L’S&P 500 e il Nasdaq 100 hanno chiuso giovedì su nuovi massimi storici, trainati dal forte rialzo del comparto software legato all’intelligenza artificiale dopo che Snowflake è balzata del 36% grazie a una partnership da 6 miliardi di dollari con Amazon Web Services e a risultati trimestrali nettamente superiori alle attese. Microsoft, Oracle e Palantir hanno a loro volta guadagnato tra il 3% e il 4% sulla scia dello stesso entusiasmo. I mercati hanno assorbito senza difficoltà i dati PCE di aprile, che hanno mostrato un’inflazione headline al 3,8% su base annua, il livello più elevato da maggio 2023, continuando comunque a salire. Ciò conferma che l’attuale rally è guidato dalla crescita degli utili e dal momentum degli investimenti nell’AI, più che dalla sensibilità ai fattori macroeconomici.
L’S&P 500 ha chiuso a 7.563,63 punti, in rialzo dello 0,58%, segnando un nuovo massimo storico. Il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,84% a 30.223,89 punti. Il Russell 2000 è salito dello 0,57% a 2.936,57 punti, mentre il Dow Jones ha registrato un progresso dello 0,05% a 50.674,06 punti. I futures sull’oro si sono attestati intorno a 4.541 dollari l’oncia. Il rendimento del Treasury decennale è rimasto stabile al 4,459%, sostanzialmente invariato dopo la pubblicazione del dato PCE.
Regime di mercato: Mercato rialzista a bassa volatilità – VIX a 15,80, volatilità realizzata a 20 giorni al 10,2% (stabile), S&P 500 a +7,45% rispetto alla sua media mobile a 50 giorni.
Dati basati sulla chiusura del 28 maggio 2026: riflettono il posizionamento di ieri, non l’andamento dei prezzi di oggi.
I flussi sulle singole azioni hanno mostrato un orientamento rialzista, con una netta predominanza delle call nei grandi titoli tecnologici. Di conseguenza, il profilo di copertura dei market maker è risultato impostato in modo da aggiungere ulteriore pressione d’acquisto in caso di ulteriori rialzi intraday.
Nel comparto degli indici e degli ETF, l’attività sulle put ha superato quella sulle call, in linea con un approccio di protezione generalizzata dei portafogli piuttosto che con nuove convinzioni ribassiste. Le istituzioni sembrano quindi coprire posizioni già long, non abbandonarle.
Il VIX ha chiuso giovedì a 15,80, praticamente invariato rispetto alla seduta precedente, mantenendo intatto il regime rialzista a bassa volatilità in vista di venerdì. Con una volatilità realizzata a 20 giorni pari al 10,2%, la volatilità implicita si colloca a circa 1,5 volte quella effettivamente registrata dal mercato nell’ultimo mese. Questo divario rappresenta la caratteristica dominante dell’attuale contesto: le opzioni continuano a essere prezzate per movimenti più ampi di quelli che il mercato realizza effettivamente.
Spunto strategico – Iron condor in un contesto di avanzata graduale e bassa volatilità realizzata. Quando la volatilità implicita rimane costantemente superiore a quella realizzata e l’indice segue una tendenza rialzista con correzioni contenute, una strategia iron condor consente di incassare premi da entrambi i lati all’interno di una struttura a rischio definito: vendita simultanea di uno spread call out-of-the-money e di uno spread put out-of-the-money, trattenendo il credito netto se il sottostante rimane tra i due strike venduti alla scadenza. L’attrattiva della strategia risiede nel fatto che il sottostante dovrebbe muoversi in misura significativamente superiore a quanto mostrato finora per raggiungere gli strike venduti, offrendo quindi un margine di sicurezza significativo senza richiedere una chiusura precisa su uno specifico livello. La perdita massima corrisponde alla differenza tra l’ampiezza degli spread e il premio incassato, ed è limitata su entrambi i lati.
Nota importante: tutti gli esempi indicati nell’articolo sono forniti esclusivamente a scopo illustrativo e informativo e non vanno intesi come raccomandazioni di strumenti o strategie o come sollecitazioni all'investimento. Sono stati pensati per aiutarvi a dare forma al vostro processo di pensiero e non devono essere replicati o implementati senza un'attenta considerazione. Ogni investitore o trader deve condurre la propria analisi e prendere in considerazione la propria situazione finanziaria, la propria tolleranza al rischio e i propri obiettivi di investimento prima di prendere qualsiasi decisione. Ricordati che investire nel mercato comporta dei rischi ed è fondamentale prendere decisioni informate.
Spunto strategico – Covered call dopo un forte movimento trainato dagli utili. Quando un titolo registra un forte rialzo grazie a risultati societari solidi e a prospettive positive, la volatilità implicita a breve termine tende spesso a rimanere elevata per diverse sedute mentre il mercato assimila il movimento. Un investitore che detiene già il titolo può vendere una call out-of-the-money sulla posizione per incassare tale premio elevato come fonte di reddito durante la fase di consolidamento. Se il titolo rimane al di sotto dello strike, la call scade senza valore e il premio viene interamente trattenuto. Se invece il titolo continua a salire e viene richiamato, l’investitore esce dalla posizione a un prezzo superiore rispetto a quello al quale ha venduto la call. Il rischio è che un ulteriore forte rialzo oltre lo strike limiti il potenziale di guadagno e che il premio incassato non compensi completamente il profitto mancato.
La seduta di giovedì ha confermato l’attuale impostazione del mercato: sufficientemente resiliente da ignorare il dato PCE più elevato degli ultimi tre anni e continuare a salire verso nuovi massimi grazie al momentum degli utili legati all’intelligenza artificiale. In vista di venerdì, il regime rialzista a bassa volatilità resta intatto, la volatilità realizzata continua a collocarsi ben al di sotto di quella implicita e il contesto rimane strutturalmente favorevole per i venditori di premio. Un elemento da monitorare: la domanda istituzionale di put osservata ieri sul mercato degli indici non è stata dettata dal panico, ma è risultata ampia e persistente, ricordando che i gestori dei portafogli più grandi non stanno affatto rinunciando alla copertura del rischio ribassista ai massimi storici.
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