Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment Strategist
Le prime trimestrali delle banche offrono indicazioni sulla fiducia, sulla salute del credito e sulla disponibilità di famiglie e imprese a richiedere ancora prestiti.
Le prime letture sull’AI mostrano chi sostiene i costi dell’espansione e chi riesce a mantenere i margini dopo gli investimenti.
La stagione delle trimestrali va vista come una bussola, non come uno strumento di precisione. Non bisogna reagire in modo eccessivo ai risultati di un solo trimestre.
La stagione delle trimestrali viene spesso raccontata come se fosse un tabellone sportivo: superato o mancato il consensus, vittoria o sconfitta. Nella realtà, somiglia di più a una pagella scolastica: il voto conta, ma sono i commenti dell’insegnante a dirti cosa succede dopo.
I risultati delle banche statunitensi arrivano per primi perché il settore bancario è il punto in cui la fiducia di oggi incontra i flussi di cassa di domani. Quando famiglie e imprese si sentono ottimiste, chiedono prestiti, spendono, investono e pagano puntuali. Quando invece prevale l’incertezza, i progetti vengono rinviati, le scorte ridotte e si preferisce accumulare liquidità.
Durante le conference call con le banche, è utile concentrarsi su tre segnali semplici ma cruciali.
Primo: la domanda di prestiti. Le famiglie stanno ancora chiedendo mutui e finanziamenti auto? Le imprese stanno cercando capitali per espandersi? Una domanda debole può indicare cautela, ma anche che i clienti dispongono già di liquidità. Il linguaggio utilizzato aiuta a capirlo.
Secondo: la qualità del credito. È il modo elegante per chiedersi se i debitori stanno rimborsando quanto hanno ricevuto. Bisogna prestare attenzione a termini come “ritardi nei pagamenti” (delinquencies) e “rettifiche su crediti” (provisions), cioè fondi accantonati per eventuali perdite future. Un lieve aumento è normale, ma un cambiamento netto nel tono è il segnale da cogliere.
Terzo: la composizione degli utili. Le banche guadagnano dai prestiti, ma anche da attività di trading e operazioni straordinarie. Il trading è legato all’andamento dei mercati, mentre il lending è più correlato all’economia reale. Se una banca supera le attese grazie al trading, è interessante, ma non rappresenta un segnale di fiducia generalizzata.
Un’ultima nota: non prendere le previsioni (guidance) come promesse. Considerale piuttosto come il tentativo più sincero del management di fornire un’indicazione, sotto pressione e con il microfono acceso.
Il racconto sull’AI sta passando dal “guarda cosa sa fare il software” a “chi paga per i macchinari, gli edifici e l’elettricità”. È il momento in cui la metafora della fattura diventa realtà.
La spesa per l’AI si sviluppa su diversi livelli.
Al vertice troviamo i grandi acquirenti di potenza di calcolo: aziende che integrano funzionalità AI nei loro prodotti e servizi. Subito dopo ci sono le piattaforme che gestiscono i carichi di lavoro nei data centre: spesso sono loro a sostenere le spese iniziali più ingenti.
Poi ci sono i fornitori. I progettisti e produttori di chip vendono i processori. I costruttori di data centre forniscono materiali, raffreddamento e rete. I produttori e gestori di energia elettrica alimentano il sistema. Ogni anello della catena cerca di ottenere un margine positivo, ovvero un profitto al netto dei costi. Ma non tutti ci riescono nello stesso momento.
Anche se non prevedi di investire direttamente in titoli legati ai semiconduttori, questo aspetto conta: è un indicatore concreto della domanda reale. Se gli ordini per chip avanzati restano forti, l’espansione dell’AI continua. Se invece il tono diventa più cauto, può indicare che i clienti stanno posticipando le consegne, allungando i tempi o cercando condizioni più favorevoli.
Per un investitore orientato al lungo periodo, la chiave è distinguere tra entusiasmo e sostenibilità economica. L’AI può essere trasformativa, ma anche costosa. La domanda principale per i mercati nel 2026 è semplice: questa spesa si trasforma in generazione di cassa, o continua a consumarla?
Ecco il collegamento tra banche e AI.
Se le banche si mostrano caute, spesso significa che il credito diventa più selettivo. Quando il denaro è meno accessibile, i progetti costosi devono affrontare domande più difficili. È in quel momento che i grandi budget per l’AI vengono messi sotto esame, non perché l’AI non sia più utile, ma perché i finanziamenti diventano più difficili da ottenere.
Se invece le banche parlano di clienti solidi e credito stabile, i team di gestione aziendale avranno più margine per continuare a investire. La spesa per l’AI può proseguire, soprattutto per le aziende che la considerano essenziale, non accessoria.
È per questo che i titoli “battuto o mancato il consensus” contano meno rispetto al messaggio complessivo. Un trimestre può essere rumoroso. Un cambiamento nel linguaggio, ripetuto su più aziende, è il vero segnale.
Il primo rischio è la falsa certezza. Un trimestre positivo può dipendere dalla tempistica, da effetti contabili o da eventi straordinari. Uno negativo può essere causato da costi temporanei destinati a scomparire. Se il management insiste troppo sulle motivazioni “una tantum”, prendi nota e verifica se il modello si ripete.
Il secondo rischio è che la stretta creditizia arrivi in ritardo. I problemi di credito spesso emergono dopo che l’economia ha già iniziato a rallentare. Fai attenzione a un aumento delle rettifiche su crediti e a un linguaggio più prudente sui consumi.
Il terzo rischio è l’aumento dei costi legati all’AI. I data centre e la fornitura di energia rappresentano limiti fisici. Se le aziende iniziano a parlare di costi di costruzione più alti, scadenze più lunghe o pressione sui margini, la “fattura” sta crescendo.
La stagione delle trimestrali è il promemoria annuale che investire non significa prevedere il futuro con esattezza, ma riconoscere schemi ricorrenti attraverso dati imperfetti. Le banche ti aiutano a leggere il sentiment del mercato perché si trovano al centro di prestiti, spese e rischio. L’AI ti aiuta a leggere la “fattura”, perché mostra dove l’economia sceglie di investire denaro vero, in strutture reali, consumando energia concreta.
Se c’è una frase da ricordare, è questa: le banche mostrano l’umore dell’economia, l’AI mostra il conto. Il tuo compito non è prevedere ogni numero, ma restare calmo, seguire la direzione e non lasciare che un trimestre rumoroso comprometta un piano sensato di lungo periodo.
Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.