Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment Strategist
La pillola Wegovy semplifica l’accesso, ma il vero banco di prova della domanda sarà la capacità di mantenere l’aderenza al trattamento nel 2026.
Prezzi accessibili per chi paga di tasca propria: una scelta che allarga il bacino di utenti, ma che al tempo stesso mette sotto i riflettori margini e concorrenza.
Tre indicatori da monitorare: adozione della versione in pillola, dinamica tra Wegovy e Zepbound, e i risultati dello studio su CagriSema.
Una pillola può sembrare un cambiamento minimo. Ma nel mondo dei farmaci contro l’obesità, rappresenta una svolta importante, perché modifica allo stesso tempo comportamenti e logiche economiche. Dal 5 gennaio 2026, Novo Nordisk inizierà a vendere Wegovy in compresse a somministrazione giornaliera negli Stati Uniti, dopo aver ottenuto l’approvazione della Food and Drug Administration il 22 dicembre 2025.
Il titolo di Novo è già salito dopo l’approvazione, non perché il mercato abbia appena scoperto l’obesità, ma perché la narrativa si è spostata da “riusciranno a competere?” a “riusciranno a portare risultati concreti?”.
Questo sarà il vero tema del 2026: la pillola rappresenta una nuova promessa, ma la sfida sarà dimostrarne l’efficacia nella realtà.
La versione in compresse di Wegovy contiene 25 mg di semaglutide orale. Si tratta del primo farmaco orale a base di GLP-1 (glucagon-like peptide-1) approvato negli Stati Uniti per la gestione del peso. Il GLP-1 è un ormone intestinale che aiuta a ridurre l’appetito, favorendo una diminuzione dell’assunzione di cibo.
Lo studio OASIS 4 di Novo conferma che questa formulazione non è una versione “più leggera” rispetto alle iniezioni. I risultati mostrano una perdita di peso media del 16,6% in 64 settimane nei partecipanti che hanno proseguito il trattamento, e circa un terzo ha perso il 20% o più. È un dato rilevante, perché la sola comodità d’uso non basta: se i risultati sono modesti, i pazienti abbandonano. Ma se i benefici sono concreti, si creano abitudini durature.
Inoltre, il farmaco è stato approvato anche con un’indicazione cardiovascolare: può infatti ridurre il rischio di eventi cardiovascolari gravi, come infarti o ictus, in adulti con obesità o sovrappeso che presentano una patologia cardiovascolare preesistente. Questo rafforza l’argomentazione clinica, anche se la copertura assicurativa resta disomogenea e spesso lenta nell’ampliarsi.
Detto ciò, una compressa non elimina ogni ostacolo. Per chi teme gli aghi, l’opzione orale è senza dubbio più semplice. Tuttavia, introduce una nuova sfida: riusciranno le persone a mantenere una routine quotidiana, nonostante gli effetti collaterali, gli imprevisti o i viaggi? Un lancio forte fa notizia. Ma è la costanza che genera fatturato.
Novo ha scelto un prezzo pensato per chi paga di tasca propria. Le dosi iniziali (1,5 mg e 4 mg) costano 149 dollari al mese, mentre quelle più alte (9 mg e 25 mg) arrivano a 299 dollari. Dal 15 aprile 2026, il prezzo della dose da 4 mg salirà a 199 dollari. Si tratta comunque di un livello nettamente inferiore rispetto ai circa 1.000 dollari di listino per i farmaci anti-obesità iniettabili negli Stati Uniti. Questo rende il trattamento più accessibile, ma mette anche la concorrenza sui prezzi al centro della scena.
A complicare ulteriormente il quadro, c’è la componente politica: secondo Reuters, sia Novo che Lilly offrono dosi iniziali a 149 dollari per alcuni pazienti Medicare, Medicaid o paganti diretti. Nel frattempo, Lilly attende una decisione negli Stati Uniti su orforglipron — la sua pillola anti-obesità a somministrazione giornaliera — prevista per marzo 2026. Insomma, il vantaggio temporaneo di Novo potrebbe durare poco.
Gli investitori amano le grandi narrazioni, ma i titoli farmaceutici legati all’obesità si muovono spesso su basi molto concrete e misurabili. Nel 2026, il lancio della pillola di Novo è certamente il titolo principale, ma il mercato valuterà la società su tre indicatori distinti, non su uno solo.
Primo: la pillola supererà la fase della semplice curiosità?
Le aspettative di consenso indicano ancora che i ricavi generati dalla pillola saranno modesti rispetto a quelli delle iniezioni nel 2026, anche perché Novo ha scelto un prezzo più contenuto. Proprio per questo, la trazione iniziale sarà cruciale. Un buon primo semestre può spingere verso l’alto le aspettative per il 2026 e oltre, innescando un effetto di extrapolazione da parte del mercato. Al contrario, un avvio debole rischia di smontare rapidamente la narrativa della “comodità”.
Cosa monitorare: andamento delle nuove prescrizioni e dei rinnovi nei primi mesi del 2026, più che il buzz sui social o il picco di domanda legato al lancio.
Secondo: Novo riuscirà a mantenere stabile il business delle iniezioni mentre cresce quello della pillola?
Anche se il 2026 dovesse essere definito “l’anno della pillola”, saranno ancora le iniezioni a generare la maggior parte dei ricavi. Questo mantiene la battaglia tra Wegovy e Zepbound al centro della scena. Se Zepbound continuerà a guadagnare terreno in termini di prescrizioni e fatturato, la pillola di Novo rischia di sembrare un progetto marginale. Al contrario, se Wegovy mostrerà segnali di rilancio, gli investitori potrebbero ritrovare fiducia nella capacità di Novo di difendere la propria base mentre costruisce il futuro con il nuovo formato.
Cosa monitorare: l’andamento delle prescrizioni e dei ricavi di Wegovy rispetto a Zepbound, cercando segnali chiari di inversione di tendenza, non semplici oscillazioni settimanali.
Terzo: la nuova generazione può ridefinire la corsa a lungo termine?
La pillola rappresenta un cambiamento di formato e di accessibilità, ma la sfida di lungo termine riguarda ciò che arriverà dopo Wegovy. Ed è qui che CagriSema rientra nella narrazione. Dopo i dati deludenti alla fine del 2024 — che avevano scatenato un brusco sell-off e rinnovato lo scetticismo degli investitori — il nuovo readout sarà cruciale per la credibilità del progetto. Lo studio REDEFINE 4 è concepito come un confronto diretto con tirzepatide, il principio attivo di Zepbound di Lilly. Sarà dunque uno dei confronti più chiari per valutare quale azienda ha in mano la prossima mossa più solida.
Il rischio più frequente è il divario tra i risultati degli studi clinici e la persistenza nel mondo reale. Effetti collaterali, utilizzo discontinuo e accesso irregolare possono ridurre il ricavo medio per paziente, anche quando la domanda appare solida.
Il secondo rischio è una guerra dei prezzi evidente. Se entrambe le aziende iniziano a competere in modo trasparente, i prezzi netti potrebbero comprimersi rapidamente. Il primo segnale di allarme non sarà un titolo polemico, ma indicazioni di sconti più alti, ricavi per prescrizione più bassi o rallentamento nella crescita dei margini.
Il terzo rischio riguarda la credibilità della pipeline. Se anche i nuovi dati sulla prossima generazione di farmaci dovessero deludere, gli investitori potrebbero iniziare a considerare la traiettoria di crescita più fragile, iniziando a stimare un orizzonte più breve.
La versione in pillola di Wegovy rende il trattamento dell’obesità un po’ più simile alla medicina quotidiana, e un po’ meno a una procedura specialistica. È un cambiamento significativo. Il profilo clinico appare solido, e l’indicazione cardiovascolare rafforza ulteriormente la validità medica. Ma i mercati non pagano per una lettera di approvazione. Pagano per un modello economico che sia sostenibile e replicabile.
Nel 2026, Novo si troverà ad affrontare un test più chiaro e lineare rispetto al passato: riuscirà a far crescere le vendite della pillola, pur mantenendo i margini? Riuscirà a fermare il calo nel segmento delle iniezioni? E potrà ricostruire la fiducia nel lungo termine grazie ai nuovi dati? Se supererà con successo questi tre esami, allora il rimbalzo avrà basi solide. In caso contrario, la pillola continuerà ad avere rilevanza, ma la storia del titolo resterà fragile.