Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Market Strategist
La narrativa AI entra in una fase più esigente. A inizio anno il timore era che gli hyperscaler stessero costruendo troppa infrastruttura troppo in fretta, con capex in forte crescita e ritorni sui ricavi ancora poco visibili. Oggi il quadro è cambiato: i titoli AI hanno ritrovato slancio in vista delle trimestrali, le paure di overbuilding si sono ridimensionate, la scarsità di capacità computazionale è concreta e il lancio di nuovi modelli ha rafforzato la fiducia sulla domanda.
Questa settimana di trimestrali conta perché il mercato non premia più la sola ambizione: chiede prove che la spesa stia generando crescita sostenibile, utili più solidi e ritorni sull’investimento meglio definiti. I quattro hyperscaler, da soli, dovrebbero investire circa 645 miliardi di dollari nel 2026, pari a un +56% su base annua. Spese ingenti restano ancora “perdonabili”; spese poco leggibili molto meno.

Data: 29 aprile 2026
EPS atteso: ~4,04 $ (+17% a/a)
Ricavi attesi: ~81,4 mld $ (+16% a/a)
Capex: Microsoft è sulla traiettoria di ~146 mld $$ in FY2026 per infrastrutture AI e cloud (fra i più elevati del gruppo), con aspettative FY2027 verso ~170 mld $$. Margine di manovra comunicativo limitato: il mercato vorrà rassicurazioni che investimenti di questa scala siano sostenuti da domanda, monetizzazione e leva operativa.
Cosa osservare: execution AI storicamente “pulita”, ma dopo la sottoperformance rispetto ai peer serve ora evidenza che la spesa si stia traducendo in trazione commerciale tangibile, non solo in capacità installata.
Titolo e valutazione: peggiore performance YTD tra gli hyperscaler, a ~22x utili attesi non è “a sconto” a prova di execution risk. Un Azure forte e progressi nella monetizzazione di Copilot rafforzerebbero la tesi di Microsoft come AI compounder di alta qualità.
Bull case: Azure al top della forchetta, contributo AI in aumento, Copilot più monetizzato e tono confidente sulla domanda.
Bear case: Azure solo “in linea”, Copilot lenta e capex ancora pesante, riaprendo i timori di spesa in anticipo sulla monetizzazione.
Data: 29 aprile 2026
EPS rettificato atteso: ~2,83 $
Ricavi attesi: ~107 mld $ (+11% a/a)
Capex: la spesa resta uno snodo critico. Guidance FY2026 attesa a 175–185 mld $$, con poche indicazioni su FY2027; stime Bloomberg verso ~200 mld $$. Il mercato accetta capex elevato perché Google Cloud accelera e la monetizzazione AI appare più credibile, ma resta altamente sensibile a segnali su disciplina, durata e ritorni attesi.
Cosa osservare: diventare piattaforma AI più ampia senza ledere la redditività di Search.
Titolo e valutazione: sempre più un “AI recovery trade”: spazio di re‑rating se l’AI amplia la franchise, non se serve solo a difenderla. Un beat contabile, da solo, potrebbe non essere sufficiente.
Bull case: cloud sopra attese, Search solida e tono confidente che l’AI sostenga la crescita, non solo i costi.
Bear case: search debole, capex in ulteriore aumento o Cloud non abbastanza forte da convincere sui ritorni dell’AI.
Data: 29 aprile 2026
EPS rettificato atteso: ~7,51 $
Ricavi attesi: ~55,5 mld $ (+31% a/a)
Capex: tra i più aggressivi sul capex AI: 2026 guidato a 115–135 mld $$, consensus 2027 ~142 mld $$. Accettato dal mercato grazie alla forte cassa del core advertising; il tema è se il passo resti giustificato da monetizzazione, engagement e margini.
Cosa osservare: caso-test su quanto il mercato premi ancora capex AI aggressivo con un core già altamente profittevole.
Titolo e valutazione: tenuta relativa (~+1,3% YTD), ma senza il re‑rating visto su altri peer. A ~17x utili attesi appare più “cheap” (peer spesso >22x): c’è margine di protezione, ma l’asticella sulla qualità dei ritorni si alza. Se crescita e disciplina convivono, spazio per chiudere parte del gap; se l’equilibrio vacilla, l’eccesso di ambizione può essere penalizzato.
Bull case: adv forte, impression e pricing solidi, spesa AI presentata come leva diretta di monetizzazione, engagement e pipeline.
Bear case: ulteriore step-up di capex o ritorni poco chiari riaccendono i dubbi che l’ambizione superi la visibilità sugli utili.
Data: 29 aprile 2026
EPS rettificato atteso: ~2,11 $
Ricavi attesi: ~177,2 mld $ (+14% a/a)
Capex: il ciclo d’investimenti è diventato centrale: AWS e l’ecosistema infrastrutturale AI sono sempre più rilevanti. Attesa conferma della guidance 2026 a 200 mld $$ (maggiore spender del gruppo). Consensus FY2026 ~195,9 mld $$, Bloomberg per il 2027 ~209 mld $$. Il 21 aprile 2026 annunciati ulteriori 5 mld $$ in Anthropic (potenziale fino a 20 mld $): la domanda enterprise AI scala rapidamente. Il mercato ha finora avallato il build-out perché AWS è il beneficiario più chiaro; ma il comfort è condizionato: capex cospicui richiedono accelerazione visibile del cloud e margini sani.
Cosa osservare: probabilmente il “read-through” più importante per l’infrastruttura AI, dato il ruolo centrale di AWS nella domanda enterprise e developer di compute.
Titolo e valutazione: leader di momentum (~+20% m/m; ~+8% YTD). A ~23x utili attesi il premio è già incorporato. Se cloud ed ecosistema AI mostrano accelerazione, il premio è difendibile; se AWS è solo “in linea” con capex molto elevati, il mercato potrebbe iniziare a chiedere conto.
Bull case: AWS almeno in linea con attese elevate (meglio se sopra), adv forte, margini difesi e commentary che conferma crescita cloud duratura trainata dall’AI.
Bear case: spesa pesante ma AWS solo “in linea”, alimentando il dubbio che l’accelerazione non basti a giustificarla.
Data: 30 aprile 2026
EPS atteso: ~1,96 $ (+18% a/a)
Ricavi attesi: ~109,3 mld $ (+15% a/a)
Capex: la storia AI meno “capex-intensive” del gruppo, utile come contraltare: ~13,5 mld $$ in FY2026 e ~15,4 mld $$ in FY2027, molto sotto gli hyperscaler. Gli investitori non si aspettano un potenziamento infrastrutturale in stile hyperscaler; il focus è su durabilità degli utili, monetizzazione dei servizi e resilienza dell’ecosistema mentre il mercato premia la crescita direttamente agganciata all’AI.
Cosa osservare: è il titolo meno “puro” per l’infrastruttura AI; meno hype, più resilienza.
Titolo e valutazione: –2% YTD, segnale che la sola stabilità può non bastare in un mercato che premia esposizioni AI dirette. A ~28x utili attesi, l’asticella è alta. Non serve un “AI reveal”, ma va ribadito perché il titolo meriti ancora il premio. Se i services tengono, i margini restano solidi e la Cina migliora, può bastare; un messaggio troppo incrementale rischia invece di apparire poco convincente.
Bull case: services solidi, margini difesi e segnali di trend in Cina in miglioramento strutturale.
Bear case: trimestre “ok” ma messaggio in avanti troppo incrementale, soprattutto se i services rallentano o la Cina resta irregolare.
La domanda chiave è se la domanda per prodotti e servizi AI resti sufficientemente robusta da giustificare l’ondata di capex che attraversa la Big Tech. Microsoft e Amazon orienteranno la fiducia del mercato su cloud e infrastruttura AI; Alphabet e Meta metteranno alla prova se la spesa AI stia migliorando la monetizzazione (e non solo ampliando i costi); Apple, infine, mostrerà se la resilienza da mega‑cap regge anche al di fuori della “pura” storia di potenziamento infrastrutturale legata all’AI.
In sintesi: il mercato può ancora perdonare spese ingenti. È molto meno disposto a perdonare spese prive di una direzione chiara e di ritorni leggibili.