Previsioni Oltraggiose
Oro alla patria? No, questa volta oro ai cittadini
Ruben Dalfovo
Investment Strategist
Investment Strategist
Lilly resta al comando nella corsa ai farmaci anti‑obesità, ma la prossima fase va oltre il semplice dimagrimento.
La versione orale di Wegovy di Novo evidenzia una domanda solida, nonostante i dubbi degli investitori sulla sostenibilità del vantaggio competitivo di lungo periodo.
La competizione si sta spostando su formulazioni orali, migliore tollerabilità, prezzi più accessibili e benefici clinici più ampi.
La storia dei farmaci anti‑obesità sembrava lineare: Eli Lilly e Novo Nordisk avevano le terapie, la domanda era enorme e gli investitori applaudivano. Una traiettoria pulita e ordinata, che i mercati raramente concedono a lungo. Ora siamo al “secondo atto”. Al congresso dell’American Diabetes Association di New Orleans (5–8 giugno 2026), i nuovi dati delineano un quadro più articolato: Lilly continua a dettare il ritmo, Novo risponde con formulazioni orali e combinazioni, mentre nuovi concorrenti puntano su semplicità d’uso, migliore tollerabilità, prezzi più competitivi e target più specifici. Anche i prezzi delle azioni riflettono questa divergenza: a 12 mesi, Lilly è in rialzo di circa +42%, mentre Novo registra circa −47% e AstraZeneca circa +27%, sostenuta da una crescente credibilità come sfidante più trasversale nel segmento dell’obesità.
Eli Lilly opera in più aree terapeutiche, ma l’obesità è diventata il suo principale motore di crescita. Zepbound l’aveva già posizionata come riferimento di mercato; ora retatrutide, una nuova iniezione settimanale, spinge ulteriormente le aspettative. Retatrutide è un triplo agonista che agisce su tre leve chiave per appetito, glicemia e metabolismo energetico (GIP, GLP‑1 e glucagone). Al di là della terminologia, il punto è evidente: Lilly punta ad attivare simultaneamente più meccanismi biologici. I dati più recenti indicano una perdita di peso media del 28,3% in 80 settimane alla dose massima testata, e poco superiore al 30% in un’estensione su un sottogruppo selezionato. Colpisce anche il profilo della dose più bassa, che evidenzia un calo ponderale significativo con minori criticità di tollerabilità. Un elemento rilevante, perché il farmaco più efficace sulla carta non è necessariamente quello più sostenibile nella pratica: l’aderenza nel tempo resta decisiva. Lilly ha inoltre evidenziato benefici su apnea del sonno, dolore al ginocchio e diabete di tipo 2. È un passaggio chiave: se i farmaci anti‑obesità incidono anche sulle comorbidità, smettono di essere percepiti come soluzioni “cosmetiche” e si affermano come piattaforme terapeutiche più ampie.
Novo Nordisk non resta ferma. Forte di oltre un secolo di esperienza nel diabete e del successo globale di Wegovy, deve ora dimostrare di saper difendere la propria posizione in un mercato sempre più competitivo. La leva principale è oggi la versione orale di Wegovy. Dal lancio, a gennaio 2026, le prescrizioni negli Stati Uniti hanno superato i 3 milioni, con oltre l’80% dei nuovi pazienti senza precedenti terapie GLP‑1. Non si tratta solo di uno spostamento dalle iniezioni: emerge un ampliamento della domanda. La praticità è un fattore determinante. Alcuni pazienti evitano le iniezioni, altri cercano soluzioni di mantenimento dopo il dimagrimento, altri ancora accettano risultati meno marcati in cambio di un prezzo più accessibile o di una gestione più semplice. In ambito sanitario, spesso prevale il trattamento che viene effettivamente seguito. Novo ha presentato anche nuovi dati su CagriSema, una combinazione iniettabile settimanale che associa semaglutide e un analogo dell’amilina. Nei trial su diabete di tipo 2 ha migliorato sia i parametri glicemici sia il peso, rafforzando la solidità scientifica della pipeline.
Il mercato dell’obesità è troppo ampio per restare confinato a due attori: oltre un miliardo di persone nel mondo convive con la condizione secondo l’OMS. Non tutti utilizzeranno queste terapie, ma il potenziale spiega l’intensità della competizione. AstraZeneca emerge tra gli sfidanti più rilevanti. In uno studio di fase intermedia, la molecola orale elecoglipron ha registrato fino all’11,8% di riduzione del peso in 36 settimane. Risultati inferiori rispetto ai migliori trattamenti iniettabili di Lilly, ma con un posizionamento differente: focus su combinazioni, competenze cardio‑metaboliche, pricing e accesso nei mercati emergenti. Altri operatori si concentrano su ambiti in cui Lilly e Novo mostrano limiti: iniezioni mensili, molecole a base di amilina con migliore tollerabilità, soluzioni orientate alla preservazione della massa muscolare. Non tutta la perdita di peso ha lo stesso valore clinico. Il recente calo del titolo Zealand Pharma, a seguito di dubbi sulla tollerabilità di un farmaco in sviluppo con un partner, lo dimostra chiaramente: risultati elevati iniziali possono attrarre attenzione, ma effetti collaterali, tassi di abbandono e qualità dell’esperienza determinano la sostenibilità nel tempo.
Tollerabilità: nausea, vomito e interruzioni della terapia possono limitarne l’adozione, soprattutto in trattamenti di lungo periodo. Indicatori da seguire: tassi di abbandono negli studi e rinnovi delle prescrizioni dopo il lancio.
Prezzo e accesso: si tratta di terapie costose e la copertura non è garantita. Rilevanti le politiche assicurative, le negoziazioni pubbliche e le evidenze di riduzione dei costi sanitari complessivi.
Concorrenza: nuovi ingressi possono comprimere i prezzi, mentre eventuali ritardi nella pipeline possono modificare rapidamente le aspettative di mercato.
La corsa è partita da un indicatore semplice e immediato: il peso. Ma il mercato sta evolvendo. I futuri vincitori potrebbero combinare efficacia, migliore tollerabilità, semplicità d’uso, benefici clinici più ampi, accessibilità e profondità della pipeline. Oggi Lilly detta il ritmo, mentre Novo conserva una forte presenza commerciale e una base scientifica solida. Gli altri operatori non sono più marginali. Per gli investitori, il messaggio è chiaro: la bilancia resta centrale, ma potrebbe non essere il fattore decisivo.