Rapida panoramica del mercato – 10 febbraio 2026
Rapida panoramica del mercato – 10 febbraio 2026
Fattori trainanti e catalizzatori di mercato
- Azioni: Stati Uniti ed Europa in rialzo grazie alla ripresa dei titoli tech legati all'intelligenza artificiale, mentre l'Asia ha registrato un forte slancio con il Giappone ai massimi storici e Hong Kong in recupero.
- Volatilità: livelli contenuti, ma i dati chiave dagli Stati Uniti e l’elevata offerta di Treasury rendono ancora necessaria una protezione al ribasso.
Asset digitali: le crypto calano leggermente, ma la resilienza degli ETF segnala cautela più che capitolazione. - Valute: il dollaro USD si è indebolito nettamente lunedì, mentre lo yen JPY si è rafforzato martedì grazie alla rassicurazione sulla stabilità fiscale da parte del Primo Ministro Takaichi.
- Materie prime: la volatilità dei metalli preziosi si attenua, mentre il mercato del petrolio resta focalizzato sull’Iran.
- Obbligazioni: i titoli di Stato giapponesi a più lunga scadenza sono saliti dopo le rassicurazioni del Primo Ministro Takaichi; Alphabet (Google) intende emettere obbligazioni centenarie, alcune denominate in sterline.
- Macro: vendite al dettaglio USA di dicembre.
Titoli macroeconomici
- Le aspettative d’inflazione a un anno negli Stati Uniti sono scese al 3,1% dal 3,4% di dicembre. Si prevede un rallentamento dei rincari su carburante, sanità, affitti e prezzi delle abitazioni. Le aspettative a tre e cinque anni restano al 3%. La crescita salariale è salita al 2,7%, con un tasso di disoccupazione al 41,9%.
- Il Governatore della Fed, Miran, sostiene la riduzione del bilancio della banca centrale, ma raccomanda di mantenere la flessibilità sugli acquisti di asset in caso di recessione. Secondo Bloomberg, Miran ritiene che la riduzione del bilancio non comprometterà la capacità della Fed di rispondere a crisi, sottolineando l'importanza di un equilibrio tra riduzione e flessibilità della politica monetaria.
- L’indice del sentiment dei consumatori australiani è sceso del 2,6% a febbraio 2026 toccando un minimo da dieci mesi a 90,5, dopo il calo dell’1,7% di gennaio, segnando la terza flessione consecutiva a causa dei timori sull’inflazione e il recente irrigidimento della politica monetaria dopo un aumento dei tassi di 25 pb.
- Lo yuan cinese è salito ai massimi da maggio 2023 dopo che Pechino ha consigliato alle istituzioni finanziarie di ridurre l’esposizione ai Treasury USA. Questo spostamento rafforza la diversificazione globale dal dollaro e potrebbe accelerare il rimpatrio di capitali verso asset cinesi, fornendo un supporto alla valuta. Yuan onshore e offshore in aumento; il cambio è salito di circa il 3% rispetto al dollaro da fine settembre.
Calendario macroeconomico (orari in GMT)
07:00 – CPI Norvegia (gennaio)
11:00 – Ottimismo PMI Piccole Imprese USA (gennaio)
13:15 – Variazione occupazionale ADP USA (4 settimane al 10 gennaio)
13:30 – Indice del costo del lavoro USA (4° trimestre)
13:30 – Vendite al dettaglio USA (dicembre)
18:00 – Asta Treasury USA: 58 miliardi USD in note a 3 anni
01:30 – PPI / CPI Cina (gennaio)
Trimestrali
- Oggi: Coca-Cola, AstraZeneca, Gilead Sciences, S&P Global, Welltower, BP, Duke Energy, Barclays, Spotify, Marriott, Ferrari, Robinhood, Cloudflare, Ford, Datadog, Kering, Xylem, Fiserv
- Mercoledì: Cisco, McDonald’s, T-Mobile US; TotalEnergies, Shopify, Siemens Energy, EssilorLuxottica, Applovin, CVS Health, Hilton Worldwide, Vertiv Holdings, Motorola, Heineken
- Giovedì: Hermès, L’Oréal, Applied Materials, Siemens, Arista Networks, Unilever, Softbank Group, Anheuser-Busch InBev, British American Tobacco, Vertex Pharmaceuticals, Brookfield, Agnico Eagle Mines, Howmet Aerospace, Airbnb, Vale, Mercedes-Benz, Japan Tobacco, KBC Group, American Electric Power, Zoetis, Coinbase
- Venerdì: Safran, Enbridge, NatWest, Tokio Marine Holdings, Japan Post Bank, TC Energy, Cameco
Azionario
- USA: l’S&P 500 è salito dello 0,5% a 6.964,82, il Nasdaq 100 ha guadagnato lo 0,8% a 25.268,14, mentre il Dow è rimasto invariato a 50.135,87. La tecnologia a grande capitalizzazione ha guidato i rialzi dopo che i timori legati all’intelligenza artificiale della scorsa settimana si sono attenuati e i rendimenti sono rimasti stabili. Oracle è balzata del 9,6% dopo un upgrade legato all’AI, Nvidia ha guadagnato il 2,5% con la ripresa dei chip, Kroger è salita del 3,9% dopo la nomina del nuovo CEO, mentre Waters ha perso il 13,9% a causa di indicazioni prudenti. Gli investitori ora guardano al CPI e alle comunicazioni della Fed per indizi sul prossimo taglio dei tassi.
- Europa: lo STOXX 600 è salito dello 0,7% a un nuovo record di 621,41 e l’Euro STOXX 50 è avanzato dell’1,0% a 6.059,01, seguendo il rialzo di Wall Street. Il sentiment è migliorato con gli investitori che hanno superato i timori sull’AI della scorsa settimana, concentrandosi su utili e operazioni. UniCredit è salita del 6,4% dopo aver rivisto al rialzo le prospettive di utile, STMicroelectronics ha guadagnato il 9,8% grazie alla collaborazione con AWS, Novo Nordisk ha registrato un +5,3% dopo che Hims & Hers ha sospeso una pillola dimagrante concorrente, e InPost è balzata del 13,5% su indiscrezioni di acquisizione. Gli investitori ora osservano gli interventi della BCE e i risultati in arrivo per verificare se il rally può continuare.
- Asia: il Giappone ha guidato la regione con il Nikkei 225 in rialzo del 3,9% a 56.363,89 e il Topix del 2,3% a 3.783,57 dopo la vittoria elettorale del Primo Ministro Takaichi. Anche Hong Kong ha rimbalzato: l’Hang Seng è salito dell’1,8% a 27.027,16, sostenuto dalla ripresa dei chip a Wall Street in vista del posizionamento per il Capodanno lunare. Le riserve valutarie cinesi sono salite a 3.399,1 miliardi USD, il livello più alto dal 2015, fornendo un lieve supporto macro. A Hong Kong, Tencent ha guadagnato il 2,3%, Alibaba l’1,9%, Innovent il 7,4% grazie a una nuova partnership con Eli Lilly e Meitu il 5,0% dopo un profit alert positivo.
Volatilità
- La volatilità di mercato è diminuita dopo il rimbalzo di lunedì, con gli indicatori impliciti in calo lungo tutta la curva. Il VIX ha chiuso a 17,36, mentre anche gli indici a brevissimo termine (VIX1D e VIX9D) si sono indeboliti, indicando minori tensioni immediate. Tuttavia, la calma apparente nasconde una settimana macroeconomica intensa. Gli investitori attendono oggi le vendite al dettaglio USA, il report sull’occupazione di gennaio mercoledì (ritardato) e il CPI USA venerdì: dati che potrebbero modificare rapidamente le aspettative su tassi e liquidità. L’offerta di Treasury rappresenta un’altra variabile, con aste a 3, 10 e 30 anni distribuite durante la settimana.
- Dal punto di vista delle opzioni, la volatilità prezzata resta significativa: le opzioni SPX implicano un movimento settimanale di circa ±82 punti (±1,18%) entro venerdì.
- Controllo skew 0DTE (scadenza odierna): vicino allo spot, le call presentano una volatilità implicita leggermente superiore rispetto alle put corrispondenti, suggerendo una limitata urgenza di copertura immediata e un posizionamento intraday più bilanciato.
Asset digitali
- Mercato delle crypto in leggero calo ma ordinato, mentre gli investitori attendono dati macro dagli Stati Uniti. Bitcoin scambia intorno a 69.000 USD, ether vicino a 2.040 USD, con solana e xrp in calo moderato, riflettendo un atteggiamento cauto più che avverso al rischio. Curiosamente, l’esposizione crypto tramite ETF regge meglio dei prezzi spot: IBIT e ETHA sono in rialzo, così come titoli collegati come Coinbase e MicroStrategy, segnalando acquisti selettivi sui ribassi e non una svendita generalizzata.
- I flussi sugli ETF restano il principale indicatore di fiducia. I dati più recenti mostrano ancora una domanda disomogenea tra bitcoin ed ethereum, confermando che gli investitori restano esposti ma con posizionamenti prudenti in attesa dei dati su CPI e lavoro. Il messaggio è simile a quello delle azioni: la partecipazione continua, ma la convinzione è frenata dall’incertezza macroeconomica.
Obbligazioni
- I rendimenti dei Treasury USA sono calati lunedì dopo aver superato brevemente il 3,50%, chiudendo vicino al 3,48%, a metà del range recente. Nonostante il sentiment positivo sul rischio, anche i titoli a lungo termine hanno guadagnato: il rendimento del benchmark a 10 anni, dopo un iniziale rialzo di 3 pb, è sceso verso il 4,20% e sotto il 4,19% nella sessione asiatica di martedì. Attesi questa settimana dati importanti: Retail Sales (martedì), report sull’occupazione (mercoledì) e CPI (venerdì).
- Forte domanda per i titoli governativi giapponesi a più lunga scadenza, dopo le rassicurazioni della Premier Takaichi: non intende finanziare il taglio della tassa sulle vendite con nuova emissione di bond. Il rendimento del JGB a 30 anni è sceso di 5 pb al 3,51% martedì, minimo da metà gennaio. Il JGB a 40 anni è calato di 9 pb nella sessione di Tokyo.
- Alphabet (Google) ha fatto notizia ieri raccogliendo 20 miliardi USD con una nuova emissione obbligazionaria, ben oltre i 15 miliardi previsti, grazie alla forte domanda. La società ha anche annunciato l’intenzione di emettere rare obbligazioni centenarie per finanziare data center. Alcune di queste emissioni, incluse le long bond, saranno denominate in sterline.
Materie prime
- Il petrolio si mantiene stabile dopo due giorni di rialzi, con il premio di rischio legato all’Iran che continua a fluttuare. I prezzi faticano però a superare in modo convincente la soglia dei 70 USD, tra le speculazioni che un ulteriore aumento potrebbe spingere il Presidente Trump verso una soluzione negoziata con l’Iran. Questo ridurrebbe il rischio di conflitti e quindi di interruzioni delle forniture dal Medio Oriente.
- L’oro si mantiene sopra i 5.000 USD dopo due giorni di rialzi, sostenuto in parte dalle notizie che i regolatori cinesi hanno invitato le istituzioni finanziarie a ridurre l’esposizione ai Treasury USA. Ulteriori supporti derivano dai temi di lungo periodo: rischi geopolitici, preoccupazioni sul debito fiscale e debolezza del dollaro. In particolare, la volatilità sta iniziando a calare, condizione necessaria per un'azione dei prezzi più ordinata.
- La volatilità dell’argento si sta attenuando in vista delle festività del Capodanno Lunare, durante le quali la Shanghai Futures Exchange resterà chiusa per oltre una settimana. Il range di lunedì, pari al 7%, è stato elevato ma il più stretto dal 28 gennaio, e insieme alla riduzione del premio di Shanghai su Londra, segnala un contesto di mercato più calmo dopo settimane di caos.
Valute
- Lo yen si è rafforzato su ampia scala grazie al supporto sui bond giapponesi a lunga scadenza, dopo che il Primo Ministro Takaichi ha rassicurato i mercati sull’intenzione di costruire fiducia evitando nuove emissioni per finanziare tagli fiscali. Da un massimo iniziale a Tokyo di 156,29, USDJPY è sceso fino a 155,09 prima di trovare supporto. EURJPY è passato da un massimo di 156,00 a poco sotto quota 185,00.
- Il dollaro USD ha subito forti vendite lunedì, in parte a causa dell’invito cinese alle banche a ridurre i Treasury, ma l’indebolimento si è esteso a tutte le valute principali durante la giornata: EURUSD ha superato 1,1900, mentre AUDUSD è salito quasi a 0,7100, toccando i livelli più alti dal 2023.
- La sterlina è stata volatile lunedì, forse anche in relazione all’annuncio di Alphabet sull’emissione di obbligazioni centenarie in sterline. EURGBP è salito oltre 0,8740 prima di ridiscendere sotto 0,8700.