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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 11 febbraio 2026


Driver e catalizzatori di mercato

  • Azioni: Wall Street chiude contrastata dopo vendite al dettaglio deboli; l’Europa si prende una pausa dopo i massimi storici; Hong Kong in rialzo grazie al miglioramento di tecnologia e viaggi.
  • Volatilità: Rischio legato agli eventi in aumento; oggi dati sul lavoro, venerdì CPI; lieve skew rialzista.
  • Asset digitali: Consolidamento sensibile al quadro macro; coperture selettive sulle azioni legate alle criptovalute.
  • Obbligazioni: I rendimenti dei Treasury USA scendono dopo dati deboli sulle vendite al dettaglio.
  • Valute: Lo JPY si rafforza diffusamente tra la tarda seduta di martedì e quella asiatica di mercoledì, nonostante i mercati giapponesi fossero chiusi mercoledì.
  • Materie prime: Oro sostenuto dai dati USA deboli in vista del report sul lavoro; petrolio vicino a USD 70 con premio per il rischio in Medio Oriente di nuovo in aumento.
  • Eventi macro: Variazione Nonfarm Payrolls USA di gennaio, tasso di disoccupazione USA di gennaio, vendite di nuove abitazioni USA di gennaio.

Principali notizie macro

  • Le vendite al dettaglio negli Stati Uniti si sono fermate a dicembre, mancando l’atteso +0,4% dopo il +0,6% di novembre. I guadagni in comparti come materiali da costruzione e articoli sportivi sono stati compensati dai cali nel commercio al dettaglio generico e nei negozi di mobili. Al netto di auto e carburanti, le vendite sono rimaste invariate, mentre la componente rilevante per il PIL è scesa dello 0,1%, primo calo in tre mesi.
  • I costi del lavoro negli USA nel Q4 2025 per i lavoratori civili sono aumentati dello 0,7%, sotto le attese dello 0,8% e segnando l’incremento più contenuto dal Q2 2021. Sia salari sia benefit sono saliti dello 0,7%. La retribuzione nel settore privato è cresciuta dello 0,7% e quella nel pubblico dello 0,8%. Su base annua, i costi sono aumentati del 3,4%, in lieve calo rispetto al 3,5% del Q3.
  • Il debito delle famiglie USA ha raggiunto 18,8 trilioni di dollari nel Q4 2025, in aumento di 191 miliardi. I mutui sono saliti di 98 miliardi, le carte di credito di 44 miliardi, i prestiti auto di 12 miliardi, le linee di credito garantite da immobili (HELOC) di 11,6 miliardi e i prestiti studenteschi di 11 miliardi. Wilbert van der Klaauw della Fed di New York ha segnalato un aumento delle insolvenze sui mutui, soprattutto nelle aree a reddito più basso.
  • Nel Regno Unito, nel pieno dello scandalo Mandelson, il capo di gabinetto di Keir Starmer si è dimesso, alimentando interrogativi sulla leadership. Nonostante le richieste di dimissioni, il sostegno del governo ha stabilizzato Starmer. Le speculazioni su possibili tagli dei tassi da parte della Bank of England hanno inciso sulla valuta, con il tasso ancora al 3,75% e inflazione attesa al 2% entro aprile.
  • I crescenti timori di disruption legata all’IA pesano sui titoli in diversi settori, dalle piccole software house ai grandi gruppi di wealth management, mentre gli investitori riducono rapidamente l’esposizione alle società considerate vulnerabili, anche se gli esperti restano divisi su tempi e profondità dell’impatto tecnologico sul panorama aziendale.

Appuntamenti macro principali (orari in GMT)

12:00 – USA richieste di mutui MBA di febbraio
13:30 – USA variazione Nonfarm Payrolls di gennaio
13:30 – USA tasso di disoccupazione di gennaio
13:30 – USA salari medi orari di gennaio
15:00 – USA vendite di case esistenti di gennaio
15:30 – Report settimanale EIA su scorte di greggio e carburanti
18:00 – USA collocamento di Treasury decennali per USD 42 miliardi
Nel corso della giornata: rapporto mensile OPEC sul mercato petrolifero

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Cisco, McDonalds, T-Mobile US; TotalEnergies, Shopify, Siemens Energy, EssilorLuxottica, Applovin, CVS Health, Hilton Worldwide, Vertiv Holdings, Motorola, Heineken
  • Gio: Hermes, L’Oreal, Applied Materials, Siemens, Arista Networks, Unilever, Softbank Group, Anheuser-Busch InBev, British American Tobacco, Vertex Pharmaceuticals, Brookfield, Agnico Eagle Mines, Howmet Aerospace, Airbnb, Vale, Mercedes Benz, Japan Tobacco, KBC Group, American Electric Power, Zoetis, Coinbase

Azioni

  • USA: I listini statunitensi hanno chiuso contrastati: il Dow è salito dello 0,1% a 50.188,14, segnando un nuovo record, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,3% a 6.941,81 e il Nasdaq Composite ha ceduto lo 0,6% a 23.102,47. Il dato piatto sulle vendite al dettaglio di dicembre, a fronte di un atteso +0,4%, ha spinto al ribasso i rendimenti dei Treasury e mantenuto selettiva la propensione al rischio, con gli investitori divisi tra rallentamento dei consumi e forti piani di investimento in IA. Spotify è balzata del 14,8% grazie a risultati solidi e crescita utenti più rapida, Datadog ha guadagnato il 13,7% superando le attese e migliorando l’outlook, Marriott è salita dell’8,5% sostenuta dalla domanda nel segmento luxury, mentre S&P Global ha perso il 9,7% dopo un aggiornamento deludente. L’attenzione si è poi spostata sul report sul lavoro rinviato e sulla nuova ondata di Trimestrali.
  • Europa: Le borse europee hanno rallentato dopo i record di lunedì: l’Euro Stoxx 50 ha perso lo 0,2% a 6.047,06, lo Stoxx 600 lo 0,1% a 620,97 e il FTSE 100 lo 0,3% a 10.353,84. Le notizie sulle Trimestrali hanno fornito segnali contrastanti: la tecnologia si è stabilizzata dopo la debolezza del software della scorsa settimana, mentre i finanziari sono rimasti sotto pressione per i timori che nuovi strumenti di IA possano comprimere i margini. Kering è balzata del 10,9% con risultati migliori del previsto, Ferrari ha guadagnato il 10,2% grazie a utili e guidance solidi, BP ha perso il 6,1% dopo la sospensione dei buyback e nuove svalutazioni, e Standard Chartered è scesa del 5,7% per l’uscita inattesa del CFO. Il mercato resta focalizzato sulle prossime Trimestrali.
  • Asia: Le azioni di Hong Kong hanno esteso il rimbalzo: l’Hang Seng Index è salito dello 0,6% a 27.183,15, l’Hang Seng Tech dello 0,6% a 5.451,03 e il China Enterprises Index dello 0,8% a 9.242,75. Il sentiment è migliorato dopo dati USA più deboli che hanno spinto i rendimenti al ribasso e favorito il tema dei viaggi per il Capodanno lunare; inoltre, le indiscrezioni su una possibile visita di Trump a Pechino in aprile hanno sostenuto l’ottimismo. JF SmartInvest ha guadagnato il 9,4% su outlook di utili più forte, Axera ha chiuso invariata a HK$28,20 al debutto mentre si raffreddava l’entusiasmo per le IPO, e Zhaojin Mining ha perso il 5,8% a HK$32,60 dopo un incidente mortale in miniera. L’attenzione si sposta ora sui dati CPI e PPI cinesi in uscita mercoledì.

Volatilità

  • La volatilità resta contenuta, ma il mercato è in attesa di catalizzatori macro. Il VIX ha chiuso a 17,79 il 10 febbraio, in lieve rialzo giornaliero, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,33% a 6.941,81. Gli indicatori a breve come VIX1D (13,64) e VIX9D (14,94) mostrano assenza di panico, ma un posizionamento sensibile ai dati in calendario e ai tassi.
  • Il report sul lavoro USA di gennaio, rinviato a oggi, e il CPI USA di venerdì sono gli eventi chiave della settimana, con potenziale impatto sulle aspettative sui tassi e sulle valutazioni azionarie. Anche l’asta odierna di Treasury decennali USA rappresenta una possibile fonte di volatilità intraday sui tassi.
  • Sulla base dei prezzi attuali delle opzioni, il movimento atteso dell’SPX entro venerdì 13 febbraio è di circa ±78 punti (±1,13%), indicando possibili oscillazioni ma entro un range definito.
  • Per la scadenza odierna, la catena delle opzioni mostra un lieve skew rialzista, con call nell’area 6.940–6.945 trattate a volatilità implicita più elevata rispetto a put comparabili. Ciò suggerisce che gli investitori siano ancora disposti a pagare per esposizione al rialzo, pur gestendo in modo più attivo il rischio al ribasso.

Asset digitali

  • I mercati crypto mantengono un tono prudente in vista dei dati macro USA. Bitcoin si mantiene nell’area dei 60.000 dollari, mentre Ethereum scambia poco sopra i 2.000 dollari, con la maggior parte delle principali altcoin in lieve calo nell’ultima seduta. Il quadro resta dominato dal consolidamento più che da un trend definito, in attesa di maggiore chiarezza su inflazione e tassi.
  • Tra i veicoli crypto quotati, IBIT ed ETHA hanno chiuso in calo nell’ultima seduta, in linea con il tono più cauto del mercato. Tuttavia, i flussi sugli ETF indicano un posizionamento non unidirezionale. Il 10 febbraio IBIT ha registrato afflussi netti per circa 26,5 milioni di dollari, mentre gli ETF spot su Ether hanno segnato flussi complessivamente leggermente positivi, con ETHA invariato nella giornata. Il quadro suggerisce un coinvolgimento selettivo piuttosto che una capitolazione diffusa.
  • I flussi sulle opzioni indicano un approccio “gestire il ribasso mantenendo l’esposizione”. L’elevata attività su put di Coinbase e MicroStrategy segnala un rafforzamento delle coperture sulle azioni legate alle criptovalute, mentre acquisti selettivi di call su titoli infrastrutturali mostrano che l’opzionalità rialzista di lungo periodo resta ricercata.
  • Nel complesso, il messaggio dagli asset digitali è di prudenza, non di stress: il posizionamento è marginalmente più difensivo, ma la domanda strutturale tramite ETF e investitori istituzionali rimane solida.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury USA sono scesi nuovamente, anche a causa delle deboli vendite al dettaglio di gennaio. Il rendimento del Treasury a 2 anni è tornato verso i minimi del range, chiudendo martedì a 3,45%, in calo di tre punti base. Il minimo di chiusura del ciclo dal 2022 resta il 3,424% di metà ottobre. Il rendimento del decennale di riferimento è sceso di quasi sei punti base al 4,14%, minimo di chiusura da metà gennaio. I Treasury attendono il report sull’occupazione USA di gennaio in uscita oggi e il CPI di venerdì.
  • Anche i rendimenti dei titoli di Stato europei sono scesi negli ultimi giorni, con il rendimento dello Schatz tedesco a 2 anni in calo di un ulteriore punto base martedì, poco sotto il 2,07%, mentre il mercato nelle ultime settimane ha iniziato a prezzare una bassa probabilità di tagli dei tassi BCE entro fine anno, pur ritenuti ancora improbabili.
  • I mercati giapponesi sono rimasti chiusi mercoledì.

Materie prime

  • L’oro si mantiene sopra USD 5.050 dopo vendite al dettaglio USA deboli che hanno rafforzato le attese di tagli dei tassi da parte della Fed, spingendo al ribasso dollaro e rendimenti dei Treasury in vista del report sul lavoro di gennaio, pubblicato oggi con ritardo. Una resistenza tecnica si colloca in area USD 5.090; una rottura al rialzo potrebbe aprire la strada verso USD 5.140, livello del 61,8% di ritracciamento dell’ultima correzione. Nel frattempo, la volatilità dell’argento continua a ridursi, con un’azione dei prezzi più ordinata anche a Shanghai in vista della lunga pausa per il Capodanno lunare.
  • Il petrolio tratta in rialzo, con il Brent nuovamente sopra USD 69, sostenuto da un moderato premio per il rischio legato alle tensioni in Medio Oriente. Gli Stati Uniti hanno segnalato la possibilità di sequestrare petroliere che trasportano greggio iraniano, mentre il presidente Trump ha minacciato l’invio di un’ulteriore portaerei in caso di fallimento dei colloqui sul nucleare con l’Iran. Separatamente, il report settimanale API ha mostrato un aumento di 13,4 milioni di barili nelle scorte di greggio USA; l’attenzione si sposta ora sull’aggiornamento mensile OPEC.
  • Nel comparto agricolo, la soia è salita, il mais è rimasto stabile e il grano ha perso terreno dopo l’ultimo report WASDE, focalizzato sulle scorte finali previste per Stati Uniti e mondo nella stagione 2026–27. Pur lasciando invariata la stima sulle esportazioni, l’USDA ha osservato che la Cina potrebbe aumentare gli acquisti di soia USA nonostante la forte concorrenza del raccolto record brasiliano e prezzi di esportazione più bassi. Le scorte globali di grano sono diminuite per la prima volta in sette mesi, partendo da un massimo quadriennale, ma l’ampia disponibilità continua a pesare sui prezzi.

Valute

  • Lo yen si è rafforzato nuovamente in modo generalizzato martedì e nella sessione asiatica di mercoledì, nonostante la chiusura dei mercati giapponesi. USDJPY è sceso fino a rompere al ribasso quota 153,00 ai minimi della sessione asiatica di mercoledì, prima di trovare supporto, mentre EURJPY è crollato fino a 182,22, avvicinandosi al minimo dell’anno di 181,76 segnato a fine gennaio.
  • Il dollaro USA ha mostrato un andamento misto martedì e nelle prime ore di mercoledì, mentre lo yen era al centro dell’attenzione. EURUSD è tornato sopra 1,1900 dopo una breve fase di consolidamento del rally di lunedì, mentre AUDUSD ha testato l’area sopra 0,7100, segnando un nuovo massimo da inizio 2023 a 0,7128 prima di incontrare resistenza e tornare in area 0,7100 nella tarda sessione di Sydney di mercoledì. I trader sul dollaro attendono i dati chiave USA: oggi il report sul lavoro di gennaio e venerdì il CPI.

Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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