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Rapida panoramica del mercato – 12 febbraio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 12 febbraio 2026


Driver e catalizzatori di mercato

  • Azioni: i listini statunitensi hanno chiuso invariati dopo i dati sul lavoro; l’Europa ha toccato un nuovo record grazie alla forza dell’energia rispetto alla tecnologia; l’Asia ha registrato lievi rialzi sostenuta dal supporto della Cina.
  • Volatilità: VIX sotto controllo; attenzione ai dati macro e all’asta; lieve skew rialzista.
  • Asset digitali: fase di consolidamento sensibile al quadro macro; deflussi dagli ETF.
  • Obbligazioni: i rendimenti dei Treasury USA salgono dopo il solido report sull’occupazione. Forte domanda sui titoli giapponesi a lunga scadenza mentre la curva dei JGB si appiattisce.
  • Valute: lo yen si rafforza nuovamente, poi consolida. USD misto dopo il rafforzamento seguito ai dati sul lavoro USA.
  • Materie prime: lo zucchero crolla per lo shock della domanda legato ai farmaci dimagranti; oro e petrolio seguono macro e geopolitica.
  • Eventi macro: richieste settimanali di sussidi di disoccupazione USA; asta del Tesoro USA su T-bond a 30 anni.

Principali notizie macro

  • Negli USA sono stati creati 130.000 posti di lavoro a gennaio 2026, ben oltre i 48.000 rivisti di dicembre e i 70.000 attesi. La sanità ha aggiunto 82.000 posti, l’assistenza sociale 42.000 e le costruzioni 33.000. Il manifatturiero è cresciuto di 5.000 unità. I posti federali sono diminuiti di 34.000 e le attività finanziarie di 22.000. Gli altri settori hanno mostrato variazioni limitate. Le revisioni del BLS hanno ridotto i nonfarm payrolls di 862.000 unità a marzo 2025, oltre gli 825.000 attesi ma meno dei 911.000 iniziali. Il quadro suggerisce un mercato del lavoro più debole e solleva dubbi sulla sostenibilità della crescita occupazionale di gennaio.
  • L’inflazione annua in Cina è scesa allo 0,2% a gennaio 2026 dallo 0,8% di dicembre, sotto lo 0,4% previsto. I prezzi alimentari sono calati dello 0,7%, l’inflazione non alimentare è rallentata allo 0,4% e l’inflazione core è salita allo 0,8%, il livello più basso degli ultimi sei mesi. Su base mensile il CPI è rimasto allo 0,2%, sotto lo 0,3% atteso.
  • Negli USA, a gennaio, le retribuzioni orarie medie nel settore privato non agricolo sono aumentate di 15 centesimi (0,4%) a 37,17 dollari, oltre lo 0,3% previsto. Le retribuzioni dei lavoratori della produzione e non supervisori sono cresciute di 12 centesimi (0,4%) a 31,95 dollari. Su base annua, i salari sono saliti del 3,7%, superando il 3,6% atteso.
  • I prezzi alla produzione in Giappone sono saliti del 2,3% su base annua, il ritmo più lento da maggio 2024, in calo dal 2,4% di dicembre e in linea con le attese. I costi si sono moderati in diversi settori, mentre i prezzi di chimica e metalli sono rimasti deboli. Su base mensile l’inflazione è salita allo 0,2%.
  • Trump starebbe valutando l’uscita dall’accordo commerciale nordamericano, aumentando l’incertezza nei colloqui tra USA, Canada e Messico. Avrebbe chiesto ai suoi collaboratori informazioni su un eventuale ritiro, ma senza confermare piani concreti; un funzionario della Casa Bianca ha definito infondate le speculazioni.

Principali appuntamenti macro (orari in GMT)

07:00 – PIL Regno Unito 4° trim.
07:00 – Produzione manifatturiera UK dic.
07:00 – Bilancia commerciale visibile UK dic.
09:00 – Rapporto mensile sul mercato petrolifero dell’IEA
13:30 – Richieste iniziali e continue di sussidi di disoccupazione USA
13:30 – Vendite di case esistenti USA gennaio
15:30 – Variazione settimanale scorte di gas naturale EIA
18:00 – Asta del Tesoro USA su T-bond a 30 anni

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Hermes, L’Oreal, Applied Materials, Siemens, Arista Networks, Unilever, Softbank Group, Anheuser-Busch InBev, British American Tobacco, Vertex Pharmaceuticals, Brookfield, Agnico Eagle Mines, Howmet Aerospace, Airbnb, Vale, Mercedes Benz, Japan Tobacco, KBC Group, American Electric Power, Zoetis, Coinbase
  • Gio: Safran, Enbridge, NatWest, Tokio Marine Holdings, Japan Post Bank, TC Energy, Cameco 

Azioni

  • USA: chiusura mista per Wall Street: l’S&P 500 è rimasto invariato a 6.941,47, il Dow ha perso lo 0,1% a 50.121,40 e il Nasdaq ha ceduto lo 0,2% a 23.066,47. I mercati hanno assorbito un report occupazionale di gennaio superiore alle attese, con 130.000 nuovi posti contro circa 70.000 previsti e un tasso di disoccupazione in calo al 4,3%, mentre le revisioni al ribasso hanno limitato l’entusiasmo. Micron è balzata del 9,9% grazie alla scarsità di memoria legata alla domanda AI; Zillow è crollata del 16,5% dopo risultati e outlook deludenti; Shopify ha perso il 6,7% per utili sotto le attese nonostante l’autorizzazione a un buyback da 2 miliardi di dollari. Nell’after hours, Cisco ha ceduto il 7,6% per la compressione dei margini dovuta ai maggiori costi della memoria. L’attenzione si sposta ora su inflazione e nuove trimestrali.
  • Europa: listini complessivamente stabili: lo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,1% a un record di 621,58, mentre l’Euro STOXX 50 ha perso lo 0,2% a 6.035,64. A trainare sono stati i settori legati alle materie prime, con energia e minerari in rialzo, mentre la tecnologia ha sottoperformato tra i rinnovati timori che l’AI possa comprimere i ricavi software. Siemens Energy è salita dell’8,4% dopo utili quasi triplicati grazie alla forte domanda di reti e turbine; Heineken ha guadagnato il 4,4% su un ampio piano di taglio costi; Ahold Delhaize è balzata dell’11,5% grazie a solide vendite negli USA; Dassault Systèmes è crollata del 20,8% per guidance debole. Con i rendimenti USA in rialzo, il focus resta su trimestrali e indicazioni sul percorso dei tassi in primavera.
  • Asia: mercati asiatici in lieve progresso, guidati da Hong Kong: l’Hang Seng ha guadagnato lo 0,3% a 27.266,38 e il Nikkei 225 lo 0,4% a 57.903,00; lo Shanghai Composite è salito dello 0,1% a 4.131,98, mentre il CSI 300 ha perso lo 0,2% a 4.713,82. Il sentiment è migliorato dopo che la People’s Bank of China ha ribadito il sostegno alla domanda interna; l’inflazione più debole ha rafforzato le attese di ulteriori stimoli. SenseTime è salita del 2,9% dopo l’inclusione nell’MSCI China Index; Minth Group ha guadagnato l’1,5% grazie al messaggio pro-domanda; SMIC ha perso il 2,2% dopo aver avvertito che la scarsità di memoria legata all’AI sta generando comportamenti di panico. Il mercato attende nuovi passi concreti di politica economica e dati sul credito.

Volatilità

  • La volatilità resta contenuta, ma i mercati sono in modalità “event-watch”. Il VIX ha chiuso a 17,65 l’11 febbraio, un livello che segnala cautela più che stress; l’indice Cboe SKEW è sceso a 143,78, indicando un ridimensionamento del premio per il rischio di coda rispetto ai recenti picchi. Gli investitori restano esposti, ma non compiacenti.
  • I dati USA di oggi, incluse le richieste iniziali di sussidi e le vendite di case esistenti, insieme all’asta dei Treasury a 30 anni, potrebbero influenzare le attese sui tassi e il sentiment azionario. Dopo la sorpresa positiva sul lavoro a inizio settimana, il mercato è sensibile a ogni dato che possa modificare il percorso della Fed.
  • I prezzi delle opzioni implicano un movimento atteso per l’S&P 500 di circa ±62 punti (circa ±0,9%) in vista della scadenza settimanale di venerdì, segnalando un rischio evento misurato ma rilevante.
  • Skew (scadenza odierna): la catena delle opzioni mostra un lieve skew rialzista, con call leggermente più care rispetto alle put equivalenti at-the-money. Gli investitori sembrano quindi disposti a pagare per partecipare a ulteriori rialzi piuttosto che coprirsi aggressivamente da un ribasso immediato.

Asset digitali

  • Gli asset digitali continuano a muoversi in linea con il sentiment macro. Il Bitcoin oscilla in area 67.000 dollari, mentre ethereum tratta intorno a 1.950 dollari, entrambi faticando a mantenere slancio rialzista dopo dati sul lavoro USA più forti del previsto che rafforzano la narrativa di tassi “higher for longer”.
  • I flussi sugli ETF confermano un tono prudente. L’11 febbraio gli ETF spot su bitcoin negli USA hanno registrato deflussi netti, inclusi circa -73 milioni di dollari da IBIT; anche gli ETF spot su ethereum hanno segnato riscatti netti, con ETHA intorno a -29 milioni. Non si tratta di capitolazione, ma di riduzione selettiva del rischio.
  • Le altcoin mostrano un andamento misto, senza un trend definito. Solana si mantiene intorno a 80 dollari e XRP a 1,38 dollari, in una fase di consolidamento più che di deciso risk-on. Anche le azioni legate al comparto crypto hanno subito pressioni, coerentemente con un taglio dell’esposizione high beta piuttosto che con una rotazione aggressiva nel settore.
  • Nel complesso, il mercato degli asset digitali appare prudente ma ordinato: le posizioni vengono ricalibrate, non abbandonate.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury USA sono saliti dopo il report sull’occupazione di gennaio superiore alle attese, che ha evidenziato forti aumenti dei payrolls privati e un calo del tasso di disoccupazione. Il rendimento del Treasury a 2 anni è salito fino a nove punti base mercoledì dai minimi recenti, per poi ripiegare leggermente e chiudere a 3,51%. Il rendimento del benchmark a 10 anni è balzato dai minimi intraday sotto il 4,12% fino al 4,20% dopo il report. L’asta sul decennale ha mostrato una domanda tiepida.
  • I rendimenti dei titoli di Stato europei hanno ignorato il balzo dei Treasury: il rendimento del Schatz tedesco a 2 anni ha cancellato il rialzo intraday e chiuso marginalmente in calo sotto il 2,07%, il livello più basso da inizio dicembre.
  • In Giappone la curva dei titoli di Stato si è appiattita nettamente, con il rendimento del 2 anni vicino ai massimi del ciclo intorno all’1,31%, quasi invariato rispetto alla chiusura precedente, mentre i titoli a 30 e 40 anni sono stati nuovamente oggetto di forti acquisti. Il rendimento del JGB a 30 anni è sceso di oltre otto punti base fino a circa il 3,42% nelle ultime ore di Tokyo, il livello più basso da oltre un mese e ben sotto il picco del 3,876% di tre settimane fa.

Materie prime

  • I Future sullo zucchero sono scesi a un minimo quinquennale di 13,5 centesimi/libbra, più che dimezzati rispetto al picco di novembre 2023 sopra i 28 centesimi/libbra. Pesano le prospettive di un raccolto record in Brasile, destinato ad ampliare il surplus globale, e il rischio di coperture da parte dei produttori. La flessione è stata accentuata anche dal rallentamento più marcato del previsto dei consumi negli USA e in altre economie sviluppate, in parte legato alla crescente diffusione dei farmaci dimagranti GLP-1, che riducono l’appetito per lo zucchero.
  • L’oro ha ripiegato da oltre 5.100 USD e l’argento da oltre 86 USD dopo dati sul lavoro USA più forti del previsto, che hanno ridotto le attese di tagli imminenti della Fed, sostenendo dollaro e rendimenti obbligazionari. Il rinnovato focus sui dati economici suggerisce una certa normalizzazione dopo il recente picco di volatilità; inoltre, l’imminente Capodanno lunare in Cina potrebbe attenuare appetito per il rischio e liquidità.
  • Il Brent è tornato brevemente sopra 70 USD con l’acuirsi delle tensioni tra USA e Iran, per poi arretrare dopo che il presidente Trump ha espresso preferenza per una soluzione negoziata con Teheran. Ulteriore pressione è arrivata dall’aumento dell’offerta USA: l’EIA ha segnalato un incremento di 8,5 milioni di barili nelle scorte di greggio la scorsa settimana, insieme a maggiori scorte di benzina, riflettendo una mobilità più debole nel periodo invernale.

Valute

  • Lo yen si è rafforzato nuovamente tra la fine di mercoledì e l’inizio della sessione asiatica di giovedì, prima che emergessero vendite dopo l’avvicinamento di USDJPY ai recenti minimi. Il cambio è sceso fino a 152,27 (minimo recente e livello più basso da ottobre, vicino al 152,10 di fine gennaio) per poi risalire a 153,50 nella tarda sessione di Tokyo, con scambi volatili. EURJPY ha toccato il minimo dell’anno sotto 181,00, segnando 180,85 prima di rimbalzare verso area 182,00.
  • Il dollaro USA è rimbalzato con forza dopo i dati sul lavoro, ma il movimento si è rapidamente attenuato. EURUSD è sceso da 1,1900 a sotto 1,1840, per poi recuperare in chiusura verso 1,1880, prima di un nuovo modesto rafforzamento del biglietto verde nella sessione asiatica di giovedì.
  • AUDUSD ha recuperato rapidamente dopo i forti dati USA di mercoledì. Dopo una discesa sotto 0,7075, il cambio è rimbalzato segnando un nuovo massimo ciclico poco sotto 0,7150, per poi tornare sotto 0,7120 nelle prime ore di giovedì.

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