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Rapida panoramica del mercato – 13 febbraio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 13 febbraio 2026


Fattori chiave e catalizzatori di mercato

  • Azioni: I timori legati al settore tech hanno colpito i listini USA; l’Europa ha ripiegato per prese di profitto; Asia contrastata con Hong Kong in calo e Cina stabile.
  • Volatilità: CPI come principale catalizzatore; volatilità implicita di breve termine elevata; skew su livelli alti.
  • Asset digitali: BTC/ETH in trading range; IBIT/ETHA in calo; debolezza tra le azioni legate alle criptovalute.
  • Obbligazioni: I Treasury USA hanno svolto il ruolo di bene rifugio, con forti acquisti e rendimenti in calo mentre l’azionario arretrava.
  • Valute: Si attenua la forza dello JPY; il USD accelera sostenuto dalla domanda di beni rifugio.
  • Materie prime: Debolezza diffusa in un contesto di risk-off legato all’AI; i cereali rappresentano un’eccezione positiva.
  • Eventi macro: CPI USA di gennaio.

Principali notizie macro

  • Le vendite di case esistenti negli Stati Uniti sono scese dell’8,4% a gennaio 2026 a 3,91 milioni, al di sotto delle attese (4,18 milioni) e al livello più basso da settembre 2024. Le scorte invendute sono diminuite a 1,22 milioni di unità. Nonostante una migliore accessibilità grazie alla crescita salariale e a tassi sui mutui più bassi, l’offerta resta limitata. Il Dr. Lawrence Yun ha sottolineato che le condizioni meteorologiche rendono meno chiara l’interpretazione del calo.
  • Giappone e Stati Uniti restano distanti sulle priorità di finanziamento del veicolo d’investimento da 550 miliardi di dollari previsto dall’accordo commerciale bilaterale, secondo il ministro del Commercio giapponese Ryosei Akazawa. Non è ancora stata presa alcuna decisione su quali progetti finanziare né sulle tempistiche di annuncio, mentre proseguono i negoziati in vista della visita negli USA del Primo Ministro Sanae Takaichi a marzo.
  • L’economia del Regno Unito è cresciuta dello 0,1% nel quarto trimestre 2025, sotto le attese dello 0,2%. La produzione è aumentata dell’1,2% e il manifatturiero dello 0,9%, mentre i servizi sono rimasti stagnanti e le costruzioni sono calate del 2,1%. Su base annua il PIL è salito dell’1,0%, sotto l’1,2% previsto; per l’intero 2025 la crescita è stata dell’1,3%, in aumento rispetto all’1,1% del 2024.
  • L’avanzo delle partite correnti della Germania è stato pari a 16,1 miliardi di euro a dicembre 2025, pressoché invariato rispetto ai 16,2 miliardi dell’anno precedente. L’avanzo commerciale è sceso a 8,6 miliardi di euro per effetto di importazioni cresciute più rapidamente delle esportazioni; in calo anche l’avanzo dei redditi primari. Il deficit dei servizi si è ampliato, mentre quello dei redditi secondari si è ridotto. L’avanzo complessivo del 2025 è diminuito nettamente a 197,4 miliardi di euro dai 251,5 miliardi del 2024.
  • Il Presidente USA Trump starebbe valutando una riduzione di parte dei dazi su acciaio e alluminio, secondo il FT.

Principali appuntamenti macro (orari GMT)

07:30 – CPI Svizzera gennaio
10:00 – Occupazione Eurozona Q4
13:30 – CPI USA gennaio

Trimestrali questa settimana

  • Oggi: Safran, Enbridge, NatWest, Tokio Marine Holdings, Japan Post Bank, TC Energy, Cameco

Trimestrali la prossima settimana

  • Lunedì: BHP Group
  • Martedì: Medtronic, Palo Alto Networks, Cadence Design Systems, Republic Services, Antofagasta, Vulcan Materials, EQT, DTE Energy, FirstEnergy, Devon Energy
  • Mercoledì: Analog Devices, Booking Holdings, Glencore, Carvana, BAE Systems, DoorDash, Moody’s, Orange
  • Giovedì: Walmart, Alibaba, Nestlé, Airbus, Rio Tinto, Deere, Newmont, Zurich Insurance, Constellation Energy, Southern Company, Quanta Services, Targa Resources
  • Venerdì: Air Liquide, Warner Brothers Discovery, Anglogold Ashanti, Ango American, Danone
 

Azioni

  • USA: Il Dow Jones Industrial Average ha perso l’1,3% a 49.451,98, lo S&P 500 è sceso dell’1,6% a 6.832,76 e il Nasdaq Composite ha ceduto il 2,0% a 22.597,15. Gli investitori hanno ridotto l’esposizione a tecnologia e trasporti per il riemergere dei timori di “disruption” legata all’AI, in attesa del CPI di gennaio in uscita venerdì, atteso in rallentamento intorno al 2,5% annuo sia per l’indice headline sia per il core. Cisco ha perso il 12,3% per margini inferiori alle attese, AppLovin è scesa del 19,7% nonostante i risultati, e Dell ha lasciato sul terreno il 9,1% dopo che Lenovo ha segnalato tensioni sulle memorie; in controtendenza Equinix (+10,4%) grazie a solide prospettive di ricavi legate ai data center AI.
  • Europa: Lo STOXX Europe 600 ha perso lo 0,5% a 618,52 e il FTSE 100 lo 0,7% a 10.402,44, con gli investitori che hanno preso profitto dopo una serie record, nonostante il flusso continuo di risultati societari. Operazioni straordinarie e guidance hanno guidato i movimenti: Schroders ha chiuso in rialzo di quasi il 29,0% dopo aver accettato un’OPA da 9,9 miliardi di sterline da parte di Nuveen, mentre il gruppo olandese dei pagamenti Adyen è crollato del 21,9% dopo un aggiornamento debole. Il gruppo logistico DSV ha perso il 10,5% su outlook sugli utili più prudente, mentre Legrand ha guadagnato il 3,0% dopo aver alzato i target di redditività. L’attenzione resta ora su nuove Trimestrali e sul dato sull’inflazione USA.
  • Asia: Borse asiatiche contrastate tra nervosismo globale sul tech e volumi ridotti per le festività. L’Hang Seng di Hong Kong ha perso lo 0,9% a 27.032,54 in vista del Capodanno Lunare, con Lenovo -4,6% e NetEase -4,1% dopo risultati deludenti; Alibaba ha ceduto lo 0,9% nonostante un’accelerazione sull’AI. Il Nikkei 225 giapponese ha chiuso invariato (0,0%) a 57.639,84 dopo aver toccato 58.000 intraday: Shiseido +15,8% su robuste previsioni di utili, Honda -3,5% dopo un aggiornamento più debole. La Cina continentale è stata più stabile, con lo Shanghai Composite in rialzo dello 0,1% a 4.134,02.

Volatilità

  • La volatilità resta elevata mentre gli investitori assimilano i recenti dati sull’inflazione USA e ricalibrano le aspettative sui tassi. Il VIX ha chiuso a 20,82 il 12 febbraio, mentre le misure a brevissimo termine come VIX1D (21,51) e VIX9D (19,80) indicano che il rischio evento nel breve è ancora prezzato. L’indice Cboe SKEW a 142,50 segnala inoltre una persistente domanda di protezione al ribasso, suggerendo portafogli ancora impostati in chiave difensiva dopo il recente ritracciamento.
  • Movimento atteso su SPX (scadenza settimanale): le opzioni prezzano circa ±65 punti, ovvero circa ±0,95%, entro la scadenza di questa settimana.
  • Controllo skew 0DTE (scadenza odierna): lieve skew rialzista, con volatilità implicita delle call intorno a 6.835 superiore a quella delle put comparabili, a indicare un certo posizionamento per un rimbalzo in chiusura.

Asset digitali

  • Gli asset digitali continuano a muoversi in linea con il sentiment di rischio globale. Il Bitcoin si mantiene intorno a 66.100 dollari e l’Ethereum a circa 1.930 dollari, mentre token a beta più elevato come Solana (~78 dollari) e XRP (~1,35 dollari) restano sotto pressione. Il tono è prudente più che di panico, ma il momentum si è chiaramente attenuato dopo dati USA più solidi e minori aspettative di tagli dei tassi nel breve.
  • La pressione è più evidente nei mercati quotati. IBIT (-3,2%) ed ETHA (-2,0%) sono in calo nella seduta, mentre azioni legate al mondo crypto come Coinbase (-7,9%) e MicroStrategy (-2,4%) registrano ribassi più marcati. Questa divergenza suggerisce che gli investitori azionari stiano riducendo l’esposizione più rapidamente rispetto ai detentori spot.
  • I flussi sugli ETF restano il prossimo segnale chiave. I dati più recenti indicano deflussi netti significativi sia dagli ETF spot su Bitcoin sia su Ethereum, rafforzando il tono difensivo. Una stabilizzazione o un ritorno a flussi in ingresso sarebbe probabilmente necessario per riportare il sentiment verso una fase di accumulo.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury USA sono scesi giovedì, a conferma del ruolo di bene rifugio in un contesto di forte debolezza dell’azionario. Il rendimento del 2 anni è calato di quasi cinque punti base al 3,47%, mentre il 10 anni è sceso di sei punti base al 4,11%, tornando sotto il 4,10% giovedì per la prima volta da inizio dicembre. Oggi è atteso il CPI USA di gennaio.
  • Il comparto high yield USA ha subito forti pressioni giovedì, con l’indicatore Bloomberg degli spread rispetto ai Treasury in allargamento di 12 punti base a 275 punti base, sui massimi dell’anno.
  • I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi si sono stabilizzati venerdì, poiché il rafforzamento dello JPY ha leggermente ridotto le attese di un imminente inasprimento della BoJ; le scadenze più lunghe dei JGB hanno chiuso in lieve rialzo dopo il recente brusco calo.

Materie prime

  • Il Bloomberg Commodity Index si avvia a una moderata flessione settimanale di circa l’1%, dopo che il clima di risk-off legato ai timori sull’AI ha indebolito l’appetito per il rischio e innescato una riduzione diffusa delle posizioni da parte di modelli sistematici e automatizzati. Le perdite più marcate si registrano nell’energia, guidata dal gas naturale (-8%) e dal gasolio (-3%). In calo anche metalli industriali e preziosi, con rame, alluminio, argento e platino in ribasso, mentre l’oro è poco variato, sostenuto da un posizionamento già leggero e da una domanda di fondo persistente. In controtendenza i cereali, in rialzo di circa il 2% nella settimana, trainati da grano e olio di soia. Altrove, il cacao ha esteso il forte calo, perdendo il 13% nella settimana e circa il 40% da inizio anno.
  • Oro e argento sono in recupero dopo aver registrato il maggiore calo giornaliero della settimana, nell’ambito di una più ampia correzione di Wall Street legata ai timori sull’impatto dell’AI sugli utili societari. Il movimento è stato amplificato da condizioni di liquidità ridotta, con operatori ancora scossi dal crollo storico di inizio mese.
  • L’argento ha nuovamente sopportato la pressione maggiore, con quadro tecnico di breve ancora debole e operatori cinesi che riducono l’attività in vista del Capodanno Lunare, che terrà i mercati chiusi per oltre una settimana.
  • Il petrolio si avvia verso la prima doppia flessione settimanale dell’anno in un contesto di mercati risk-off, timori di eccesso di offerta e premio per il rischio iraniano che continua a oscillare nel quadro dei prolungati colloqui USA–Iran; il Brent scambia sotto i 68 dollari dopo non essere riuscito a consolidare sopra i 70 dollari a inizio settimana.
  • I future sul grano sono saliti ai massimi degli ultimi tre mesi, sostenuti dalle preoccupazioni per il raccolto invernale USA e dalle ricoperture di posizioni corte da parte dei fondi dopo mesi di marcato posizionamento ribassista.

Valute

  • La forza dello yen si è attenuata venerdì in Asia mentre il dollaro USA si è rafforzato su tutta la linea, spingendo USDJPY lontano dal test dei minimi recenti in area 152,30 verso quota 153,00 e oltre; rimbalzo anche per altri cross dello JPY, con EURJPY risalito sopra 181,70 dopo un minimo a 181,22 nella seduta di venerdì.
  • Il USD è rimbalzato giovedì e nella notte, mostrando possibili segnali di domanda da bene rifugio in un contesto di forte pressione sul sentiment di rischio. EURUSD ha mostrato volatilità limitata con un lieve arretramento, mentre GBPUSD è tornato sotto 1,3600 sui minimi della sessione asiatica di venerdì dopo un massimo a 1,3671 giovedì. Anche l’AUD, tra le valute G10 più forti di recente, è stato sotto pressione generalizzata, scendendo verso 0,7050 sui minimi di venerdì dopo aver sfiorato 0,7150 giovedì.

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