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Rapida panoramica del mercato – 15 gennaio 2026

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Rapida panoramica del mercato – 15 gennaio 2026


Fattori trainanti e catalizzatori di mercato

  • Azionario: le azioni statunitensi sono scese per effetto delle trimestrali bancarie e della tecnologia; l'Europa ha chiuso su nuovi massimi, mentre Hong Kong è salita ancora grazie al settore tech sanitario
  • Volatilità: i rischi a breve termine dominano la valutazione della volatilità, con una persistente domanda di copertura al ribasso nonostante i livelli moderati del VIX
  • Asset digitali: il bitcoin si stabilizza, i flussi degli ETF mantengono il collegamento tra il sentiment cripto e l’azionario
  • Obbligazioni: i Treasury USA trovano supporto in un clima di avversione al rischio
  • Valute: lo JPY si indebolisce dopo il rafforzamento dovuto all'intervento verbale di mercoledì. Il USD si rafforza
  • Materie prime: petrolio e metalli in calo con il rischio di attacco in Iran e le preoccupazioni sui dazi in attenuazione
  • Eventi macro: Empire Manufacturing e Philly Fed Survey USA di gennaio

Titoli macroeconomici

  • I prezzi alla produzione USA sono saliti dello 0,2% a novembre, in linea con le attese. I prezzi dei beni sono aumentati dello 0,9% a causa dei costi energetici. Escludendo alimentari ed energia, i prezzi sono saliti dello 0,2%. Il core PPI è rimasto invariato, al di sotto del +0,2% previsto. Su base annua, l’inflazione alla produzione ha raggiunto il 3,0%, sopra il 2,7% atteso, con l’inflazione core anch’essa al 3,0%.
  • Trump ha dichiarato che la Groenlandia è vitale per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e per la NATO, citando la "Golden Dome". I ministri degli esteri di Danimarca e Groenlandia hanno incontrato JD Vance, mentre la Germania prevede l’invio di soldati in Groenlandia, secondo fonti multiple.
  • Trump ha imposto un dazio del 25% su alcuni chip AI, tra cui l’H200 di Nvidia e l’MI325X di AMD, per motivi di sicurezza nazionale. La misura mira a rafforzare la produzione statunitense di semiconduttori e ridurre la dipendenza da fornitori esteri, affrontando rischi economici e di sicurezza.
  • Le vendite al dettaglio USA sono aumentate dello 0,6% a novembre, il ritmo più alto da luglio, superando lo 0,4% atteso e rimbalzando dal -0,1% di ottobre. La crescita è stata trainata dalla ripresa nelle vendite auto e dallo shopping natalizio, con forti aumenti in articoli sportivi, negozi vari, carburante, materiali edili e auto. Le vendite utilizzate per il calcolo del PIL, al netto di alcune categorie, sono salite dello 0,4%.
  • Le vendite di case esistenti USA sono salite del 5,1% a dicembre, a 4,35 milioni di unità, il livello più alto in quasi tre anni, superando le attese. Le scorte sono calate del 18,1% a 1.180.000 unità, pari a un’offerta per 3,3 mesi. Il prezzo mediano è aumentato dello 0,4% a 405.400 dollari. Lawrence Yun della NAR ha segnalato miglioramenti nel quarto trimestre, con tassi ipotecari più favorevoli e una crescita dei prezzi più moderata in tutte le regioni.

Eventi macro in evidenza (orari GMT)

07:00 – Produzione manifatturiera Regno Unito (novembre)
07:00 – Bilancia commerciale beni visibili Regno Unito (novembre)
10:00 – Produzione industriale Eurozona (novembre)
13:30 – Richieste settimanali iniziali di sussidi di disoccupazione USA
13:30 – Empire Manufacturing USA (gennaio)
13:30 – Philly Fed Survey USA (gennaio)
13:30 – Richieste iniziali e continuative di sussidi di disoccupazione USA
15:30 – Variazione scorte gas naturale EIA
Interventi Fed: Goolsbee (13:30), Bostic (13:35), Barr (14:15) e Schmid (18:30)

Trimestrali

  • Oggi: TSMC, Morgan Stanley, Goldman Sachs, Blackrock
  • Venerdì: Reliance Industries

Azionario

  • USA: l’S&P 500 ha perso lo 0,5% a 6.926,6, il Nasdaq Composite è sceso dell’1,0% a 23.471,8, mentre il Dow ha ceduto lo 0,1% a 49.149,6. Gli investitori hanno valutato le prime trimestrali, vendite al dettaglio solide e un'inflazione all’ingrosso più moderata, ma il sentiment è rimasto cauto per via delle tensioni geopolitiche. Le banche sono scese dopo la proposta di Trump di limitare i tassi delle carte di credito e per rischi specifici. Wells Fargo ha perso il 4,6% su ricavi deboli, Bank of America è calata del 3,7% nonostante utili superiori alle attese, e Citigroup ha ceduto il 3,3% dopo aver segnalato un onere legato all’uscita pianificata dalla Russia. Anche la tecnologia ha pesato: Broadcom ha perso il 4,2% per le nuove restrizioni software legate alla Cina. Ora l’attenzione è sui prossimi report bancari e sulle comunicazioni della Fed.
  • Europa: lo STOXX 600 è salito dello 0,2% a 611,6, mentre il DAX tedesco ha perso lo 0,5% dopo una lunga serie di rialzi. Utility e sanità hanno guidato i rialzi, con gli investitori concentrati sulle notizie aziendali più che su quelle macro. RWE è salita del 2,3% e SSE del 2,0% dopo aver ottenuto contratti per eolico offshore nel Regno Unito, Orion è balzata del 12,0% grazie a una solida guidance per il 2026, e AstraZeneca ha guadagnato il 2,4% dopo l’accordo per l’acquisizione di Modella AI. Ora i mercati guardano alla prossima ondata di trimestrali e a eventuali segnali dalla Corte Suprema USA sui dazi di Trump.
  • Asia: l’Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,6% a 26.999, prolungando il rally guidato da consumi e internet. Stamattina, TSMC ha riportato ricavi e utili del quarto trimestre superiori alle attese, e una guidance per il primo trimestre sopra le stime medie degli analisti Bloomberg. Le azioni sono tuttavia scese leggermente, in quanto l’azienda ha segnalato di non poter soddisfare tutta la domanda di Nvidia e Broadcom, che potrebbero rivolgersi altrove. I mercati ora osservano le reazioni nelle filiere dei chip e il sentiment sul rischio asiatico più in generale.

Volatilità

  • La volatilità di mercato resta contenuta, ma i prezzi indicano che gli investitori non sono compiacenti. Il VIX ha chiuso a 16,75 mercoledì, mentre le misure a più breve scadenza sono rimaste più alte, segnalando una domanda continua di protezione nel breve su dati macro, trimestrali e notizie di politica monetaria. Lo skew rimane elevato, indicando che l’assicurazione al ribasso continua ad avere un premio anche se la volatilità implicita resta moderata. Le incertezze geopolitiche e politiche USA restano sullo sfondo, supportando un approccio di “restare investiti ma coprirsi selettivamente”.
  • Movimento implicito dallo skew (opzioni): il mercato prezza un movimento di circa ±36 punti (~±0,5%) per la scadenza odierna e di circa ±51 punti (~±0,7%) fino al 16 gennaio.
  • 0DTE skew: i put restano leggermente più cari dei call at-the-money, riflettendo una cautela al ribasso moderata, non paura eccessiva.

Asset digitali

  • Gli asset digitali si stanno stabilizzando, ma la fiducia resta fragile. Il bitcoin scambia intorno ai 96.500 USD, l’ether vicino ai 3.300 USD, mentre gli altcoin principali mostrano un andamento misto, segnalando una propensione selettiva al rischio più che un rally generalizzato. Per molti investitori, gli ETF restano la porta principale d’accesso: IBIT ed ETHA sono saliti, evidenziando quanto il sentiment cripto sia ora legato ai mercati azionari e alle condizioni di rischio generali.
  • Il principale catalizzatore di breve termine resta regolamentare. Il Comitato Bancario del Senato USA ha rinviato la discussione su una legge strutturale per il mercato cripto dopo le pressioni del settore, mantenendo alta l’incertezza politica. Questo ritardo riduce il rischio di ribassi immediati, ma prolunga anche l’incertezza, il che potrebbe frenare l'entusiasmo se le condizioni macro peggiorassero.

Obbligazioni

  • I titoli di Stato giapponesi hanno guadagnato terreno, facendo scendere il rendimento del JGB decennale di oltre tre punti base al 2,16%, dopo il massimo pluriennale raggiunto il giorno precedente.
  • I Treasury USA sono saliti moderatamente sul tratto lungo della curva, con il rendimento decennale che è sceso chiudendo intorno al 4,14% mercoledì, il primo close sotto il 4,15% nel 2026.

Materie prime

  • Le materie prime, dal petrolio ai metalli chiave, tra cui oro, argento, platino e rame, sono scese dopo che Trump ha segnalato una possibile pausa in un attacco all’Iran e dopo che gli USA hanno rinviato l’introduzione di dazi su minerali critici, alleviando un fattore che aveva recentemente spinto forti flussi di metalli verso gli Stati Uniti.
  • L’argento ha subito una forte inversione dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 93,75 USD, ma ha trovato supporto vicino ai minimi di martedì attorno a 86,50 USD, segnalando che il rally alimentato da momentum e scarsità di offerta continua ad attrarre speculatori, in particolare in Cina, dove i prezzi locali restano nettamente superiori rispetto a Londra e New York.
  • I prezzi del petrolio sono scesi per la prima volta in sei giorni grazie all’attenuarsi dei timori su interruzioni dell’offerta in Medio Oriente, dopo che Trump ha dichiarato di aver ricevuto rassicurazioni dall’Iran sul fatto che avrebbe interrotto la repressione dei manifestanti. Anche se la situazione resta fragile, il premio di rischio immediato si è ridotto. Intanto, l’EIA ha riportato il maggiore aumento delle scorte di greggio USA da novembre, spinto dalle importazioni salite al massimo da 14 mesi, esercitando una pressione relativa sul WTI rispetto al Brent.

Valute

  • USDJPY e altri incroci con JPY sono scesi ieri dopo interventi verbali contro la debolezza dello yen da parte delle autorità giapponesi. L’USDJPY è sceso fino a 158,10 mercoledì, per poi rimbalzare sopra 158,50 nella sessione di giovedì a Tokyo. L’EURJPY è rimbalzato a 184,50 da un minimo di 184,18.
  • Il dollaro statunitense è rimasto generalmente forte al di fuori delle dinamiche con lo yen, con l’EURUSD che ha testato livelli più bassi verso 1,1630 nella sessione asiatica di giovedì.

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