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Rapida panoramica del mercato – 16 gennaio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 16 gennaio 2026


Fattori trainanti e catalizzatori di mercato

  • Azionario: leggeri rialzi per USA ed Europa grazie al comparto chip e alle trimestrali, mentre l’Asia arretra sotto pressione delle politiche cinesi che penalizzano la tecnologia di Hong Kong.
  • Volatilità: il VIX resta basso; rischi guidati dai titoli, geopolitica in attenuazione
  • Asset digitali: Bitcoin in fase di consolidamento, Ether stabile, IBIT/ETHA in calo, rinvio della legge USA sulle crypto
  • Valute: JPY si rafforza più del già forte dollaro USA
  • Materie prime: il Bloomberg Commodity Index si avvicina al massimo del 2022 grazie ai rialzi di metalli preziosi ed energia, guidati da argento, oro e diesel.
  • Obbligazioni: il mercato dei Treasury USA resta in fase di stallo. Forte domanda per i corporate high yield statunitensi.
  • Eventi macro: produzione industriale USA di dicembre

Titoli macroeconomici

  • Accordo commerciale USA-Taiwan firmato giovedì per rafforzare la produzione di semiconduttori USA e ridurre i dazi. Taiwan Semiconductor Manufacturing costruirà stabilimenti in Arizona con un investimento di 250 miliardi di dollari. Gli Stati Uniti ridurranno i dazi sui beni taiwanesi al 15% ed esenteranno i produttori di chip in espansione.
  • Le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione negli USA sono scese di 9.000 a 198.000 nella settimana conclusasi il 10 gennaio, contro attese di 215.000, segnando il secondo livello più basso in due anni. Le richieste continuative sono scese di 19.000 a 1.884.000, in linea con le previsioni. Le richieste da parte dei dipendenti federali sono aumentate di 170 a 646 a causa dello shutdown del governo.
  • Il PIL della Germania è cresciuto dello 0,2% nel 2025, dopo un calo dello 0,5% nel 2024, trainato da maggiori consumi delle famiglie e spesa pubblica. Le esportazioni sono diminuite a causa dei dazi USA e della concorrenza estera. Il settore manifatturiero ha subito perdite, in particolare quello automobilistico, mentre l’edilizia ha risentito dell’aumento dei costi. I servizi hanno registrato risultati contrastanti, con supporto da commercio e trasporti.
  • L’indice NY Empire State Manufacturing è salito a 7,7 nel 2026, in netto rialzo rispetto al -3,7 di dicembre e sopra le attese. A gennaio sono aumentati ordini e spedizioni, mentre sono calati occupazione e orario medio lavorato. I prezzi degli input sono rimasti elevati, ma quelli di vendita sono rallentati. Gli investimenti in conto capitale sono aumentati per il terzo mese consecutivo e le aziende restano ottimiste sulle condizioni future.

Eventi macro in evidenza (orari GMT)

07:00 – CPI Germania (dicembre)
14:15 – Produzione Industriale USA (dicembre)
Interventi Fed: Collins (15:50), Bowman (16:00), e Jefferson (20:30)

Trimestrali

  • Oggi: Reliance Industries, PNC Financial, State Street
  • Prossima settimana
    • Martedì: Netflix, Interactive Brokers, 3M
    • Mercoledì: Johnson & Johnson, Charles Schwab
    • Giovedì: Visa, LVMH, SK Hynix, Procter & Gamble, GE Aerospace, Intel, Abbott Laboratories, Intuitive Surgical, KLA Tencor, Capital One Financial, Freeport McMoRan, CSX Corporation
    • Venerdì: SLB

Azionario

  • USA: lo S&P 500 è salito dello 0,3% a 6.944,5, il Nasdaq ha guadagnato lo 0,3% a 23.530,0, e il Dow è avanzato dello 0,6% a 49.442,4. Le azioni USA di Taiwan Semiconductor sono balzate del 4,4% grazie a previsioni positive e a un piano di spesa in conto capitale più ampio per il 2026, dando slancio alla filiera AI. Applied Materials ha guadagnato il 5,7% con un rinnovato interesse per i produttori di apparecchiature per chip. Anche il settore finanziario ha sostenuto il mercato: Morgan Stanley +5,8% grazie a utili superiori alle attese legati a un miglioramento delle operazioni di M&A, mentre BlackRock è salita del 5,9% dopo aver registrato un record negli asset in gestione. L’attenzione ora è rivolta alla prossima ondata di trimestrali e ai nuovi segnali sull’inflazione.
  • Europa: proseguono i rialzi per l’azionario europeo: lo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,5% a 614,6, l’Euro Stoxx 50 lo 0,6% a 6.041,1 e il DAX lo 0,3% a 25.352,4. I titoli legati ai semiconduttori hanno guidato i rialzi dopo l’aggiornamento di Taiwan Semiconductor, con ASML in crescita del 6%. Anche i finanziari hanno corso: Schroders +9,8% dopo l’upgrade dell’outlook sugli utili, Partners Group +7,7% grazie a nuovi asset consistenti. Gli investitori valutano anche i segnali di una timida crescita tedesca, con un occhio alle tensioni geopolitiche in Iran e Groenlandia. Ora il focus si sposta sulla prossima tornata di risultati societari europei e sui movimenti dei rendimenti obbligazionari.
  • Asia: mercati asiatici misti: il Nikkei 225 giapponese ha perso lo 0,4% a 54.110,0, lo Shanghai Composite cinese è sceso dello 0,3% a 4.112,6, l’Hang Seng di Hong Kong ha ceduto lo 0,3% a 26.923,6 e l’Hang Seng Tech è calato dell’1,4% a 5.828,4. Requisiti di margine più severi hanno raffreddato l’appetito per il rischio. Trip.com ha perso circa il 19% a seguito di un’indagine antitrust; Alibaba -2,1% e Kuaishou -2,9%, con la tecnologia in calo. Anche China Hongqiao ha perso l’1,2% in un contesto più prudente. Gli investitori osservano ora le possibili mosse di Pechino e i segnali di politica in vista del Capodanno lunare.

Volatilità

  • La volatilità resta contenuta in chiusura di settimana. Il VIX ($15,84 | -5,43%) è ulteriormente sceso giovedì e anche gli indicatori di volatilità a breve termine sono rimasti bassi, segnalando che gli investitori non stanno cercando coperture immediate. I mercati azionari continuano a salire lentamente, ma la calma apparente nasconde una crescente sensibilità alle notizie piuttosto che ai dati macro.
  • I principali elementi di instabilità restano politici e geopolitici. Il presidente della Federal Reserve Jerome Powell ha confermato l’esistenza di citazioni da parte del Dipartimento di Giustizia, mantenendo viva l’attenzione sulla credibilità della politica monetaria e l’indipendenza istituzionale. Le tensioni in Medio Oriente sembrano essersi parzialmente attenuate, riducendo la pressione sui mercati energetici. Il calendario macro odierno è leggero e i dati finali sull’inflazione tedesca difficilmente avranno un impatto significativo, a meno di sorprese.
  • Dal punto di vista delle opzioni, le attese implicite prevedono un movimento moderato per lo S&P 500. Per la scadenza odierna è previsto un movimento di circa ±32 punti, ovvero ±0,5%. Guardando in dettaglio la scadenza odierna, il pricing delle opzioni riflette un mercato equilibrato con una leggera inclinazione al rialzo, dato che le call sono leggermente più costose delle put intorno ai livelli attuali dell’indice.

Asset digitali

  • Gli asset digitali stanno consolidando i guadagni dopo il rimbalzo di metà settimana. Il Bitcoin è tornato in area 95.000 dollari dopo aver sfiorato i 97.000, mentre Ether resta stabile intorno ai 3.300 dollari. Le principali altcoin sono miste ma stabili: Solana si aggira sui 143 dollari, XRP intorno a 2,08 dollari, riflettendo un atteggiamento prudente da parte degli investitori, più che una vera pressione di vendita.
  • Le performance degli ETF riflettono questo raffreddamento del sentiment. IBIT ed ETHA hanno chiuso in calo, sottoperformando i prezzi spot, con gli investitori più selettivi dopo i recenti afflussi. La pausa sembra dovuta più all'incertezza normativa che all’andamento dei prezzi. Negli Stati Uniti, il dibattito su un importante disegno di legge sulla struttura del mercato crypto è stato rinviato dopo l’opposizione pubblica di Coinbase, smorzando l’ottimismo su una possibile chiarezza regolatoria.
  • Nel lungo periodo, le infrastrutture istituzionali continuano a svilupparsi. Il lancio di una piattaforma di regolamento tokenizzata da parte del London Stock Exchange Group dimostra come la finanza tradizionale stia continuando a lavorare verso una maggiore integrazione con gli asset digitali, anche in un contesto di sentiment volatile nel breve termine.

Obbligazioni

  • Vendite sui titoli di Stato giapponesi, con i rendimenti benchmark a 2 e 10 anni tornati vicini ai massimi di ciclo.
  • I rendimenti dei Treasury USA sono saliti leggermente, ma il mercato resta in una fase di letargo.
  • Elevata domanda per le obbligazioni corporate high yield statunitensi, con lo spread tra l’indice Bloomberg dei titoli high yield e i Treasury sceso a 253 punti base, livello più basso dal 2007.

Materie prime

  • Il Bloomberg Commodity Index, ora ribilanciato, si avvia a chiudere la settimana con un +1%, grazie ai rialzi nei metalli preziosi e nell’energia, che hanno compensato le perdite nell’agricoltura e il calo di fine settimana nei metalli industriali. A livello di singole materie prime, l’argento guida con un guadagno del 14%, seguito da diesel (+2,7%) e oro (+2,5%). Le perdite maggiori si registrano nel cacao (-7%), mais (-6%) e zucchero (-2,1%). Il settore energetico chiude la settimana con un +1%, sostenuto da gas naturale e prodotti raffinati.
  • Il petrolio ha perso un ulteriore 4,5% negli ultimi due giorni dopo che gli USA hanno annunciato di non voler attaccare l’Iran nell’immediato, riducendo il rischio di interruzioni gravi dell’offerta dal Medio Oriente. Gli Stati Uniti stanno comunque rafforzando la propria presenza militare nella regione, mantenendo un premio di rischio geopolitico residuo. Il Brent tratta intorno a 63,50 dollari, dopo aver toccato un picco a 67 dollari mercoledì.
  • L’argento continua ad attirare interesse speculativo, sia da parte di compratori che di venditori, con forti oscillazioni dei prezzi e condizioni di trading difficili. I segnali di alleggerimento nel mercato fisico stanno emergendo, con flussi in uscita dai magazzini COMEX verso l’Europa. Tuttavia, le difficoltà tra gli utenti industriali a gestire prezzi elevati potrebbero favorire una stabilizzazione futura. La domanda da parte degli speculatori cinesi resta forte, con i prezzi a Shanghai superiori di quasi 10 dollari rispetto a quelli di Londra.
  • Il rame HG è sceso a 5,85 dollari dopo aver toccato un nuovo massimo storico a 6,15 dollari a inizio settimana, a causa delle misure dei regolatori cinesi per limitare il trading ad alta frequenza e raffreddare la speculazione. Il giro di vite arriva in un momento in cui il rally inizia a pesare sulla domanda fisica in Cina, il maggiore consumatore mondiale.

Valute

  • Lo yen giapponese ha sovraperformato un dollaro USA già forte, risultando la valuta più solida nelle ultime 24 ore. Il cambio USDJPY è sceso verso l’area chiave di 158,00 durante la sessione asiatica di venerdì, prima di rimbalzare sopra 158,40. L’EURJPY è sceso sotto 184,00, respingendo il recente breakout sopra 185,00 dove era stato registrato il massimo storico a 185,57.
  • EURUSD e GBPUSD sono scesi verso minimi locali. Giovedì l’EURUSD è passato sotto 1,1600 per la prima volta da inizio dicembre, avvicinandosi alla media mobile a 200 giorni (attualmente a 1,1589). Il GBPUSD ha toccato un nuovo minimo annuale sotto 1,3400, con un minimo a 1,3363 prima di stabilizzarsi. Anche qui, il movimento ha portato il cambio sotto la sua media a 200 giorni, a 1,3406.

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