I CFD sono strumenti complessi e presentano un rischio significativo di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Il 64% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con BG SAXO. È importante considerare se si comprende come funzionano i CFD e se si è in grado di correre l’elevato rischio di perdere denaro.
POLITICA SUI COOKIE
I nostri siti web utilizzano i cookie per offrire all'utente una migliore esperienza di navigazione, abilitando, ottimizzando e analizzando le operazioni del sito, nonché per fornire contenuti pubblicitari personalizzati e consentire la connessione ai social media. Scegliendo "Accetta tutto" si acconsente all'utilizzo dei cookie e al relativo trattamento dei dati personali. Selezionare "Gestisci consenso" per gestire le preferenze di consenso. È possibile modificare le proprie preferenze o revocare il proprio consenso in qualsiasi momento tramite la pagina della politica sui cookie. Si prega di consultare la nostra cookie policy e la nostra privacy policy.
Azioni: i titoli statunitensi sono scesi a causa dell’aumento dei rendimenti; in Europa si è registrato un rialzo grazie a dati macroeconomici migliori del previsto, mentre in Asia si è verificato un ritracciamento dopo una forte serie di rialzi.
Volatilità: VIX stabile, ma la svendita dei metalli aumenta la tensione; attesa per i dati macro e i payroll USA.
Asset digitali: le criptovalute restano sotto pressione; BTC ed ETH si avvicinano ai minimi di diversi mesi.
Valute: il dollaro USA ha recuperato terreno dopo una forte debolezza recente, sulla scia della nomina da parte di Trump di Kevin Warsh come prossimo presidente della Fed.
Materie prime: il rally storico dei metalli si è trasformato in un crollo altrettanto storico: l’argento ha perso il 37% e l’oro è in calo del 18% da giovedì.
Obbligazioni: i Treasury statunitensi si comportano come un rifugio sicuro mentre i metalli preziosi crollano e il sentiment di rischio si indebolisce.
Eventi macro: ISM manifatturiero USA (gennaio), annuncio sui tassi da parte della RBA australiana (martedì mattina).
Notizie macroeconomiche principali
Trump ha nominato Kevin Warsh per sostituire Jerome Powell alla guida della Fed, una scelta interpretata dai mercati come segnale di un approccio più disciplinato e cauto al processo di allentamento monetario.
I prezzi alla produzione negli USA sono aumentati dello 0,5% a dicembre, superando le aspettative. Rimbalzo dei servizi e balzo dei metalli non ferrosi, mentre il diesel è calato. Il PPI core è salito dello 0,7%. L’inflazione annua si è mantenuta al 3%, con quella core in rialzo al 3,3%, entrambe superiori alle previsioni.
L’indice PMI manifatturiero della Cina è sceso a 49,3 a gennaio 2026 da 50,1, deludendo le attese. L’attività delle fabbriche si è indebolita, con calo degli ordini, produzione più lenta e vendite estere in calo. I prezzi degli input sono saliti più rapidamente, i prezzi di vendita sono aumentati di nuovo, mentre la fiducia delle imprese ha toccato un minimo di sei mesi.
Oro e argento hanno esteso il crollo storico insieme alle azioni, mentre gli asset che avevano performato meglio a gennaio sono finiti sotto forte pressione di vendita dopo l’inversione di rotta di venerdì. Il Bitcoin, già debole per tutto il mese, è sceso ulteriormente verso i 75.000 USD, minimo da dieci mesi, con l’attenzione rivolta alle grandi posizioni detenute da Strategy Inc. di Michael Saylor e dagli investitori tramite ETF.
Taylor Rehmet, candidato democratico per un seggio al Senato del Texas in un distretto conservatore vicino a Dallas, ha vinto il ballottaggio sabato con oltre 11 punti di vantaggio, dopo una sconfitta di 17 punti nel 2024, segnando la prima vittoria democratica in quel seggio dal 1983. Ha superato anche un intervento tardivo di Donald Trump in una corsa vista come indicativa per le elezioni di metà mandato di quest’anno.
Eventi macro principali (orari in GMT)
15:00 – ISM manifatturiero USA (gennaio) 03:30 – Annuncio sui tassi della RBA (Australia)
Trimestrali
Oggi: Palantir, Disney
Martedì: AMD, Merck, Pepsico, Amgen, Pfizer
Mercoledì: Alphabet, Eli Lilly, AbbVie, Novartis, Novo Nordisk, Uber, Qualcomm, UBS, Boston Scientific, ARM Holdings
Giovedì: Amazon.com, Shell, Linde, Unilever, KKR
Venerdì: Toyota, Philip Morris
Azioni
USA: le azioni statunitensi sono scese venerdì, con i rendimenti dei Treasury in aumento e il dollaro più forte che hanno pesato sull’appetito per il rischio dopo la nomina da parte di Trump di Kevin Warsh alla guida della Fed, rafforzando l’aspettativa di un approccio più prudente sui tagli ai tassi. S&P 500 e Dow Jones hanno perso lo 0,4%, mentre il Nasdaq è sceso dello 0,9%, con tecnologia, materiali e comunicazioni tra i settori più penalizzati. Apple ha guadagnato lo 0,5% grazie alla sua relativa difensività, mentre Visa ha perso il 2,9% e American Express l’1,8% per effetto dei tassi più alti. L’energia è stata mista, con ExxonMobil in rialzo dello 0,8% e Chevron del 3,4%, sostenute dai prezzi del petrolio. Tutti i principali indici hanno chiuso gennaio in territorio positivo, mantenendo l’attenzione sui prossimi dati sull’inflazione.
Europa: le borse europee hanno chiuso gennaio in forte rialzo grazie a dati di crescita migliori del previsto nell’Eurozona. Lo STOXX 50 ha guadagnato l’1% e lo STOXX 600 lo 0,6% dopo che il PIL del quarto trimestre ha mostrato una crescita dello 0,3%, battendo le attese e riducendo i timori di recessione. Banche e tecnologia in testa ai guadagni: Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, ASML e SAP hanno registrato rialzi tra il 2% e il 4% grazie alla rotazione verso i titoli ciclici. Adidas è salita di quasi il 4% dopo aver annunciato ricavi record nel 2025. Male i titoli minerari, con Anglo American, Glencore e Rio Tinto in calo tra il 2,5% e il 2,7% a causa della riduzione dell’esposizione ai metalli.
Asia: le azioni di Hong Kong sono crollate venerdì, chiudendo una serie di sette rialzi consecutivi, mentre i futures USA si sono indeboliti in attesa della decisione sulla leadership della Fed. L’indice Hang Seng ha perso il 2,1%, ovvero 581 punti, chiudendo a 27.387, con i titoli dei consumi e della tecnologia in calo di oltre il 2%. CK Hutchison ha ceduto il 4,8%, mentre Zijin Gold, Zhaojin Mining, CSPC Pharma e Geely Auto sono scesi per effetto del calo del sentiment di rischio. Nonostante il ritracciamento, l’indice ha guadagnato il 2,4% nella settimana e il 6,9% a gennaio, grazie ai segnali di stabilizzazione del settore immobiliare di Hong Kong. L’attenzione ora si sposta sul supporto politico, inclusi i report secondo cui la Cina potrebbe emettere 200 miliardi di CNY in obbligazioni per ricapitalizzare le compagnie assicurative.
Volatilità
Gli indicatori di volatilità sui mercati azionari suggeriscono calma, ma movimenti più profondi raccontano una storia diversa. Il VIX ha chiuso a 17,44, mentre le misure implicite a brevissimo termine (VIX1D a 16,40; VIX9D a 15,69) indicano una sensibilità ai dati di breve periodo più che un panico generalizzato. Allo stesso tempo, i metalli preziosi hanno subito forti correzioni nelle ultime sessioni: oro in calo significativo e argento in caduta libera dopo i massimi storici. Questa svendita dei metalli si è propagata agli asset rischiosi globali, colpendo azioni e materie prime mentre le posizioni a leva vengono liquidate e aumentano i margini richiesti, aggiungendo un ulteriore livello di volatilità oltre le misure tradizionali.
In settimana, le pubblicazioni macroeconomiche, in particolare ISM manifatturiero, JOLTs, dati ADP e infine i nonfarm payrolls di venerdì, si affiancano a un fitto calendario di trimestrali, creando potenziali catalizzatori per variazioni nel sentiment. Sulla base dei prezzi attuali delle opzioni, l’S&P 500 è atteso muoversi di circa ±108 punti (±1,55%) entro venerdì 6 febbraio. La struttura delle opzioni SPX per questa scadenza mostra una modesta call-skew intorno a quota 6.900, segnalando una domanda contenuta per coperture a ribasso estremo, ma senza segnali di compiacenza.
Asset digitali
Gli asset digitali hanno esteso la loro impostazione “risk-off” dopo un weekend volatile. Il Bitcoin è sceso verso l’area dei 76.000 USD, mentre Ethereum ha perso terreno fino ai bassi 2.200 USD, in un contesto di debolezza generalizzata tra le principali altcoin come Solana e XRP. Parte della pressione deriva dalla liquidazione di posizioni a leva durante il weekend, dinamica che tende ad amplificare i movimenti in presenza di bassa liquidità.
I flussi sugli ETF continuano a giocare un ruolo chiave nel definire il sentiment degli investitori. I dati recenti mostrano deflussi costanti dagli ETF spot crypto statunitensi: IBIT ha mostrato una relativa resilienza, mentre ETHA ha registrato riscatti più significativi, contribuendo al tono più debole su Ethereum.
Per gli investitori, il focus è meno sulla volatilità di breve termine e più sul posizionamento. Il calo dei prezzi combinato con i deflussi dagli ETF suggerisce cautela piuttosto che capitolazione. Finché i flussi non si stabilizzeranno e l’incertezza macro sui tassi USA e le condizioni di liquidità non diminuirà, i mercati crypto resteranno strettamente legati al sentiment di rischio globale.
Obbligazioni
I Treasury statunitensi trovano supporto, forse in parte grazie alla nomina dell’ex governatore Fed Kevin Warsh, ma anche a fronte di un netto deterioramento del sentiment di rischio e del crollo dei metalli preziosi. Questi ultimi erano stati recentemente considerati una potenziale copertura contro inflazione e incertezza, alternativa ai Treasury, ipotesi ora smentita. Il rendimento del Treasury a 2 anni ha chiuso in calo venerdì e ha proseguito la discesa di altri due punti base nella sessione asiatica di lunedì, toccando il 3,50% per la prima volta da quasi tre settimane. Il rendimento del benchmark a 10 anni è rimasto pressoché invariato venerdì, per poi scendere leggermente lunedì al 4,21%, avvicinandosi al livello chiave del 4,20% che ha rappresentato il massimo della fascia di oscillazione per mesi, tra fine 2025 e gennaio.
I titoli di Stato giapponesi hanno vissuto una sessione tranquilla lunedì, con il rendimento del JGB a 2 anni in salita di oltre due punti base, mentre il mercato valuta l’esito delle elezioni per la Camera bassa giapponese previste per domenica. I titoli a più lunga scadenza sono invece rimasti pressoché invariati.
Materie prime
Il rally storico dei metalli preziosi si è trasformato in un crollo altrettanto drammatico venerdì, con estensioni lunedì, mentre i trader continuano a smontare una posizione eccessivamente affollata e sbilanciata. L’argento, in particolare, aveva attirato investitori retail e professionali per mesi, finché il movimento è diventato parabolico e disancorato dai fondamentali. Questa dinamica ha poi innescato una correzione violenta, con flussi in uscita che hanno travolto un mercato poco liquido. Sebbene la nomina di Kevin Warsh sia stato il catalizzatore iniziale, il crollo è stato amplificato da vendite a cascata sui future, legate alla liquidazione di posizioni in ETF e opzioni. Il rischio di ulteriori ondate di vendita resta elevato, in particolare mentre Shanghai (motore del recente supporto) registra forti perdite, e i future sull’argento sono attualmente limit-down e sospesi.
I prezzi del petrolio sono scesi a causa dell’effetto contagio del crollo dei metalli, aggravato da dichiarazioni di Donald Trump secondo cui Washington è in trattativa con l’Iran. Con sondaggi sfavorevoli, una possibile escalation militare, che farebbe salire i prezzi della benzina, appare improbabile in vista delle elezioni di metà mandato di novembre, dove il tema del potere d’acquisto sarà centrale. Il Brent è sceso sotto i 66 USD dopo aver brevemente superato i 70 USD venerdì.
Valute
La nomina dell’ex governatore Fed Kevin Warsh ha sostenuto il dollaro USA, considerato meno “dovish” rispetto ad altri candidati. Il biglietto verde ha proseguito il recupero venerdì, chiudendo la settimana in rialzo rispetto ai minimi toccati in precedenza, a seguito dei commenti critici di Trump sulla recente debolezza del dollaro. EURUSD è scambiato poco sopra 1,1850, vicino ai livelli di chiusura di venerdì e ben distante dal picco di 1,2081 toccato all’inizio della settimana. USDJPY ha incontrato resistenza a 155,51 durante la sessione asiatica di lunedì, per poi scendere sotto quota 154,00 nelle prime ore della sessione europea.
AUDUSD scambia a 0,6927, tra le valute più deboli di lunedì, probabilmente a causa del proseguimento della correzione dei prezzi dei metalli dopo l’elevata volatilità registrata su oro e argento. La Reserve Bank of Australia si riunisce martedì, con il mercato che attribuisce una probabilità del 75% a un rialzo dei tassi, il primo dal 2023.
Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.
Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce un consiglio di investimento o un'offerta o sollecitazione ad acquistare o vendere qualsiasi valuta, prodotto o strumento finanziario, effettuare investimenti o partecipare a una particolare strategia di trading.
BG SAXO, e in generale il Gruppo Saxo Bank, forniscono servizi esecutivi, pertanto tutte le operazioni sono effettuate sulla base di decisioni autonome di investimento da parte dei clienti. Commenti di mercato e ricerche sono forniti solo a scopo informativo e non devono essere intesi come consulenza o come una raccomandazione di investimento. Il presente contenuto può riflettere l’opinione personale dell’autore e pertanto può essere soggetto a cambiamento senza preavviso. Riferimenti a specifici prodotti finanziari sono forniti a solo scopo illustrativo e possono servire a chiarire argomenti di educazione finanziaria. Il presente contenuto non è assimilabile ad alcuna forma di produzione o diffusione di ricerca in materia di investimenti e pertanto non è stato preparato conformemente ai requisiti giuridici volti a promuovere l’indipendenza della ricerca e non vi è alcun divieto di negoziazione prima della sua diffusione.
La Capogruppo Saxo può collaborare con società partner che remunerano Saxo per le attività promozionali effettuate sulla propria piattaforma. In particolare, alcuni accordi prevedono il pagamento di retrocessioni, a fronte all'acquisto da parte dei clienti di specifici prodotti offerti dalle società partner.
Prima di prendere qualsiasi decisione di investimento, è opportuno che l'utente valuti la propria situazione finanziaria, le proprie esigenze e i propri obiettivi. L'utente si assume la responsabilità di valutare, in modo indipendente, la precisione e la completezza delle informazioni ivi contenute e il relativo utilizzo. Il Gruppo Saxo non garantisce l'accuratezza o la completezza delle informazioni fornite e non assume alcuna responsabilità per eventuali errori, omissioni, perdite o danni derivanti dall'uso di queste informazioni.
Il trading può generare sia profitti che perdite. In particolare, il trading su strumenti finanziari complessi e i prodotti a leva può essere molto speculativo e i profitti e le perdite possono fluttuare rapidamente e pertanto rappresentare un rischio significativo. Il trading speculativo non è adatto a tutti gli utenti e tutti i destinatari dovrebbero valutare se possiedono tutte le informazioni per comprendere il funzionamento di tali prodotti e i relativi rischi, al fine di assumere consapevoli decisioni di investimento. Eventuali informazioni riportate che si riferiscano a rendimenti non devono essere interpretate come indicazioni di rendimenti futuri o di garanzia di conservazione del capitale investito ma come indicazioni di rendimenti realizzati in passato. La performance passata non è un indicatore affidabile della performance futura. Alcune delle informazioni contenute nel presente documento possono essere basate su stime e proiezioni del Gruppo Saxo Bank e pertanto gli utenti non dovrebbero fare eccessivo affidamento su di esse.