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Rapida panoramica del mercato – 20 gennaio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 20 gennaio 2026


Fattori e catalizzatori di mercato

  • Azioni: Calo dei mercati azionari in Europa e a Hong Kong per timori legati ai dazi; mercati USA chiusi.
  • Volatilità: rischio legato ai titoli, dazi sulla Groenlandia, attenzione su Davos
  • Asset digitali: tono risk-off, BTC vicino a 91.000 USD, altcoin in flessione, afflussi selettivi su IBIT/ETHA
  • Valute: JPY in indebolimento a causa delle tensioni nel mercato obbligazionario giapponese. Anche USD debole per il clima di avversione al rischio legato alla geopolitica.
  • Materie prime: L’oro brilla mentre azioni e obbligazioni vacillano; il gas naturale si impenna per l'ondata artica in arrivo.
  • Obbligazioni: Forte pressione sui titoli di stato giapponesi a lunga scadenza, con conseguente nervosismo diffuso e contagio parziale sui Treasury USA.
  • Macro: Indice ZEW tedesco di gennaio

Notizie macro principali

  • Pressione crescente sui titoli di Stato giapponesi. I rendimenti dei titoli a lunga scadenza hanno superato di gran lunga le consuete escursioni giornaliere: il rendimento del titolo benchmark a 30 anni è salito di oltre 25 punti base al 3,87%, nuovo record da quando è stato lanciato negli anni '90. Il rendimento del JGB a 10 anni è aumentato di 8 punti base, raggiungendo il 2,34%, il livello più alto da decenni. Questi movimenti rappresentano un segnale per il governo giapponese: i nuovi tagli fiscali e le promesse di spesa rischiano di destabilizzare le finanze pubbliche e richiederanno un intervento di politica economica a breve.
  • Il primo ministro giapponese Takaichi convocherà elezioni anticipate il 23 gennaio 2025, con voto previsto per l’8 febbraio. L’obiettivo è porre fine a politiche fiscali troppo restrittive e avviare una spesa strategica.
  • L'inflazione in Canada è salita al 2,4% a dicembre 2025, dal 2,2%, superando le attese. L’aumento è legato a riduzioni di GST e HST, con impatti su alimentari, alcolici e giocattoli. Rallenta invece l’inflazione nei costi abitativi e dei trasporti. L’inflazione core è scesa al minimo da un anno al 2,5%.
  • L’FMI ha rivisto al rialzo la crescita globale al 3,3%, grazie alla resilienza dell’attività economica e agli investimenti in intelligenza artificiale, ma ha avvertito dei rischi legati a correzioni di mercato e tensioni geopolitiche. Le previsioni di crescita includono: 2,6% per gli USA, 1,3% per l’Eurozona e 4,5% per la Cina.
  • L’inflazione dell’Eurozona è scesa all’1,9% a dicembre 2025, sotto il target BCE del 2%, probabilmente mantenendo invariati i tassi di interesse. I prezzi dell’energia sono calati bruscamente, mentre l’inflazione core è scesa al minimo da quattro mesi, al 2,3%. Calo dell’inflazione in Germania, Francia e Spagna, leggero aumento in Italia. L’indice core CPI è salito dello 0,3% su base mensile. Anche l’inflazione core UE è scesa al 2,5%.

Calendario macro - principali eventi (orari in GMT)

07:00 – Tasso di disoccupazione ILO Regno Unito
10:00 – Indice ZEW Germania (gennaio)
13:30 – Indice Phily Fed Attività Non-Manifatturiera

Trimestrali

  • Oggi: Netflix, Interactive Brokers, 3M
  • Mercoledì: Johnson & Johnson, Charles Schwab
  • Giovedì: Visa, LVMH, SK Hynix, Procter & Gamble, GE Aerospace, Intel, Abbott Laboratories, Intuitive Surgical, KLA Tencor, Capital One Financial, Freeport McMoRan, CSX Corporation
  • Venerdì: SLB
 

Azioni

  • USA: I mercati azionari e obbligazionari statunitensi sono rimasti chiusi lunedì per la festività di Martin Luther King Jr.
  • Europa: Vendite sui mercati europei lunedì a causa del ritorno delle preoccupazioni sui dazi. Euro STOXX 50 in calo dell’1,7% a 5.925,82 e STOXX 600 giù dell’1,2% a 607,06. Il comparto auto ha sofferto: BMW ha perso il 3,7% per il rischio export, mentre Rheinmetall è salita dell’1,0% grazie all’interesse verso la difesa. Bayer è balzata del 7,0% dopo la decisione della Corte Suprema USA di esaminare il caso Roundup. Si attende ora se le contromisure UE passeranno dalle parole ai fatti.
  • Asia: L’indice Hang Seng di Hong Kong ha perso l’1,1% a 26.563,90, seguendo il clima risk-off innescato dalle nuove minacce tariffarie USA. Il PIL cinese del quarto trimestre è cresciuto del 4,5%, il livello più basso in tre anni, pesando sui settori sensibili alla crescita. Xiaomi è scesa dell’1,7%, SMIC del 2,8%, mentre gli investitori riducono l’esposizione tech in attesa di segnali politici da Pechino e della riapertura dei mercati USA.

Volatilità

  • La volatilità di mercato aumenta con la riapertura dei mercati after hours USA dopo la festività di Martin Luther King Jr., mentre gli investitori rivalutano i rischi geopolitici e di policy più che reagire a nuovi dati macro. La disputa sulla Groenlandia e le dichiarazioni sui dazi USA verso l’Europa riportano il rischio titoli in primo piano, mentre il Forum Economico Mondiale a Davos (19–23 gennaio) potrebbe offrire ulteriori segnali su politica e commercio. In questo contesto, resta forte la domanda di copertura al ribasso.
  • Movimento atteso SPX (questa settimana): i prezzi delle opzioni implicano un range di circa ±1,0% (±72 punti) entro il 23 gennaio.
  • Indicatore di skew (scadenza odierna): la protezione al ribasso continua a essere più costosa di quella al rialzo, segno di una cautela persistente degli investitori, senza però panico.

Asset digitali

  • Pressione persistente sugli asset digitali, con un chiaro tono risk-off. Il Bitcoin è sceso nell’area 90.000–91.000 USD, l’Ether ha scambiato vicino a 3.100 USD, e principali altcoin come Solana e XRP hanno registrato cali. La flessione sembra guidata da fattori macro, in particolare le tensioni geopolitiche legate alla Groenlandia e ai dazi commerciali.
  • Detto ciò, i dati sui flussi ETF dell’ultima sessione USA completa (venerdì) indicano acquisti selettivi nei ribassi, piuttosto che un abbandono generalizzato: IBIT ha registrato afflussi netti, mentre ETHA ha attratto nuovi capitali, mantenendo i flussi aggregati sugli ETF su ether leggermente positivi. Con i mercati USA chiusi lunedì, i dati ufficiali potrebbero essere in ritardo, ma il posizionamento generale riflette cautela, non fuga.

Obbligazioni

  • Forte pressione martedì sui titoli di Stato giapponesi, concentrata sul tratto lungo della curva, che ha subito un accentuato steepening. Il rendimento del JGB a 2 anni è rimasto quasi invariato, mentre quello a 10 anni è salito di ben 8 punti base. L’asta di titoli a 20 anni tenutasi a Tokyo ha mostrato domanda debole. I rendimenti a 30 e 40 anni sono saliti di oltre 25 punti base, evidenziando una perdita di fiducia nei confronti della disciplina fiscale del governo, alla luce dei recenti annunci di tagli fiscali e nuove spese in vista delle elezioni anticipate dell’8 febbraio. Una risposta di policy potrebbe essere anticipata.
  • Vendite anche sui Treasury USA martedì, trascinati dalla pressione sui titoli giapponesi. Il rendimento del decennale ha superato venerdì il livello chiave del 4,20% e ha guadagnato altri cinque punti base in Asia, raggiungendo il 4,27%. Il rendimento del T-bond trentennale è salito di sei punti base al 4,90%, massimo da settembre scorso.

Materie prime

  • L’oro ha toccato un nuovo record sopra i 4.700 USD, mentre l’argento ha fatto una pausa dopo aver sfiorato i 95 USD, in scia alla linea aggressiva dell’amministrazione Trump verso partner internazionali, in particolare con nuove minacce tariffarie legate alla Groenlandia. Le preoccupazioni sull’indipendenza della Fed e sull’affidabilità del dollaro e dei Treasury USA, alla luce del crescente debito fiscale, sostengono la domanda di asset rifugio, apprezzati per l’assenza di rischio emittente e la loro funzione storica di riserva di valore.
  • Il rame scambia sotto i 6 USD, senza riuscire a partecipare al rally degli asset reali, a causa di timori sulla domanda cinese dopo i recenti massimi. Ulteriori pressioni derivano da un giro di vite sulla speculazione ad alta frequenza, mentre le scorte monitorate dalle borse (NY, Londra, Shanghai) sono ai massimi da otto anni, attenuando i timori sull’offerta. Rischi simili legati alla domanda industriale potrebbero iniziare a pesare anche sull’argento, ora vicino a 95 USD.
  • I future sul gas naturale USA sono saliti del 19% da venerdì dopo una revisione delle previsioni meteo di fine gennaio, ora più fredde con aria artica attesa sulla costa est. I contratti di febbraio sono rimbalzati sopra i 3,7 USD dopo aver toccato i 3 USD la settimana scorsa, evidenziando l’elevata volatilità stagionale legata al meteo.

Valute

  • Lo yen giapponese si è indebolito per la crisi di fiducia sul mercato obbligazionario interno, anche se il movimento non è stato disordinato come quello dei titoli governativi a lunga scadenza. USDJPY è tornato sopra l’area chiave di 158,00, spingendosi fino a 158,45. Il dollaro USA è risultato più debole, favorendo un recupero più marcato di EURJPY, passato da un minimo di 182,63 a un massimo di 184,88 in Asia martedì. La riunione della Bank of Japan è attesa per venerdì.
  • Al di fuori di USDJPY, il dollaro USA è in calo su sentiment di rischio debole. Parte della debolezza potrebbe essere legata alle tensioni geopolitiche, con il presidente Trump in rotta con l’Europa sul tema Groenlandia, tra ipotesi di annessione forzata. EURUSD è tornato verso 1,1670 in Asia, mentre AUDUSD è salito a 0,6730, massimo da oltre una settimana.

Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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