Rapida panoramica del mercato – 22 gennaio 2026
Rapida panoramica del mercato – 22 gennaio 2026
Fattori e catalizzatori di mercato
- Azioni: Wall Street ha registrato un forte rimbalzo; l’Europa si è stabilizzata dopo un avvio incerto; in Asia performance mista con recupero del settore tech a Hong Kong.
- Volatilità: VIX in calo, lo stress a breve si attenua ma il rischio titoli persiste.
- Asset digitali: Bitcoin vicino a 90.000 USD, Ethereum stabile, le crypto restano indietro rispetto alle azioni.
- Valute: USD in ripresa grazie all’allentamento dei timori sui dazi USA-Europa; AUD in forte rialzo dopo un solido report sul lavoro.
- Materie prime: L’oro mantiene il suo ruolo di bene rifugio, mentre la domanda di riscaldamento spinge al rialzo diesel e gas naturale.
- Obbligazioni: Nuovo rally per i titoli di Stato giapponesi. Anche i Treasury USA hanno guadagnato terreno.
- Eventi macro: Spese personali USA (novembre) e fiducia dei consumatori Eurozona (gennaio).
Notizie macro principali
- Il clima geopolitico si è raffreddato dopo che Trump ha rinunciato ai dazi contro l’Europa e ha annunciato un accordo quadro con il segretario generale della NATO Mark Rutte sulla Groenlandia, escludendo così misure punitive verso i Paesi europei. In precedenza, durante il World Economic Forum di Davos, Trump aveva dichiarato che non avrebbe cercato di acquisire la Groenlandia con la forza, mentre la Danimarca ha ribadito il rifiuto di avviare negoziati su un eventuale passaggio dell’isola agli USA.
- L’occupazione australiana di dicembre è aumentata di 65.200 unità contro attese di +27.000, e il tasso di disoccupazione è sceso al 4,1% (vs. 4,3% atteso). Questo ha portato a un forte rialzo dei rendimenti a breve in Australia, alimentando le aspettative di un possibile rialzo dei tassi da parte della RBA già nella prossima riunione di febbraio.
- Le vendite di case in attesa negli USA sono calate del 9,3% a dicembre 2025, il peggior dato da aprile 2020, interrompendo una serie di quattro mesi consecutivi di aumenti. Il calo ha riguardato tutte le regioni, in particolare Midwest (-14,9%) e West (-13,3%), con una flessione annua del 3,0%. L’economista della NAR, Lawrence Yun, ha citato bassa offerta e acquirenti esitanti come principali motivi del calo.
- I prezzi alla produzione in Canada sono scesi dello 0,6% su base mensile, segnando la contrazione più marcata degli ultimi sette mesi, complice il calo dei prezzi dell’energia e del petrolio. In calo anche il legname, mentre i metalli non ferrosi sono saliti. Su base annua, i prezzi alla produzione sono cresciuti del 4,9% a dicembre 2025, rispetto al 5,9% di novembre.
- Il surplus commerciale del Giappone è sceso a 105,7 miliardi di JPY, al di sotto dei 357 miliardi attesi. A dicembre 2025, le esportazioni sono cresciute del 5,1% a/a a 10.411,5 miliardi JPY, mentre le importazioni sono aumentate del 5,3% a 10.305,8 miliardi JPY, evidenziando una forte domanda di fine anno.
Calendario macro - eventi principali (orari in GMT)
09:00 – Decisione tassi Norvegia (atteso inalterato)
13:30 – USA Richieste settimanali di sussidi di disoccupazione
15:00 – USA Spese personali novembre
15:00 – Eurozona Fiducia consumatori gennaio
Trimestrali
- Oggi: Visa, LVMH, SK Hynix, Procter & Gamble, GE Aerospace, Intel, Abbott Laboratories, Intuitive Surgical, KLA Corp, Capital One Financial, Freeport McMoRan, CSX Corporation
- Venerdì: SLB
Azioni
- USA: Il Dow Jones ha guadagnato l’1,2% a 49.077,23, lo S&P 500 è salito dell’1,2% a 6.875,62 e il Nasdaq Composite è avanzato dell’1,2% a 23.224,82, in un ampio rimbalzo dopo le vendite del giorno precedente. Il miglioramento del sentiment è legato all’allentamento delle tensioni sui dazi USA-Europa. I titoli a piccola capitalizzazione hanno guidato i rialzi, con il Russell 2000 in aumento del 2,0% a 2.698,17. Halliburton ha guadagnato il 4,1% grazie a utili superiori alle attese, United Airlines è salita del 2,2% dopo risultati e guidance 2026 migliori del previsto, Apple è avanzata dello 0,4% su voci di un importante aggiornamento di Siri, mentre Netflix ha perso il 2,2% per margini in calo e la sua offerta per Warner.
- Europa: L’Euro STOXX 50 ha perso lo 0,2% a 5.882,88, mentre lo STOXX Europe 600 è rimasto invariato a 602,67, con le incertezze iniziali legate alla politica USA che si sono attenuate nel corso della giornata. Deboli i titoli software e dati, con SAP in calo dell’1,5% tra dubbi sull’impatto dell’IA generativa sui prezzi, ed Experian in calo del 4,9% nonostante una solida crescita dei ricavi sottostanti. Burberry è salita del 5,0% dopo vendite festive superiori alle attese, Rio Tinto ha guadagnato il 5,2% grazie a dati produttivi robusti. L’attenzione resta su Davos e sulla prossima ondata di trimestrali.
- Asia: L’indice Hang Seng di Hong Kong è salito dello 0,4% a 26.585,06, il Kospi sudcoreano dello 0,5% a 4.909,93, mentre il Nikkei 225 giapponese ha perso lo 0,4% a 52.774,64 e l’ASX 200 australiano lo 0,4% a 8.782,90. A Hong Kong il sentiment è migliorato grazie a misure dei regolatori contro la volatilità e le comunicazioni ingannevoli, favorendo il recupero dei settori tech e consumer. China Vanke è salita del 4,6% dopo l’accordo dei creditori per rinviare il rimborso di un bond da 1,1 miliardi di yuan, ASMPT ha guadagnato il 4,3% mentre esplora opzioni strategiche, Alibaba è avanzata del 2,2% e SMIC del 3,7% con un generale ritorno di appetito per il tech.
Volatilità
- La volatilità è ulteriormente calata dopo il rimbalzo delle azioni di ieri, ma i prezzi riflettono ancora un atteggiamento prudente. Il VIX ha chiuso a 16,9, mentre indicatori molto a breve come il VIX1D sono scesi intorno a 12, segno che lo stress immediato si è ridotto. Tuttavia, il VIX a 9 giorni resta vicino a 15,9, indicando che gli investitori restano vigili sul rischio titoli, in particolare su geopolitica, retorica commerciale e dati USA in arrivo.
- In base ai prezzi attuali delle opzioni, lo S&P 500 è atteso in un range di circa ±57 punti (±0,8%) entro venerdì, evidenziando un rischio contenuto ma ancora significativo.
- Indicatore skew 0DTE (scadenza odierna): le opzioni call risultano leggermente più care delle put attorno ai livelli attuali dell’indice. Questa skew invertita indica che gli investitori stanno pagando di più per esporsi al rialzo di breve che per proteggersi da crolli immediati, un pattern comune dopo rimbalzi rapidi quando la fiducia migliora ma resta fragile.
Asset digitali
- Gli asset digitali si stanno stabilizzando insieme ai mercati più ampi, ma continuano a sottoperformare rispetto alle azioni. Il Bitcoin si mantiene vicino a 90.000 USD, l’Ethereum sopra i 3.000 USD, e principali altcoin come Solana e XRP mostrano lievi rialzi. Il tono generale è costruttivo ma cauto, con i guadagni che non seguono pienamente il rally azionario.
- Per gli investitori, il segnale chiave resta nei flussi degli ETF. I recenti deflussi dagli ETF spot su Bitcoin ed Ethereum, inclusi IBIT ed ETHA, indicano che la domanda istituzionale non è ancora tornata in modo sostenuto. Questo aiuta a spiegare la volatilità dei movimenti di prezzo. Fino a che i flussi non si stabilizzeranno o torneranno positivi, i rally crypto resteranno probabilmente guidati dalla liquidità più che dalla convinzione.
Obbligazioni
- I titoli di Stato giapponesi hanno trovato nuovo supporto giovedì, con rendimenti in calo sulle scadenze lunghe, in particolare sui benchmark a 10 e 30 anni. Il decennale è sceso di altri 4 punti base al 2,24%, ora 12 punti sotto il picco di martedì. Il trentennale ha recuperato ulteriore terreno, scambiando in calo di 5 punti base intorno al 3,68% a fine seduta a Tokyo. I rendimenti a breve restano stabili, con poche aspettative di un rialzo tassi nella riunione BoJ di venerdì.
- I Treasury USA hanno registrato un moderato rally mercoledì, forse sostenuti dalla stabilizzazione del mercato obbligazionario giapponese. Il rendimento del 2 anni resta appena sotto il 3,60%, mentre il decennale è sceso sotto il 4,25% dai massimi sopra il 4,30% di martedì.
Materie prime
- L’oro ha mantenuto il suo status di bene rifugio, nonostante il clima geopolitico si sia lievemente disteso dopo l’annuncio dell’accordo “quadro” sulla Groenlandia. Tuttavia, il discorso di Trump a Davos ha confermato un contesto globale in cambiamento, a sostegno della domanda di asset reali. L’oro ha ritracciato solo 60 USD di un rally di quasi 300 USD iniziato venerdì. Goldman Sachs ha alzato la previsione di fine anno a 5.400 USD.
- L’argento ha registrato un calo più marcato, ma le perdite sono state limitate da una forte domanda retail in Turchia, India e Cina, con i compratori disposti a pagare premi elevati mentre le raffinerie faticano a soddisfare la domanda. Tuttavia, il rischio di una riduzione della domanda industriale potrebbe rallentare la salita. Il rapporto oro-argento resta un indicatore chiave.
- Il petrolio resta stabile nella parte alta del range corrente, con il WTI sopra i 60 USD e il Brent sopra i 65 USD, sostenuti da un +7% settimanale dei prezzi dei distillati, grazie al freddo record negli USA che aumenta la domanda di diesel e combustibili da riscaldamento. Il gas naturale continua il rally, toccando 5,30 USD, in rialzo del 70% da venerdì.
Valute
- Il dollaro USA ha recuperato leggermente mercoledì dopo il tono più conciliatorio di Trump sulla Groenlandia e sui dazi verso l’UE. EURUSD è sceso sotto 1,1700, trattando a 1,1690 in tarda sessione asiatica giovedì dopo un minimo a 1,1670.
- USDJPY in forte rialzo per la debolezza dello yen, nonostante il rally dei titoli giapponesi non abbia portato sollievo alla valuta. Il cross ha toccato i massimi di seduta a 158,85 in Asia giovedì. EURJPY ha testato nuovi massimi storici sopra 185,50.
- AUD in forte rialzo su tutti i fronti grazie ai dati solidi sul lavoro (vedi sopra). AUDUSD ha superato 0,6800 nella sessione asiatica di giovedì, massimo da ottobre 2024. Le probabilità di un rialzo tassi da 25 pb alla prossima riunione RBA del 3 febbraio sono salite oltre il 50% dopo questi dati.