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Rapida panoramica del mercato – 23 febbraio 2026

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Rapida panoramica del mercato – 23 febbraio 2026


Fattori chiave e catalizzatori di mercato

  • Azioni: listini in rialzo negli Stati Uniti e in Europa sulle notizie relative ai dazi, mentre Hong Kong arretra con il raffreddamento del comparto tecnologico e tensioni geopolitiche ancora elevate.
  • Volatilità: future USA in calo, future sul VIX in rialzo, incertezza legata ai dazi.
  • Asset digitali: debolezza guidata dal contesto macro, distribuzione da parte delle “whale”, liquidazioni di posizioni a leva, divergenza nei flussi ETF.
  • Obbligazioni: Treasury USA volatili venerdì dopo la sentenza della Corte Suprema sui dazi; rendimenti in calo lunedì nelle prime fasi di contrattazione.
  • Valute: dollaro USA debole; JPY in rafforzamento generalizzato dopo l’annuncio di nuovi dazi da parte di Trump in sostituzione di quelli annullati dalla Corte Suprema.
  • Materie prime: oro e argento in forte rialzo lunedì, dopo il significativo rally di venerdì.
  • Eventi macro: indice IFO tedesco di febbraio; intervento del membro Fed Waller.

Principali notizie macro

  • Dopo che la Corte Suprema ha annullato i dazi più ampi imposti dal Presidente Trump, quest’ultimo intende aumentare i dazi globali dal 10% al 15% su una nuova base giuridica. Crescono inoltre le preoccupazioni per una possibile azione militare contro l’Iran, in un contesto di stallo nei colloqui sul nucleare, che dovrebbero riprendere giovedì a Ginevra.
  • L’economia statunitense è cresciuta dell’1,4% nel quarto trimestre 2025 secondo la prima stima preliminare, ben al di sotto del 3% previsto, con consumi in rallentamento e spesa pubblica in calo a causa dello shutdown. Gli investimenti fissi sono aumentati. Nel 2025 l’economia è cresciuta del 2,2%, in diminuzione rispetto al 2,8% del 2024.
  • L’indice dei prezzi PCE negli USA è salito dello 0,4% a dicembre 2025, oltre le attese, con aumenti sia nei beni sia nei servizi. Anche il PCE core è cresciuto dello 0,4%. Su base annua l’inflazione PCE ha raggiunto il 2,9% e quella core il 3%, entrambe superiori alle previsioni. Si tratta dell’indicatore d’inflazione preferito dalla Fed.
  • L’Università del Michigan ha rivisto leggermente al ribasso le aspettative di inflazione a un anno negli USA al 3,4% a febbraio 2026, minimo da un anno, rispetto al 3,5%. Le aspettative a cinque anni sono state ritoccate al 3,3%, in linea con gennaio.
  • La presidente della Fed Hammack ha sottolineato la necessità di pazienza sui futuri tagli dei tassi nonostante i progressi sull’inflazione, citando una politica ancora moderatamente restrittiva e un’economia solida. Logan ha evidenziato l’incertezza nel settore tecnologico e sostenuto tassi stabili in un contesto di mercato del lavoro resiliente, pur esprimendo dubbi sul ritorno al 2% di inflazione. Musalem ha espresso sostegno a Warsh per la presidenza della Fed, affermando che i dazi di Trump non modificherebbero lo scenario di base, ma che la sentenza della Corte Suprema potrebbe generare incertezza; il tasso reale dei Fed Funds sarebbe vicino al livello neutrale.

Principali appuntamenti macro (orari in GMT)

I mercati cinesi restano chiusi per il Capodanno Lunare fino a oggi, 23 febbraio.
09:00 – Germania, indice IFO di febbraio
13:00 – Intervento di Waller (membro votante Fed) sulle prospettive economiche
13:30 – USA, Chicago Fed National Activity Index (gennaio)
15:00 – USA, ordinativi industriali (dicembre)
15:30 – USA, indice manifatturiero Fed di Dallas (febbraio)

Trimestrali della settimana

  • Oggi: Dominion Energy, ONEOK, Diamondback Energy, Kratos Defense
  • Martedì: Home Depot, Mercado Libre, EOG Resources, Leonardo SpA, American Tower Corporation, HP, Workday, Axon, First Solar
  • Mercoledì: Nvidia, HSBC Holdings, JX Companies, Lowes Companies, Iberdrola, Synopsys, NU Holdings, Snowflake, E.ON, Bayer, Diageo, Zoom Communications
  • Giovedì: Deutsche Telekom, Salesforce, Schneider Electric, Rolls Royce Holdings, Intuit, AXA, Monster Beverage, Dell Technologies, Coreweave, Rocket Lab
  • Venerdì: BASF, Holcim, Swiss Re
 

Azioni

  • USA: venerdì i listini statunitensi hanno chiuso in rialzo: S&P 500 +0,7%, Nasdaq 100 +0,9% e Dow +0,5%, dopo che la Corte Suprema ha annullato i dazi reciproci. I mercati hanno guardato oltre la crescita debole dell’1,4% del PIL, legata allo shutdown, ma non hanno ignorato gli sviluppi successivi: nel weekend il Presidente Trump ha annunciato un nuovo dazio globale tramite ordine esecutivo, poi portato al 15%. Alphabet ha guadagnato il 4%, contribuendo a interrompere una serie di cinque settimane negative del Nasdaq; in rialzo anche Amazon e Home Depot, mentre gli investitori valutavano l’ipotesi di rimborsi a fronte di nuovi rischi commerciali. Il PCE core, indicatore dell’inflazione delle spese per consumi personali, si è mantenuto al 3,0%, mantenendo aperto il dibattito sui tassi.
  • Europa: le borse europee hanno chiuso venerdì su nuovi massimi storici, con lo STOXX 50 a +1,2% e lo STOXX 600 a +0,8%, sostenute da dati economici più solidi e da un temporaneo allentamento delle tensioni commerciali. La sentenza della Corte Suprema che ha eliminato i precedenti dazi IEEPA (International Emergency Economic Powers Act) ha migliorato il sentiment nei settori più esposti al commercio internazionale, nonostante la Casa Bianca abbia lasciato intendere la possibilità di nuovi strumenti tariffari. In testa i titoli del lusso: LVMH +4,4% e Hermès +3,6%. Air Liquide ha guadagnato il 4,8% grazie ai risultati e a PMI dell’Eurozona superiori alle attese. Il prossimo test sarà capire se a guidare i mercati saranno le notizie sui dazi o i nuovi dati macro.
  • Asia: a Hong Kong l’Hang Seng ha perso l’1,1% a 26.413, con prese di profitto su tecnologia e consumi dopo un forte rally. L’Hang Seng Tech ha ceduto quasi il 3% in attesa dei risultati di Nvidia. A pesare anche la geopolitica, dopo che Trump ha dichiarato che deciderà entro 10 giorni su possibili azioni contro l’Iran. Tra i titoli più deboli Xiaomi, SMIC, Techtronic e Tencent, in un contesto di minore propensione al rischio nonostante una solida domanda di viaggi per il Festival di Primavera. I titoli immobiliari hanno registrato lievi rialzi sulle speranze di nuove misure di sostegno post-festività, con gli operatori in attesa di segnali da Pechino e dagli USA.

Volatilità

  • I mercati iniziano la settimana con un tono più prudente. I future azionari USA sono in calo, mentre i future sul VIX di breve termine salgono, segnalando un aumento delle coperture di breve periodo. L’indice VIX si attesta a 19,09, livello elevato ma non di stress. In sintesi, i mercati non prezzano panico, bensì incertezza.
  • Il fattore chiave resta l’incertezza legata alle misure commerciali statunitensi, che ha reintrodotto un premio per il rischio sugli asset globali. Con diversi appuntamenti macro rilevanti in agenda questa settimana — tra cui fiducia dei consumatori USA, PPI e interventi di policymaker — la volatilità potrebbe restare sensibile ai titoli di stampa.
  • Movimento atteso su SPX per la settimana (implicito dalle opzioni fino al 27 febbraio): circa ±115,6 punti (±1,67%), con un intervallo stimato tra 6.794 e 7.025.
  • Per la scadenza odierna, il profilo di skew mostra call leggermente più care delle put sui livelli correnti, senza indicare tensioni marcate al ribasso in chiusura.

Asset digitali

  • Gli asset digitali trattano in calo, in linea con il tono più cauto dei mercati. Il Bitcoin quota 65.747,98 (-2,78%) ed Ethereum 1.880,03 (-3,96%), con Solana e XRP anch’essi in ribasso. Il movimento appare guidato dal contesto macro e da un sentiment più debole sugli asset rischiosi, piuttosto che da fattori specifici del settore crypto.
  • Gli ETF spot come IBIT ed ETHA non riflettono ancora pienamente il movimento in termini di prezzo, poiché i mercati azionari USA sono chiusi e l’aggiornamento delle quotazioni avviene durante l’orario regolare di contrattazione. Per gli investitori, i flussi rappresentano quindi un segnale più significativo rispetto ai movimenti pre-market. I dati recenti indicano afflussi netti continui sugli ETF bitcoin, mentre quelli su ethereum risultano più variabili. La questione chiave sarà verificare la tenuta dei flussi in presenza di volatilità azionaria elevata.
  • Le crypto continuano a comportarsi come un’espressione ad alta beta delle condizioni di liquidità globale. Se l’incertezza macro dovesse persistere, le oscillazioni di prezzo resteranno sensibili ai cambiamenti nell’appetito per il rischio.

Obbligazioni

  • Il mercato dei Treasury USA è stato scosso venerdì dalla sentenza della Corte Suprema contro i dazi di Trump: i titoli hanno prima registrato un rally, poi una correzione, chiudendo con rendimenti solo leggermente più alti lungo tutta la curva.
  • Nei future di lunedì i Treasury hanno recuperato leggermente dopo l’annuncio, a mercati chiusi venerdì, di nuovi dazi universali da parte di Trump.
  • Lunedì i mercati giapponesi sono rimasti chiusi.

Materie prime

  • Oro e argento hanno registrato un forte rialzo venerdì dopo la sentenza della Corte Suprema sui dazi e hanno proseguito la salita lunedì in seguito ai nuovi dazi universali annunciati da Trump. L’oro è salito fino a 5.176 nella sessione asiatica di lunedì, dopo aver chiuso la scorsa settimana poco sopra 5.106, con un rialzo di oltre 100 dollari l’oncia venerdì. L’argento si è avvicinato a 88,00 nella sessione asiatica di lunedì, dopo aver chiuso venerdì sopra 84, in recupero da 78,50 del giorno precedente.
  • I future sul petrolio greggio sono scesi lunedì dopo il rialzo nervoso legato alle tensioni geopolitiche con l’Iran nel fine settimana. Brent e WTI hanno perso circa 70 centesimi lunedì, dopo aver chiuso venerdì sui livelli più alti dalla scorsa estate: Brent aprile a 71,05 e WTI aprile a 65,78.

Valute

  • Il dollaro USA è sceso quasi ovunque lunedì dopo una reazione volatile alla sentenza della Corte Suprema che venerdì ha annullato i dazi globali di Trump. Il nuovo dazio al 15% è stato interpretato come negativo per il dollaro, soprattutto contro uno yen in forte rafforzamento, salito diffusamente nonostante la chiusura dei mercati giapponesi per festività. USDJPY è sceso fino a 154,00 lunedì dopo aver chiuso vicino a 155,00 venerdì, per poi risalire in area 154,40. EURUSD tratta intorno a 1,1830 nelle prime ore europee di lunedì, dopo aver chiuso venerdì vicino a 1,1780.
  • GBPUSD ha rimbalzato dopo la rottura della soglia chiave di 1,3500 a fine settimana scorsa, risalendo ben sopra tale livello a 1,3530+ dopo la chiusura di venerdì a 1,3480 e un minimo a 1,3435, sotto la media mobile a 200 giorni (circa 1,3446). EURGBP continua a mantenersi sotto 0,8750, livello testato più volte durante l’anno. In calendario solo dati minori dal Regno Unito questa settimana, tra cui la fiducia dei consumatori GfK di febbraio venerdì.

Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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