Rapida panoramica del mercato – 24 febbraio 2026
Rapida panoramica del mercato – 24 febbraio 2026
Driver e catalizzatori di mercato
- Azioni: Borse in calo negli Stati Uniti e in Europa per timori legati all’AI e ai dazi, mentre Hong Kong rimbalza sull’ottimismo verso la Cina
- Volatilità: VIX sopra quota 21, incertezza sui dazi e rischio legato alla fiducia dei consumatori
- Asset digitali: Cripto in flessione, deflussi da IBIT ed ETHA, riduzione del rischio da parte degli investitori istituzionali, tono guidato dal contesto macro
- Obbligazioni: rally dei Treasury USA in un contesto di debole propensione al rischio
- Valute: USD generalmente più forte, mentre lo JPY si indebolisce
- Materie prime: oro e argento in raffreddamento martedì dopo l’estensione del rally di lunedì
- Eventi macro: Fiducia dei consumatori USA (febbraio), CPI Australia (gennaio)
Principali notizie macro
- L’UE ha sospeso i colloqui commerciali con gli Stati Uniti e, per il momento, manterrà l’accordo attuale. Il presidente Trump ha avvertito che eventuali tentativi di forzare la mano comporterebbero un aumento dei dazi.
- Gli ordini di beni manifatturieri negli USA sono scesi dello 0,7% a 617,5 miliardi di dollari a dicembre 2025, in linea con le attese. I beni durevoli hanno registrato un calo dell’1,4%, principalmente per la flessione degli ordini di mezzi di trasporto. In aumento invece computer, macchinari e metalli. Gli ordini di beni non durevoli sono rimasti stabili a 297,6 miliardi di dollari.
- L’indice manifatturiero del Texas della Dallas Fed è salito a 0,2 a febbraio 2026, indicando condizioni stabili. L’occupazione ha continuato a crescere, la durata media della settimana lavorativa si è allungata e i salari hanno registrato un’accelerazione. I produttori restano ottimisti: la produzione attesa è in aumento, mentre l’attività complessiva mostra un lieve rallentamento.
- L’indice di attività economica del Messico è cresciuto del 3,3% su base annua a dicembre 2025, in ripresa dopo il calo di novembre, grazie a un balzo dell’11,4% nel settore primario. I servizi sono saliti del 3,2%, mentre il settore secondario è aumentato del 2,4%. Su base mensile, l’attività è cresciuta dello 0,4%.
Principali appuntamenti macro (orari in GMT)
13:15 – Variazione occupazione ADP settimanale USA
13:30 – Indice attività non manifatturiera Philadelphia Fed USA (febbraio)
14:00 – Indice dei prezzi delle abitazioni USA (dicembre)
14:15 – Interventi di esponenti della Bank of England, incluso il Governatore Bailey
15:00 – Indice manifatturiero Richmond Fed USA (febbraio)
15:00 – Fiducia dei consumatori USA (febbraio)
15:30 – Indice attività servizi Dallas Fed USA (febbraio)
18:00 – Asta del Tesoro USA su titoli a 2 anni
00:30 – CPI Australia (gennaio)
Trimestrali della settimana
- Oggi: Home Depot, Mercado Libre, EOG Resources, Leonardo SpA, American Tower Corporation, HP, Workday, Axon, First Solar
- Mercoledì: Nvidia, HSBC Holdings, JX Companies, Lowes Companies, Iberdrola, Synopsys, NU Holdings, Snowflake, E.ON, Bayer, Diageo, Zoom Communications
- Giovedì: Deutsche Telekom, Salesforce, Schneider Electric, Rolls Royce Holdings, Intuit, AXA, Monster Beverage, Dell Technologies, Coreweave, Rocket Lab
- Venerdì: BASF, Holcim, Swiss Re
Azioni
- USA: Lunedì i listini statunitensi hanno chiuso in calo: il Dow Jones Industrial Average ha perso l’1,7% a 48.804,06, l’S&P 500 è sceso dell’1,0% a 6.837,75 e il Nasdaq Composite ha ceduto l’1,1% a 22.627,27. Le vendite si sono concentrate sui titoli legati all’AI (intelligenza artificiale), dopo uno scenario virale diffuso da Citrini Research, in un contesto di rinnovata incertezza sui dazi. IBM è crollata del 13,2% dopo che la start-up Anthropic ha dichiarato che il suo Claude Code potrebbe velocizzare il COBOL, un linguaggio di programmazione datato, mentre Nvidia ha guadagnato lo 0,9% in vista dei risultati. Eli Lilly è salita del 4,8% dopo dati deludenti sull’obesità di Novo Nordisk, mentre PayPal ha guadagnato il 5,8% su indiscrezioni di takeover. Gli investitori attendono i risultati di Nvidia, nuovi sviluppi sui dazi e indicazioni sull’impatto delle tempeste invernali nei prossimi dati macro.
- Europa: Le borse europee hanno chiuso perlopiù in ribasso: lo Stoxx Europe 600 ha perso lo 0,5% a 627,7 e il DAX tedesco ha ceduto l’1,1% a 24.991,97, mentre il FTSE 100 britannico è rimasto invariato a 10.684,74 e il FTSE MIB italiano ha guadagnato lo 0,5% a 46.699,29. L’incertezza sui dazi è tornata in primo piano dopo l’introduzione di una nuova tariffa globale da parte degli Stati Uniti, mentre il tema della disruption legata all’AI ha pesato su software e pagamenti. SAP ha perso il 3,4% e Adyen il 5,4% per dubbi sul potere di determinazione dei prezzi, mentre Enel è balzata del 6,8% grazie al piano 2026–2028 e a un buyback da 1 miliardo di euro. Novo Nordisk è crollata del 16,5% dopo che lo studio clinico CagriSema ha mostrato risultati inferiori rispetto alla tirzepatide di Eli Lilly. L’attenzione resta su eventuali segnali dal fronte commerciale e sulla prossima tornata di aggiornamenti societari per testare la tenuta degli utili.
- Asia: Hong Kong ha guidato i rialzi nella regione: l’Hang Seng Index è salito del 2,5% a 27.081,91, con il mercato che sconta un minore impatto dei dazi per la Cina dopo una sentenza di un tribunale USA. Il Giappone era chiuso per il compleanno dell’Imperatore e la Cina continentale per il Capodanno lunare, con volumi ridotti altrove. Alibaba ha guadagnato il 3,5% e Tencent il 3,1% grazie al rinnovato interesse per il tech cinese, mentre il produttore di chip SMIC è salito del 5,0% sull’ottimismo legato allo sviluppo domestico dell’AI. L’attenzione si sposta sulla riapertura dei mercati cinesi e sull’avvio del Congresso Nazionale del Popolo il 5 marzo; Trump è inoltre atteso in visita in Cina dal 31 marzo al 2 aprile.
Volatilità
- La volatilità resta elevata dopo il selloff di ieri, con il VIX che ha chiuso a 21,01 il 23 febbraio, mentre l’S&P 500 ha perso l’1,04%. Anche le scadenze a breve rimangono sostenute, segnalando una domanda persistente di coperture nel brevissimo termine. I mercati si muovono tra minore propensione al rischio e incertezza politica. Oggi è attesa la fiducia dei consumatori USA e un eventuale dato a sorpresa potrebbe influenzare le aspettative su crescita e tassi di interesse. Nel frattempo, le incertezze sui dazi USA continuano a pesare su azioni, valute e materie prime a livello globale.
- Movimento atteso su SPX (settimana): i prezzi delle opzioni indicano un range di circa ±118 punti (±1,73%) fino al 27 febbraio.
- Controllo skew 0DTE (scadenza odierna): le call at-the-money risultano relativamente più care rispetto alle put nella catena odierna, suggerendo che gli investitori sono disposti a pagare un premio per esporsi al rialzo o coprirsi contro un forte rimbalzo.
Asset digitali
- I mercati crypto scambiano in calo insieme agli altri asset rischiosi. Nell’ultima rilevazione, il bitcoin quota intorno a 63.100 dollari (-2,3%), mentre l’ether si attesta a circa 1.820 dollari (-1,8%). Anche altri token principali come solana e xrp risultano in moderato ribasso nella giornata.
- I flussi istituzionali restano sotto pressione. Il 23 febbraio gli ETF spot su bitcoin negli USA hanno registrato deflussi netti per circa 203,8 milioni di dollari, guidati da IBIT (-116,4 milioni). Gli ETF spot su ethereum hanno segnato deflussi netti per circa 49,5 milioni di dollari, di cui circa -45,4 milioni attribuibili a ETHA. L’andamento dei prezzi degli ETF riflette questa cautela, con IBIT ed ETHA entrambi in calo nell’ultima seduta.
- Il quadro generale resta guidato dal contesto macro. Finché persisteranno incertezza sui dazi e volatilità azionaria, gli asset digitali a beta più elevato tenderanno a muoversi in linea con la propensione al rischio complessiva piuttosto che su narrative specifiche del comparto crypto. La partecipazione rimane, ma la convinzione appare selettiva.
Obbligazioni
- I Treasury USA hanno registrato un rally lunedì in un contesto di debole propensione al rischio: il rendimento a 2 anni è sceso di un paio di punti base restando nel range recente, mentre le scadenze più lunghe hanno guadagnato terreno in modo più marcato. A un certo punto il rendimento del benchmark a 10 anni ha testato il minimo ciclico recente sotto il 4,02%, per poi chiudere a 4,03%, in calo di cinque punti base rispetto a venerdì.
- Il debito High Yield statunitense è finito sotto pressione per il clima di avversione al rischio: l’indicatore Bloomberg che monitoriamo sullo spread rispetto ai Treasury USA si è ampliato di 10 punti base lunedì, raggiungendo 280 punti base, il livello più elevato dell’anno.
- I titoli di Stato giapponesi hanno aperto in rialzo lunedì, ma hanno poi perso slancio nel corso della seduta: tra le scadenze a 2 e 10 anni i rendimenti risultavano inferiori di circa un punto base rispetto alla chiusura di venerdì, nelle ultime ore di contrattazione a Tokyo di martedì, dopo la festività di lunedì.
Materie prime
- Oro e argento hanno ritracciato martedì in Asia dopo l’estensione del forte rally di lunedì verso nuovi massimi locali: l’oro spot quota intorno a 5.175 per oncia dopo un picco a 5.250, mentre l’argento consolida meno, attestandosi vicino a 87,9 dopo un massimo poco sopra 89 per oncia.
- Il petrolio greggio continua a muoversi con nervosismo in prossimità dei massimi plurimensili, mentre il mercato attende sviluppi dopo l’imponente dispiegamento militare statunitense nei pressi dell’Iran, con colloqui sul programma nucleare iraniano previsti per giovedì. Il WTI con consegna aprile è risalito a 66,80 nelle prime ore di martedì dopo essere sceso sotto 66 dollari al barile lunedì, mentre il Brent aprile tratta intorno a 72,00 dollari al barile.
Valute
- Il dollaro USA si è rafforzato e lo yen giapponese si è indebolito in un contesto di scambi contenuti tra lunedì e la sessione asiatica di martedì: EURUSD tratta intorno a 1,1775 dopo aver respinto il tentativo di rialzo sopra 1,1820 lunedì, mentre USDJPY è risalito sopra 155,25 dopo un minimo a 154,00 nella seduta precedente.
- AUDNZD si mantiene sui massimi da oltre 12 anni a 1,0850, mentre AUDUSD ha respinto il rally di lunedì verso un massimo locale sopra 0,7110, in vista del CPI australiano di gennaio in uscita nelle prime ore di mercoledì. Il dato potrebbe essere determinante per le probabilità e le tempistiche di un eventuale ulteriore rialzo dei tassi da parte della RBA a maggio (attualmente molto basse le probabilità di una mossa a marzo).