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Rapida panoramica del mercato – 30 gennaio 2026

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Rapida panoramica del mercato – 30 gennaio 2026


Fattori trainanti e catalizzatori di mercato

  • Azioni: Chiusura mista negli Stati Uniti a causa dei timori legati agli investimenti in intelligenza artificiale, l’Europa in calo a causa delle trimestrali, Hong Kong in rialzo grazie ad allentamenti nel settore immobiliare.
  • Volatilità:
  • Asset digitali:
  • Valute: Il dollaro USA si rafforza in attesa della nomina di Warsh. L’AUD si indebolisce dopo il recente rally.
  • Materie prime: I metalli ritracciano dopo una settimana volatile da record.
  • Obbligazioni: I Treasury USA scontano la possibile nomina di Warsh – rendimenti decennali in rialzo. I titoli di Stato giapponesi trovano supporto.
  • Eventi macro: CPI Germania, stime PIL Q4 Germania e Area Euro

Notizie macroeconomiche principali

  • Secondo fonti riportate dai principali media, il Presidente USA Trump dovrebbe annunciare venerdì mattina a Washington la nomina dell’ex governatore della Fed Kevin Warsh come prossimo presidente della Federal Reserve. Warsh è considerato una scelta meno controversa e meno esplicitamente “dovish” rispetto ad altri candidati menzionati nei giorni scorsi. Si era dimesso in passato dal ruolo di governatore della Fed per disaccordi sull’uso di strumenti non convenzionali come il quantitative easing. I mercati azionari hanno reagito negativamente in termini di propensione al rischio, mentre i rendimenti dei Treasury USA sono leggermente aumentati nella parte lunga della curva, mentre quelli a breve sono rimasti stabili.
  • Il disavanzo commerciale degli Stati Uniti è aumentato a novembre a 56,8 miliardi di USD – risalendo dai minimi dal 2009 – a causa di un rimbalzo delle importazioni e del calo delle esportazioni. Il gap commerciale tra beni e servizi è quasi raddoppiato rispetto al mese precedente.
  • Le vendite al dettaglio in Giappone sono diminuite dello 0,9% su base annua a dicembre 2025, contro le aspettative. Sono calate le vendite di abbigliamento, carburante, vendite online, grandi magazzini e alimentari, mentre sono aumentate in altre categorie come auto, macchinari e cosmetici. Su base mensile, le vendite sono scese del 2,0%, il primo calo in quattro mesi.
  • Il tasso di disoccupazione in Giappone a dicembre 2025 è rimasto al 2,6%, il livello più alto da luglio 2024. Il numero di disoccupati è aumentato di 50.000 unità, mentre occupazione e forza lavoro sono entrambe diminuite di 50.000. Il tasso di partecipazione è stato del 63,9%, mentre il rapporto tra offerte di lavoro e candidati è salito a 1,19.
  • L’inflazione core di Tokyo è salita del 2% su base annua a gennaio 2026, in calo rispetto al 2,3% di dicembre e sotto le attese del 2,2%, il livello più basso da ottobre 2024. In linea con l’obiettivo della BOJ al 2%, suggerisce cautela su eventuali rialzi dei tassi. Il tasso ufficiale è salito allo 0,75% a dicembre e rimasto invariato a gennaio.

Eventi macro principali (orari in GMT)

09:00 – Attese inflazione CPI a 1 anno e 3 anni dell’Eurozona
09:00 – Stima PIL Q4 Germania
09:00 – Stima PIL Q4 Eurozona
13:00 – CPI preliminare Germania gennaio
13:30 – PPI USA dicembre
14:45 – PMI Chicago USA gennaio

Trimestrali

  • Oggi: ExxonMobil, Chevron, American Express, Verizon, Regeneron
  • Prossima settimana: Lunedì: Palantir, Disney; Martedì: AMD, Merck, Pepsico, Amgen, Pfizer; Mercoledì: Alphabet, Eli Lilly, AbbVie, Novartis, Novo Nordisk, Uber, Qualcomm, UBS, Boston Scientific, ARM Holdings; Giovedì: Amazon.com, Shell, Linde, Unilever, KKR; Venerdì: Toyota, Philip Morris
 

Azioni

  • USA: Le azioni USA hanno chiuso miste giovedì: S&P 500 -0,1% a 6.969,01, Dow Jones +0,1% a 49.071,56 e Nasdaq -0,7% a 23.685,12. Gli investitori si sono allontanati dai titoli growth più costosi a causa dell’aumento degli investimenti in AI, con Microsoft in calo del 10,0% per via della crescita più lenta del cloud e maggiori spese in AI. Meta è salita del 10,4% grazie a un outlook sui ricavi positivo, Caterpillar +3,4% dopo utili superiori alle attese e Southwest Airlines +18,7% dopo una revisione al rialzo della guidance. Dopo la chiusura, Apple ha guadagnato lo 0,7% grazie a un trimestre migliore del previsto trainato dalle vendite di iPhone, con l’attenzione ora rivolta ai prossimi dati sull’inflazione e alla guidance.
  • Europa: Le borse europee hanno chiuso in calo giovedì: Euro Stoxx 50 -0,7% a 5.891,95 e STOXX 600 -0,2% a 607,14. SAP ha perso il 16,0% dopo segnali deludenti su ricavi e backlog del cloud, mentre Nokia è scesa del 9,4% dopo un outlook prudente sugli utili 2026 e novità sul management. A contrastare le pressioni, ABB è salita dell’8,5% grazie a ordini e risultati solidi, mentre Roche ha guadagnato il 2,7% dopo aver riportato una crescita dell’utile del 5% nonostante gli effetti valutari negativi. Gli investitori attendono ora nuove trimestrali nei settori tecnologico e sanitario per indicazioni su domanda e potere di prezzo.
  • Asia: Mercati asiatici misti, con Hong Kong in testa, supportata da notizie di politica economica favorevoli al settore immobiliare. L’Hang Seng è salito dello 0,5% a 27.968,09, il Nikkei 225 giapponese è rimasto piatto a 53.375,60, il Kospi sudcoreano è salito dell’1,0% a 5.221,25 e lo Shanghai Composite cinese ha guadagnato lo 0,2% a 4.157,98. A Hong Kong, Longfor +5,8%, China Overseas Land +6,1% e China Resources Land +4,6% dopo che la Cina ha allentato gli obblighi di reporting sul debito dei costruttori; AIA +2,2% con i tassi locali stabili al 4,0%. Sands China ha perso il 7,2% per margini più deboli. Ora l’attenzione è su come il supporto politico si tradurrà in vendite immobiliari e condizioni di credito più solide.

Volatilità

  • La volatilità di mercato resta contenuta in apparenza, ma gli investitori restano vigili. Il VIX ha chiuso a 16,88, mentre le misure a breve termine come il VIX1D (13,72) e il VIX9D (15,22) restano relativamente elevate, segnalando una maggiore sensibilità alle notizie a breve termine piuttosto che un vero compiacimento. Con l’avvicinarsi della fine del mese, l’attenzione si concentra sui dati macro che potrebbero influenzare le aspettative sui tassi, tra cui PIL e CPI della Germania e PPI e PMI di Chicago negli USA. I rischi geopolitici, in particolare legati all’Iran e al mercato energetico, continuano a creare incertezza sullo sfondo.
  • Sulla base dei prezzi delle opzioni, l’S&P 500 prezza un movimento di circa ±40 punti (circa ±0,6%) in vista della scadenza del 30 gennaio.
  • Per la scadenza odierna, il mercato delle opzioni mostra una chiara inclinazione al ribasso, con le put at-the-money più care delle call, a indicare che gli investitori sono disposti a pagare per proteggersi da ribassi a breve termine.

Asset digitali

  • Gli asset digitali hanno mostrato una dinamica chiaramente risk-off. Bitcoin è sceso intorno a 82.650 USD ed ether a circa 2.730 USD, con debolezza diffusa anche tra le principali altcoin come solana e xrp. Il tono indica che le crypto continuano a comportarsi come asset rischiosi sensibili alla liquidità, reagendo alle aspettative sui tassi e all’incertezza macro. I flussi degli investitori confermano questa tendenza: i dati più recenti mostrano un deflusso significativo da IBIT (circa 318 milioni di USD) e uno più contenuto ma ancora negativo da ETHA (circa 55 milioni di USD).
  • Invece di acquistare sul ribasso, gli investitori sembrano ridurre l’esposizione o restare in attesa di segnali più chiari su tassi, regolamentazione e sentiment globale sul rischio.

Obbligazioni

  • I Treasury USA hanno assorbito la notizia della probabile nomina di Kevin Warsh da parte di Trump con una volatilità moderata, con il rendimento del Treasury a 2 anni in rialzo di circa un punto base al 3,57%, dopo il calo di ieri dovuto in parte alla volatilità dei mercati azionari. I rendimenti più lunghi sono saliti maggiormente: il rendimento decennale è aumentato di tre punti base, vicino al 4,27%, a soli due punti dal massimo da settembre a 4,29%.
  • La curva dei rendimenti dei titoli di Stato giapponesi si è "bull steepened", con i rendimenti a breve in calo e anche quelli a lungo in discesa: il rendimento del JGB a 2 anni è sceso di 3 punti base a circa 1,23%, mentre il decennale è calato di 2 punti base a 2,24%. Il movimento è avvenuto dopo i dati sul CPI di Tokyo di gennaio, tutti sotto le attese: l’indice core, esclusi alimentari ed energia, è salito del 2,4% su base annua contro il 2,6% previsto e del mese precedente.

Materie Prime

  • Il petrolio e il settore energetico in generale sono diretti verso due settimane consecutive di forti guadagni. Una tempesta invernale negli Stati Uniti ha fatto salire i prezzi del gas naturale la scorsa settimana, mentre i rinnovati timori per un possibile attacco statunitense all'Iran hanno alimentato il rischio geopolitico in Medio Oriente, spingendo temporaneamente il Brent sopra i 70 USD. Al di là dei premi di rischio geopolitici, il comparto ha beneficiato anche della forte domanda da parte degli investitori verso le materie prime in generale.
  • I principali metalli preziosi e industriali sono in calo dopo una settimana di attività frenetica, che giovedì ha visto oro, argento e rame toccare nuovi massimi storici, salvo poi ripiegare su segnali di avversione al rischio e un dollaro più forte. Quest’ultimo movimento è stato favorito dalle voci sulla possibile nomina di Kevin Warsh, percepito come più “hawkish” rispetto ad altri candidati.
  • Il rame è balzato dell’11% a un nuovo massimo record di 6,58 USD per libbra a New York, prima di cedere bruscamente sotto quota 6 USD. Sebbene le condizioni macro di lungo termine restino favorevoli, diversi fattori di breve periodo non giustificano prezzi così alti, aumentando il rischio di correzioni rapide vista la natura speculativa del rally recente.
  • I forti rialzi mensili di oro e argento hanno reso le condizioni di trading più difficili. I market maker sono diventati più riluttanti ad assumere rischio, con conseguente calo della liquidità e aumento della volatilità. Giovedì, l’oro ha oscillato in un range di quasi 500 USD, mentre l’argento ha segnato un’escursione di 15 USD, per poi chiudere entrambi poco distanti dai livelli di apertura.
  • Nel complesso, il Bloomberg Commodity Index si avvia a chiudere il mese con un +12%, un rendimento superato solo tre volte negli ultimi 45 anni, l’ultima nel 2009. Il rally è stato ampio, trainato da metalli preziosi ed energia, con il settore dei softs unico ritardatario di rilievo.

Valute

  • Il dollaro USA si è rafforzato sull’ampia aspettativa della nomina di Kevin Warsh come prossimo presidente della Fed. Warsh è visto come una scelta meno controversa rispetto ad altri candidati e meno esplicitamente “dovish”, con un passato da governatore della Fed e quindi con conoscenza diretta dell’istituzione. L’EURUSD ha testato il supporto a 1,1900 durante la sessione asiatica di venerdì, subito dopo la diffusione della notizia. USDJPY è salito verso la resistenza oltre 154,00.
  • Il recente rally del dollaro australiano si è invertito, probabilmente anche a causa del peggioramento del sentiment globale sul rischio e dell’elevata volatilità nei prezzi dei metalli. L’AUDUSD è sceso sotto 0,7000 nella sessione asiatica di venerdì, mentre l’AUDNZD è tornato a 1,1575 dopo il picco a 1,1647 di giovedì. In Nuova Zelanda, l’indice di fiducia dei consumatori è salito bruscamente a gennaio, raggiungendo i massimi da inizio 2021.
  • La NOK si muove un po’ come un proxy valutario per il prezzo del petrolio: l’impennata di ieri ha coinciso con il rally del greggio legato ai timori geopolitici sull’Iran, prima che entrambi ripiegassero. L’EURNOK ha toccato un minimo di 11,361 prima di rimbalzare sopra 11,43 nella sessione asiatica di venerdì.

Questo contenuto è materiale di marketing. Nessuna delle informazioni e analisi qui contenute costituisce consulenza in materia di investimenti. Il trading comporta rischi e le performance passate non sono un indicatore affidabile della performance futura. In questo contenuto potrebbero essere citati strumenti emessi da società partner, dalle quali la Capogruppo Saxo riceve pagamenti o retrocessioni.

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