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Rapida panoramica del mercato – 5 gennaio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 5 gennaio 2026


Fattori trainanti e catalizzatori di mercato

  • Azionario: forte rialzo del mercato azionario giapponese nella prima seduta del 2026. I Future sugli indici USA si rafforzano dopo l’attacco americano in Venezuela.
  • Volatilità: VIX stabile, rischio titoli dal Venezuela, Future VIX fermi, attesa per i dati USA, skew ribassista ancora presente.
  • Digital Assets: Bitcoin ed Ethereum più forti, afflussi negli ETF favorevoli, IBIT sovraperforma ETHA, altcoin richiesti, il macro resta determinante.
  • Obbligazioni: i rendimenti giapponesi toccano nuovi massimi lungo tutta la curva dopo commenti hawkish dalla BoJ.
  • Valute: il dollaro USA si rafforza su larga scala, mentre lo yen giapponese mostra una certa resilienza grazie alle dichiarazioni hawkish di Ueda (BoJ).
  • Materie prime: oro e argento in rialzo sulla notizia dal Venezuela; il greggio scende verso un’area di supporto chiave.
  • Eventi macro: ISM manifatturiero USA di dicembre.

Titoli macroeconomici

  • Il presidente USA Trump ha annunciato sabato che gli Stati Uniti hanno condotto con successo un attacco su larga scala contro il Venezuela, durante il quale il presidente Maduro e sua moglie sono stati catturati e trasferiti fuori dal Paese. Trump ha inoltre dichiarato che il Venezuela deve concedere alla sua amministrazione “pieno accesso” e accettare le condizioni imposte dagli USA su come amministrare il Paese, altrimenti ci sarà un secondo attacco.
  • Il governatore della Bank of Japan, Ueda, ha ribadito lunedì l’intenzione della BoJ di continuare ad aumentare i tassi di riferimento, affermando che l’istituto centrale procederà con ulteriori rialzi in linea con i miglioramenti dell’economia e dell’inflazione.
  • L’indice PMI manifatturiero USA di S&P Global è sceso a 51,8 a dicembre 2025 rispetto a 52,2 di novembre, segnando la crescita più debole degli ultimi cinque mesi. Ordini e esportazioni in calo, crescita della produzione rallentata e fiducia aziendale in flessione per via delle incertezze legate ai dazi. L’occupazione è aumentata e l’inflazione ha mostrato un leggero rallentamento, pur restando elevata.
  • Paulson della Fed prevede una crescita del 2%, inflazione in rallentamento e un mercato del lavoro stabile nel 2026, lasciando spazio a eventuali modifiche dei tassi se le condizioni lo permetteranno. Ha descritto l’attuale livello dei tassi come restrittivo e prevede un’inflazione vicina al 2% con l’allentamento degli effetti dei dazi. Il mercato del lavoro viene descritto come resiliente e le prospettive economiche come favorevoli.
  • Il PMI manifatturiero del Giappone (S&P Global) è salito a 50,0 a dicembre 2025 da 49,7 iniziale e 48,7 di novembre, segnalando condizioni stabili. Si interrompe così un calo durato cinque mesi, con produzione stabile e minori contrazioni negli ordini.

Eventi macro in evidenza (orari GMT)

09:30 – Credito al consumo e approvazioni mutui UK (novembre)
15:00 – ISM manifatturiero USA (dicembre)
20:30 – Il CFTC pubblica il primo report COT aggiornato da ottobre

Trimestrali della settimana

  • Mercoledì: Constellation Brands
  • Giovedì: Fast Retailing, Aeon, Seven and I Holdings

Azionario

  • USA: l’S&P 500 ha guadagnato lo 0,2%, il Nasdaq Composite ha chiuso piatto (0,0%) mentre il Dow è salito dello 0,7%, con gli investitori che si sono spostati verso i titoli ciclici e difensivi all’inizio dell’anno. Il comparto industriale ha dato il tono: Boeing è salita del 4,9% e Caterpillar del 4,5%. Leadership ritrovata anche nei semiconduttori, con Nvidia in rialzo dell’1,3% dopo un’altra sessione solida del comparto. Tesla ha perso il 2,6% dopo aver registrato il primo calo annuo nelle consegne, mantenendo la pressione sui titoli growth ad alta beta. Ora l’attenzione si sposta sui dati macro di inizio settimana e su un’eventuale persistenza della rotazione verso il value.
  • Europa: lo STOXX 600 ha chiuso in rialzo dello 0,6% a 596,14, con il DAX in salita dello 0,2%, il CAC 40 dello 0,6% e il FTSE 100 dello 0,2% dopo aver brevemente superato quota 10.000. La leadership ciclica si è estesa con domanda nei settori difesa e bancario, mentre gli investitori hanno prolungato il posizionamento su asset rischiosi iniziato a fine 2025, nonostante i volumi ridotti. ASML è balzata del 7,0% con le attrezzature per semiconduttori in forte sovraperformance. Orsted (Danimarca) ha guadagnato il 4,6% dopo aver contestato una sospensione USA legata al suo progetto eolico offshore, sostenendo il sentiment verso l’energia pulita. Prossimo focus: come i dati di inizio gennaio e le dichiarazioni politiche influenzeranno il ritmo del rally.
  • Asia: il Nikkei 225 giapponese è salito del 3,0% a 51.865 nella prima chiusura ufficiale dopo la pausa di Capodanno, con l’appetito per il rischio che ha seguito il tono positivo dei mercati globali. Tra i mercati ancora aperti al momento della pubblicazione: il Kospi della Corea del Sud è salito del 2,3% e l’Hang Seng di Hong Kong del 2,8% venerdì. A Seul, Samsung Electronics ha guadagnato il 7,2% e SK Hynix il 4,0%, guidando il buon avvio del settore chip nel 2026. Celltrion è balzata dell’11,9% dopo l’approvazione di un farmaco da parte della FDA. Ora resta da capire se la liquidità riaperta oggi riuscirà a sostenere il momentum tecnologico.

Volatilità

  • La settimana si apre con una volatilità contenuta. Il VIX ha chiuso venerdì a 14,51 e non ha ancora riflesso i recenti sviluppi geopolitici in Venezuela, visto che i mercati USA sono rimasti chiusi nel weekend. I Future sul VIX, che hanno continuato a essere negoziati, mostrano un lieve calo del contratto front-month, segnalando che i mercati derivati non stanno ancora prezzando un impatto significativo sugli indici USA. Tuttavia, il rischio non può essere ignorato: gli sviluppi in Venezuela potrebbero riflettersi sui mercati energetici, sulla geopolitica o sull’appetito per il rischio una volta che la liquidità tornerà pienamente.
  • Nel frattempo, l’attenzione degli investitori si concentra sui dati macro USA, in particolare l’ISM manifatturiero di oggi e il report sul mercato del lavoro previsto per venerdì.
  • Le opzioni prezzano un movimento atteso dell’S&P 500 di circa ±77 punti (±1,12%) per questa settimana in vista della scadenza del 9 gennaio. La domanda di protezione al ribasso rimane elevata: le put sono ancora scambiate a premio rispetto alle call con pari scadenza.

Digital Assets

  • La settimana inizia con un tono positivo per gli asset digitali: i mercati crypto appaiono orientati al “risk-on” nonostante il rumore geopolitico. Bitcoin si mantiene intorno a 92.000 dollari, mentre Ethereum è vicino a 3.150 dollari. La variabile più rilevante restano però i flussi sugli ETF: l’anno è iniziato con afflussi rinnovati negli ETF spot su crypto, guidati da quelli su Bitcoin, mentre anche gli ETF su Ethereum hanno attratto nuovi capitali, sostenendo il sentiment dopo la volatilità dello scorso anno.
  • Tra i proxy crypto quotati, IBIT sovraperforma ETHA nei primi scambi di gennaio, ma entrambi si muovono in linea con l’andamento generale del comparto. Tra gli altcoin, Solana, XRP e Chainlink sono tutti in rialzo rispetto ai livelli di fine anno, a sostegno del segmento più beta del mercato. Guardando avanti, i dati macro, l’andamento del dollaro USA e la tenuta dei flussi sugli ETF saranno determinanti per capire se il rimbalzo di inizio anno potrà proseguire.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei titoli di Stato giapponesi sono saliti a nuovi massimi ciclici dopo nuovi commenti da parte del governatore Ueda sulla possibilità di ulteriori rialzi. Il rendimento del JGB a 2 anni è salito di due punti base dopo l’impennata di venerdì, toccando un nuovo massimo a 28 anni all’1,20%. Il JGB decennale ha raggiunto un nuovo massimo del ciclo al 2,12%.
  • I Treasury USA hanno chiuso il 2025 in calo, con il rendimento del decennale sopra il 4,15%. Venerdì ha toccato un massimo a 4,19% prima di ritracciare leggermente lunedì. Il massimo di periodo dallo scorso agosto si aggira intorno al 4,20%. Il rendimento del biennale resta vicino ai minimi delle ultime settimane, attestandosi al 3,465% lunedì, due punti base sopra la chiusura più bassa registrata dopo il picco di ottobre.

Materie prime

  • I prezzi del petrolio sono scesi, con il Brent vicino a 60 dollari e il WTI sotto 57 dollari, entrambi ai minimi da cinque anni. Il mercato valuta la cattura del presidente venezuelano Maduro, con Trump che ha affermato che le sanzioni resteranno in vigore mentre le imprese USA aiuteranno nella ricostruzione. L’OPEC+ ha confermato la pausa produttiva per il primo trimestre, alimentando i timori di eccesso di offerta, aggravati dall’incertezza sulla produzione venezuelana. Le tensioni in Iran rappresentano al momento l’unico fattore di sostegno legato ai rischi di interruzione dell’offerta.
  • Oro e argento in forte rialzo, sostenuti dalla ricerca di sicurezza dopo l’azione americana in Venezuela. L’oro spot ha guadagnato il 2% salendo oltre i 4.420 dollari, mentre l’argento è balzato del 3,7% sopra i 75 dollari. Le dichiarazioni di Trump secondo cui gli USA intendono “gestire” il Venezuela hanno alimentato le incertezze sul fronte della governance. Il Segretario di Stato Marco Rubio ha aggiunto che Washington userà la leva del petrolio per forzare un cambiamento politico. A livello globale, i mercati si interrogano anche sul messaggio implicito verso Cina e Russia.
  • Alle 20:30 GMT di oggi, il CFTC pubblicherà il primo report Commitment of Traders (COT) aggiornato da ottobre, dopo la lunga sospensione dovuta allo shutdown governativo USA. Gli investitori osserveranno con attenzione come i fondi speculativi sono posizionati sui principali mercati di materie prime e valute.

Valute

  • Il dollaro USA si è rafforzato lunedì in scia all’azione militare dell’amministrazione Trump contro il governo Maduro in Venezuela. L’EURUSD è sceso sotto 1,1700 nella sessione asiatica per la prima volta da inizio dicembre, mentre l’USDJPY ha superato 157,00, anche se la forza dello yen è stata in parte sostenuta dal tono hawkish di Ueda (BoJ). Il massimo annuale di USDJPY è 157,89, toccato a novembre.
  • Il dollaro USA si rafforza su scala globale, mentre lo yen mantiene un certo sostegno dopo le dichiarazioni di Ueda.

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