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Rapida panoramica del mercato – 5 febbraio 2026

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BG SAXO

Rapida panoramica del mercato – 06 Febbraio 2026


Fattori trainanti e catalizzatori di mercato

  • Azioni: la svendita guidata dal settore tech si estende, con i mercati che rivalutano i ritorni degli investimenti in AI rispetto alla sostenibilità degli utili nel breve termine.
  • Volatilità: l’incertezza a breve scadenza resta elevata, la domanda di copertura persiste, e sono attesi ancora movimenti sull’SPX.
  • Asset digitali: il crypto segue l’andamento degli asset rischiosi, i deflussi da IBIT ed ETHA pesano sul sentiment, che rimane fragile.
  • Valute: il dollaro USA è misto dopo un modesto rialzo giovedì. La sterlina crolla dopo un intervento accomodante della Bank of England.
  • Materie prime: l’argento è volatile a causa di tensioni di liquidità, l’oro più stabile, il petrolio resta ancorato ai colloqui USA-Iran, il gas digerisce un prelievo di 360 bcf.
  • Obbligazioni: i rendimenti dei Treasury USA crollano dopo i dati sui tagli occupazionali e il sentiment di rischio debole.
  • Eventi macro: variazione dei Nonfarm Payrolls USA di gennaio e tasso di disoccupazione, dati sull’occupazione in Canada per gennaio.

Titoli macroeconomici

  • La BCE ha mantenuto invariati i tassi di interesse nella sua prima riunione del 2026, come previsto, lasciando il tasso principale al 2,15%. L’istituto ritiene che l’inflazione nell’area euro si stia stabilizzando intorno al 2%, nonostante i rischi geopolitici. La presidente Lagarde ha affermato che lo scenario inflattivo è stabile, ma ha invitato alla cautela nell’interpretazione dei singoli dati a causa dell’incertezza aumentata.
  • Le offerte di lavoro negli Stati Uniti sono diminuite di 386.000 a 6,542 milioni a dicembre 2025, il livello più basso da settembre 2020, al di sotto della previsione di 7,2 milioni. I cali hanno riguardato i servizi professionali, il retail e la finanza in tutte le regioni. Assunzioni e cessazioni sono rimaste stabili a 5,3 milioni, con variazioni minime nei licenziamenti e dimissioni.
  • I tagli occupazionali Challenger USA di gennaio sono saliti oltre 108.000, un’impennata improvvisa che ha spaventato i mercati. Questa serie di dati è soggetta a volatilità e non è corretta stagionalmente, ma ha innescato un rally nei Treasury USA.
  • La spesa delle famiglie giapponesi è diminuita del 2,6% su base annua a dicembre 2025, sotto le attese, dopo un calo del 2,9% nel mese precedente. La spesa mensile è scesa del 2,9%, peggio delle stime (-1,3%), invertendo il rialzo del 6,2% di novembre.
  • La Bank of England ha mantenuto il tasso al 3,75% a febbraio con una votazione ravvicinata di 5-4, con quattro membri a favore di un taglio. Il governatore Bailey ha suggerito apertura a ulteriori riduzioni, sorprendendo in senso accomodante. L’inflazione è ancora sopra il 2%, ma si prevede un calo entro aprile. Persistono segnali di debolezza economica e nel mercato del lavoro, e nuovi tagli dipenderanno dai prossimi dati sull’inflazione.
  • Le dimissioni volontarie negli USA sono salite a 3,204 milioni a dicembre 2025, il livello più alto in sei mesi, con aumenti nel retail (+87.000) e information (+28.000), ma in calo nei servizi professionali (-151.000). Il tasso di dimissioni è rimasto al 2%. Aumenti nel Midwest (+59.000) e Ovest (+13.000), mentre cali nel Sud (-50.000) e Nordest (-11.000).
  • Le richieste settimanali iniziali di sussidi di disoccupazione negli USA sono aumentate di 22.000 a 231.000, oltre le aspettative. Le richieste continuative sono salite di 25.000 a 1.844.000 a causa di interruzioni da tempeste invernali. Le richieste federali sono scese di 230 a 568, influenzate da chiusure temporanee.

Calendario macroeconomico (orari in GMT)

07:00 – Produzione industriale tedesca (dicembre)
07:00 – CPI svedese (gennaio)
12:15 – Intervento di Huw Pill (BoE)
13:30 – Dati sull’occupazione in Canada (gennaio)
13:30 – Variazione dei Nonfarm Payrolls USA (gennaio)
13:30 – Tasso di disoccupazione USA (gennaio)
13:30 – Guadagni orari medi USA (gennaio)
15:00 – Fiducia preliminare Università del Michigan (febbraio)

Trimestrali

  • Oggi: Toyota, Philip Morris, Tokyo Electron, Kongsberg Gruppen, Orsted
  • Prossima settimana: Apollo Global Management, Softbank Corp; Coca-Cola, AstraZeneca, Gilead Sciences, S&P Global, Welltower, BP, Duke Energy, Barclays, Spotify, Marriott, Ferrari, Robinhood, Cloudflare, Ford, Datadog, Kering, Xylem, Fiserv; Cisco, McDonald’s, T-Mobile US, TotalEnergies, Shopify, Siemens Energy, EssilorLuxottica, Applovin, CVS Health, Hilton Worldwide, Vertiv Holdings, Motorola, Heineken; Hermès, L’Oréal, Applied Materials, Siemens, Arista Networks, Unilever, Softbank Group, Anheuser-Busch InBev, British American Tobacco, Vertex Pharmaceuticals, Brookfield, Agnico Eagle Mines, Howmet Aerospace, Airbnb, Vale, Mercedes Benz, Japan Tobacco, KBC Group, American Electric Power, Zoetis, Coinbase; Safran, Enbridge, NatWest, Tokio Marine Holdings, Japan Post Bank, TC Energy, Cameco

Azioni

  • USA: le azioni statunitensi hanno chiuso in calo per la terza sessione consecutiva, con la svendita del settore tecnologico che si è estesa ai consumi discrezionali e ai servizi di comunicazione, mantenendo basso l'appetito per il rischio. Gli investitori continuano a valutare se l’aumento degli investimenti legati all’AI possa generare ritorni nel breve termine tali da giustificare le attuali valutazioni. Amazon ha perso terreno dopo aver previsto una spesa in conto capitale nettamente superiore alle attese, riaccendendo le preoccupazioni sulla gestione della liquidità. Anche i titoli software a grande capitalizzazione come Microsoft, Oracle e Palantir sono finiti sotto pressione a causa del raffreddamento del sentiment sulla monetizzazione dell’AI. Tra i semiconduttori, Qualcomm ha guidato i ribassi dopo un outlook prudente legato a una domanda più debole.
  • Europa: le azioni europee sono scese mentre le banche centrali hanno mantenuto un approccio attendista e le trimestrali hanno causato una forte dispersione tra i singoli titoli. La BCE ha mantenuto i tassi invariati, respingendo l’idea di un imminente allentamento, mentre la BoE ha rafforzato il messaggio di "più alti più a lungo, ma senza ulteriori strette". I risultati societari hanno pesato sul sentiment, con Shell in calo dopo utili deludenti e BBVA in forte ribasso nonostante una narrativa positiva nel lungo termine. Maersk ha avvertito su utili più deboli nel 2026 e Rheinmetall ha rivisto al ribasso le proprie guidance. In controtendenza, BNP Paribas ha sovraperformato dopo aver alzato gli obiettivi di rendimento. Il settore healthcare resta sensibile dopo le recenti notizie su un outlook più debole per il 2026 da parte di Novo Nordisk.
  • Asia: le borse asiatiche hanno chiuso perlopiù in ribasso venerdì, con la debolezza del tech globale e un tono cauto sul rischio che si sono riflessi anche nella regione, seppur con andamenti eterogenei. Il Giappone ha chiuso in rialzo grazie a selettivi guadagni tecnologici, mentre Corea del Sud e Australia sono scese per via di prese di profitto nei settori sensibili alla crescita. Hong Kong ha chiuso in ribasso, appesantita dai titoli tecnologici e internet dopo la svendita USA e la persistente volatilità degli asset crypto. La sessione è stata comunque caratterizzata da cautela più che panico, con investitori attenti all’evoluzione dei mega-cap USA e al sentiment di rischio globale.

Volatilità

  • La volatilità di mercato resta elevata dopo il brusco sell-off di giovedì, con gli investitori che rivalutano i rischi legati alle valutazioni e le aspettative di crescita a breve termine, in particolare nel settore tecnologico a grande capitalizzazione e negli investimenti legati all’AI. Il VIX ha chiuso a 21,77, mentre le misure di volatilità a brevissimo termine sono rimaste più alte (VIX1D 22,15; VIX9D 22,29), segnalando che l’incertezza è concentrata nei prossimi giorni più che nel lungo termine. Il contesto resta cauto, segnato da incertezze di politica monetaria, segnali macroeconomici contrastanti e dubbi continui sulla sostenibilità degli investimenti nel settore tech.
  • Secondo i prezzi attuali delle opzioni, l’escursione attesa dell’SPX per questa settimana è di circa ±74 punti (±1,09%), indicando movimenti ancora marcati ma non uno scenario di stress disordinato.
  • Controllo skew 0DTE (scadenza odierna): resta visibile una propensione al ribasso, con le opzioni put at-the-money scambiate a prezzi superiori rispetto alle call comparabili. Questo suggerisce che gli investitori continuano ad acquistare protezione contro ulteriori ribassi, nonostante emergano segnali di stabilizzazione.

Asset Digitali

  • Gli asset digitali continuano a muoversi in linea con il sentiment generale di rischio. Bitcoin si mantiene intorno a 64.700, Ethereum sui 1.900, mentre altcoin principali come Solana (~79) e XRP (~1,30) restano sotto pressione. I flussi degli ETF riflettono il tono prudente. I dati più recenti, riferiti al 5 febbraio, mostrano deflussi netti per circa 434 milioni di dollari dagli ETF spot su bitcoin negli USA, guidati da IBIT (-175 milioni). Sul lato ether, i flussi sono stati lievemente negativi, con ETHA (-56 milioni) in parte compensato da afflussi in altri prodotti legati a Ethereum.
  • La combinazione di prezzi più bassi, deflussi persistenti dagli ETF e liquidità fragile mantiene un sentiment difensivo. Per ora, il crypto si comporta come un’estensione ad alta beta del rischio azionario più che come asset diversificante, e la fiducia potrebbe tornare solo con mercati azionari più stabili e flussi ETF meno volatili.

Obbligazioni

  • I rendimenti dei Treasury USA sono crollati ieri, inizialmente in risposta all’impennata nei tagli occupazionali segnalata dal report Challenger di gennaio, seguiti poi dal calo nelle offerte di lavoro, dall’aumento delle richieste settimanali di sussidi e da un sentiment di rischio negativo nei mercati azionari. Il rendimento del Treasury a 2 anni è sceso di oltre 12 punti base fino a toccare il 3,43%, per poi risalire verso il 3,46%.
  • Il rendimento del Treasury a 10 anni è sceso quasi nella stessa misura, toccando un minimo a 4,16% prima di risalire a 4,19%, tornando così sotto la soglia tecnica chiave del 4,20%.
  • Gli spread high yield USA si sono allargati bruscamente, con l’indice Bloomberg che misura lo spread tra bond high yield e Treasury in aumento di 11 punti base a 275 punti base.

Materie prime

  • L’argento ha mostrato fortissima volatilità, con forti perdite iniziali seguite da un rimbalzo, a conferma che la liquidità ridotta e il de-risking forzato amplificano i movimenti. In Cina, il UBS SDIC Silver Futures Fund ha nuovamente toccato il limite giornaliero di ribasso del 10%, nonostante una breve sospensione delle negoziazioni, continuando comunque a scambiare con un ampio premio rispetto al NAV, distorcendo il meccanismo di scoperta del prezzo. Nel frattempo, il CME ha aumentato nuovamente i margini sui contratti di metalli preziosi per il 2026. Finché la volatilità non diminuirà e la liquidità non migliorerà, è probabile che l’argento continui a registrare movimenti violenti in entrambe le direzioni.
  • L’oro ha tenuto meglio rispetto all’argento, sostenuto da una domanda difensiva in un contesto di fragilità del sentiment. L’oro spot è stato scambiato intorno a 4.879 USD/oncia, in rialzo nella giornata, nonostante la volatilità cross-asset resti elevata. Le performance relative continuano a favorire l’oro all’interno del comparto dei metalli preziosi, dimostrando una minore vulnerabilità rispetto all’argento alle carenze di liquidità.
  • I prezzi del petrolio sono rimasti influenzati dai titoli di stampa, con l’attenzione focalizzata sui prossimi colloqui tra Stati Uniti e Iran. Il Brent ha chiuso intorno a 67,80 USD, mentre il WTI si è attestato sui 63,54 USD. Sebbene un premio geopolitico rimanga incorporato nei prezzi, un tono più distensivo nei negoziati potrebbe farlo svanire rapidamente.
  • Il gas naturale si è stabilizzato dopo l’alta volatilità recente, mentre il mercato ha digerito gli ultimi dati sulle scorte. La EIA ha riportato un prelievo settimanale di 360 bcf, un record in termini assoluti, ma comunque inferiore alla previsione di consenso di -379 bcf, ridimensionando le aspettative più rialziste. I fondamentali restano tirati, ma con il meteo e le scorte ora ampiamente noti, è probabile che l’azione sui prezzi a breve termine resti reattiva piuttosto che direzionale.

Valute

  • Il dollaro USA ha avuto una seduta mista, rafforzandosi giovedì sera con il peggioramento del sentiment di rischio ma senza proseguire in Asia, dove l’EURUSD è rimbalzato da un minimo locale di 1,1766 per tornare nell’area di 1,1800 più avanti nella sessione. L’USDJPY scambia a 156,82 dopo aver incontrato resistenza a 157,34 giovedì, in scia al calo dei rendimenti dei Treasury. L’AUDUSD ha recuperato da un minimo locale sotto 0,6900 per tornare sopra quota 0,6950.

  • La sterlina è risultata debole ieri, con la Bank of England che ha mantenuto i tassi con una votazione stretta di 5-4, quattro membri erano favorevoli a un taglio e il governatore Bailey ha fornito indicazioni accomodanti, portando il mercato ad anticipare un possibile taglio già dalla prossima riunione. Si aggiungono nuove turbolenze politiche per il Primo Ministro Starmer, coinvolto indirettamente nello scandalo legato a Peter Mandelson e le sue comunicazioni con Jeffrey Epstein. Il mercato inizia a interrogarsi sulla possibile sostituzione di Starmer con un leader laburista con orientamento più a sinistra. L’EURGBP è balzato da sotto 0,8650 a oltre 0,8720 giovedì, per poi rientrare sotto 0,8720 nella sessione asiatica di venerdì.


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