Rapida panoramica del mercato – 9 febbraio 2026
Rapida panoramica del mercato – 09 Febbraio 2026
Fattori trainanti e catalizzatori di mercato
- Azionario: rimbalzo negli Stati Uniti guidato dai semiconduttori, rally in Europa con forte dispersione e nuova spinta ai massimi storici in Giappone dopo le elezioni
- Volatilità: rimbalzo contenuto, ma in attesa di dati chiave dagli USA; la domanda di protezione al ribasso resta sostenuta
- Asset digitali: cripto in fase di stabilizzazione, flussi sugli ETF prudenti, la fiducia resta fragile
- Valute: dollaro più debole grazie al rinnovato appetito per il rischio e al rafforzamento dello yen post-elezioni
- Materie prime: i metalli preziosi recuperano con forza; il petrolio cala con l’allentarsi delle tensioni
- Obbligazioni: i Treasury scendono con il ritorno dell’appetito per il rischio; rendimenti JGB in salita su timori fiscali
- Macro: interventi di esponenti della BCE e della FED
Titoli macroeconomici
- Il Primo Ministro giapponese Sanae Takaichi ha ottenuto una vittoria storica nel dopoguerra, assicurando una super maggioranza dei due terzi alla Camera bassa. Questo risultato faciliterà l'approvazione delle leggi da parte della sua coalizione e riporterà sul tavolo la spinosa questione della riforma costituzionale.
- Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent ha evidenziato l’influenza dei trader cinesi sull’estrema volatilità recente dell’oro, e ha dichiarato che il candidato di Trump per la presidenza della Fed, Kevin Warsh, “sarà molto indipendente, ma consapevole che la Fed risponde al popolo americano”.
- Il vicepresidente della Fed, Jefferson, ha affermato che l’attuale politica monetaria è adeguata per affrontare le condizioni future e ha sottolineato l'importanza di evitare un ulteriore indebolimento del mercato del lavoro. La Daly della Fed è aperta a decisioni sui tassi, con possibili tagli nel 2026 in base a inflazione e dati sull’occupazione. Intanto, il leader democratico alla Camera Jeffries ha annunciato che non sarà approvato ulteriore finanziamento per il Dipartimento per la Sicurezza Interna senza una riforma dell’ICE.
- Morgan McSweeney, capo dello staff del laburista Keir Starmer, si è dimesso tra le polemiche legate alla nomina di Peter Mandelson come ambasciatore del Regno Unito a Washington, connessa a Jeffrey Epstein.
- Le autorità cinesi hanno consigliato alle istituzioni finanziarie di ridurre la loro esposizione ai Treasury USA, citando rischi di concentrazione e volatilità di mercato. La direttiva non riguarda le partecipazioni statali della Cina nei Treasury statunitensi ed è stata inquadrata come una misura per diversificare il rischio di mercato, senza implicazioni geopolitiche né sfiducia nella solvibilità americana.
Calendario macroeconomico (orari in GMT)
16:00 – Aspettative d'inflazione a 1 anno (NY Fed)
Lunedì ricco di interventi da parte delle banche centrali:
BCE: Simkus (08:00), Lane (12:00), Lagarde & Nagel (16:00)
Fed: Waller (18:30), Miran & Mann (19:30), Bostic (19:30)
Trimestrali
- Oggi: Apollo Global Management, Softbank Corp
- Martedì: Coca-Cola, AstraZeneca, Gilead Sciences, S&P Global, Welltower, BP, Duke Energy, Barclays, Spotify, Marriott, Ferrari, Robinhood, Cloudflare, Ford, Datadog, Kering, Xylem, Fiserv
- Mercoledì: Cisco, McDonald’s, T-Mobile US, TotalEnergies, Shopify, Siemens Energy, EssilorLuxottica, Applovin, CVS Health, Hilton Worldwide, Vertiv Holdings, Motorola, Heineken
- Giovedì: Hermès, L’Oréal, Applied Materials, Siemens, Arista Networks, Unilever, Softbank Group, Anheuser-Busch InBev, British American Tobacco, Vertex Pharmaceuticals, Brookfield, Agnico Eagle Mines, Howmet Aerospace, Airbnb, Vale, Mercedes Benz, Japan Tobacco, KBC Group, American Electric Power, Zoetis, Coinbase
- Venerdì: Safran, Enbridge, NatWest, Tokio Marine Holdings, Japan Post Bank, TC Energy, Cameco
Azionario
- USA: il rimbalzo di venerdì è stato guidato dai semiconduttori, con Nvidia, AMD e Broadcom in rialzo di oltre il 7%, mentre il mercato ha ignorato la debolezza legata all’AI della scorsa settimana. Il rally è stato abbastanza ampio da portare il Dow sopra quota 50.000, con Caterpillar e Goldman Sachs tra i ciclici più forti, grazie alla rotazione verso titoli sensibili alla crescita. Non tutto però ha partecipato: Amazon è scesa dopo aver segnalato un forte aumento degli investimenti in infrastruttura AI, mantenendo vivo il dibattito su capex e margini, mentre i risultati societari restano determinanti a livello di singoli titoli.
- Europa: anche l’Europa ha beneficiato del clima positivo, ma la sessione è stata guidata da una forte dispersione tra titoli. ASML è rimbalzata con il recupero del tech, Vinci è salita dopo risultati superiori alle attese, mentre i titoli della difesa hanno tenuto bene con Kongsberg tra i migliori e Rheinmetall in rialzo dopo una rilettura positiva della guidance. Il contrappeso è stato Stellantis, crollata dopo l’annuncio di 22,2 miliardi di euro di oneri legati alla revisione strategica e all'accelerazione dello sviluppo EV e ibrido, che ha appesantito il comparto auto nonostante l’avanzamento dell’indice generale.
- Asia: l’Asia ha aperto la settimana con tono positivo, guidata dal Giappone dopo la vittoria elettorale della premier Takaichi, che ha alimentato aspettative di stimolo fiscale e politiche pro-industria. Il Nikkei ha toccato nuovi record, trainato da titoli domestici e tematici: forte rialzo per Advantest, bene Mitsubishi Heavy Industries sulla tematica difesa, e acquisti diffusi su Aozora Bank, Tokyo Gas e JFE Holdings. A Singapore, il tono è stato più misto, con DBS sotto i riflettori dopo utili del Q4 inferiori alle attese, anche se dividendi e ritorni di capitale sostengono l’appeal per gli azionisti.
Volatilità
- La volatilità di mercato si è ridotta bruscamente alla fine della scorsa settimana con il recupero dei listini azionari, con l’S&P 500 in rialzo di quasi il 2% venerdì e gli indicatori di volatilità in calo. Il VIX ha chiuso a 17,76, in netto calo giornaliero, mentre le misure a breve termine sono scese ancora più rapidamente, segnalando un alleggerimento delle tensioni a breve dopo la recente correzione. Tuttavia, l’attenzione resta alta con eventi macro chiave in arrivo.
- I riflettori ora si spostano sui dati del mercato del lavoro USA di mercoledì e sull’inflazione di venerdì, entrambi potenzialmente in grado di ricalibrare le aspettative sui tassi e sulla crescita. Fino ad allora i mercati potrebbero restare tranquilli, ma la storia suggerisce che la volatilità può tornare rapidamente una volta pubblicati i dati.
- Sulla base della volatilità implicita, si prevede che l’S&P 500 possa muoversi di circa ±108 punti (circa ±1,55%) entro venerdì, a dimostrazione del fatto che gli investitori continuano a prezzare un’incertezza significativa per la settimana in corso.
- Controllo skew (scadenza odierna): i mercati delle opzioni continuano a prezzare la protezione al ribasso in modo più costoso rispetto all’esposizione al rialzo, con le put scambiate a premio rispetto alle call ai livelli attuali. Questo segnala che, nonostante il rimbalzo azionario, gli investitori restano più preoccupati da nuove discese che da eventuali rialzi non colti.
Asset digitali
- I mercati cripto tentano di stabilizzarsi dopo il forte calo della scorsa settimana, con Bitcoin sopra i 70.000 USD ed Ethereum vicino a 2.100 USD. Il rimbalzo riflette un miglioramento generale del sentiment di rischio, sostenuto dalla forza dell’azionario e dalla minore volatilità, ma la fiducia resta fragile dopo le forti liquidazioni di inizio mese.
- I flussi sugli ETF restano un indicatore chiave. Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato forti deflussi il 5 febbraio, con IBIT tra i principali contributori, seguiti da un parziale recupero il 6 febbraio. Tra gli ETF su Ethereum, ETHA si è distinto per i deflussi a fine settimana, segnalando una certa cautela da parte degli investitori, più orientati a ridurre esposizione che ad aumentare il rischio.
- Tra le principali altcoin, l’andamento è misto. XRP è in lieve rialzo, mentre Solana e altri token più volatili stanno consolidando. Il messaggio è che il mercato non è più in caduta libera, ma gli investitori restano prudenti, riducono la leva e attendono segnali più chiari da dati macro ed ETF prima di reinvestire capitale fresco.
Obbligazioni
- I rendimenti dei Treasury USA sono saliti per il secondo giorno consecutivo lunedì, dopo le notizie secondo cui la Cina avrebbe invitato le banche a ridurre l’esposizione ai titoli di Stato USA. Venerdì i rendimenti avevano già beneficiato del ritorno dell’appetito per il rischio, con gli indici azionari statunitensi in recupero. Il decennale di riferimento è rimbalzato dal minimo del 4,16% di giovedì al 4,23%, con una resistenza tecnica a breve vista intorno al 4,30%.
- In Giappone, la netta vittoria del partito di governo guidato da Sanae Takaichi ha alimentato timori fiscali, spingendo il rendimento del JGB decennale in rialzo di 6 punti base al 2,29%, vicino al massimo pluridecennale del 2,36% registrato il mese scorso. L’incremento è stato però parzialmente frenato dopo che il Ministro delle Finanze Katayama ha precisato che il taglio dell’IVA proposto dal Partito Liberal Democratico sarà limitato a due anni e applicato solo agli alimenti, senza nuovo debito pubblico.
Materie prime
- L’oro è tornato sopra i 5.000 USD dopo una settimana di estrema volatilità, che aveva visto il metallo giallo scendere fino a un minimo di 4.402 USD prima di registrare un forte rimbalzo venerdì. L’attenzione ora si concentra sulla possibilità che la volatilità si moderi, permettendo al mercato di tornare a una dinamica di crescita più sostenibile, supportata da fattori di domanda strutturali nel lungo periodo.
- L’argento scambia intorno agli 82 USD dopo aver recuperato da un altro forte sell-off avvenuto venerdì, che aveva temporaneamente spinto i prezzi verso i 64 USD. Il calo di quasi il 50% dal picco del 29 gennaio ha generato una volatilità estrema che continua a distorcere i meccanismi di determinazione del prezzo; tuttavia, il calo degli stock visibili continua ad attirare interesse speculativo, con la speranza che condizioni tese possano innescare un nuovo short squeeze.
- Gli hedge fund e gli altri gestori speculativi stanno vendendo metalli preziosi da diverse settimane, a causa delle condizioni di mercato rese più difficili da un’elevata volatilità, margini più alti richiesti dalle borse e limiti di rischio (VAR) più stringenti. Questo processo di deleveraging si è accelerato nella settimana conclusa il 3 febbraio: le posizioni nette lunghe sull’oro sono diminuite del 23% ai minimi da ottobre, quelle sull’argento del 38% ai minimi da 23 mesi, e sul platino del 42%, portandosi quasi in territorio neutrale.
- I prezzi del petrolio sono leggermente calati grazie all’allentamento delle tensioni in Medio Oriente, che ha ridotto i rischi immediati sull’offerta. Il Brent è sceso verso i 67 USD dopo aver registrato un calo settimanale di quasi il 4%, mentre il WTI è scambiato intorno ai 63 USD, dopo i colloqui a Oman tra Iran e Stati Uniti sul programma nucleare di Teheran, descritti dall’Iran come “un passo avanti”. Gli hedge fund hanno aumentato le posizioni nette long su Future Brent e WTI al massimo da sei mesi, raggiungendo quota 341.300 contratti dai livelli quasi neutri di inizio anno, rendendo i prezzi vulnerabili a una potenziale correzione del premio per il rischio.
Valute
- Lo yen si è rafforzato contro il dollaro fino a 156,22, dai 157,75 di venerdì, dopo che il massimo funzionario giapponese sul cambio ha dichiarato che il governo resta in stato di massima allerta nel monitorare i mercati valutari, a seguito della netta vittoria elettorale del partito di governo. Le autorità puntano a stabilizzare la valuta nell’ambito dei piani di stimolo fiscale. Sebbene un yen debole favorisca l’export, grava sui bilanci delle famiglie e rischia di alimentare ulteriori pressioni al ribasso.
- La debolezza del dollaro proseguita da venerdì è continuata anche nella sessione di lunedì, spinta dal miglioramento del sentiment globale verso il rischio e, in parte, dal rafforzamento dello yen legato al timore di un intervento da parte delle autorità giapponesi.
- Il report settimanale del Commitment of Traders (fino al 3 febbraio) ha mostrato una netta inclinazione speculativa verso la vendita del dollaro, nonostante un modesto rimbalzo della valuta statunitense nella stessa settimana. Di conseguenza, le posizioni nette corte complessive sui Future delle otto principali valute IMM sono più che raddoppiate, raggiungendo un massimo a sei mesi di 17,4 miliardi di dollari.