Martedì il rimbalzo trainato dai titoli dei semiconduttori ha attenuato i timori sui mercati azionari. Il VIX è sceso dell'8,6% a 17,05, tornando sotto quota 18, mentre la parte più breve della curva ha registrato il calo più marcato: il VIX1D, che misura il movimento atteso dell'S&P 500 nell'arco della singola seduta successiva, è crollato del 24,5% a 10,14, uno dei valori più bassi dell'anno.
La distensione, tuttavia, non ha interessato tutti i mercati allo stesso modo. Il petrolio ha messo a segno il quarto rialzo consecutivo, sostenuto dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e da una tempesta nel Golfo, riportando l'attenzione del mercato sull'inflazione. Le tensioni si sono manifestate nei tassi più che nelle azioni. Il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito a circa il 4,63%, massimo degli ultimi due mesi, USDJPY ha superato quota 163 per la prima volta dal 1986 e i future azionari statunitensi indicavano un'apertura in ribasso, nonostante il calo dell'indice della paura sull'azionario.
Questa calma sui mercati azionari precede inoltre direttamente la serata più intensa della settimana sul fronte delle trimestrali. Alphabet e Tesla pubblicheranno entrambe i risultati dopo la chiusura odierna, insieme a GE Vernova, Texas Instruments e ServiceNow.
REGIME DI MERCATO: RIALZISTA A BASSA VOLATILITÀ | VIX 17,05 | STRUTTURA A TERMINE: CONTANGO | SKEW: ELEVATO (151,66) | FUTURE VIX CON SCADENZA PIÙ VICINA: 18,45
Principali evidenze
- Il crollo della volatilità a un giorno. Il VIX1D è sceso del 24,5% a 10,14, mentre il VIX9D ha perso il 12,9% attestandosi a 15,48, ampliando a 5,34 punti il divario tra le misure a un giorno e a nove giorni, rispetto ai 4,35 punti della seduta precedente. A nostro avviso, il mercato delle opzioni ha eliminato quasi interamente il rischio dalla seduta cash odierna, concentrandolo invece nella finestra temporale che comprende le trimestrali di Alphabet e Tesla di questa sera, quella di Intel di giovedì, la decisione del FOMC del 29 luglio e l'indice dei prezzi PCE del 30 luglio.
- Calma sull'azionario, tensioni tra le diverse asset class. L'indice della paura sull'azionario è sceso nettamente, ma la volatilità del petrolio (OVX a 63,78, in rialzo del 2,8%) è rimasta vicina a un livello pari a 4 volte il VIX, mentre l'indice MOVE della volatilità dei Treasury è salito del 2,8% a 74,67, con il rendimento decennale ai massimi degli ultimi due mesi. Secondo la nostra valutazione, le vere tensioni della seduta si sono spostate dalle azioni al petrolio e ai tassi.
- Un rally ristretto, prezzato come tale. Il Nasdaq 100 è salito dell'1,93%, mentre l'S&P 500 equiponderato ha guadagnato appena lo 0,19%: il rialzo è stato quindi sostenuto da un numero limitato di titoli dei semiconduttori. La correlazione implicita tra i componenti dell'S&P 500 (COR3M) è scesa dell'11,8% a 7,99, ben all'interno di valori a una sola cifra, mentre l'indice di dispersione DSPX è rimasto a 47,51. Il mercato delle opzioni sembra quindi prezzare movimenti divergenti tra i singoli titoli, anziché movimenti sincronizzati.
Dati sulla superficie di volatilità: Saxo, Bloomberg, CBOE, al 22 luglio 2026, ore 06:00 CET circa. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
Fattore principale di mercato
Il rimbalzo trainato dai titoli dei semiconduttori ha attenuato i timori sui mercati azionari. Il movimento è stato guidato da Micron e Sandisk, sulla scia dei titoli legati alle memorie, mentre il quarto rialzo consecutivo del petrolio, sostenuto dal conflitto tra Stati Uniti e Iran e da una tempesta nel Golfo, ha riportato l'attenzione del mercato su inflazione e tassi, spingendo il rendimento decennale ai massimi degli ultimi due mesi. Per una panoramica macroeconomica completa, consultare la Market Quick Take - I semiconduttori rimbalzano mentre il petrolio riaccende l'attenzione sull'inflazione - 22 luglio 2026.
Panoramica del mercato alla chiusura di martedì 21 luglio 2026
- Stati Uniti (chiusura di martedì 21 luglio): S&P 500 a 7.509,20, in rialzo dello 0,89%, interrompendo una serie di tre sedute consecutive in calo. Nasdaq 100 a 29.155,18, in rialzo dell'1,93%, nella migliore seduta dal 29 giugno. Dow Jones a 52.230,23, in rialzo dello 0,74%. IWM, l'ETF iShares Russell 2000, a 296,54, in rialzo dell'1,45%. L'S&P 500 equiponderato è salito soltanto dello 0,19%, evidenziando un'ampiezza di mercato nettamente inferiore rispetto a quanto suggerito dagli indici principali.
- Sotto la superficie: il rally è stato soprattutto una storia legata ai semiconduttori. L'ETF SMH sui chip è salito del 4,52%, con Micron in rialzo di circa il 12% e Sandisk di circa il 14%, grazie al movimento trainato dai titoli legati alle memorie, mentre Nvidia ha guadagnato l'1,97%. Trimestrali superiori alle attese hanno sostenuto General Motors, in rialzo del 4,9%, e 3M, in progresso di oltre il 9%. Al di fuori dei titoli leader, le megacap hanno registrato un andamento contrastato: Microsoft ha perso l'1,13%, Alphabet l'1,38%, Amazon lo 0,98% e Meta lo 0,32%. I servizi di comunicazione, con XLC in calo dello 0,69%, sono stati il settore più debole.
- Metalli e titoli legati alle criptovalute: i minerari dei metalli preziosi hanno registrato forti rialzi, con GDX in progresso del 4,88%, i minerari junior GDXJ del 5,92% e l'ETF sull'argento SLV del 4,12%. Anche i titoli legati alle criptovalute sono saliti, nonostante bitcoin sia rimasto vicino a 66.250 dollari: Coinbase ha guadagnato il 9,61%, mentre tra i miner di bitcoin Cipher è salito dell'11,44% e Riot del 7,99%. Alle operazioni sugli ETF si applicano costi e commissioni; per tutti i dettagli consultare le commissioni di BG SAXO.
- Tassi, valute e materie prime: il rendimento del Treasury USA a 10 anni è salito a circa il 4,630% e quello a 2 anni al 4,255%, poiché il rafforzamento del petrolio ha riacceso i timori sull'inflazione. USDJPY ha superato quota 163 per la prima volta dal 1986 e il dollaro si è rafforzato per la quinta seduta consecutiva. Il greggio WTI si è mantenuto vicino a 85 dollari, mettendo a segno il quarto rialzo consecutivo, mentre l'oro ha esteso il movimento verso 4.130 dollari, dopo essere salito di circa l'1,9% martedì.
- Quadro della volatilità: VIX 17,05, VIX1D 10,14, VIX9D 15,48, VIX3M 19,59, future VIX con scadenza più vicina 18,45, seconda scadenza 19,47, VVIX 96,34, SKEW 151,66, COR3M 7,99, DSPX 47,51, MOVE 74,67, VXN 26,66, OVX 63,78, GVZ 23,94.
- Regime di mercato, secondo un'analisi basata su regole: rialzista a bassa volatilità. VIX a 17,05, volatilità realizzata a 20 giorni al 10,5% e in calo, S&P 500 dello 0,53% sopra la propria media mobile a 50 giorni.
Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE, 22 luglio 2026. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
Sentiment sui flussi di opzioni
Sulla base dei dati di fine giornata del 21 luglio: si tratta quindi del posizionamento di ieri e non dell'andamento dei prezzi di oggi.
- Flussi sui singoli titoli: hanno mostrato una preferenza per le call sugli indici, sui semiconduttori e su alcune large cap. Tuttavia, gran parte dei volumi più consistenti è stata scambiata a metà dello spread, per cui l'inclinazione rialzista sembra riflettere più un'attività di posizionamento che una forte convinzione direzionale. Gli acquisti più netti si sono concentrati sui semiconduttori, in particolare sui titoli legati alle memorie, e sugli ETF sui Treasury sensibili ai tassi. A questi si è contrapposto uno strato visibile di put acquistate sulle megacap tecnologiche e sugli ETF dei semiconduttori in vista della finestra delle trimestrali. Secondo la nostra valutazione, il quadro è quello di un'accumulazione accompagnata da coperture, non di una scommessa unidirezionale.
- Flussi settoriali e sugli ETF: hanno registrato volumi consistenti, ma senza una direzione definita. Le operazioni più rilevanti sugli indici e sui settori difensivi sono state eseguite a metà dello spread oppure sotto forma di calendar roll, un comportamento che sembra indicare soprattutto finanziamento e riposizionamento, più che una precisa view direzionale. Il segnale ribassista più chiaro della giornata è stato rappresentato da una singola put su un indice. A nostro avviso, il posizionamento dei portafogli è apparso costruttivo, ma solo moderatamente coperto e non pienamente convinto.
Superficie di volatilità - 22 luglio 2026, ore 06:00 CET circa
Struttura a termine del VIX
- VIX spot a 17,05 (-8,6%), di nuovo sotto quota 18, dopo che il rally dei semiconduttori ha rasserenato il mercato
- VIX1D a 10,14 (-24,5%) · VIX9D a 15,48 (-12,9%), con una distanza tra i due indicatori ora pari a 5,34 punti
- VIX3M a 19,59 · VIX6M a 21,66 · VIX1Y a 23,31, tutti al di sopra del livello spot, a conferma di una curva crescente a partire dalle scadenze più ravvicinate
Future sul VIX
- Future VIX con scadenza più vicina a 18,45, con un premio di 1,40 rispetto allo spot, poiché l'indice cash è sceso più rapidamente del future
- Future VIX sulla seconda scadenza a 19,47, con un rapporto tra prima e seconda scadenza pari a 0,950. La curva rimane quindi in contango, una configurazione in cui i contratti con scadenza più lontana vengono scambiati a livelli superiori rispetto a quelli con scadenza più vicina
Skew e correlazione
- CBOE SKEW a 151,66 (+3,8%), nuovamente nella propria area elevata. Ciò significa che gli investitori continuano a pagare un premio per la protezione ribassista out-of-the-money, nonostante il calo della volatilità spot
- COR3M a 7,99 (-11,8%), l'indice di correlazione implicita a 3 mesi, ben all'interno di valori a una sola cifra
- DSPX a 47,51 (+0,8%), l'indice di dispersione dell'S&P 500, rimasto vicino alla parte alta del proprio recente intervallo
Altre misure di volatilità
- VVIX a 96,34 (-6,3%), ossia la volatilità del VIX stesso · MOVE a 74,67 (+2,8%), l'indicatore della volatilità dei Treasury, salito insieme ai rendimenti
- VXN a 26,66, l'indice di volatilità del Nasdaq 100, con un premio del 56% rispetto al VIX
- OVX a 63,78 (+2,8%), la volatilità del greggio, a un livello pari a circa 4 volte quello del VIX · GVZ a 23,94 (-5,6%), la volatilità dell'oro
Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE, 22 luglio 2026. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
Che cosa sta prezzando il mercato
- La seduta è prezzata all'insegna della calma. Un VIX1D a 10,14 implica un movimento dell'S&P 500 di circa lo 0,64%, equivalente a circa 48 punti, durante la seduta cash odierna. Il dato è ricavato dai prezzi delle opzioni at-the-money e non costituisce una previsione. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori.
- La settimana davanti a noi non lo è. Le opzioni sull'S&P 500 implicano un movimento di circa 73 punti, pari a circa lo 0,97%, fino alla scadenza di venerdì. Questa finestra comprende le trimestrali di Alphabet e Tesla di questa sera e quella di Intel di giovedì. Entrambi i valori derivano dai prezzi impliciti delle opzioni e non da una view direzionale. Per conoscere costi e commissioni applicabili, consultare le commissioni di BG SAXO.
- Le coperture non sono state abbandonate. Uno SKEW a 151,66, insieme a un VIX in calo dell'8,6%, sembra indicare che la domanda di protezione ribassista out-of-the-money sia sopravvissuta al rally. A nostro avviso, gli investitori potrebbero essere riluttanti a ridurre le coperture in una fase caratterizzata da numerosi eventi di rilievo.
- La correlazione è prezzata vicino ai minimi. Un COR3M a 7,99 e un DSPX a 47,51 descrivono un mercato in cui la volatilità dell'indice può rimanere contenuta, mentre i singoli titoli si muovono in base alle rispettive notizie. Secondo la nostra valutazione, questa combinazione potrebbe far apparire conveniente la volatilità a livello di indice rispetto ai movimenti effettivi dei componenti, anche se il quadro potrebbe invertirsi rapidamente in presenza di uno shock macroeconomico comune. Gli esiti futuri sono incerti e possono comportare perdite.
I catalizzatori di oggi
La seduta statunitense concentra i dati programmati per oggi. Le vendite di abitazioni esistenti negli Stati Uniti relative a giugno saranno pubblicate alle 16:00 CET, seguite alle 16:30 CET dal rapporto settimanale dell'EIA sulle scorte di greggio, particolarmente rilevante dato che il petrolio è in rialzo da quattro sedute. L'evento principale arriverà dopo la chiusura statunitense, quando Alphabet e Tesla pubblicheranno i risultati del secondo trimestre insieme a GE Vernova, Texas Instruments e ServiceNow, prima di Intel giovedì e di Exxon Mobil e American Express venerdì.
La finestra delle prossime due settimane
Ieri la curva indicava mercoledì. Oggi mercoledì è arrivato.
- Il rischio si è spostato più avanti nel calendario, ma non è scomparso. L'indicatore a un giorno, a 10,14, segnala che il mercato si aspetta pochi movimenti durante la seduta cash odierna, mentre la misura a nove giorni, a 15,48, e quella a tre mesi, a 19,59, indicano che il rischio è concentrato dove si trovano i principali catalizzatori: Alphabet e Tesla questa sera, Intel giovedì, nonché la decisione del FOMC e il dato PCE della prossima settimana. Tutti questi eventi rientrano nella finestra a nove giorni, mentre nessuno è compreso in quella a un giorno.
- Una corrente contraria che gli indicatori azionari non mostrano. Il quarto rialzo consecutivo del petrolio ha portato la volatilità del greggio a un livello pari a circa quattro volte il VIX e ha spinto il rendimento decennale ai massimi degli ultimi due mesi. Nel frattempo, la volatilità dei Treasury è aumentata nonostante il calo di quella azionaria. A nostro avviso, la lettura rassicurante del VIX potrebbe sottostimare il rischio presente nei mercati dei tassi e dell'energia.
- Il rischio potrebbe essere concentrato, anziché diffuso. Con una correlazione implicita a 7,99, il mercato delle opzioni sembra non aspettarsi che i principali titoli dell'indice si muovano tutti insieme, ma che seguano traiettorie distinte. È esattamente ciò che si è verificato martedì: l'impennata dei semiconduttori ha spinto il Nasdaq in rialzo di quasi il due per cento, mentre il titolo medio si è mosso appena. Gli esiti futuri sono incerti e possono comportare perdite. Le opzioni comportano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori. Per conoscere costi e commissioni applicabili, consultare le commissioni di BG SAXO.
Fonte: Saxo, Bloomberg, CBOE, 22 luglio 2026. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
Conclusione
A nostro avviso, oggi il mercato appare tranquillo in superficie soprattutto perché il mercato delle opzioni lo ha prezzato come tale, non perché il rischio sia scomparso. Il divario di 5,34 punti tra le misure di volatilità a un giorno e a nove giorni, insieme alla divergenza tra un VIX in calo e una volatilità del petrolio e dei Treasury in aumento, sembra rappresentare il segnale più chiaro fornito dal mercato su dove potrebbero concentrarsi le tensioni.
Un investitore che oggi analizza la superficie di volatilità dovrebbe considerare che la calma e il rischio non sono in contraddizione. Si trovano semplicemente in punti diversi della curva e in differenti asset class. Gli esiti futuri sono incerti e possono comportare perdite, mentre le opzioni presentano un rischio elevato di perdite rapide e non sono adatte a tutti gli investitori. Per conoscere costi e commissioni applicabili, consultare le commissioni di BG SAXO. Le performance passate non sono indicative dei risultati futuri.
Nota importante: le strategie e gli esempi riportati in questo articolo hanno esclusivamente finalità educative. Sono pensati per supportare il processo decisionale e non devono essere replicati o implementati senza un'attenta valutazione. Ogni investitore deve svolgere le proprie analisi, tenendo conto della propria situazione finanziaria, della tolleranza al rischio e degli obiettivi di investimento prima di assumere qualsiasi decisione. Ricorda che investire nei mercati azionari comporta dei rischi ed è fondamentale operare in modo consapevole.